La notizia, riferita dalla televisione lo scorso 18 dicembre, della morte di Virna Lisi, oltre ad avermi addolorato, mi ha riportato alla memoria un particolare episodio, sfociato in un duplice incontro tra me e la famosa attrice scomparsa.
Un’esperienza per me significativa e piacevole, verificatasi nel 1991, che avevo completamente archiviata nella memoria. Archiviata probabilmente perché non l’avevo mai raccontata a nessuno, forse per non apparire presuntuoso.
Alla notizia della scomparsa di Virna Lisi, ho però rivissuto nitidamente i momenti della particolare esperienza, che oggi mi fa piacere riferire per ricordare così questa nostra grande attrice del cinema e della televisione.
In quegli anni trascorrevo le vacanze natalizie con mia moglie e mia figlia in una casa per ferie di Cortina d’Ampezzo, diretta dalle Madri Canossiane, che noi conoscevamo da tempo perché esse gestivano, tra gli altri, anche l’asilo infantile di Castelguglielmo, paese dove allora abitavamo.
Le suore avevano destinato la loro bella struttura montana per ospitare soprattutto le famiglie, allo scopo di favorire le vacanze dei genitori assieme ai figli. Giornate davvero piacevoli: durante il giorno si sciava e, prima di cena, si passeggiava nel centro della cittadina. Le lunghe serate invece erano dedicate ai giochi più disparati, che si organizzavano nella casa per la gioia dei grandi e dei numerosi ragazzi.
Anche le suore e don Gianni (assistente spirituale) si intrattenevano con noi villeggianti e partecipavano, in buona confidenza, ai giochi ed anche alle conversazioni organizzate su argomenti formativi mirati. Con madre Betti, che conosceva la passione mia e di mia moglie per la pittura e la musica, si parlava anche delle mostre che visitavamo nelle gallerie del centro e dei concerti che seguivamo nelle chiese locali.
Da queste nostre conversazioni nacque un’idea particolare: perché non mettevo a disposizione i miei dipinti per una mostra di pittura, anche allo scopo di raccogliere fondi da destinare alle missioni delle suore? Perché non dare vita ad un’iniziativa magari anche da abbinare ad un concerto per attirare più visitatori?
Madre Betti era entusiasta dell’idea, io invece ero alquanto perplesso perché ritenevo che, in un ambiente tanto particolare come Cortina, ci volessero delle persone ben note al pubblico, delle figure conosciute per richiamare gente e favorire il successo dell’iniziativa.
– Una persona giusta, che ci darà una mano, ce l’abbiamo proprio qui vicino a noi – disse madre Betti. – Questa villetta, che sta davanti alla nostra casa, è dell’attrice Virna Lisi. Lei viene spesso a trascorrere qui le vacanze.
– Ma lei pensa che una come Virna Lisi abbia il tempo e la voglia di cimentarsi in queste cose? – dissi io manifestando il mio scetticismo.
– E’ una signora molto disponibile – sottolineò di rimando madre Betti. – Noi la conosciamo molto bene perché si ferma spesso a parlare con noi. E’ gentile e aperta; è una donna semplice, generosa. Puoi parlare con lei con tranquillità. – concluse dandomi il mandato di approcciarmi con l’attrice.
– Ma le sembra che se la incontro, lei si fermerebbe a parlare con uno sconosciuto? – replicai tutt’altro che convinto.
– Non ti resta che provare. E poi, se è una cosa che deve avvenire, vedrai che succede da sola – insisté madre Betti.
Il nostro discorso si era così concluso, con l’idea da parte mia di lasciare l’iniziativa al destino, secondo le ultime parole di madre Betti.
Il giorno successivo, in attesa della cena, decisi di recarmi in centro città per la solita passeggiata. Stavo uscendo dal cancello del cortile e stavo per immettermi sul marciapiedi quando mi si affianca una signora alta, avvolta in una lunga pelliccia, come era di moda allora, e un folto cappuccio in testa. Mi spostai di lato per lasciarla passare. Lei si girò e ringraziò salutandomi. Era Virna Lisi.
– Proprio lei! – mi venne spontaneo dire, ricambiando il saluto.
– Cosa vuol dire? – replicò l’attrice.
– Con madre Betti, che lei conosce, si era detto che se l’avessi incontrata, le avrei parlato – dissi tutto d’un fiato.
– Guardi – mi rispose Virna Lisi con cortesia – io sto andando in centro. Se vuole facciamo la strada insieme così può dirmi tutto.
