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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il Monastero si racconta

Cinque secoli di storia letti attraverso la testimonianza di Don Alessandro Rossi, ultimo Abate di governo

di Ventaglio Novanta

Ventaglio Novanta n. 54 2017 pp. 154–157

Ampio interesse ha suscitato la presentazione del progetto Il Monastero si racconta svoltasi sabato 15 ottobre 2016 presso la Sala Flumina del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo.

L’evento

L’evento si è aperto con la perfomance teatrale Caro viaggiatore scrivi anche tu, tuo Alessandro Rossi, di e con Luigi Marangoni, che ha fatto da collegamento tra il passato ed il presente richiamando l’attenzione sul diario di Don Alessandro Rossi, il Liber Notabilium, prezioso documento da cui trae ispirazione il progetto.

Dopo i saluti del sindaco di Rovigo Massimo Bergamin e di Andrea Donzelli, assessore alla cultura del Comune di Rovigo, si sono susseguiti gli interventi dei rappresentanti degli Enti promotori e di chi, a vario titolo, ha collaborato alla realizzazione del progetto, componendo, come pezzi di un puzzle, il ruolo rivestito e il contributo apportato: Luigi Costato, presidente Fondazione Banca del Monte di Rovigo; Andrea Donzelli in rappresentanza della Fondazione Rovigo Cultura; Elena Papa, dirigente scolastica dell’I.I.S. Edmondo De Amicis di Rovigo; Alice Faccio, consigliera di CeDi Onlus; Alberto Biasiotto della direzione ENAIP Rovigo; Stefano Turolla, direttore scientifico del progetto.

Al tavolo dei relatori sono inoltre intervenuti diversi studenti della classe IV e V dell’indirizzo Grafica dell’I.I.S. De Amicis di Rovigo, insieme ad alcuni docenti, che hanno illustrato la loro partecipazione al progetto, nell’ambito del programma di Alternanza Scuola Lavoro 2015-2016.

Giorgio Lazzarini, segretario generale Fondazione Banca del Monte di Rovigo ha coordinato gli interventi.

Al termine della presentazione in Sala Flumina è seguita, a cura del direttore scientifico del progetto, arch. Stefano Turolla, l’illustrazione della pannellistica congiuntamente alla visita guidata agli “Spazi ritrovati”, un percorso attraverso le destinazioni d’uso dei vari ambienti del monastero così com’erano alla metà del XVIII secolo, ricostruiti proprio grazie al Notabilium di Don Rossi, ultimo abate di governo del monastero olivetano.

La mattinata si è conclusa con una degustazione di piatti ispirati alle ricette di Bartolomeo Scappi, cuoco di Papa Pio V, tratte dalla sua opera pubblicata a Venezia nel 1605, a cura degli allievi di ENAIP Rovigo.

Il progetto

Il progetto Il Monastero si racconta nasce da un’idea di Stefano Turolla che già qualche anno fa, nel corso di alcune ricerche archivistiche sul Monastero Olivetano, fu colpito dalla nutrita presenza di manoscritti dell’abate don Alessandro Rossi. In particolare la sua attenzione si soffermò su un codice, il Notabilium, nel quale l’abate rodigino annota minuziosamente tutti gli accadimenti (dalle questioni legali a quelle edilizie) inerenti il Monastero nel periodo compreso tra il 1733 e il 1765. Il materiale raccolto costituiva una sorta di narrazione, quasi un racconto. Il Monastero, attraverso gli scritti di Rossi, e non solo, si raccontava, narrava la sua storia, si descriveva.

A questo punto si è pensato che la ricerca meritasse di essere divulgata per l’interessante mole di informazioni sul Monastero Olivetano che, alla metà del Settecento, viveva il periodo di massimo splendore. Le notizie emerse durante la ricerca archivistica, consentivano inoltre di ricostruire la distribuzione planimetrica originaria del complesso, oggi assai compromessa, e moltissime informazioni sul ruolo di quella che era una entità socio-economica importante per il territorio e per i rapporti con altre realtà circostanti.

Si presentò la sfida di come divulgare queste informazioni ad un pubblico il più ampio quanto eterogeneo possibile ed al contempo rendere questa divulgazione permanente, non limitata nel tempo, senza trascurare l’uso di un linguaggio che potesse avvicinare al Monastero anche i giovani.

La collaborazione tra CeDi e Fondazione Banca del Monte di Rovigo ha portato alla ponderata progettazione e all’esplicazione di un percorso che, attraverso diversi supporti -materiali ed informatici – raccontasse la storia dell’evoluzione architettonica del complesso monastico e individuasse gli “spazi ritrovati”, cioè la destinazione d’uso che i vari ambienti avevano alla metà del XVIII secolo, e li riproponesse alla cittadinanza.

Gli spazi ritrovati

Concretamente il progetto consta di varie azioni didattico-informative. Innanzitutto una pannellistica chiara ed esaustiva che sintetizza il lavoro di ricerca e suggerisce la suggestione dei luoghi dell’ex complesso monastico denominati “spazi ritrovati”.

Un primo pannello informativo, collocato nell’androne d’ingresso, riporta le quattro fasi dell’evoluzione storico architettonica del Monastero dall’anno della sua fondazione (1255) al raggiungimento dell’impianto attuale (1755); la storia del monastero ricostruita da don Alessandro Rossi nel Notabilium con la riproduzione delle due pagine del codice e relativa trascrizione; la disposizione degli spazi interni del piano terra così come si presentavano a metà del ‘700.

Un secondo pannello, posizionato sulla vetrata che chiude l’originaria porta di accesso al piano primo, riporta la destinazione degli spazi interni di questo piano sempre riferiti alla metà del XVIII secolo.

Venti targhe, poi, costituiscono il percorso storico-culturale “Gli spazi ritrovati”. Posizionate in corrispondenza di altrettanti locali riportano le destinazioni d’uso dei singoli ambienti così come si presentavano nel 1755.

Inoltre, è stato predisposto un QR code, posizionato sul primo pannello, che rimanda alla sezione “Il monastero si racconta”, ospitata nel sito web istituzionale della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, che ha partecipato alla fase progettuale e finanziato l’iniziativa. Qui è possibile accedere ad informazioni dettagliate sul progetto e qui si può scaricare l’audio-racconto “I ricordi che serbo nel cuore. Trent’anni di storia letti attraverso la testimonianza di Don Alessandro Rossi, ultimo Abate di governo, nel suo Notabilium (1733 – 1765)”, a cura di Luigi Marangoni, Stefano Turolla e Donatella Girotto, un tuffo nelle atmosfere settecentesche del monastero.

Il progetto, infine, ha visto la produzione di un depliant che, come per la pannellistica descritta, è stato ideato con il coinvolgimento dell’Istituto De Amicis, l’indirizzo Grafica e Comunicazione per la progettazione e la traduzione in lingua. L’Istituto De Amicis ha collaborato anche per la produzione di un video, girato da alunni dell’indirizzo Turismo, rivolto ai coetanei per invitarli alla visita del sito storico-architettonico della città.

Molteplici, quindi, le azioni progettate e costruite per rendere a tutti fruibili ed accessibili le interessanti informazioni raccolte. Nel sito della Fondazione, inoltre, la sezione dedicata al progetto Il Monastero si racconta, (www.fondazionebancadelmonte.rovigo.it) riporta notizie storiche sul Monastero e la sua evoluzione ed illustra in modo completo il progetto stesso in tutte le sue fasi di lavoro, contenuti, attori coinvolti e finalità.

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Ventaglio Novanta. “Il Monastero si racconta”. Ventaglio Novanta, n. 54, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-monastero-si-racconta/

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