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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

La Collezione Balzan

Un tesoro polesano che attrae a livello nazionale e internazionale, attraverso la pratica dei prestiti di opere d'arte

di Elisa Marigo

Ventaglio Novanta n. 62 2021 pp. 46–49

C’è un luogo a Badia Polesine avvolto da un’aura di interesse su scala internazionale: la Collezione Balzan. E’ una raccolta di 49 opere, sguardi di un'arte italiana, nelle diverse scuole regionali, divisa tra due secoli: l'Ottocento e il Novecento.

In concessione dal 2014 al Comune di Badia Polesine, da allora si trova esposta come permanente nel Ridotto del suggestivo Teatro Sociale. E sin dalla sua inaugurazione nel contesto polesano, la collezione ha saputo dimostrare la sua grande potenzialità nell'essere un bene di valenza non solo locale, non solo nazionale, ma anche internazionale.

D'altronde l'internazionalità di questo patrimonio viene confermata anche dagli stessi attuali proprietari della collezione, ovvero la Fondazione Internazionale Balzan, istituita nel 1956 da Angela Lina, figlia di Eugenio Balzan (1874-1953) e unica erede del suo patrimonio. La Fondazione nasce con lo scopo non solo di gestire e amministrare la cospicua eredità Balzan (compresa la Collezione), ma anche di sostenere, senza distinzioni di nazionalità e provenienza, la cultura, le scienze e le più meritevoli iniziative umanitarie che ogni anno vengono portate avanti da emerite personalità.

Questi lodevoli impegni vengono premiati ancora oggi, a cadenza annuale, con l'assegnazione di premi prestigiosi: i Premi Balzan.

In un contesto di tale prestigio, anche la Collezione Balzan si è dimostrata attrattiva non solo per visite nell’attuale sede, ma anche per richieste di opere in rappresentanza, attraverso la pratica sempre più diffusa nel mondo dell'arte del prestito temporaneo di opere. E a questo proposito va detto che ai giorni d'oggi i prestiti d'arte hanno assunto una dimensione importante e fondamentale per l'organizzazione di mostre ed eventi artistici.

Prestare un’opera della propria collezione ad un museo ha molti aspetti positivi. Il prestito rappresenta, infatti, un ottimo modo per valorizzare l'opera prestata, rendendola un bene di interesse condiviso. Aiuta anche il museo a potenziare la propria rete di contatti con altri luoghi dell'arte. Si tratta di un momento incredibilmente delicato che va gestito con cura in ogni suo dettaglio, per questo occorre anche un ingente lavoro di pianificazione dei prestiti e di approvazione degli stessi.

Anche la Collezione Balzan ha avuto e ha tutt'ora modo di inserirsi in questa dinamica, rendendosi spesso disponibile a collaborazioni con altri musei, o mostre temporanee, e partecipando ad eventi d’arte attraverso il prestito di parte del suo prezioso tesoro. A questo proposito va detto che fin dalla sua nascita la collezione è stata soggetta a viaggi, o a prestiti di dipinti specifici in importanti esposizioni. Il primo trasferimento avvenne già nel 1944: all’epoca Eugenio Balzan era ancora in vita e concesse le sue opere per una mostra curata dal prof. Giuseppe De Logu a Zurigo.

Opere in viaggio

Ma ora è bene focalizzare l'attenzione sui recenti prestiti che hanno coinvolto questa collezione, in particolare durante gli anni di permanenza a Badia Polesine.

Il più recente è avvenuto nel corso della primavera del 2019, quando venne attuato un importante scambio di opere tra la Collezione Balzan e il Drents Museum sito ad Assen (NL). Partirono da Badia Polesine con destinazione Paesi Bassi ben quattro opere della Collezione Balzan: Fanciulla sulla roccia a Sorrento di Filippo Palizzi, Un incontro e Balcone del Palazzo Ducale di Giacomo Favretto e Bagno pompeiano di Domenico Morelli. Opere che, nel museo di Assen, sono state inserite nel contesto di una mostra temporanea intitolata: Sprezzatura. Vijftig jaar italiaanse schilderkunst (1860-1910).

