Nato in Adria il 4 luglio del 1914, Primo Guarnieri fu insegnante elementare e poi direttore didattico. Attività queste che svolse ad Adria e che contraddistinsero la sua vita dopo la seconda guerra mondiale, mentre gli anni della gioventù furono per lo più contrassegnati dal servizio nell’esercito: dal 2 aprile 1935 prestò infatti servizio militare a Piacenza, prima nel 65º Reggimento Fanteria, poi al Distretto Militare, ed infine al Comando della Divisione “PO”.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale fu destinato alla Caserma Gattinara di Rovigo. Era il 7 dicembre 1940 e rivestiva il grado di Caporal maggiore e proprio in quel periodo scrisse anche una preghiera “Alla Vergine del Ss. Rosario” che ebbe l’imprimatur del vescovo Guido Maria Mazzocco.
Con gli eventi armistiziali dell’8 settembre 1943, si sbandò rimanendo comunque nel territorio polesano ed iniziando a progettare impegni nel campo culturale e sociale. Cosicché nel primo dopoguerra riprese gli studi e negli anni Cinquanta conseguì la laurea¹ in pedagogia all’Università di Torino, dopo aver ottenuto il diploma magistrale all’Istituto Carducci di Ferrara e il diploma di abilitazione alla Vigilanza nelle scuole elementari presso la Facoltà di Magistero di Torino”².
La sua vita fu inoltre contrassegnata da un costante impegno nell’Azione Cattolica e nel partito della Democrazia Cristiana, ed ebbe anche un breve periodo³ nel laticlavio romano⁴. Nominato Socio Corrispondente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, fu anche decorato con la medaglia d’argento al merito della pubblica istruzione cui tenne tantissimo e che, ben incorniciata, espose nel suo studio privato, accanto ai molti trofei guadagnati in svariati concorsi di poesia, sparsi un po’ in tutta Italia, ai quali partecipò, come era di moda in quegli anni, facendosi conoscere ed anche apprezzare, soprattutto nella pubblicistica per bambini.
Venne insignito del cavalierato repubblicano per il suo impegno politico quale consigliere ed assessore comunale di Adria e poi quale consigliere ed assessore provinciale di Rovigo. Fu peraltro promosso commendatore e venne attenzionato anche dal mondo cattolico, di cui era sicura espressione, con la nomina a commendatore dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La cerimonia d’investitura si tenne a Roma dalle mani del Cardinal Luigi Traglia nella chiesa di Sant’Onofrio al Gianicolo (1 marzo 1968).
Nel 1970 è segnalato come vice presidente del Consorzio per lo sviluppo economico e sociale del Polesine e con questa attribuzione partecipò ai funerali, tenutisi il 15 aprile, nella Cattedrale adriese di monsignor Pietro Mazzocco⁵.
Fecondo autore in materia di legislazione scolastica e nel campo pedagogico, fu particolarmente apprezzato e conosciuto nell’ambito dell’educazione scolastica e delle rappresentazioni accademiche di fine anno: numerosi i saggi, attribuiti alla sua penna, musicati dal maestro Danilo Venturi⁶. Una collaborazione fruttuosa questa che valse a coinvolgere intere generazioni di scolari anche con operette⁷ di discreto successo, che si tenevano per gli alunni delle scuole elementari. Ad Adria, per esempio, andarono in scena presso il teatro comunale cittadino; e a questo proposito va citata la maestra Atilde Zen (1896-1986), poetessa di rara sensibilità che espresse il meglio di sé, sia nell’organizzazione che nella preparazione degli scolari.
Collaboratore assiduo del Numero Unico del Settembre Adriese, Guarnieri non fece mancare il suo contributo alla pubblicazione proponendo soprattutto temi a carattere locale. Ne è un esempio concreto l’articolo pubblicato nell’edizione del 1960, intitolato: “Bortolo Lupati: patriota e tipo ameno”⁸.
Guarnieri scrisse anche un libretto autobiografico: Nel segno del Cancro⁹ ricco di significativi dati di fatto, sia propri che di famiglia, come pure editò una raccolta di tutti i suoi interventi parlamentari, con presentazione del giornalista di Ariano Polesine, Umberto Carzoli (1926 – 2009)¹⁰.
