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UN RICORDO

Ermes Simili (1923-2014)

Nei suoi quadri, caratterizzati da una forte intensità cromatica, esprimeva la propria carica passionale verso l’azione e la plasticità delle sue visioni

di Annalisa Marini

Ventaglio Novanta n. 62 2021 pp. 104–106

E’ stato sicuramente un protagonista dell’arte del ‘900, con profonde radici polesane, il “massese” Ermes Simili, che vogliamo qui ricordare partendo dalla testimonianza di Vittorio Spampinato, curatore artistico che ha seguito ed apprezzato il suo lungo percorso nell’ambito pittorico.

“Un artista attento e sensibile Ermes Simili, uno di quei rari artisti silenziosi e profondi che con l’occhio attento all’estetica del mondo è riuscito – del mondo stesso che lo ha così coinvolto – ad astrarne la bellezza della realtà.

Figure di animali agresti miste o isolate da figure umane, paesaggi della memoria, momenti di vita e di affetti, ma soprattutto di intimità e calore, che esprimono, grazie ad un’intensità cromatica espressionista il desiderio di dare fondo e visibilità alla propria carica passionale verso l’azione e la plasticità delle sue visioni. Viaggi reali, con una precisione nel tratto che qualifica Ermes Simili, artista certamente dotato di una tecnica studiata e applicata con maestria e rigore, nel disegno, sugli oli, nell’arte incisoria, nella tridimensione della scultura, negli acquerelli, tutte tecniche ed esibizioni estetiche di vigorosità artistica e narrazione poetica. (…)

Un artista che non si discosta mai dai classici e dalla storia e che, in una condotta coerente e costante per tutta la sua carriera, racconta le sue visioni, i suoi pensieri, le sue attenzioni con momenti di sintesi artistica chiara e profonda, narratore e spesso cantore di un amore vero, vissuto e sincero per la natura e per l’arte”.

Ma come si è svolta la parabola della sua intensa vita?

Figlio di Silvano e Santina Veronesi, venne alla luce a Castelmassa (Ro) nel 1923. Compì gli studi all’Istituto d’Arte di Castelmassa, diplomandosi poi nel 1944, quale Maestro d’Arte al Regio Istituto d’Arte di Venezia nella sezione Arti Grafiche.

Nello stesso anno e nello stesso Istituto viene ammesso al corso di Magistero ottenendo nel 1946 la promozione alla sezione Decorazione del Libro. Si iscrive, in seguito, all’Istituto d’Arte di Firenze conseguendo nel 1947 il Diploma di Licenza del Corso di Magistero, sezione Arti Grafiche e nel 1948 quello della sezione Pittura decorativa murale, entrambi con valore di Abilitazione all’insegnamento negli Istituti Superiori. Dall’anno scolastico 1944 inizia la carriera di docente all’Istituto d’Arte di Castelmassa, ove occupa la Cattedra di Decorazione pittorica fino al 1984.

Intensa, rilevante, articolata e operosa fu la sua vita d’artista. Singolare, riconoscibile e di forte valenza espressiva è il suo linguaggio artistico. Nelle opere manifesta tutto il suo vissuto, e sin dagli esordi esprimeva una naturale inclinazione verso la grafica. Matite, chine, carboncini, cere e pastelli sono i suoi primi strumenti di lavoro, impiegati sul disegno dal vero con la completa acquisizione delle forme. Si dedica all’arte incisoria realizzando prevalentemente xilografie, in cui evidenzia una notevole abilità artistica.

“Modellava la creta e fin da bambino giocava con la cera delle candele – racconta la figlia Federica che conserva i ricordi familiari – che gli permetteva di divertirsi con le forme e i volumi”. Formelle e soggetti tutto tondo, gli saranno commissionati anche per chiese e cappelle.

