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STORIA - TRADIZIONI

Le lapidi di Palazzo Angeli

Due iscrizioni ottocentesche in lingua latina, che fanno riferimento all’ospitalità ricevuta da due importanti sovrani

di Enrico Zerbinati

Ventaglio Novanta n. 60 2020 pp. 36–39

La recente apertura di Palazzo Angeli e la sua destinazione a sede universitaria hanno acceso l’interesse sull’importante dimora, che fra l’altro conserva tuttora leggibilissime due lapidi con iscrizioni che fanno riferimento al soggiorno rodigino di due coppie reali, su cui intendiamo soffermarci.

Innanzitutto ricordiamo brevemente la storia del palazzo, legata in particolare alla figura del conte Domenico Niccolò Angeli (n. a Rovigo il 17 giugno 1797 – m. a Rovigo il 12 luglio 1876), che nel 1866-1867 diventò il primo sindaco della città rodigina. Ultimo erede del casato, nel 1876 donò al Comune di Rovigo il prestigioso edificio che, negli anni tra Ottocento e Novecento, fu destinato a varie attività e scopi, l’ultimo dei quali fu quello di servire a sede della Questura fino al 1982.

Le necessarie ristrutturazioni dell’immobile sono state demandate dal Comune alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Terminati gli interventi di recupero e di restauro dell’immobile, finanziati dalla suddetta Fondazione, il palazzo è stato inaugurato il 31 luglio 2019. Il Comune e la Fondazione hanno disposto che il palazzo venga utilizzato come sezione distaccata a Rovigo del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Ferrara.

Prima iscrizione

La prima iscrizione si trova nell’ampia sala d’ingresso del palazzo, sulla parete di sinistra per chi entra da via Angeli. Si tratta della lapide con iscrizione commemorativa che registra la visita di Carlo IV re di Spagna (fig. 1). Il re venne ospitato nel palazzo Angeli il 16 agosto 1815.

Lettura dell’iscrizione:

KAROLO · IV · HISP · ET · IND · REGI · CATHOLICO / MARIAE · ALOISIAE · PARM · CONIVGI / FRANCISCO · PAVLANO · ANTONIO · FILIO / ITER · AD · VRBEM · CAPESSENTIBVS / ET · HANC · DOMVM / REGIO · HOSPITIO · HONESTANTIBVS / XVII · KAL · SEPT · A · M · DCCC · XV / NICOLAVS · CAN · IO · BAPTISTA · FF · COMITES · DE · ANGELIS / AD · PERPETVAM · HONORIS · MEMORIAM

Lettura interpretativa:

Karolo IV Hispani(ae) [vel Hisp(aniarum)] et Ind(iarum) regi catholico, / Mariae Aloisiae Parm(ae) coniugi, / Francisco Paulano Antonio filio, / iter ad Urbem capessentibus / et hanc domum / regio hospitio honestantibus, / XVII Kal(endas) Sep(tembres) a(nno) (millesimo octingentesimo quinto decimo), / Nicolaus can(onicus), Io(annes) Baptista f(ratres) comites De Angelis / ad perpetuam honoris memoriam

Traduzione:

A Carlo IV re cattolico (“maestà cattolica”) della Spagna [o delle Spagne] e delle Indie (occidentali), a (sua) moglie Maria Luisa di Parma, al figlio Francesco di Paola Antonio, prendendo il viaggio verso Roma e onorando questa abitazione con una ospitalità regale (come se fosse un alloggio regale), il decimo settimo giorno prima delle Calende di settembre (cioè il 16 agosto) dell’anno 1815, i fratelli Nicolò canonico (e) Giovanni Battista conti De Angeli posero a perpetua memoria dell’onore (ricevuto).

MATERIALI: Lo specchio epigrafico è di marmo grigio. La cornice, modanata, è di rosso ammonitico.

