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EDITORIALE

Un territorio ospitale

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 62 2021 pp. 2–6

Si riparte con rinnovata fiducia. La sensazione di uscire dal plumbeo tunnel del Covid-19 ci apre orizzonti di speranza. Riprendiamo con nuova lena l’attività che ci connota, ovvero quella di testimoni dell’originale territorio tra Adige e Po, di cui continuiamo da 32 anni a sottolineare le non poche apprezzabili peculiarità. Con l’obiettivo di suscitare l’interesse sia di quanti non conoscono il Polesine vivendo in altre realtà, sia degli stessi residenti che – notiamo con piacere – si dimostrano più disponibili di un tempo ad approfondire tematiche legate ai beni culturali ed ambientali del territorio.

Questo numero si apre con l’invito, particolarmente in sintonia con la stagione estiva, di visitare il Giardino Litoraneo di Porto Caleri, e si chiude con la proposta di accedere alla particolarissima mostra del Roverella “Vedere la Musica”: da un’eccellenza ambientale di cui il Polesine va giustamente fiero, all’esperienza inedita di scoprire opere d’arte uniche nel loro genere, realizzate da affermati pittori di caratura internazionale, vissuti a cavallo tra Otto e Novecento.

E tra questi due poli, tutta una serie di proposte: dal percorso, nel nome di San Zeno – da Verona a Chioggia – lungo la riva destra dell’Adige per conoscere ed apprezzare beni ambientali e di fede, alle escursioni ad Occhiobello, Salvaterra, Salara, Rovigo, Badia Polesine per scoprire aspetti di interesse culturale e turistico.

Ricca la sezione che fa riferimento alla storia: dalle tracce antiche portate alla luce da iniziative archeologiche, alle pagine che lumeggiano epoche successive, quali il Rinascimento, svelando il possibile interesse rivolto al nostro territorio da Leonardo da Vinci e i rapporti tra Luigi Groto e Alfonso d’Este, per giungere al XIX secolo e scoprire l’impegno originale del pittore veneziano Sebastiano Santi, il quale espresse con estro la sua arte in molteplici opere che connotano la cattedrale di Adria.

E poi la riscoperta di personaggi illustri del passato ed altri che, in tempi più vicini, hanno lasciato una traccia apprezzabile, a cui va deferente il nostro ricordo.

Seguono le pagine dedicate alla narrativa e alla poesia, per giungere, a conclusione del volume n. 62, con la proposta di vari articoli dedicati a lumeggiare l’importanza di molteplici iniziative culturali ed associative in grado di promuovere il nostro territorio, per il quale non mancano attese di sviluppo.

Negli ultimi tempi si sono però affacciate iniziative che ci lasciano davvero sgomenti, nei confronti delle quali è bene spendere quanto meno una parola di allarme, nella speranza che siano messe in atto dalle istituzioni azioni per bloccarle.

Due in particolare i progetti sicuramente problematici per il Polesine: la possibile installazione nelle acque prospicienti il delta, di trivelle al fine di estrarre idrocarburi dal sottosuolo e la realizzazione di impianti fotovoltaici in aree vocate all’agricoltura.

Nei confronti della prima iniziativa si sono levate varie voci di dissenso, a cominciare dall’Ente Parco e da quella del Consorzio di Bonifica del Delta, necessariamente impegnato a mantenere attive le idrovore per provvedere allo smaltimento delle acque reflue in vaste aree sprofondate sotto il livello del mare. Un grave fenomeno di bradisismo, questo, registrato nel secolo scorso e direttamente causato dal pompaggio del metano nel Delta, interdetto soltanto alla fine degli anni ’60. Davvero sconsiderata dunque l’ipotesi di riprendere il prelievo di idrocarburi dal sottosuolo, iniziativa che auspichiamo sia quanto prima annullata.

Il secondo problema ambientale, venuto alla luce negli ultimi tempi, concerne la richiesta di realizzare ampie installazioni di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli. Problema che ovviamente non concerne la buona pratica di incentivare la produzione elettrica sfruttando l’energia solare, quanto lo spreco di terreno fertile. Molteplici le proteste nei confronti dei progetti già avanzati in varie parti del Polesine, di cui si è fatta paladina in particolare la Coldiretti, che chiede a gran voce l’annullamento delle iniziative di installazioni fotovoltaiche su terreni agricoli e propone di posizionare i pannelli fotovoltaici sui tetti di abitazioni, capannoni, edifici pubblici e su aree compromesse. Proposte queste che non si possono non approvare.

Insomma da una parte aneliti di speranza per un risveglio di energie dopo la parentesi del covid, e dall’altra motivi di apprensione per progetti che rischiano di sfregiare l’ambiente del nostro Polesine, fortunatamente ancora in larga misura libero da impattanti intromissioni.

L’auspicio, ovviamente, è quello di vedere avanzare con decisione i piani di valorizzazione del patrimonio ambientale e paesistico. Plurimi sono infatti i progetti sul tappeto inerenti sia il Delta che altri ambiti del Polesine, la cui realizzazione dovrebbe davvero rafforzare l’immagine di un territorio attrattivo ed ospitale.

Ce lo auguriamo davvero.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Un territorio ospitale”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-territorio-ospitale/

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