Ventaglio 90 si apre ad una nuova rubrica, una rubrica dedicata a personaggi femminili del nostro territorio che si sono adoperati per far emergere le bellezze e le peculiarità che ci caratterizzano. E dove poter dare testimonianza dei risultati raggiunti con impegno e passione, se non su una rivista che si occupa da trent’anni del territorio polesano nei suoi vari aspetti culturali?
Presentazione
Oggi incontriamo una cara amica, Donatella Girotto, che ho avuto il piacere di conoscere grazie ad un corso per operatori museali al Museo della Giostra e dello Spettacolo Popolare, organizzato da Turismo&Cultura con il Comune di Bergantino nel 2011. Da questa esperienza è nata una grande amicizia che si protrae ancor oggi e che mi ha permesso una crescita personale e professionale che non immaginavo. Sono quindi felice con questa intervista di presentarvi una donna davvero importante per la mia carriera e che mi auguro possa essere d’esempio per altre donne che vogliano intraprendere la via dell’imprenditorialità o comunque vogliano realizzarsi oltre che privatamente anche professionalmente!
– Com’è nata la tua storia di imprenditrice nel territorio polesano?
Entro negli anni Sessanta a far parte di un’associazione nata da poco a Rovigo, scoperta frequentando la FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) al Centro giovanile San Giovanni Bosco. L’associazione è il CTG, gruppo 2Torri, fondato dal direttore del centro Don Giacomo Prandini, che con il suo entusiasmo mi coinvolge in una partecipazione attiva. Affascinanti le scoperte dei valori dell’associazione: il volontariato, il rapporto uomo-natura, il turismo come fonte di cultura, la crescita personale nel fare insieme (gruppo) e la conoscenza della storia locale nella formazione del cittadino. Mi butto con curiosità nell’ambiente CTG. Conosco persone interessanti, tra cui Beppe Marangoni, diventato presto mio marito. Qui inizia la mia vita di donna, madre di tre figli, ma sempre collegata al mondo del CTG che diventa missione di coppia.
– Qual è stata la chiave di volta, se così possiamo dire?
È proprio nel CTG che nasce l’interesse per la nostra terra: il Polesine. I primi corsi per conoscere il territorio, già dal 1978 e la scoperta di una provincia ricca di storia, caratterizzata dalla presenza dei due più grandi fiumi d’Italia: il Po con il suo delta e l’Adige con il suo estuario. Da qui l’esigenza chiara e insopprimibile di condividere le scoperte cresce sempre di più non solo in me, ma anche in altri dirigenti del gruppo CTG. La svolta da gruppo di volontariato a cooperativa senza scopo di lucro – a mutualità prevalente si realizza a partire dalla presa di coscienza dell’impreparazione del Polesine rispetto a un turismo culturale e ambientale organizzato. Nasce così Turismo&Cultura, cooperativa fondata da alcuni dirigenti di vari gruppi CTG, personaggi di varie provenienze sia dal punto di vista geografico sia dal punto di vista professionale. Tra questi ricordo il presidente del Gruppo CTG Folklore Delta di Taglio di Po, Dott. Antonio Rossin che fu il primo presidente della Cooperativa.
– Quali sono state le priorità nel momento iniziale di avvio, le urgenze che hai dovuto affrontare?
Fin dall’inizio, il mio ruolo è ben definito e poliedrico: studiare itinerari storico-artistico-ambientali, formare il personale (guide di turismo sociale, animatori culturali e ambientali, accompagnatori) e coordinare le attività e gli operatori promuovendo le nostre proposte con l’impegno di sensibilizzare enti e amministratori a valorizzare il patrimonio. Infatti, le urgenze appaiono fin da subito innumerevoli, a partire dalla necessità di agire sull’assenza quasi totale dell’organizzazione e della gestione di luoghi deputati alla cultura e dall’esigenza di poggiare su basi solide l’offerta che si stava proponendo. C’era la necessità che i volontari diventassero professionisti di un lavoro che in Polesine non esisteva: che ci fossero monumenti, palazzi e musei aperti. Inoltre, la didattica è sempre al primo posto: nascono i primi laboratori di arte, musica, teatro e archeologia. Sottolineo la grande novità costituita dalla Bottega della Musica, dalle proposte sulle danze popolari e sulle tradizioni, tutto un settore molto innovativo accolto con grande successo, di qualità e quantità, proposto e portato avanti da Laura Marangoni.
– Quali tipi di relazioni sono nate con professionalità, dirigenti e istituzioni? Immagino non sia stato un percorso facile!
Sono nate importanti relazioni con Enti e Istituzioni Pubbliche e private, attraverso l’attivazione di contatti costruttivi e concreti che sfociano in convenzioni, rapporti di lavoro continuativi, con la Provincia e il Comune di Rovigo, la ProLoco di Porto Tolle, i musei, gli istituti scolastici, le soprintendenze, l’Archivio di Stato e l’adesione di 35 comuni alla rete CeDi. Il percorso non è stato facile, ma devo riconoscere che ovunque andavo trovavo attenzione e interesse per le proposte di Turismo&Cultura, ottimo punto di partenza per avviare una nuova stagione per il Polesine. E’ in quel periodo la mia nomina a Cavaliere del Lavoro e l’incarico di coordinatrice regionale degli Animatori Culturali e Ambientali del CTG Veneto, presenti in tutte le province con vari gruppi.
