LEGAMI
Nuclèici, vaghiamo sospesi a certezze di compiuto. come l’intermittenza del tempo che concede di esplorare mondi, galassie lontane, per sfamare con piccole briciole d’infinito la nostra voglia d’eterno. Acceso, spento, luce, buio, amore, odio, stelle. Costellazioni spezzate da un “La” in controcanto, geometrie d’immortalità, ridisegnate da chi saprà donare. Speranza, sorriso, cuore. Pane della vita, sapore di salvezza.
SIAMO
Siamo come piccole galassie nello spazio che si espande nel tempo, lasciando ogni volta un qualcosa di noi nell’universo.
VOLTARSI INDIETRO
E mi volto indietro, immerso in un tempo passato che sa di presente, e mi vergogno, sì, mi vergogno di questo mondo folle, distorto, rovesciato. Riemergo dai ricordi, lo stato di amarezza mi pervade, non s’appiana il senso d’impunità che m’imprigiona in un mare di parole, frenetico vociare che inganna il tempo. Allora affondo ampie bracciate in questo mare, ed entro, oltre il confine dell’umano o almeno quel che penso, mi sento soffocare da ipocriti pensieri, scruto abissi di avidità, valli d’incoerenza tra promesse e azioni, indifferenza, e poi… respiro. Sì, è un profondo respiro di salvezza che mi desta dall’odio che divora il cuore, ci disgrega, avrei voluto non essere più umano, spogliato da logiche terrene, ma lo sono, e mi ritrovo ancora in questo spazio, vuoto, con il coraggio di gridare ancora che è giunta l’ora di tendere la mano a chi difende la vita e vuole amare.
Tra le fioche luci delle stelle, io cerco verità e volgo altrove il mio peregrinare.
Può una lacrima ribaltare il mondo ?
IL SOFFIO DELL’ANIMA
Filantropi dai nomi buffi fanno bolle di umanità, per far danzare tra corsie di ospedali i sorrisi dei bambini ad allietare con la gioia un’emozione. Protagonisti di storie senza tempo i nasi rossi fanno poco rumore ma sanno trasformare con il cuore ogni comune giorno in un momento speciale. L’allegria la puoi vedere negli occhi, che brillano sul palco della vita, loro non chiedono plausi quando finisce la scena, sono fatti così i nasi rossi tra quelle bolle di sapone e il loro respiro l’umana passione di chi sa colorare la vita.
LUCIA, UNA STORIA VERA
(Dedicata a Lucia Annibali vittima della violenza contro le donne)
Ho sentito parlare del tuo nome che significa “splendente”, come lo sono i raggi del sole nel mattino mentre guardano, nel tremore della terra risvegliata, il tuo volto, tra parole che si chiedono il perché.
Allo specchio tuo, fedele, hai raccontato l’inquietudine, gli istanti di quel giorno, per molte di una vita, quando sul viso ormai sfregiato, dimorava a tratti quel disprezzo, e con fatica il coraggio ti chiedeva di spezzare l’incantesimo funesto e di voltare le spalle alla paura.
Una bella e una bestia il tuo cuore ha riscritto nuova e moderna fiaba, con dignità descritto la speranza per soffiare via lontano quella nebbia che offuscava le menti, dove l’anima ha il diritto di volare tra squarci blu del nostro cielo, dove il tempo s’inchina fino a danzare nell’abbraccio etereo e umano di una voce, come molte, liberate dal silenzio.
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Come citare questo articolo
Stefano Caranti. “Come piccole galassie”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/come-piccole-galassie/