L’Accademia Veneta dello Spettacolo di Rovigo festeggia dieci anni di vita. Un lungo percorso nel settore della musica lirica, del teatro e del cinema.
Per dare risalto alle eccellenze artistiche polesane e venete, soprattutto giovani, era necessario che ci fosse un’ associazione specifica che si dedicasse a questo.
E’ così che nel 2001 è nata l’Accademia Veneta dello Spettacolo, con il primo concerto lirico, eseguito sabato 22 dicembre dello stesso anno al tempio “La Rotonda” di Rovigo.
Dieci anni di grandi soddisfazioni, con oltre 150 eventi realizzati nei vari ambiti, per gli artisti che hanno collaborato e tuttora collaborano con questa vivida realtà rodigina, ma anche per le migliaia di appassionati che, provenienti anche da lontano, hanno dato sempre il loro indispensabile appoggio morale.
I concerti lirici, i gran gala dell’Operetta, le diverse formazioni musicali (canzoni messicane, musiche da film, canzoni napoletane, ecc) costituiscono la spina dorsale delle attività dell’Accademia, ma anche il teatro e il cinema sono stati rappresentati con iniziative di spessore.
Per il teatro, l’ultima messa in scena, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è “Ciceruacchio Imperituro”, regia di Giuliano Scaranello e produzione della stessa Accademia: ha visto rivivere sulla scena gli ultimi momenti di vita dell’eroe risorgimentale Angelo Brunetti detto “Ciceruacchio”, fucilato dagli austriaci a Porto Tolle il 10 agosto 1849.
La lirica in piazza, scommessa vinta fin dalla prima edizione, ha dato vita all’ormai tradizionale concerto lirico “Estate rodigina” che ogni anno, il penultimo sabato di luglio, catalizza in piazza Vittorio Emanuele II migliaia di appassionati del bel canto.
La scelta artistica curata dal direttore Diego Rizzieri si è dimostrata sempre efficace per il giusto abbinamento delle voci ai brani proposti senza dimenticare quanto sia difficile accontentare un pubblico eterogeneo.
“Non abbiamo mai sbagliato un concerto – ha precisato il direttore dell’Accademia Diego Rizzieri. Quando si programma un evento musicale e si ha l’opportunità di prepararlo per tempo, scegliendo musicisti e strumentisti idonei al tipo di concerto che si vuole fare, tutto funziona sempre bene, poche sono le sorprese che potrebbero rovinare la serata”.
Nel 2004 il primo concerto lirico all’estero, nella gemellata città di Viernheim in Germania, dando così il via ad una serie di trasferte sia in varie regioni d’Italia nel 2005 e 2006, che oltreoceano in Uruguay e Australia.
Grazie alla preziosa collaborazione dei “Polesani nel mondo”, i concerti lirici divengono subito oggetto di richiesta da parte dei circoli che vogliono avere nelle loro città artisti professionisti polesani e veneti. Tra queste primeggia Bolzano dove, grazie all’interessamento di Franco Bozeni, l’Accademia è presente ogni anno con concerti lirici, gran gala dell’operetta e musiche da film.
In dieci anni l’Accademia ha dato a molti artisti rodigini, veneti, ed anche stranieri, la possibilità di salire su vari ed importanti palchi, iniziando dal tempio cittadino della “Rotonda” con il tradizionale “Concerto di Natale” sostenuto dall’allora sindaco di Rovigo Paolo Avezzù. Negli anni successivi si sono organizzati appuntamenti musicali e canori in tutte le più importanti chiese cittadine, giungendo al glorioso teatro Sociale grazie alla collaborazione di Umberto Perosa che ha sempre creduto nell’operato dell’Accademia.
L’Accademia Veneta dello Spettacolo sa di aver contribuito alla maturazione di molti giovani musicisti e cantanti: “solo quando si sale sopra un palco si può acquisire quell’esperienza senza la quale a nulla servono ore ed ore di teoria e solfeggio. A nulla servono tanti studi se poi all’ultimo istante l’emozione ti fa dimenticare tutto quello che hai imparato e dovresti sapere fare bene”.
Il compito che in questi 10 anni l’Accademia ha sostenuto, ovvero valorizzare il più possibile le potenzialità artistiche del territorio, è stato adempiuto nel migliore dei modi pur tra moltissime difficoltà burocratiche ed economiche.
Rovigo può offrire molto, moltissimo per divenire, come altre città italiane, punto di ritrovo culturale e musicale.