Attivo collaboratore di giornali e riviste, fu soprattutto un poeta intimista e dalla ricca produzione: diversi risultano infatti i titoli a suo nome. L’ultimo venne presentato postumo, nel trigesimo della morte, presso la Sala Cordella di Adria dove, oltre al professor Elios Andreini, vicesindaco, che parlò di Guarnieri come uomo politico, ed al professor Livio Crepaldi, che illustrò Guarnieri come insegnante, parlò pure, su invito del sindaco di allora, Valerio Cavallari, il giornalista Paolo Ettore Forzato Arcioni, ovvero chi scrive, che presentò l’ultima produzione in versi di Guarnieri, intitolata: Le rime del crepuscolo.
Guarnieri, che morì improvvisamente il 7 maggio 1982, in una assolata mattinata adriese, venne omaggiato da ben sei epigrafi, sei corone, due annunci sui quotidiani, diversi contributi giornalistici¹¹ e dalla benedizione dell’Ordinario Diocesano appositamente giunto da Rovigo per un estremo saluto.
Fu sepolto nel cimitero comunale durante una plumbea giornata di pioggia. Lo accompagnarono amici e colleghi, soprattutto Gino Pozzato (1917-2012), già insegnante all’Istituto Magistrale di Adria, Carlo Badini, ma anche primo segretario della Democrazia Cristiana, dopo la seconda guerra mondiale. Non c’era Lucia Mancini (1923-1982), poetessa, e già sua preziosa collaboratrice scolastica, che gravemente malata sarebbe morta circa otto mesi dopo ed ad un anno dall’aver edito la sua prima raccolta di poesie: Trasparenze¹² opera fortemente voluta da Guarnieri¹³ stesso e che riscontrò un notevole interesse nel Polesine¹⁴ e non solo.
Pochi mesi dopo la scomparsa del Senatore Primo Guarnieri, la famiglia, che risiedeva nello stesso stabile dove allora abitavo anch’io, mi offrì l’opportunità di rilevare dalla sua fornita biblioteca quanto credessi utile per me. Così feci, senza però dimenticare molte biblioteche pubbliche, polesane e non, alle quali, nel tempo, omaggiai sia alcuni suoi scritti che i libri tanto gelosamente da lui conservati, in particolar modo quelli dove era citato.
Fu questo l’ultimo mio omaggio ad un compagno di strada discreto e paterno con il quale a lungo avevo conversato in oltre dieci anni di vita passata quasi assieme.
Lo avevo conosciuto molti anni prima non ad Adria ma a Montecatini, dove lui andava a curarsi con le acque di quelle terme. Fu lui ad apostrofarmi per strada, chiamandomi per nome, colpito dalla consistente somiglianza che dimostravo con mio padre (1915-2000). In quegli anni anche mia madre (1920-2002) raggiungeva Montecatini per curare il suo fegato ed io le facevo compagnia leggendo libri di storia patria, in quelle indimenticabili calde estati di vacanze scolastiche ormai irripetibili.
Della produzione di Guarnieri parlai in varie occasioni, prima fra tutte quella tenutasi nel settembre del 1982 presso la sala del Circolo Unione adriese, indimenticabile per le presenze e per il dolce tepore di quella giornata estiva che lentamente scivolava verso l’autunno. Fu un abbraccio d’addio, al quale i poeti del circondario adriese vollero dare vita per ringraziarlo per le sue premure e per il libretto, edito diversi lustri prima proprio col titolo: “I Poeti polesani contemporanei”.
Significativamente sulla lastra tombale di Primo Guarnieri sono stati riportati alcuni suoi versi:
L’IMMENSITA’ DEL TEMPO E DELLO SPAZIO MI ANNULLA IL MIO SPIRITO SI PROTENDE VERSO VASTI ORIZZONTI NELL’IMMORTALITA’
La moglie, Gina Mazzi, nata il 23 ottobre 1914, insegnante elementare, che gli diede una figlia, Floriana, morì, a Papozze, ad un soffio dai cento anni, nella notte del 17 giugno 2012. Venne sepolta nel cimitero comunale adriese dopo il rito esequiale che si tenne nella Basilica di Santa Maria Assunta, detta della Tomba, di Adria, nel pomeriggio di martedì 19 giugno 2012, a trent’anni, e qualche settimana, da quello del compianto marito.
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Ettore Forzato Arcioni. “Primo Guarnieri (1914-1982)”. Ventaglio Novanta, n. 51, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/primo-guarnieri-1914-1982/