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UN RICORDO

Da Leonardo: attraversando il tempo

A Ca’ Cornera, Maria Nella Marangon con le sue opere ha suscitato nuove curiosità verso il Grande Genio toscano

di Giampaolo Gasparetto

Ventaglio Novanta n. 60 2020 pp. 90–91

Non sempre è facile e scontato per un artista contemporaneo rapportarsi con i maestri del passato, senza cadere in facili citazionismi, in modo didascalico, trovando invece una soluzione originale per non rimanere schiacciati dal peso della storia. Se poi il maestro in questione è un “Gigante Misterioso” come Leonardo da Vinci, il compito è ancora più gravoso.

A 500 anni dalla morte del Genio più amato della storia universale, a Ca’ Cornera di Porto Viro, è stato celebrato Leonardo con lo sguardo e la ricerca dell’artista polesana Maria Nella Marangon. Lei sa di vivere in un mondo completamente diverso, nella società dell’industria e della tecnologia, non più nel mondo della manualità, dove le forme prima di essere concrete sono mentali. Porta con sé i semi delle avanguardie storiche e sa che l’arte è pura progettualità, che non ha bisogno di un “lavoro” ma soltanto di un gesto demiurgo, ordinatore. In fondo, che la pittura è cosa mentale, l’aveva già scritto lo stesso Leonardo.

E’ stato molto interessante vedere nelle opere di M. N. Marangon come il rapporto tra artista e osservatore sia di fondamentale importanza. Al di là delle etichette e delle classificazioni storico-accademiche la sua ricerca segue dei binari ben precisi ed è frutto di un pensiero strutturato dove niente è lasciato al caso. A lei, infatti, non interessa, ciò che una determinata opera di Leonardo dice, ma ciò che l’arte in quanto arte può dire. Va dato merito quindi alla nostra artista di saper suscitare ancora curiosità verso il Grande Genio toscano con opere che prendono solo spunto da alcuni suoi capolavori.

Maria Nella Marangon ha guardato, analizzato, studiato e anche sezionato ciò che il Grande Maestro ci ha lasciato in eredità. Piccoli dettagli rivisitati e tradotti attraverso i materiali diversi, dalla fotografia, alla scrittura, ad assemblaggi improbabili, a noi contemporanei, non trascurando le immagini, in video, di una sua performance.

Utilizzando unicamente la voce leggendo, in lingua arcaica, il testo di alcune favole di Leonardo, ha catturato la nostra attenzione e l’interesse. Attraverso un “medium” diciamo così “intimo” l’artista si è fatta narratrice comunicando alle orecchie dell’ascoltatore le parole del Maestro. Ha comunicato significati ed emozioni senza l’espressione del viso e dei gesti del corpo, un compito certamente difficile.

Il Genio assoluto di Leonardo è riconosciuto universalmente: il suo talento eclettico trovò espressione in ogni forma d’arte e conoscenza e, forse meno noto, scrisse anche alcune favole, probabilmente intorno al 1490. Sono favole brevi, che hanno protagonista soprattutto la natura, descritta nella sua forma reale e immaginifica: animali o piante che parlano e che attraverso le sue parole scritte insegnano una morale profonda. Ricordiamo un suo monito: “Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri.”

Un genio imprendibile, Leonardo, dalla sua stessa scrittura, quella scrittura con la mano sinistra, “a specchio” che capovolgeva le lettere e le parole da destra verso sinistra.

Per capire Leonardo, o almeno tentarci, Maria Nella ci ha fornito, appunto, lo strumento, uno specchio… Un compito che potrebbe risultare un po’ complicato. Ma così non è stato. Nel Genio Fiorentino, l’autrice, ha trovato una profonda affinità elettiva. Ne ha condiviso i turbamenti, la passione mai appagata per l’opera. Le rappresentazioni di “paesaggio”, che prima di Leonardo erano solo un elemento accessorio, utili come sfondo, sono diventate protagoniste.

L’esempio della Gioconda, presentata dalla Marangon, è stata illuminante. La nostra artista, con un intercambio giocoso di fotografie, ha amplificato il valore del paesaggio come allegoria della caducità del tempo ed ha esaltato così il personaggio in primo piano, in questo caso di Monna Lisa, donna virtuosa, la cui virtù trionfa sul tempo che passa.

Con le sue realizzazioni l’artista polesana desidera sensibilizzare la nostra umanità portandola, virtualmente, a stringere alberi, ricordandoci che un albero è qualcosa di vivo, di buono, che si ama perché allo stesso tempo lui ama noi. Il suo richiamo, finalizzato alla sensibilizzazione alla tutela dell’ambiente, appare forte e intimo allo stesso tempo.

A Ca’ Cornera siamo entrati in mostra pensando a Leonardo, ne siamo usciti affascinati dalle proposte di Maria Nella Marangon.

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Come citare questo articolo

Giampaolo Gasparetto. “Da Leonardo: attraversando il tempo”. Ventaglio Novanta, n. 60, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/da-leonardo-attraversando-il-tempo/

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