Il centro del paese distava cinque-seicento metri per cui camminammo insieme, affiancati, per un bel po’ di tempo, come due vecchi conoscenti. Io le esposi il progetto relativamente al quale si era fantasticato con la suora.
– Sarebbe una bella idea – disse – ma è molto complesso organizzare qui a Cortina una cosa del genere. Io sono molto in giro per i miei impegni di lavoro. Vengo qui per brevi periodi di riposo. Comunque possiamo parlarne questa estate. Intanto parliamo di lei. Mi dica che cosa dipinge e qual è il suo genere di pittura.
Le parlai dei miei quadri, dei soggetti da me preferiti, cioè dei fiori e delle nature morte che realizzavo in quel periodo, dello stile che richiamava gli impressionisti, come era stato detto nelle recensioni pubblicate sui giornali in occasione delle mie mostre precedenti.
– Guardi – mi disse – mentre ci si avvicinava al centro del paese. – Sono proprio i soggetti e il genere di pittura che piacciono a me. Facciamo così. Io torno qui a Cortina per le vacanze pasquali. Lei mi porti in visione diversi quadretti di piccole dimensioni con fiori e nature morte, specialmente con della frutta. Vorrei mettere questi dipinti nella sala da pranzo qui in montagna.
Dopodiché ci salutammo, scambiandoci i numeri di telefono e lasciandoci con questo appuntamento.
Nei mesi successivi pensai qualche volta a Virna Lisi e all’accordo fatto, ma ritenevo che lei avesse ben altri pensieri per la testa che ricordarsi di me. Invece – la cosa mi stupì non poco – il giovedì della settimana di Pasqua mi telefonò lei personalmente da Cortina chiedendomi se avevo in programma di raggiungerla con le tele, come avevamo concordato.
Restai sorpreso ed anche imbarazzato. Come potevo dirle che non mi aspettavo che lei si ricordasse dell’invito? Che non pensavo di andare lassù in quei giorni, ma che avrei ritardato di qualche settimana? Mi scusai dicendole che erano sopraggiunti impegni di lavoro imprevisti.
– Non importa – disse lei. – Per me va beve se viene questa estate. Io torno quassù in agosto. Ci vediamo qui a casa mia il giorno 22. Venga in tarda mattinata con i quadretti come avevamo detto.
Ci lasciammo così, facendoci gli auguri.
Alle ore 11 del giorno 22 agosto arrivai puntuale presso la sua abitazione. Mi accompagnava mia moglie per aiutarmi a portare i pacchetti. Virna Lisi ci accolse nel suo bel soggiorno in stile ampezzano. Indossava un lungo vestito verde scuro che rendeva ancora più alta e snella la sua figura, sempre elegante, i lunghi capelli biondi.
Ci fece accomodare sui divani del salotto, mentre il marito ed un altro signore, che ci presentò come un regista (di cui non ricordo il nome), si ritirarono nello studio attiguo per lasciarci liberi. Ci offrì dei pasticcini e ci invitò a disporre le tele in fila, appoggiate al tavolino. Le osservò attentamente ad una ad una e ne scelse alcune.
A questo punto le mostrai anche una tela più grande, che raffigurava la sua casa, al cui interno ci trovavamo in quel momento; un quadro che avevo dipinto alcuni giorni prima con le cime delle Tofane alle spalle dell’abitazione, come si vedevano nella realtà.
Fu contenta in modo particolare di questo mio lavoro.
– I quadretti con le nature morte li appendo qui sopra la cassapanca nell’angolo pranzo – mi disse, – mentre la tela con la mia villetta me la porto nella mia casa a Roma, così posso continuare a vedere queste belle montagne.
Due anni dopo ci incontrammo casualmente in un negozio di Cortina. Fu lei a riconoscermi per prima. Si avvicinò a me e ci salutammo cordialmente.
Da allora Virna Lisi ho avuto opportunità di seguirla solo nella sua apprezzata attività professionale. Ma ora, in occasione della sua improvvisa scomparsa, mi è tornato nitido il ricordo di come le nostre strade si siano temporaneamente incrociate: un’occasione di incontro risultato per me molto significativo. E mi gratifica pensare che chi oggi frequenta le sue abitazioni possa soffermare lo sguardo su uno dei miei quadri, da lei scelti per ravvivare gli ambienti in cui è vissuta.
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Come citare questo articolo
Paolo Zambonin. “Il mio incontro con Virna Lisi”. Ventaglio Novanta, n. 51, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-mio-incontro-con-virna-lisi/