MISURE: Altezza totale: cm. 125. Larghezza totale: cm. 188,5. Altezza dello specchio epigrafico: cm. 79. Larghezza dello specchio epigrafico: cm. 142. Altezza dei caratteri delle prime tre righe: cm. 4,2. Altezza dei caratteri delle righe rimanenti: cm. 3,00. «Segni divisori», cioè l’insieme dei segni utilizzati per separare le parole del testo, sono «a mezza altezza» e dall’«aspetto» puntiforme. Lettere dorate. Le lettere che indicano numeri e date sono soprallineate.

I personaggi citati:

Carlo IV di Borbone, re di Spagna, nacque a Napoli [Portici] l’11 novembre 1748; sposò nel 1765 Maria Luisa di Parma; nel 1788 fu proclamato re. Ebbe un carattere debole e sottomesso alla moglie; visse negli anni drammatici della rivoluzione francese e del predominio napoleonico in Europa con conseguenze particolarmente deleterie per la Spagna. A corte signoreggiava Manuel Godoy, il quale era favorito e – secondo indiscrezioni – amante della regina Maria Luisa. Nel 1808 si ebbe l’ingresso a Madrid di Gioacchino Murat (Labastide-Fortunière, 25 marzo 1767 – Pizzo Calabro, 13 ottobre 1815). Il Murat – cognato di Napoleone Bonaparte, avendo sposando Carolina, sorella minore dell’imperatore – represse nel sangue la rivolta popolare contro l’occupazione francese. Il re di Spagna Carlo IV fu costretto ad abdicare. Dopo varie traversie, si rifugiò a Roma ove, venuta a mancare la rendita erogatagli da Napoleone, morì in gravi ristrettezze economiche il 19 gennaio 1819¹.

Maria Luisa di Borbone, figlia di Filippo I di Borbone duca di Parma e di Luisa Elisabetta di Francia (figlia maggiore di Luigi XV di Francia), nacque a Parma il 9 dicembre 1751 (1754 per l’Enciclopedia Italiana). Nel 1765 sposò Carlo di Spagna e nel 1788 divenne regina consorte di Spagna quando, alla morte del suocero Carlo III, suo marito salì al trono col nome di Carlo IV. Maria Luisa dominò completamente il debole coniuge. Sul suo conto si diffusero molti rumors, tra cui quello – come si è già accennato – di essere la amante di Manuel Godoy, personaggio molto accreditato a corte. Negli anni dello strapotere di Napoleone, seguì la sorte del marito e morì a Roma il 2 gennaio 1819 (secondo l’Enciclopedia Italiana la morte sarebbe avvenuta il giorno 4)².

L’iscrizione nomina anche Francesco di Paola, al cui nominativo si aggiunge l’epiteto di Antonio (nato a Madrid il 10 marzo 1794 e morto a Madrid il 13 agosto 1865), ultimogenito di Carlo IV e di Maria Luisa di Parma³.

Sempre il titulus ricorda i due personaggi che hanno voluto la realizzazione della lapide i fratelli Angeli: il canonico conte Nicolò Angeli e il conte Giovanni Battista sui quali si rimanda a un manoscritto dell’Accademia dei Concordi, opera di Gaspare Locatelli⁴.

Mi sembra interessante sottolineare una particolarità: stando alla data – 16 agosto 1815 – riportata dalla lapide, Carlo IV e Maria Luisa avevano abdicato già dal 1808 e, da ultimo, avevano trovato asilo politico a Roma. Per la famiglia Angeli, evidentemente, Carlo IV era ancora il solo legittimo re di Spagna, perché su di lui era stata commessa una deprecabile prepotenza e una brutale coercizione. A meno che la famiglia Angeli, indipendentemente dal titolo regale ormai scaduto del personaggio ospitato, volesse comunque attribuirsi il merito di una nobile azione.

