Per convenzione scientifica diecimila e sessantasette anni fa (Dal 1950 diecimila anni indietro) iniziava l’era nella quale viviamo, detta Olocene, che deriva dal greco e significa “del tutto recente”. Era appena finita l’era dei ghiacci, che nella pianura padana avevano il loro limite inferiore nella zona di Verona. Lo scioglimento delle nevi perenni aveva incrementato fiumi e affluenti, che si fecero spazio tra le foreste allora ricoprenti tutta la grande vallata fra Alpi e Appennini.
I Colli Euganei erano ancora piccoli vulcani in attività. La foce del Po aveva forma più simile ad un estuario che a un delta e incontrava il mare molto prima: in diecimila anni si ritiene che il fiume abbia recuperato sul mare un centinaio di chilometri ramificandosi fino a raggiungere la dimensione del delta che noi conosciamo.
Nello scenario appena descritto si favoleggia che nel Polesine, nei pressi di un paese, che molto tempo dopo verrà chiamato Loreo, vivessero rettili dall’aspetto umano. Come sempre accade quando si tratta di una eventualità fantastica, appaiono testimonianze e ricerche alle quali difficilmente qualcuno crede, ma che fino a pochi decenni fa hanno dato vita a molti racconti, alimentati specie nei luoghi dove era in uso radunarsi per “fare filò”.
Il numero 55 di Ventaglio Novanta riporta un testo sull’argomento, firmato da Adriano Romagnolo, nel quale si parla della particolare analogia tra la raffigurazione di Loreo e quella di Insmouth, cittadina americana immaginaria infestata dagli uomini-pesce, descritta da Lovecraft, che parrebbe aver soggiornato in Polesine nel 1926.
Per risolvere definitivamente il mistero occorrerebbe trovare qualcuno che sia in grado di viaggiare nel tempo.
Francesco Lucianetti e Brunello Gentile*, nel 2012, pubblicarono il primo capitolo di un fumetto dal titolo Cent’anni dopo, tradotto poi anche in francese e presentato a Parigi nel 2015.
Si parla di una coppia, lui, Michele Falieri, nobile di antica famiglia veneziana, lei, Sophie, francese e discendente della dinastia dei Valois. Personaggi straordinari, lei soprattutto, bellissima e pratica di arti marziali, di scherma, di armi da fuoco e perfino di pugilato. I due convivono innamoratissimi, ma con dichiarato accordo di infedeltà reciproca. Infedeltà che Sophie alla fine non sopporterà più e, per liberarsi delle rivali, ucciderà lui e se stessa con il rito dei druidi celtici, che prevede, se attuato a bordo di una barca con il fuoco e una pozione magica, un letargo centenario, alla fine del quale si troveranno in una dimensione senza tempo e senza spazio.
Loro e il loro veliero, potranno muoversi nell’aria, nell’acqua e sulla terra, potendo apparire o rimanere invisibili. Potranno attraversare qualunque ostacolo e infine viaggiare nel tempo a piacimento. Quale miglior soluzione, allora, alla nostra ricerca che far viaggiare i due giovani fra le terre e gli abitanti del Polesine all’inizio dell’Olocene?
Dal fumetto che segue si evince che il loro veliero “Invisibile”, durante un viaggio che avrebbe dovuto avere Venezia come meta finale, seguendo antiche mappe, si fermerà su quello che allora era l’inizio del Delta del Po. Si scoprirà così che convivevano nella zona ben quattro specie di esseri, in qualche modo riconducibili alla natura umana: uomini e donne con le fattezze che sono sopravvissute fino ai giorni nostri, ma anche maschi e femmine di mezzi uomini e mezzi coccodrilli, mezzi uomini e mezzi serpenti, mezzi uomini e mezzi pesci.
Vivevano in pace fra loro, abitando su enormi alberi con fiori simili a un seno femminile, dentro i quali si rifugiavano. Ogni quattro anni, in quella che veniva chiamata “La notte degli Dei”, quattro coppie scelte per ognuna delle quattro specie sopra citate entravano in un fiore a forma di mammella ancora più grande degli altri e si accoppiavano tra loro con assoluta indifferenza di razza. Michele e Sophie scopriranno e descriveranno per noi tutto questo. Finiranno per partecipare anch’essi alla “Notte degli Dei”?
*Curricula di Francesco Lucianetti e Brunello Gentile in Ventaglio n. 52 pag. 118
NEL POLESINE
‘RIAPPARSO’ SUL TAMIGI NELL’APRILE DEL 2012, CENTO ANNI DOPO IL SUO INCENDIO NON OCCASIONALE, IL VELIERO INVISIBILE, CON IL SUO EQUIPAGGIO, MICHELE E SOPHIE, CONTINUA I SUOI VIAGGI NEL TEMPO E NELLO SPAZIO… MENTRE SORVOLAVA LA RIVA DELL’ADRIATICO, MICHELE CITO’ IL MITO DI FETONTE, CHE, PERDENDO IL CONTROLLO DEL SUO CARRO DEL SOLE, BRUCIO’…
… IL CIELO FORMANDO LA VIA LATTEA E DEVASTO’ LA LIBIA CHE DIVENTO’ UN DESERTO. ZEUS GLI SCAGLIO’ UN FULMINE PRECIPITANDOLO SULL’ERIDANO (1) PRESSO L’ODIERNO PAESE di CRESPINO.
(1) Nome greco del Po
CARO… DOVE ANDIAMO?
A VENEZIA, E’ TANTO CHE NON LA VEDO
BANALE! POSSIAMO ANDARE OVUNQUE, NEL TEMPO E NELLO SPAZIO, PARLIAMO QUALSIASI LINGUA, E TU VUOI TORNARE A VENEZIA!?
