DENTRO LA LUCE
Si posa al mattino come pura energia e muovendo il mondo alimenta la tua mente.
Entra nelle gocce di pioggia s’infrange sull’asfalto s’infila negli anfratti dei tetti, su grondaie e camini vecchi.
Si posa e fa brillar le foglie a diventar linfa, vita o follia lo svegliar della natura in uno stridio di colori.
Poi, d’estate, scoppia in un rosso e cocente tramonto. E in autunno si colora della ruggine dei rami spogli di foglie tremanti.
D’inverno, impallidisce nel freddo e bianco sole che scopre monti lontani ed esplode nelle case nello scoppiettio del fuoco che incanta e sorride alle antiche magie dei bambini.
L’ADIGETTO
Ricordo, il profumo di margherite e viole. E corse di bimba, nei prati al sole. Le leggende di Troia e dei Legionari la gloria. Grida di guerra, straniere e partigiane, soldati e piume indiane..
Ricordo i baci proibiti tra i pioppi del boschetto. Sguardi inibiti, e tu che mi tenevi stretto. Le campane nella sera, le rondini tornate e il mondo che non c’era.
Ricordo le risate, i cerchi nell’acqua e il gracchiar di un ranocchio che mi strizzava l’occhio. Che belle serate!… l’argento a guardar del fiume amico, la stori a raccontar, di un mondo già antico…
L’ULTIMA STOCCATA
E’ arrivata l’alba, la vittoria ti aspetta, immobile, silenziosa amica o celata nemica?-
L’ultimo avversario è là che in quella calma segreta, l’ansia di tutti nasconde. Si prepara e toglie la tuta.
Prima il passante, poi il giubbetto, piega la punta, attacca il fioretto, ti fa il saluto e cambia d’aspetto. Metti la maschera e cerca rispetto!
In guardia – dice l’arbitro – Lucenti sono l’arme! – A Voi! Silenzio e tensione nella sala, stridono le scarpe in pedana.
In prima, seconda, terza e quarta Assalto, affondo, para, tocca!! Stoccata, la luce verde lampeggia. Vola il tuo grido e la maschera….
All’avversario stringi la mano, per lui una rivincita e l’onore! In fine, la gioia e la vittoria riuniscono amicizia e gloria.
Vinto Premio – sez. sportiva a Rieti 2015 – 3° Premio e Premio della Critica.-
IL GIARDINO INCANTATO
In quel magico giardino tutti i fiori erano grandi, al sole. Felici nei colori della luce, caldi nel brusio del vento. In quel magico giardino in un giorno di fine estate, solo un piccolo bocciolo bianco, nascosto fra i rami e il verde, era a raccontar la sua storia alla cicala e all’ultima rosa. Lui non vedrà le sue promesse di queste calde giornate sempre, sempre più corte, ma piene di profumo di cose, che s’irradiano nella musica che incanta e viene dal cuore.
D I M M I
Dimmi "ti amo" e ti ruberò il cuore. Sarò leggera come pioggia di Primavera o carezza d'aurora che apre il mattino. Voleremo nei cieli sul carro del Sole, fra nuvole di prati, valli e colline. E poi giù, negli abissi del mare d'Estate a guardar lassù la notte nel velo di stelle mentre la luna, vanitosa e birichina si specchia nei tuoi occhi incantati. Ti porterò nel mio lungo viale d'Autunno, dove il sole gioca fra le foglie e i rami.. E nel calar della sera a guardar l'Infinito con il vento di Ponente fra i capelli… A sussurrar “ti amo” e t’insegnerò l'Amore.-
DELTA D’AMORE
Sento il battito del tuo cuore e lo scorrer della linfa di una vita contorta. Difficile è l’andare nei gorghi del tuo percorso, che alla fine rallenta a guardar le meraviglie dei riflessi d’acqua d’argento, che, danzando lenta e altera, sposa l’onde spumeggianti del suo grande Mare.
Le rive vestono il verde di alberi robusti e di natura diversa e il profumo d’erba fresca delle canne che svettano nei cieli. Sotto il ponte, fra rami e sassi in fila, gli anatroccoli selvatici scivolano incerti nell’acqua, a imparare la loro prima lunga lezione di vita, mentre gabbiani ed aironi s’alzano fra i rami della foce.
Grande fiume di lunga storia fatta di pace, guerre e povertà, di sangue, tragedie e libertà, d’amore per la tua terra dove ondeggiano campi di grano e la gente sorride gentile guardando il tramonto unico, dai colori quasi impossibili dove il brillare d’acqua cangiante s’immerge nell’infinito della sera.
“IL SENSO DELLA VITA”
Una rosa rossa per te, nella mano stretta fra le dita è per il tuo risveglio alla vita.-
Rossa come pietre e rubini, come deserto senza confini, come il sangue delle tue vene.-
Rossa come il lento tramonto che si specchia sul fosso, come l'arsura nella tua gola.-
Cavalcare vorrei le nuvole e fermare il tempo nello spazio, dove non si nasce, non si muore.-
Dove non c'è il dolore, ma amore che ti fa sorridere, perdonare e vedere la luce dall'ombra arrivare.-
LA SCATOLA CHIUSA
Un sole di rame indugia, scende lentamente nell'acqua e, nello splendore dell'oro, trova un brivido antico nascosto dentro il petto.
La sera imbruna l'onda, l'aria odora di pioggia. Il muschio profuma l'aria e piccole gocce bagnano ricordi molto lontani.
Dove sei non so più, forse neppure ricordi i nostri giochi infantili, dimenticati in soffitta nel segreto di una scatola chiusa.
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Come citare questo articolo
Flavia Altieri. “Delta d’amore”. Ventaglio Novanta, n. 54, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/delta-damore/