Dal comunicato stampa olandese, la Collezione Balzan viene inserita nell'elenco delle collaborazioni museali insieme alle Gallerie degli Uffizi e a Palazzo Pitti di Firenze, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, alla GAM di Milano e di Torino e alla Galleria Ca’ Pesaro di Venezia. Di certo un vero vanto per ogni polesano vedere la collezione ricevere un tale lustro. Oltretutto proprio l'opera Fanciulla sulla roccia a Sorrento ha occupato in quella occasione un ruolo di rilievo, diventando l'icona e l'immagine promozionale della mostra.

Questo particolare prestito si è dimostrato ulteriormente positivo perché arrivarono a Badia Polesine, a colmare il vuoto temporaneo lasciato dalle opere in uscita, quattro dipinti di proprietà dello stesso Drents Museum firmati da importanti artisti olandesi: Ritratto di Freya o La corona di compleanno (1917) di Georg Rueter, Ritratto di Eufemia (1895) di Theodore Molkenboer, Ritratto di Lies con il libro di Tarzan (1938) di Jan Sluijters e sempre di quest'ultimo il Ritratto di Tonia Stieltjes (1919). Lo scambio si dimostrò fruttuoso proprio per l'arricchimento culturale reso a Badia Polesine.

Prima ancora, altre furono le importanti collaborazioni durante le quali furono concessi i capolavori della collezione in prestito. Nell'autunno del 2018 fu inviata alla GAM di Torino un'opera molto ricercata della quadreria: Bagno Pompeiano di Domenico Morelli. L’opera venne allestita nell'esposizione temporanea intitolata I macchiaioli. Arte italiana verso la modernità. Lo stesso dipinto fu richiesto sul finire del 2017, accompagnato dall'opera Le educande al coro di Gioacchino Toma, dalle Gallerie D'Italia per la sede napoletana in Palazzo Zevallos Stigliano per la mostra Da De Nittis a Gemito.

I napoletani a Parigi negli anni dell'impressionismo. Anche in questo caso vi fu un accordo di scambio e giunsero negli spazi della collezione due opere d'arte contemporanea: Metrica industrializzata (1970) di Mimmo Rotella e AI I EOOE I LGHRBTT (1975) di Alighiero Boetti.

Ancora, un'altra arricchente occasione fu quella dell'estate del 2015 quando, sempre in “cambio” del Bagno Pompeiano, prestato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli per la mostra Pompei e l'Europa. 1748-1943, la collezione, e con essa Badia, ricevette per un lungo periodo Narciso con amorino, un inestimabile affresco pompeiano sopravvissuto alla storica tragedia dell'eruzione del Vesuvio e perfettamente conservato.

Infine, seguendo una linea temporale a ritroso, si ricorda il prestito sempre del 2015 al MAR di Ravenna, per il quale fu prestata temporaneamente una grande rappresentanza della Collezione: Ritratto muliebre di Achille Beltrame; l'opera Le educande al coro, opera già citata di Gioacchino Toma; Balcone di Palazzo Ducale di Giacomo Favretto; La presentazione del neonato di Gaetano Previati; La mia rossa, suggestiva opera di Ettore Tito; infine La fanciulla sulla roccia a Sorrento che, anche in questa occasione divenne l'immagine scelta come effigie della mostra.

Con una storia del genere possiamo comprendere come la Collezione Balzan sia destinata a prospettive nuove e arricchenti. Solo per citare il futuro prossimo si sono già calendarizzate nuove collaborazioni di prestito previste proprio quest'anno tra la primavera e l'estate: la prima prevede la partenza dell'opera Fanciulla sulla roccia a Sorrento per una mostra, che si terrà al Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto (TV), dedicata alla figura dell'artista Noè Bordignon (1841-1920) e alla ricerca artistica tra il realismo e il simbolismo; la seconda invece vedrà partire l'opera Sultana che rientra dal bagno di Domenico Morelli verso una destinazione molto suggestiva, ovvero l'Alhambra di Granada (ES), celebre patrimonio Unesco andaluso.

Molte furono (e altre saranno) le mostre per le quali viene richiesto il prestito di opere della collezione; si parla di scambi ma anche di storie che ci raccontano quanto sia importante il patrimonio che il nostro Polesine ha l'onere e l'onore di conservare e promuovere. Dimostra anche il vero ruolo di un museo, che è quello di non occuparsi esclusivamente della conservazione dell'arte e della storia, ma anche di trasformarsi in un luogo di vita diffusa, una realtà ricca di esperienze conoscitive e di scambio reciproco con realtà anche lontane.

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Come citare questo articolo

Elisa Marigo. “La Collezione Balzan”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-collezione-balzan/

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