VA BENE! PASSIAMO PER IL POLESINE, FETONTE CADENDO HA CREATO IL DELTA. ANDIAMO A VEDERE COM’ERA PRIMA?
GUARDA! QUESTA E’ UNA CARTA DI EPOCA ROMANA (2), POCO ATTENDIBILE, L’ITALIA SEMBRA QUASI UN LUNGO CORRODOIO. CERCHIAMO CARTE PIU’ LEGGIBILI E PIU’ REALI.
GUARDA DENTRO IL CERCHIO E’ LA ZONA DEL DELTA, CARA SOPHIE
VEDI CARA, QUESTA MAPPA E’ OTTOCENTESCA E’ SEGNATA LA PARTE DEL DELTA CHE NON ESISTEVA ANCORA AL TEMPO DEI ROMANI, LA LINEA DELLE DUNE FOSSILI, IL TRACCIATO DEL PO, CON IL VECCHIO ALVEO SCOMPARSO, E ANCORA LA ZONA DEI 7 MARI CANTATA DA PLINIO
ECCO, QUI CI CAPISCO DI PIU’
QUI C’E’IL TARTARO, IL FIUME CHE ATTRAVERSAVA ATRIA, OGGI ADRIA: HA DATO IL NOME ALL’ADRIATICO, ANCHE SE NON E’ MAI STATA SULLA RIVA DEL MARE! VEDI, C’E’ ANCHE LA POSIZIONE DEI VULCANI… GLI ATTUALI COLLI EUGANEI
GLI ANTICHI PARLANO DEL LAGO ASFALTICO; ERA UN LAGO PIENO DI ASFALTO LIQUIDO ERUTTATO ASSIEME ALLA LAVA DAI COLLI EUGANEI, ALLORA VULCANI ATTIVI
LA CADUTA DI FETONTE PROVOCO’ UN IMMANE INCENDIO
ARRIVIAMO DA NORD, ORA SIAMO SUI COLLI EUGANEI, GUARDA COME FUMANO
GUARDA BENE, IN LONTANANZA VEDI LE DUNE FOSSILI?
LA VEDI LAGGIU’? CI STIAMO AVVICINANDO ALLA FOCE DEL FIUME… COME PENSAVO, ERA UN ESTUARIO; MA… OSSERVA SOTTO DI NOI CHE VASTITA’ DI FORESTA VERGINE
MICHELE… SEMBRA DI ESSERE NEL RIO DELLE AMAZZONI… BOSCHI, MARE… VERDE OVUNQUE, UN GIARDINO DELL’EDEN!
HEILA’! VEDO DELLE CANOE NELLA ZONA DEI 7 MARI
QUELLE CANOE SONO IN STATO PERFETTO! CI SONO ANCHE MOLTE ORME. VENGONO TUTTE DAL FIUME. RISALIAMOLO MA RIMANIAMO IN VOLO, FORSE NON CI SONO BUONI FONDALI E RISCHIAMO DI ARENARCI
LAGGIU’ VEDO FUMO DI FOCOLARE! MI SEMBRA, PERO’, CHE SIA SULL’ALTRO FIUME, IL TARTARO
CHE POSTI SPLENDIDI! NON POTEVO IMMAGINARE UNA NATURA COSI’ SELVAGGIA
DAI… SEGUIAMO LA CORRENTE DELL’ALTRO FIUME
GUARDA CHE ALBERO… E’ ENORME! E’ UNA PIANTA CON RADICI ACQUATICHE, COME LE MANGROVIE! FRA LE SUE RADICI CI SONO STRANE STATUE E FRUTTI A FORMA DI MAMMELLA. SEMBRANO PARASSITI DELLA PIANTA
QUELLE TRA LE RADICI SONO TESTE DI PIETRA!
TRA I FRUTTI CAVI CI SONO SIMBOLI PRIMITIVI, QUATTRO, MI PARE…
ECCO DA DOVE VIENE IL FUMO!
GUARDA, UN VILLAGGIO DI CAPANNE E PALAFITTE. USANO L’ALBERO COME UN CAMINO!
QUESTE SONO PIANTE DAVVERO STRANE… LA GENTE NE HA UNA GRANDE CURA… COME SE FOSSERO SACRE!
VOGLIO COGLIERE QUESTO FIORE… E’ BELLISSIMO.
NON TOCCARLO! POTREBBE ESSERE VELENOSO!
NON TOCCARLO UGUALMENTE.
MA DAI!!! DIMENTICHI CHE PER ALMENO MILLE ANNI SIAMO IMMORTALI.
TRA I RAMI DI QUESTI ENORMI ALBERI, DENTRO AI FRUTTI CI SONO PICCOLI ANTRI. SEMBRANO DELLE INFIORESCENZE PARASSITE E SONO ABITATE.
HANNO LA FORMA DI UNA PERA: QUASI DI UN SENO DI DONNA.
VEDO QUALCUNO, UNA DONNA CON BAMBINO E UN UOMO… SEMBRA UN SANTONE.
SCENDIAMO! QUESTO MONDO HA DELL’INCREDIBILE
CHE DICE?
SALUTE A VOI, O DEI… LEI E’ LA REGINA, IO LO SCIAMANO, VI ASPETTAMO… SIAMO VOSTRI SERVI IN QUESTA NOTTE DEGLI SCAMBI…LA NOTTE DEL FUTURO
PARLA DI DEI… CI PRENDONO PER DIVINITA’
CONTINUA…
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Come citare questo articolo
Francesco Lucianetti, Brunello Gentile. “A bordo del veliero “Invisibile””. Ventaglio Novanta, n. 56, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/a-bordo-del-veliero-invisibile/