Seconda iscrizione

La lapide, per chi entra da via Angeli, si trova sulla parete di destra dirimpetto all’epigrafe precedente. L’iscrizione commemorativa menziona la visita di Francesco I imperatore d’Austria (fig. 2) che fu ospitato a palazzo Angeli in occasione del suo itinerario con destinazione Roma e Napoli: vi dimorò nel viaggio di andata il 1° Marzo 1819 e al ritorno il 21 Luglio dello stesso anno.

Lettura dell’iscrizione:

FRANCISCO · I · AVSTR · P · F · A / KAROLINAE · BAV · CONIVGI · LECTISSIMAE / ET · KAROLINAE · SVAVISS · FILIAE / QVOD · TRIDVO · HOSPITES · HAS · AEDES / KAL · MART · A · M · DCCC · XVIIII / DEIN · REDVCES · AB · VRBE · XII · KAL · SEXTIL / SVMMO · MAIESTATIS · SPLENDORE · CONLVSTRAVERINT / ET HONORIBVS · MVNERIBVSQ · AMPLISS · REGIE · ADAVXERINT / NICOLAVS · CAN · IOAN · BAPTISTA · FF · COMITES · DE · ANGELIS / DEVOTI · GRATISSIMI / AD · MEMORIAE · AETERNITATEM

Lettura interpretativa:

Francisco I Austr(iae), p(io) f(elici) A(ugusto), / Karolinae Bav(ariae) coniugi lectissimae / et Karolinae suaviss(imae) filiae, / quod triduo hospites has aedes / Kal(endis) Mart(iis) a(nno) (millesimo octingentesimo undevicesimo), / dein reduces ab Urbe XII Kal(endas) Sextil(es), / summo maiestatis splendore conlustraverint / et honoribus muneribusq(ue) ampliss(imis) / regie adauxerint, / Nicolaus can(onicus), Ioan(nes) Baptista f(ratres) comites De Angelis / devoti gratissimi / ad memoriae aeternitatem

Traduzione:

A Francesco I d’Austria, pio felice Augusto, a Carolina di Baviera moglie molto esemplare e a Carolina soavissima figlia, poiché per tre giorni come ospite, il primo giorno delle Calende di marzo (cioè l’1 marzo) dell’anno 1819, quindi di ritorno da Roma il dodicesimo giorno delle Calende Sestili (il sesto mese dell’antico anno romano che è agosto; il dodicesimo giorno corrisponde al nostro 21 luglio) con la somma luce della loro maestà fecero risplendere questa abitazione e regalmente la arricchirono con numerosi e copiosi onori e doni, i fratelli Nicolò canonico (e) Giovanni Battista conti De Angeli fedeli e molto riconoscenti a memoria perenne (posero in opera questa lapide).

MATERIALI: Specchio epigrafico: ardesia nera. Cornice: calcare ammonitico giallo. Borchie di fissaggio al muro: calcare con tracce di doratura.

MISURE: Altezza totale: cm. 122 con fregio a 7 greche. Larghezza totale: cm. 186 con fregio a 12 greche. Altezza dello specchio epigrafico: cm. 79. Larghezza dello specchio epigrafico: cm. 142. Altezza dei caratteri delle prime tre righe: cm. 4,50. Altezza dei caratteri delle righe rimanenti: cm. 3,50. Lettere dorate. Le lettere che indicano numeri e date sono soprallineate.

I personaggi citati:

Francesco I d’Asburgo-Lorena (n. Firenze, 12 febbraio 1768; m. Vienna, 2 marzo 1835) fu imperatore del Sacro Romano Impero dal 5 luglio 1792 al 6 agosto 1806 con il nome di Francesco II. Fu imperatore d’Austria con il nome di Francesco I dall’11 agosto 1804 al 2 marzo 1835. Carolina di Baviera era la quarta moglie di Francesco. La suavissima filia Carolina era figlia di Maria Teresa di Borbone-Napoli seconda moglie di Francesco⁵.

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Enrico Zerbinati. “Le lapidi di Palazzo Angeli”. Ventaglio Novanta, n. 60, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-lapidi-di-palazzo-angeli/

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