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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Marchiori e il Fronte Nuovo

La mostra lendinarese ha voluto essere un omaggio al sodalizio artistico, a chiusura del 70esimo anniversario del Fronte

di Samantha Martello

Ventaglio Novanta n. 60 2020 pp. 139–141

Siamo nel secondo dopoguerra, a Venezia, all’interno del ristorante All’Angelo. Qui fanno bella mostra curati arredi e tavole ben apparecchiate con suppellettili e stoviglie del tempo. Lo sguardo si posa su uno spazio del ristorante veneziano, riservato a quel tempo a Peggy Guggenheim, la collezionista che portò a Venezia la sua dimora, insieme alle novità delle avanguardie dell’arte contemporanea europea e newyorkese. La città si sta preparando a vivere la Biennale del 1948.

È un’istantanea sul passato, che racchiude in sé le atmosfere del tempo, quella proposta dalla mostra “Giuseppe Marchiori, animatore del Fronte Nuovo delle Arti”, accolta a Lendinara, al piano nobile di Palazzo Boldrin. Una finestra sui molti artisti del secondo dopoguerra italiano, condensati in un’immagine-icona di quel fermento: il salottino del ristorante All’Angelo in terra veneziana, dove, nella serata del 29 settembre, venne suggellata la nascita del Fronte Nuovo delle Arti, sancita il primo ottobre 1946 dalla firma del manifesto del gruppo.

Alla nascita del “Fronte” contribuì in modo decisivo il critico d’arte lendinarese Giuseppe Marchiori che, dividendosi tra l’Atene del Polesine e Venezia, fu il promotore del raggruppamento artistico chiamato da prima Nuova Secessione Artistica Italiana e poi Fronte Nuovo delle Arti (1946-1950).

Non è un caso che il progetto espositivo lendinarese legato al Fronte abbia trovato il suo fulcro tematico proprio nella ricostruzione di quello spazio del ristorante All’Angelo, con tanto di arredi, suppellettili e stoviglie del tempo e dipinti originali dell’ambiente, riservato alla collezionista americana che, con la Biennale del ‘48, portò per la prima volta in Europa opere di artisti come Jackson Pollock, Arshile Gorky e Mark Rothko.

La mostra, curata dal direttore della Cittadella della Cultura Nicola Gasparetto, ha voluto essere un omaggio al sodalizio artistico del Fronte, a chiusura del suo 70esimo anniversario, e a ciò che rappresentò per la storia dell’arte italiana. Contestualmente, è divenuta riconoscimento del ruolo che rivestì Marchiori nella genesi del Fronte Nuovo, con uno sguardo attento alla Biennale veneziana del 1948, dove per la prima volta Peggy Guggenheim espose la sua collezione d’arte d’avanguardia, poi divenuta il museo permanente che Venezia tutt’oggi ospita.

Le atmosfere dell’epoca sono state riproposte attraverso la presentazione di materiale d’archivio selezionato e in diversi casi inedito, che ha permesso di ripercorre le tappe della nascita e della consacrazione a livello internazionale del Fronte Nuovo, proseguita fino agli anni Cinquanta.

Novanta i documenti d’archivio esposti e trenta le opere d’arte, tra cui dipinti di Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso, Armando Pizzinato, Renato Birolli, Renato Guttuso, Ennio Morlotti e Antonio Corpora, grazie alla collaborazione dei collezionisti Luciano Zerbinati ed Ernesto Damiani. Fondamentale il contributo della Biblioteca, che custodisce un ricco patrimonio documentario composto dall’intera raccolta dei carteggi di Giuseppe Marchiori, numerosi cataloghi di mostre, una parte consistente della sua biblioteca personale. E, ancora, circa 15mila documenti distribuiti fra un migliaio di corrispondenti, testimonianza degli intensi rapporti epistolari che il critico intrattenne con alcuni dei più promettenti giovani artisti italiani del Novecento.

Attraverso l’accostamento di scritti autografi di artisti e di intellettuali, grazie inoltre a testimonianze fotografiche e immagini di alcune opere di quel periodo, sono state fatte rivivere le due sale della Biennale dedicate agli artisti del Fronte. Ed è stato dato spazio anche alle altre mostre personali che in quell’occasione Marchiori curò come commissario, oltre ad importanti contributi multimediali, tra cui un documentario RAI del 1978 in cui Marchiori e gli artisti del Fronte raccontarono l’esperienza della Biennale che li aveva ospitati trent’anni prima.

Grazie all’accurato progetto espositivo ed editoriale, realizzato dalla Cittadella della Cultura e sostenuto dalla Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo con il patrocino del Comune di Lendinara e della Regione Veneto, il visitatore si è trovato immerso in quel brodo primordiale che segnò la rinascita dell’arte italiana del secondo dopoguerra e la ripresa di un dialogo con i nuovi linguaggi figurativi europei.

La proposta espositiva, a cui hanno collaborato docenti dell’Università Ca’ Foscari e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, la Collezione Peggy Guggenheim e Luciano Zerbinati, che di recente ha acquisito la collezione d’arte de All’Angelo, ha portato con sé alcune iniziative di approfondimento.

Oltre ad un workshop dedicato all’arte come strumento didattico, è stato presentato un focus sui venticinque anni di amicizia che legarono Marchiori a Renato Birolli, artista artefice con il lendinarese della nascita del Fronte. Con le sue quasi cinquecento lettere, che i due si scambiano tra il 1934 e il 1959, anno della prematura scomparsa di Birolli, il carteggio Marchiori-Birolli si presenta il più consistente e completo in possesso della Biblioteca lendinarese. Tanto che è in cantiere il progetto di dare alle stampe una pubblicazione, che raccolga le missive che i due si scambiarono, dando concretezza ad un’idea che probabilmente lo stesso Marchiori, sul finire degli anni Settanta, maturò.

Non è mancato poi un omaggio, anche culinario, al legame che si instaurò tra gli artisti del Fronte e il ristorante All’Angelo, dove vissero tutta l’esperienza artistica del gruppo, contaminata anche dalle influenze della collezionista Peggy Guggenheim.

Un apporto, quello del Fronte Nuovo delle Arti alla collezione de All’Angelo, messo in luce anche dall’esposizione realizzata alla Querini Stampalia di Venezia, a cui la Cittadella della Cultura ha collaborato nell’allestimento e nella stesura del catalogo.

Spazio è stato dedicato anche alla presentazione del catalogo completo dell’opera di Giuseppe Santomaso, uno dei principali artisti del Fronte Nuovo delle Arti, e al ruolo che rivestì la Biennale del ‘48 per Venezia e il mondo artistico dell’epoca.

A conclusione del progetto legato al Fronte Nuovo delle Arti, una pubblicazione che racchiude i documenti esposti, alcuni saggi di approfondimento e le relazioni degli ospiti intervenuti negli incontri collegati alla mostra.

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Come citare questo articolo

Samantha Martello. “Marchiori e il Fronte Nuovo”. Ventaglio Novanta, n. 60, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/marchiori-e-il-fronte-nuovo/

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