Negli anni ’50 si dedica alla pittura con acquerelli e tempere e dagli anni sessanta, nella piena maturità artistica, sceglierà la tavolozza policromatica dei colori a olio. Dipingerà su qualsiasi supporto, sperimentando temi, prospettive, composizioni e sfumature, mosso dalla fantasia creativa e dal desiderio incessante di narrare utilizzando il suo singolare linguaggio artistico. I suoi dipinti a olio, dai colori pregnanti di forza espressiva, dalle figure plastiche e dai volumi ben delineati, rappresentano scene di vita quotidiana, socialità, animali e natura. Il contesto è sempre il suo territorio: la campagna, gli scorci agresti e il Fiume.

Ermes Simili aderisce nel 1945 al “Sindacato artisti del Polesine” già attivo dal ’33 a Rovigo, grazie al quale partecipa a mostre soprattutto collettive che il Sindacato allestisce per promuovere gli artisti del territorio.

“La critica lo nota e parla di lui – testimonia Federica – cogliendo le valenze in divenire del giovane artista”. La fama lo stimola a partecipare a numerosi concorsi nazionali di qualità e ad allestire mostre personali anche nelle città più importanti d’Italia superando selezioni severissime. Citiamo la Galleria nazionale d’arte moderna a Roma, a Livorno e alla Galleria d’Arte moderna a Milano.

Il 1956 segna una svolta importante nella sua carriera di incisore; si associa all’Associazione I.D.I.T. incisori d’Italia, fondata da L. Servolini e da C. Carrà e partecipa al I Salone degli Incisori d’Italia a Milano e ad altre considerevoli mostre nelle più importanti città d’Italia. Nel ’58 l’artista espone al XI Premio Suzzara, nel ’62 alla 3° Mostra Internazionale del 10X15 a Ferrara.

Il suo talento viene apprezzato con numerosi riconoscimenti, recensioni e articoli sulle riviste d’arte, sui quotidiani nazionali e provinciali Nel corso della sua esperienza artistica ottiene numerosi premi tra cui il Premio d’incoraggiamento del Ministero della Pubblica Istruzione, quello del Piccolo Teatro Città di Milano all’interno del IV Premio nazionale di disegno Diomira, promosso dalla Direzione dei Civici musei di Milano.

Quale autore di arte sacra, nel ’68 gli viene commissionata la decorazione di sei capitelli, ovvero l’esecuzione di 24 formelle in terracotta per la Chiesa di Orti di Legnago. Nel ’72 dipinge due pale per la chiesa di Granzette di Rovigo. Nel ’74 modella alcuni bassorilievi per il Santuario della Corba a Massafiscaglia nel ferrarese.

Nel ’79 viene nominato Accademico Effettivo nell’Accademia delle Arti e dell’Incisione con la registrazione all’Albo d’Oro dell’Accademia e partecipa alla VI Biennale di Milano, Mostra Omaggio dell’Arte Italiana al dolore innocente. Una lettera firmata Roger Card. Etchegaray, Presidente Pontificium Consilium de Iustitia et Pace, datata Roma 18 ottobre 1995, gli comunica che i ritratti dei quattro evangelisti da lui dipinti, sono esposti nella Cappella di quel Dicastero, in Vaticano. Per l’occasione riceverà in ricordo la medaglia del XVII di pontificato di Papa Giovanni Paolo II.

La “Via Matris dolorosae” è un ciclo di sette formelle che illustrano i sette dolori della Madonna, eseguite dall’artista per il Centro Mariano dell’Ordine delle Serve di Maria Riparatrice di Rovigo. E ancora, quattro sono i bassorilievi esposti nella Chiesa del Frati Cappuccini della città.

Nel 2003 la Provincia di Rovigo fece dono di una scultura dell’artista castelmassese alla Sig.ra Franca Ciampi, moglie dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Dopo una vita operosa dedicata all’impegno civile e all’arte, Ermes Simili, si è spento a Castelmassa il 25 febbraio del 2014.

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Come citare questo articolo

Annalisa Marini. “Ermes Simili (1923-2014)”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/ermes-simili-1923-2014/

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