– Come definiresti il tuo ruolo di imprenditrice e quali sono stati i momenti più importanti nella tua carriera lavorativa?
In realtà, non sono stata solamente imprenditrice di me stessa, ma di un gruppo sempre più ampio di soci della cooperativa Turismo&Cultura. A guidarmi in questo ruolo sono stati i valori del CTG, di cui sono sempre stata socia e dirigente attiva a livello locale e regionale, e la condivisione con mio marito di obiettivi comuni. In particolare, ricordo come pietra miliare, la realizzazione del primo libro “Polesine e Delta del Po – guida alla terra dei Grandi Fiumi” a cura di Beppe Marangoni, che ha rinunciato ai diritti d’autore per finanziare la cooperativa editrice del testo. Tale azione mi stimola a rafforzare il mio impegno ad andare avanti, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di Presidente.
Tanti sono stati i momenti importanti nella mia carriera lavorativa. In particolare, ricordo: l’inaugurazione del Museo dei Grandi Fiumi a Rovigo, dove Turismo&Cultura con una convenzione con il Comune di Rovigo gestisce l’attività didattica non soltanto per il Museo, ma anche per tutto il Polesine, diventando centro di informazione e prenotazione per itinerari storico-artistico-ambientali, che coprono tutto il Polesine. Inoltre, si attiva una convenzione con la Provincia di Rovigo (Assessorato alla pubblica istruzione e Assessorato al Turismo) che garantisce a coloro che ne fanno richiesta (scuole e turisti) il servizio gratuito dell’animatore culturale ambientale CTG (ACA) – prima convenzione di tale tipo nella Regione Veneto.
Un altro momento fondamentale è l’apertura del Palazzo Roverella con le grandi mostre. Finalmente Rovigo si pone nel panorama nazionale per l’arte e la proposta culturale che ne deriva.
Il Comune allarga la convenzione dal Museo dei Grandi Fiumi a Palazzo Roverella. In questo percorso, il mio ruolo di imprenditrice si è realizzato anche grazie alla mia scelta di investire nella formazione di giovani operatori culturali del territorio (la maggior parte donne), diventati una ricchezza per la città. Infatti, la fiorente realtà di T&C mi diede la forza di fare in modo che l’incarico organizzativo/didattico non fosse dato a strutture esterne: i nostri operatori, affiancati da altri giovani della nostra provincia, opportunamente formati, poterono disporre di esperienze e opportunità uniche e ai massimi livelli. Ed è in questo periodo che sono nominata membro attivo nel Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Rovigo.
– Com’era vista la figura della donna imprenditrice quando hai cominciato e come si è evoluta nel tempo? E quanto ha inciso la tua vita privata nel tuo lavoro?
Devo riconoscere che, nonostante le donne non fossero integrate nel mondo del lavoro come oggi, nell’ambito in cui ho operato, non ho trovato particolari difficoltà nell’essere riconosciuta. Il mondo della cultura, secondo la mia esperienza, deve sempre più avvalersi di figure femminili che anche nella storia hanno determinato grandi svolte. Oggi, nel mio settore, sono moltissime le donne che ricoprono ruoli nel settore imprenditoriale.
La mia vita privata è sempre stata pervasa dalla mia passione e dal mio impegno volontario – lavorativo. Secondo me, un imprenditore – imprenditrice non vede confini tra la vita di lavoro e quella familiare. Tanto più se condivide ideali e sogni comuni in famiglia. D’altra parte, è vero anche che la famiglia richiede sacrifici e scelte. Io ho deciso di lasciare la Scuola per accudire i miei figli fino all’età scolare. Poi, mi sono presa i miei spazi dedicandomi anche a realizzare un percorso lavorativo, che mi sono creata.
– Di cosa ti stai occupando in questo momento?
Oggi, sono ancora imprenditrice e ancora una volta integro professionalità e volontariato! Seguo la realizzazione dell’EcoMuseo Mulino Al Pizzon di Fratta Polesine, rilanciando un’idea complessa di gestione di museo-locanda-ristorante a misura d’uomo. Ospitalità, calore nell’accoglienza, divulgazione della conoscenza, esperienze sul campo: all’incrocio del canale Scortico con il Canalbianco si macina cultura… e si sta bene! Qui, sto anche coltivando una mia antica passione: la gastronomia. Mi diletto a sperimentare sempre nuove proposte: dalla tradizione all’innovazione, con un occhio sempre attento al mio territorio e alla cucina mediterranea.
– Quali suggerimenti daresti a donne che vogliono seguire la strada dell’imprenditoria femminile?
I suggerimenti potrebbero essere tanti, ma mi sento di consigliare questi: studiare con curiosità, ascoltare con attenzione, avere un sogno, volerlo realizzare con passione, caparbietà, continuità, flessibilità e coraggio.
E, se ti è possibile, condividerlo con le persone che ami!
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Come citare questo articolo
Gessica Budri. “Il turismo in Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-turismo-in-polesine/