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ARTEOGGI

Il Po in controluce

Ampi consensi per la grande mostra di arte padana

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 25 2002 pp. 82–87

Allestita a Rovigo, presso il complesso degli Olivetani, sede del Museo dei Grandi Fiumi, ha riscosso ampi consensi e fatto registrare un consistente concorso di pubblico la grande mostra di pittura e scultura dedicata ai più significativi artisti, attivi lungo le rive del Po. Oltre duecento le opere esposte, realizzate da più di cento autori che nel corso del ‘900 hanno vissuto e operato nella pianura Padana, traendo spesso ispirazione da paesaggi e situazioni legate al grande fiume. Un secolo di arte, un’ampia rassegna, dal cui allestimento Rovigo ha scoperto fra l’altro di aver avuto un ruolo tutt’altro che marginale nell’ambito del ‘900 italiano. E ciò grazie alla presenza in Polesine di artisti di vaglia, alcuni residenti altri soggiornanti per periodi più o meno lunghi, che hanno lasciato una traccia di rilievo nel panorama nazionale.

La grande mostra, intitolata “Il Po in controluce”, che ha chiuso i battenti lo scorso primo aprile, ha presentato una panoramica ampia ed articolata dei fenomeni artistici e quindi anche culturali, fioriti nella pianura del Po, nel primo e nel secondo Novecento. E in mezzo, a dividere in due il secolo da poco concluso, l’emblematico 1951, anno indimenticabile in cui il Po segnò drammaticamente la provincia di Rovigo con la grande alluvione.

La rassegna non poteva pertanto trascurare questo aspetto, che anzi ha rappresentato il volano stesso della mostra ideata per il 50° anniversario dell’immane dramma, con una sezione specifica, caratterizzata dall’esposizione di quadri di artisti famosi che hanno dedicato opere intensamente emotive al Polesine sommerso dalle acque. E proprio una tela di Arnaldo Pizzinato, intitolata “Inondazione in Polesine”, ricca di suggestioni visive e concitata nella realizzazione artistica, è stata scelta come emblema della mostra.

L’ampia rassegna, curata da Laura Gavioli, profonda conoscitrice dei fenomeni artistici del ‘900 padano, si è presentata a tutti gli effetti come un evento culturale di grande rilievo, ideato e promosso dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Rovigo e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Oltre 3300 gli appassionati e gli estimatori d’arte che si sono portati presso il complesso degli Olivetani di Rovigo per ammirare le realizzazioni di grandi artisti quali, De Pisis, Cavaglieri, Ligabue, Minguzzi, Santomaso, Semenghini, Treccani, Guidi, Cagli, Milani, Zancanaro, Mazzacurati, Casorati, Saetti, Carlo Levi, Antonio Maria Nardi, Carlo Rambaldi, Gustavo Foppiani, Bruno Cassinari e moltissimi altri.

La rassegna ha inoltre offerto ai polesani l’opportunità di conoscere meglio gli artisti della propria terra che, con le loro opere, diedero un contributo interessante all’espressione artistica del ‘900 italiano. Tra gli altri il già citato Mario Cavaglieri, lo scultore Virgilio Milani, i pittori, Ugo Boccato di Adria, Ervardo Fioravanti nato a Calto, Mario Capuzzo originario di Badia Polesine, Giampaolo Berto nato ad Adria, Mauro Mazzali di Castelmassa, i rodigini Vittorio Milan, Edoardo Chendi e Angelo Prudenziato, Leone Minassian che più volte soggiornò a Trecenta, nonchè gli artisti viventi quali Marisa Occari di Stienta, Luigi Zampini di Occhiobello e Lorenzo Zampirollo rodigino trapiantato a Padova.

Centinaia di visite guidate sono state curate dalle animatrici culturali della Cooperativa Turismo & Cultura che, con professionalità e capacità di suscitare interesse, hanno saputo coinvogere i tanti visitatori della mostra. Un supporto validissimo è venuto dal pregevole catalogo, ricco di quasi 300 pagine, edito da Marsilio, predisposto per il grande evento culturale con saggi introduttivi a cura di Laura Gavioli, Vittorio Sgarbi, Gian Antonio Cibotto, Sileno Salvagnini, Marilena Pasquali, Marzio Dall’Acqua, Renzo Margonari, Stefano Fugazza, Marzio Pinottini e Giovanni Negri.

La consapevolezza di aver dato vita ad una mostra di grande rilievo, in grado di segnare una svolta nella politica culturale della provincia di Rovigo, è stata chiaramente sottolineata fin dall’11 dicembre 2001 negli interventi di apertura dell’ampia rassegna, espressi dal presidente della Provincia Federico Saccardin, dal sindaco di Rovigo Paolo Avezzù, dall’assessore provinciale Gioia Beltrame, dal presidente della Fondazione CaRiPaRo Giovanni Sanmartini, dall’on. Gustavo Selva, intervenuto per l’occasione, e dal Presidente regionale Ville Venete Luciano Zerbinati che ha attivamente collaborato con Laura Gavioli nell’organizzazione e nell’individuazione delle opere da esporre.

Il grande evento culturale ha inoltre portato l’attenzione su vari progetti qualificanti, attesi per il prossimo futuro, tra cui il completamento del restauro di Palazzo Roverella a Rovigo, nelle cui sale dovrebbe trovare dignitosa sistemazione la Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, e la realizzazione di un Museo di Arte Contemporanea da dedicare a Mario Cavaglieri, pittore cosmopolita di fama internazionale che, fino alla morte, non ha mai interrotto il legame con la città di Rovigo, facendola destinataria di un lascito di alcune sue importanti opere.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il Po in controluce”. Ventaglio Novanta, n. 25, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-po-in-controluce/

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