I recenti lavori di consolidamento della torre campanaria della Cattedrale di Adria hanno irrobustito adeguatamente la struttura, che ha superato indenne le avversità delle ripetute scosse telluriche del maggio e giugno scorso.
Circa la storia del bel campanile non abbiamo molte notizie. Vi è tuttavia incisa una iscrizione molto significativa che riporta in latino gli elementi essenziali del manufatto. Ecco il testo nella traduzione in italiano:
QUESTA SACRA TORRE E’ STATA ELEVATA A GLORIA DI DIO OTTIMO MASSIMO E DEI SANTI PIETRO E PAOLO PIETRO CON LA CHIAVE CI APPORTI OGNI BENE PAOLO CON LA SPADA ALLONTANI OGNI MALE ANNO 1686
La imponente struttura, che si eleva per circa 60 metri sulla città, è a pianta quadrata con cella aperta da finestroni arcuati a tutto sesto e cuspide a cipolla poligonale rivestita di rame, sopra la quale si erge la statua in bronzo dell’Apostolo Pietro originario patrono della Cattedrale. Un’opera questa della Fonderia F.lli Pagan di Verona realizzata nel 1965, mentre il rifacimento della cuspide, attuato nello stesso anno si deve all’impresa CIRMA, del comm. Navicella di Bottrighe.
Contemporaneamente a questi interventi l’allora Arciprete mons. Pietro Mazzocco volle provvedere anche alla sistemazione del castello e all’elettrificazione del movimento delle campane. Venne inoltre introdotta la quarta campana, solennemente battezzata dal Vescovo ausiliare della Diocesi mons. Marcello Rosina il 12 agosto 1965.
Altri lavori vennero eseguiti una trentina di anni dopo: nel periodo 1990-1999 l’Arciprete mons. Lino Dalla Villa diede infatti avvio ai lavori di restauro e consolidamento della parte superiore della torre, rendendola sicura sotto l’aspetto edilizio ed architettonico.
E veniamo ai nostri giorni.
Ultimamente l’interna carpenteria metallica si presentava sempre più indebolita e pericolante con il rischio di cedimenti strutturali. Negli ultimi anni durante gli interventi di ordinaria manutenzione, la ditta Elettrojolly campane di Legnaro PD – che dal 1976 è incaricata del servizio assistenza – aveva fatto presente alla parrocchia le gravi condizioni della cella campanaria, eseguendo degli interventi tampone e di rinforzo al vecchio castello.
Ormai la situazione si stava aggravando, e la ditta citata aveva consigliato di fermare le campane. Necessitava quindi un intervento urgente, finalizzato a mettere in sicurezza tutta la torre campanaria, con l’intervento di varie ditte, oltre all’Elettrojolly quali: Bertaglia Claudio di Bottrighe, Elettrotech di Padova e Boaretto Massimiliano di Adria, ben coordinati dall’arch. Mauro Scarpa.
Il Sinodo Diocesano è stato l’occasione per pensare di intervenire anche sul campanile, dedicando particolare cura alla cella campanaria, con la sostituzione del castello portante delle campane.
Nel progetto i carichi considerati sono stati dettagliatamente indicati nello studio tecnico relativo all’Analisi dei carichi; sostanzialmente essi hanno tenuto conto di vari fattori: pesi propri strutturali, carichi permanenti di esercizio, sovraccarichi accidentali, sovraccarichi per il vento e soprattutto per gli effetti sismici.
Il nuovo castello è stato costruito in base alle dimensioni della cella campanaria a forma quadrata con le basi legate fra loro ed ancorate sui muri portanti del campanile alla base della cella campanaria, così da consolidare anche le strutture murarie della torre.
Questa tipologia di soluzione è stata sicuramente messa a “dura” prova dal recente terremoto: grazie all’importante intervento nessun nuovo danno si è notato sull’alta torre campanaria. Sicuramente ha contribuito a tenere unito il manufatto anche la nuova carpenteria costruita secondo la normativa antisismica.
Oltre ai lavori di consolidamento, va sottolineato l’arricchimento del patrimonio campanario con l’aggiunta di una nuova campana. Un’iniziativa questa che è stata decisa non solo a ricordo del grande avvenimento religioso del Sinodo, ma anche per migliorare il concerto di campane che si presentava incompleto e stonato.
Con il nuovo bronzo è stato dunque ampliato il concerto, portato a 5 campane e perfettamente intonato in scala musicale diatonica.
Con il ripristino della cuspide, il potenziamento del parafulmine, il rifacimento del castello di sostegno e l’introduzione della quinta campana – fortemente voluta dall’Arciprete mons. Mario Furini e benedetta dal Vescovo Lucio Soravito de Franceschi nella solennità di Pentecoste il 12 giugno 2011 – è stato finalmente reso possibile il tanto atteso suono delle campane in concerto, in una struttura consona.
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Come citare questo articolo
Francesco Doati. “La torre della Cattedrale di Adria”. Ventaglio Novanta, n. 46, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-torre-della-cattedrale-di-adria/
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