Non dobbiamo dimenticare che Rovigo è conosciuta nel mondo solo perché possiede un teatro divenuto importante per aver dato i natali artistici ai più grandi artisti del ventesimo secolo: dal violoncellista Arturo Toscanini, al tenore Beniamino Gigli, dal soprano Renata Tebaldi, al mezzosoprano Giulietta Simionato, per non dimenticare il grande soprano Rosetta Pampanini, che ha voluto riposare per sempre nella “propria” Corbola! Non ultimo il grande direttore d’orchestra Tullio Serafin.
Migliaia di australiani, sanno che il famoso teatro Opera House di Sydney è stato inaugurato nel 1974 da un italiano, esattamente da un polesano: il tenore Lamberto Furlan.
Tutti i musicisti e gli italiani di Montevideo conoscono il direttore dell’orchestra giovanile del Teatro Solis: un italiano, di Lendinara di nome Paolo Rigolin.
Molti italiani appassionati di musica sanno che la prima opera “Bohéme” tele trasmessa dalla RAI nel 1954, aveva la voce e la figura di un’artista di Grignano Polesine: il soprano Elena Rizzieri.
Tra gli illustri ospiti, insigniti dall’Accademia con una targa per i loro meriti professionali nell’ambito della lirica, oltre ai già citati Furlan e Rigolin, ultimo in ordine di tempo il grande baritono fiorentino Rolando Panerai, che proprio con il soprano Elena Rizzieri debuttò alla RAI nel 1954 con l’opera Bohéme.
Difficile ricordare tutti i nomi degli artisti che in questi dieci anni hanno collaborato: ricorderemo a caso alcuni nomi: i soprani Sonia Visentin, Michela Bregantin, Carla Cenacchi, Sonia Peruzzo, Alessandra Micheletti, Silvia Rampazzo, Mara Paci, Elisa Biondi, i baritoni Andrea Zese, Oscar Garrido, Silvio Zanon, Marco Danieli i tenori Leonardo De Biaggi, Andrea Crescente, Cristiano Olivieri, Stefano Rigon, Mauro Pagano, il mezzosoprano Cristina Melis.
Tra i giovanissimi artisti che l’Accademia ha “lanciato sul palco”: i mezzosoprani Nadia Pirazzini e Francesca Sartorato, il tenore Gianluca Arnò, il baritono Omar Camata, il giovanissimo violinista Sergio Marrini. L’Accademia si è avvalsa della collaborazione di valenti musicisti quali i pianisti Paola Chiarion, Maria Rostellato, Micaela Tiozzo, Paolo Lazzarini, di eccellenti giovani violinisti quali Nicola Breda, Riccardo Paltanin, Constantin Beschieru, ma anche di violinisti di fama internazionale quali Andrea Crosara, Vinicio Capriotti ed Alberto De Meis.
C’è poi il cinema, al quale l’Accademia non poteva non dedicare attenzione soprattutto quando il Polesine, terra di esordi per grandi nomi della celluloide, ha davvero dato molto.
Ecco allora le rassegne realizzate in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Rovigo per ricordare che in Polesine e sul delta hanno mosso i passi alcuni “mostri sacri” del cinema nazionale. Luchino Visconti gira “Ossessione” con Clara Calamai e Massimo Girotti nel 1943. Roberto Rossellini ambienta tra i canneti del Po l’ultimo episodio di “Paisà”. Arrivano poi le troupe di “La donna del fiume” di Mario Soldati nel 1954 dove protagonista è una giovanissima Sofia Loren, Florestano Vancini con i suoi documentari e alcune scene de “Il delitto Matteotti” per arrivare agli ultimi film di Carlo Mazzacurati.
L’attenzione per il cinema polesano e veneto sbarca al Festival del cinema di Venezia e poi nasce, nel 2003, la Settimana del cinema veneto a Mar del Plata in Argentina, Sudafrica, Brasile e Canada.
Dieci anni di attività con un nuovo progetto futuro: la realizzazione di una mostra fotografica sui principali set in Polesine in collaborazione con la Cineteca di Milano.
Dieci anni intensi di cui non è facile ricordare tutto. Anche agli artisti e collaboratori non citati va il ringraziamento dell’Accademia.
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D. R.. “Accademia Veneta dello Spettacolo”. Ventaglio Novanta, n. 44, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/accademia-veneta-dello-spettacolo/