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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Il monumento di Stanghella

Una significativa poliedrica opera scultorea di Virgilio Milani dedicata ai caduti della prima guerra mondiale

di R. M.

Ventaglio Novanta n. 51 2015 pp. 26–29

Premessa

I monumenti, in ogni parte del mondo, per ogni cultura hanno un insostituibile valore commemorativo di eventi che hanno segnato la storia di luoghi e di persone.

Sono libri aperti che abbiamo il dovere di leggere con gli occhi del rispetto e della memoria.

Mia madre, vittima di una ferita di guerra, subita nel corso di un bombardamento durante la seconda guerra mondiale, mi raccomandava, con commozione, di non passare davanti al monumento del nostro paese senza rivolgere uno sguardo ed un ricordo a chi aveva sacrificato la sua vita per la patria.

Da questa sorta di testamento, dall’ input offerto dal centenario della 1° guerra mondiale e dalla giornata della memoria, è nato il desiderio di proporre ai ragazzi di quinta della scuola G. Galilei di Stanghella il progetto “onore al monumento”.

Questo scritto è il risultato finale di un’attività rievocativa che ci ha fatto anche conoscere il grande scultore rodigino Virgilio Milani, illustre autore dell’opera monumentale che potremmo inserire nel già noto “percorso Milani” in un ideale gemellaggio tra Stanghella e Rovigo…

L’opera

E’ posto nella zona centro occidentale dell’ampia piazza O.R. Pighin a Stanghella il monumento che onora i soldati caduti nel corso della prima guerra mondiale (1915/’18). Il nostro paese ha sacrificato infatti molte giovani vittime sul terreno di questo conflitto che ha seminato la distruzione ed il dolore in quegli anni. Ciò rimane impresso nell’incisione riportata sul basamento con queste parole: “L’Alpe, il Carso, il Piave, il mare ne ebbero le spoglie. Stanghella ne custodisce il nome, la fede, la gloria”.

Il monumento risale all’anno 1921 ed è un’opera di grande valore artistico, realizzata dallo scultore rodigino Virgilio Milani annoverato tra i più illustri del ‘900 italiano ed europeo.

Noi abbiamo conosciuto questo Autore perché sul n°50 della rivista “Ventaglio 90” era presentato un percorso di suoi prodotti artistici in diverse vie di Rovigo, la sua città natale. Allora siamo molto orgogliosi di avere anche nel nostro paese un suo capolavoro che impreziosisce la nostra piazza, arricchendola di significati e di valore.

Il monumento si eleva verso il cielo con un obelisco che somiglia a quelli egizi e sul quale sono scolpiti i nomi dei caduti della Grande Guerra, ai quali sono aggiunti sul lato sud quelli di alcuni della seconda. Ci sono cognomi di molte famiglie di Stanghella che ricordano un passato duro e difficile che non dobbiamo dimenticare perché parte viva della nostra storia, quella che siamo chiamati a conoscere per trasmetterla un domani ai nostri figli.

La figura più imponente della scultura è il soldato che, rivolto ad oriente, pare voler dire, a chi gli passa davanti, di fermarsi per osservare le immagini che raccontano i momenti scuri delle vicende umane. Il milite indossa la divisa dei fanti di quei tempi: una giacca stretta in vita dalla cartuccera per le munizioni, pantaloni al ginocchio completati da strette fasce che avvolgono i polpacci per difendere le gambe dal freddo delle zone di battaglia.

Calza scarponi da montanaro con le suole chiodate per affrontare i sentieri impervi e la trincea nella quale era costretto a stare con il terrore degli attacchi e della morte. Il suo capo è protetto dall’elmetto che gli conferisce l’aria coraggiosa di chi non teme il pericolo.

E’ molto significativa la posizione del suo corpo che ci dà l’idea della sua fierezza… Il viso è rivolto al sorgere del sole come se da esso assorbisse la luce e la forza. La mano destra stringe il pugnale mentre la sinistra è in pugno sul cuore, quasi a giurare fedeltà alla Patria per la quale sta donando la stessa vita.

La storia di quest’uomo, che rappresenta tutti i soldati italiani, è narrata da Virgilio Milani con la scultura, come se avesse voluto scriverla sulle pagine di un libro di storia destinato a noi che lo vogliamo leggere.

Sul lato sud si osserva un vecchio curvo ed affaticato che spinge un aratro con la lama affondata nella terra da preparare per la semina. Lo aiuta la moglie che cerca di governare i buoi utilizzati nel lavoro dei campi. Lo fa con grande fatica, con uno sforzo superiore alle sue energie consumate dagli anni e dalla povertà. I volti dei due anziani esprimono la fatica, lo sforzo sicuramente troppo intenso per la loro età ormai avanzata.

Osservando il lato occidentale del monumento si è sorpresi dalla presenza di un ragazzo che incita il bue più robusto, quello che tira con più potenza l’aratro. E’ lui che aiuta i nonni a coltivare la terra, ora che il padre ha dovuto andare al fronte. Indossa solo un perizoma, come i personaggi raffigurati nelle statue greche, e Virgilio Milani sembra così sottolineare i suoi studi classici evocando i giovani eroi greci.

Molto toccante è la scena del lato a nord, rivolto alla Chiesa Parrocchiale. Solo le donne sono protagoniste del dolore che ha colpito la famiglia. La guerra si è portata via il marito ed il padre, lasciando in lacrime le sue care che sono quasi rintanate in un angolo e si stringono per farsi coraggio. Hanno un aspetto umile ed esprimono la disperazione che ha distrutto la serenità della famiglia.

Sullo sfondo è raffigurata la casa che aspetta invano il ritorno del soldato: sembra avvolta in un silenzio che sa di dolore e di solitudine.

La maestra ha suggerito un parallelo con la poesia di Giovanni Pascoli nella quale il padre ucciso misteriosamente è atteso invano a casa come una rondine – vittima dello stesso destino dell’uomo – il cui nido è nell’ombra che attende, che pigola sempre più piano…

Destino triste quello del soldato che noi ora onoriamo con cuore sincero.

Di lui ora vive il ricordo doveroso ed incancellabile nella memoria di chi lo ha amato, ed in noi che con queste parole lodiamo il suo eroico coraggio.

Gli alunni delle classi 5aA e 5aB della Scuola Primaria G. Galilei

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Come citare questo articolo

R. M.. “Il monumento di Stanghella”. Ventaglio Novanta, n. 51, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-monumento-di-stanghella/

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