Tra le associazioni polesane, particolarmente attive sul piano artistico e culturale, da qualche anno un ruolo interessante è svolto da Art Flood. Recentemente l’associazione ha bandito un concorso di idee grafiche relativamente al proprio logo, ottenendo un impensabile riscontro di proposte.
Per conoscere meglio la “mission” di Art Flood ci incontriamo con la presidente Melania Ruggini, chiedendole innanzitutto informazioni sull’esito del concorso, conclusosi con l’individuazione del logo idoneo a rappresentare l’associazione.
– Soddisfatta delle proposte per il logo?
“Moltissimo. Non ci aspettavamo fiocassero così tante proposte e siamo davvero molto soddisfatti per l’interesse dimostrato e la creatività dei loghi in gara. In due mesi abbiamo raccolto ben 60 adesioni da tutta Italia, da Nord al Sud, e anche due dall’estero, Svizzera e Francia. La giuria, formata dallo staff operativo dell’associazione, si è trovata di fronte ad un tripudio di idee. C’è chi ha riassunto l’immagine con elementi della natura e i caratteri tipici del territorio di riferimento, come i fenicotteri rosa e le due torri di Rovigo; chi ha utilizzato simboli inerenti l’arte, come la tavolozza e la bomboletta spray; chi ha proposto una grafica accattivante ed efficace, al passo con i tempi; chi ha puntato su scelte di colore originali.”
– È stato facile individuare quello più adatto per adottarlo poi come identificativo dell’associazione?
“Non è stata una scelta facile tuttavia abbiamo premiato l’idea più funzionale. Nel logo vincitore il ragionamento parte dal nome dell’associazione: l’arte è vista come una scintilla che rappresenta l’ingegno e la potenza della sua espressione. “Piena” è un’onda stilizzata e rappresenta qualcosa di travolgente che si diffonde nello spazio. Questo logo è semplice, intuitivo e facilmente riconoscibile. La vincitrice è una giovane studentessa di Adria, Michela Baraldi e con lei abbiamo subito avviato una collaborazione professionale: realizzerà le locandine della IX edizione del festival itinerante DeltArte – il Delta della Creatività, di cui la nostra associazione è diventata capofila.”
– Un’onda stilizzata, dunque… Flood significa inondazione, alluvione. Termine che molti vorrebbero cancellare dal vocabolario polesano, in quanto si dice comunichi un’idea negativa, di terra depressa. Voi lo avete invece scelto, immagino con una particolare accezione. Quale?
“È sempre complicato trovare un nome che possa rappresentare l’anima di un’associazione. Dopo un’analisi, abbiamo trovato la parola “inondazione” molto familiare e usata nel vocabolario polesano, per cui abbiamo voluto utilizzarla infondendole tuttavia una connotazione positiva. Abbiamo voluto riconvertire il suo significato mettendolo in stretta connessione con l’arte. La nostra associazione opera in un territorio molto delicato, a tratti fragile, ricco di suggestioni, compreso tra i due fiumi principali italiani, l’Adige e il Po. Le nostre radici sono ben evidenti già nel nome, così come la nostra “missione”. Metaforicamente la nostra attività sta inondando il territorio con una piena pacifica fatta di colori, bellezza, laboratori didattici con le scuole, opere d’arte.”
– Da quando esiste l’associazione? Quali le finalità e i progetti?
“Nata nel 2016 da un gruppo di giovani appartenenti al mondo dell’arte, della didattica, della comunicazione, l’obiettivo principale è la realizzazione e promozione di progetti culturali con una particolare attenzione alla rigenerazione urbana delle periferie, attraverso i linguaggi dell’arte pubblica, come street art, land art, installazione pubblica, non dimenticando la fotografia, la videoarte, le nuove tecnologie. Il contesto in cui opera è Rovigo e la sua provincia, compreso il suo meraviglioso Delta del Po: un territorio ricco di potenzialità. Art flood intende dunque operare per la valorizzazione del territorio di riferimento mediante progetti culturali di alto profilo e professionalità provenienti dal panorama nazionale ed internazionale.”
– Quali i lavori più gratificanti portati a termine? Quali gli impegni attuali?
“È molto gratificante per noi scoprire giovani talenti, specie se sono del territorio, promuoverli e valorizzarli attraverso progetti, eventi, mostre, workshop. Art Flood è capofila del festival DeltArte – il delta della creatività per cui attualmente siamo molto impegnati nella sua programmazione e realizzazione. Il festival è iniziato il 19 aprile da Villaggio Norge a Rosolina, per poi dipanarsi nelle varie realtà comunali con cui da anni collaboriamo, come Lendinara, Loreo, Taglio di Po, Adria, Porto Tolle, Villadose, Corbola. Quest’anno la tematica è la memoria collettiva: in ogni comune l’artista invitato focalizza l’attenzione su un personaggio illustre, una storia, un’eccellenza. Ad esempio a Villaggio Norge si parla della nascita di questo quartiere, dopo l’alluvione del ‘51, grazie alla solidarietà del popolo norvegese; a realizzare l’opera di arte pubblica, presso le ex scuole elementari, un’artista toscana di fama nazionale, Rame 13”.
– Molto bello il bozzetto che avete realizzato per un affresco dedicato a Dante. Potrà trovare effettivamente un'esecuzione su una facciata del Delta?
“Il bozzetto in questione è uno dei tanti progetti rimasti ancora nel cassetto, con la convinzione che prima o poi, grazie al nostro continuo e incessante lavoro di sensibilizzazione, si potrà realizzare in un comune del Delta. Esso era nato dalla mente creativa del nostro artista C0110 per la facciata delle scuole presso il Comune di Ariano Polesine e in particolare per celebrare Dante e la Rovra. Purtroppo non siamo riusciti a realizzarlo ancora, ma siamo sempre fiduciosi e alla ricerca di nuove partnership sia con i comuni che con le associazioni e le aziende del territorio”.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Art Flood, un’onda per il Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/art-flood-unonda-per-il-polesine/