L’Ecomuseo Mulino al Pizzon di Fratta Polesine continua a macinare cultura e tutela, non solo per le quotidiane manutenzioni degli ottocenteschi macchinari, la settimanale pulizia del fiume e l’instancabile cura per il verde che lo circonda, ma anche per il suo impegno nella divulgazione della conoscenza del passato con un occhio attento alle energie rinnovabili.
La sua cucina coniuga tradizione, innovazione e creatività, ricercando nei prodotti della meravigliosa storia della cucina mediterranea una identità polesana ancora da scoprire del tutto e da rafforzare mescolando prodotti del territorio in nuove proposte.
Inoltre, il gruppo dei volontari CTG propone sempre nuovi incontri ed occasioni culturali che sanno attrarre persone e cittadini rinnovando interessi e temi.
Ecco allora la proposta della bella mostra “Angeli Musicanti” di Gianni Veronese per il Natale 2020 e il capodanno 2021, che è stata apprezzata da molti appassionati nonostante le ristrettezze della pandemia.
Nella nicchia del salone dei grani del Mulino al Pizzon, gli Angeli musicanti scendono dalle antiche travi per richiamarci ad un natale di bellezza e di bontà, commentati ogni domenica da vari esperti e appassionati.
Angeli anticonformisti, dai volti abbozzati, quasi umani, con abiti svolazzanti e variopinti, quasi un tutt’uno con le ali, esibiscono invece i loro strumenti terreni disegnati dall'artista in maniera precisa e perfetta.
Questi angeli torneranno sicuramente in altri luoghi e contesti perché incantevoli e affascinanti, non solo dal punto di vista artistico, ma anche dal punto di vista storico-sociale-religioso, come emerso dalle varie presentazioni.
Numerosi sono gli appuntamenti programmati all'Ecomuseo Mulino al Pizzon, luogo che merita più di una sosta, per le innumerevoli novità che ne arricchiscono la vita e l'essenza in ogni stagione.
Introduzione alla Mostra
La rappresentazione degli angeli nell’iconografia religiosa – ci dice l’arch. Gianni Veronese – è molto diffusa. In tutti i periodi storici.
Tutta l’arte e in particolare la pittura è ricca di esempi di questo tipo. Molti artisti hanno dipinto questo soggetto, da Giotto, a Guariento di Arpo nella Padova del 300, ad Arnolfo di Cambio, alla pittura senese con Duccio di Boninsegna e Simone Martini e fiorentina del medioevo, alla scuola romana con Pietro Cavallini, Iacopo Torriti fino a Beato Angelico che apre il periodo del Rinascimento con Francesco Botticini, Piero della Francesca, Giovanni Bellini, Benvenuto da Garofolo, Cima da Conegliano e molti altri.
Per molti anni l’arte è rivolta a rappresentare quasi esclusivamente il sacro e tutti i pittori dipingono immagini religiose commissionate dagli ordini ecclesiastici e collocate nei luoghi di culto. Credo che una delle prime opere laiche, cioè di soggetto non religioso, se non la prima, sia la serie di affreschi di Ambrogio Lorenzetti riguardanti l’allegoria del buono e del cattivo governo che si trovano a Siena nella Sala dei Nove nel Palazzo pubblico
Nel 500 e nei secoli successivi la diffusione dell’arte del sacro ebbe uno sviluppo ancora molto consistente con la produzione di grandi e immortali capolavori, Leonardo, Michelangelo, Raffaello.
Per arrivare ai giorni nostri dove il panorama artistico è più variegato, ma ancora abbastanza importante. È il caso degli angeli imperfetti di Paul Klee, in cui le figure non sono né divine né belle ma rappresentate come viste da un bambino o da un folle o del simbolismo di Ferdinand Hodler o delle visioni bibliche degli angeli di fuoco di Marc Chagall.
Vi sono anche esempi curiosi nel panorama artistico moderno
E’ il caso di Marck Art (Marco Urso) siciliano, scoperto da Sgarbi, che risvegliatosi da una apnea cerebrale di 25 minuti ha cominciato a dipingere angeli “ero morto ora dipingo angeli”.
Il tema su cui mi sono avventurato – sottolinea l’arch. Veronese – è quindi abbastanza impegnativo. Perché quindi questo mio lavoro?
Uno dei motivi riguarda la mia passione per il disegno che mi ha portato a cimentarmi su temi diversi e insoliti, ad es. La raffigurazione architettonica e ambientale di Rovigo e del Polesine, oggetto di recenti mostre, e di molte città e paesi del Veneto, di paesaggi, animali, ritratti, composizioni floreali, nonché proposte progettuali e altro ancora.
Un altro motivo può essere dovuto alla ricerca di figure protettive delle quali in questo periodo si può sentire la necessità in modo più forte rispetto ad altri momenti, e la conseguente ricerca di renderle più gioiose e vicine al cuore della gente attraverso una delle arti più espressive.
La prima vera ispirazione è però maturata da un disegno di Gabbris Ferrari riportato sul poster di una iniziativa degli “Amici del cuore” che mi ha colpito per la bellezza dei colori, per l’espressione intensa e serena.
Il motivo più importante che mi ha portato a realizzare questa galleria di angeli musicanti è stato quindi quello di rendere omaggio al genio artistico di Gabbris Ferrari polesano di fama internazionale e contestualmente di alleggerire gli affanni quotidiani con figure celestiali che ben si adattano a questo periodo natalizio.
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Come citare questo articolo
Donatella Girotto Marangoni. “Angeli Musicanti”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/angeli-musicanti/