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MUSICA & TEATRO

I Senzapretese

Costituita nel 1988, la compagnia amatoriale adriese mette in scena con successo commedie brillanti del repertorio veneto.

di Michela Marangoni

Ventaglio Novanta n. 7 1993 pp. 136–138

Adria, 1988: in occasione della festa di San Vigilio (26 Giugno), patrono della Chiesa di Borgo Dolomiti, alcuni amici decidono di organizzare una serata teatrale e di proporsi al pubblico, per la prima volta, con Le barufe in fameia (o famegia, secondo il titolo originale) di Giacinto Gallina, commediografo di chiara scuola goldoniana, nato a Venezia nel 1852 ed ivi morto, ancora giovane, nel 1897. L’ottima riuscita dello spettacolo, accompagnata da un coro di approvazioni immediate e spontanee, indurrà la compagnia, che ha scelto di portare il nome di Senzapretese per definire, sin dall’inizio, l’ambito puramente amatoriale della propria attività, a sviluppare quella felice iniziativa in un programma più articolato e di più ampio respiro.

La seconda prova è del Settembre dello stesso anno, al teatro San Francesco di Adria, col medesimo testo e con l’appoggio dell’Amministrazione comunale. A ragione l’entusiasmo degli spettatori è colto come un segno di buon auspicio: così non solo si progetta di portare lo spettacolo fuori città, ma ci si adopera per predisporre una nuova commedia, pronta nel Giugno dell’89 e destinata ad essere rappresentata anche fuori Veneto: El palasso de le ciacole di Alfredo Testoni (1856-1931), autore in lingua italiana e in dialetto bolognese, conosciuto anche per I balconi sul canalasso, nata col titolo petroniano di El fnester davanti.

Nel Giugno del ’91 viene allestito El congresso dei nonzoli (nonzolo equivale a campanaro) del veneziano Edoardo Paoletti, pièce godibilissima, messa in scena però anche da altre quattro compagnie e quindi un po’ troppo rappresentata.

Intanto la fama dei Senzapretese aumenta: il Don Bosco di Rovigo, l’Antoniano di Padova, l’Ariston di Treviso, la Villa dei Leoni di Mira ed alcuni teatri all’aperto ne registrano la presenza, ed in soli due anni la compagnia ottiene il premio migliore attore ed il premio migliore spettacolo con El palasso de le ciacole alla rassegna Teatro in corte di Sandrigo.

Ora, dopo un anno di indagini e sperimentazioni (1992) durante il quale è stato riproposto il materiale già portato sulle scene, la compagnia intende allargare i propri orizzonti passando dal vernacolo alla lingua.

La ricca mèsse di successi raccolta in così breve tempo e da noi ripercorsa (non senza lacune) con stile quasi annalistico, non deve indurci a pensare che dedicarsi al teatro amatoriale comporti una irrisoria spesa di energie ed un impegno scevro di sacrifici e preoccupazioni. In primis la ricerca del testo ‘giusto’ costituisce una delle operazioni più difficili. Secondo i princìpi fissati dalla compagnia devono essere individuati e recuperati testi brillanti (requisito fondamentale), possibilmente dialettali, non troppo rappresentati, e costruiti in modo tale da poter essere adattati alle caratteristiche degli interpreti: una commedia sarà dunque scelta soltanto se consentirà a tutti gli attori di lavorare (il numero, l’età, il sesso dei personaggi dovranno corrispondere al numero, all’età, al sesso degli attori) e se converrà perfettamente alle loro capacità espressive.

La ricerca del testo comporta fino ad un anno e mezzo di lavoro; poi ci si dedica alle scene, ai costumi e alle prove per non meno di un semestre. È pertanto un processo faticoso trovare una commedia cucita, per così dire, sulla propria pelle. Una pelle che cambia col passare del tempo. Le compagnie amatoriali, per loro stessa natura, sono entità aperte, e gli interpreti, per impegni di lavoro o altro, sono spesso costretti ad abbandonare il palcoscenico; è evidente che non tutti possono ricoprire i posti vuoti: occorrono persone con requisiti simili ai pregi di quanti hanno rinunciato all’impresa e che siano in grado di ricostruire l’originario affiatamento.

Nonostante questi problemi, oltre all’attività scenica, nell’89, i Senzapretese hanno ideato e fondato la rassegna teatrale Stasera Teatro, curata, per la parte amministrativa dalla Pro Loco. Ogni anno vengono inseriti in cartellone spettacoli già visionati in giro per i teatri veneti, possibilmente ricavati da testi dialettali (finora una sola eccezione, l’indimenticabile Taxi a due piazze di Ray Cooney, portata sulla scena dalla Compagnia di Bardolino del Garda il 26 Ottobre del ’91), brillanti e di qualità. Il programma che, sin dagli inizi, ha trovato nel teatro San Francesco (392 posti in tutto, di cui 300 in abbonamento) l’ambiente ideale alla sua realizzazione, non è stato pensato per sostituire le rassegne formate da compagnie di attori professionisti, ma per proporre un tipo di teatro diverso, che incontri i gusti della gente a prezzi contenutissimi senza per questo diventare un riempitivo di poca importanza o di poco valore.

Nel Giugno del ’92 l’associazione, con l’aiuto della Pro Loco, ha dato vita ad un’altra iniziativa definita Teatro in giro: si tratta di una “rassegna all’aperto per scoprire corti e piazze” di Adria e dintorni. In questo caso per le rappresentazioni vengono privilegiate le compagnie di Adria e della provincia di Rovigo; le corti private e le piazze (tutti luoghi degni di riscoperta) fungono da scenografia ad un tipo di spettacolo “più ruspante” e gratuito, che continuerà finanziato totalmente dall’Amministrazione civica.

Oggi la compagnia sta riflettendo su altre ipotesi: dare, ad esempio, alla rassegna Stasera Teatro il carattere di un concorso a premi trasformando il pubblico abbonato in giuria, o istituire la matinée della domenica pomeriggio; si tratta di progetti da valutare con cura poiché richiedono, per essere realizzati, la sicurezza della copertura dei costi.

Queste idee, benché passibili di aggiustamenti ed ulteriori elaborazioni, mostrano come i Senzapretese siano una solida realtà in divenire: noi ci auguriamo che tale piacevole realtà trovi, giorno dopo giorno, l’energia necessaria per continuare a proporre rassegne e rappresentazioni organizzate sempre con quella dedizione che, sin dal principio, ha contraddistinto tutta l’attività di un gruppo di amici veramente abile e generoso.

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Come citare questo articolo

Michela Marangoni. “I Senzapretese”. Ventaglio Novanta, n. 7, 1993. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-senzapretese/

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