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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Insania e Amore

Premiati i racconti di Dionisio Schiavone che aprono uno squarcio inedito sulla società dei nostri giorni

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 60 2020 pp. 160–162

Tra i libri recentemente premiati al concorso letterario “La Locanda del Doge”, colpisce “Insania e amore”, opera sicuramente originale di Dionisio Schiavone, che già nel titolo – specie nel primo dei due termini dell’enunciato, ovvero “insania” – lascia presagire la presenza di tematiche inquietanti.

Dedito alla scrittura fin dalla prima giovinezza, Dionisio Schiavone – che di professione ricopre un importante ruolo nella sanità polesana, quale primario del reparto di urologia di Rovigo – ha al suo attivo varie pubblicazioni di narrativa e poesia, e con questo volume propone una trentina di racconti di vario argomento, ma tra loro legati dal comun denominatore di critica sociale.

Racconti a volte basati sul paradosso, altri invece improntati ad uno stringente realismo. In ogni caso narrazioni piuttosto crude e raramente caratterizzate da un happy and. Nell’architettura del volume l’apertura e la chiusura sono riservate al Padre Eterno. Nel racconto di avvio si impone il “Sovrano” che, desideroso di conoscere più da vicino le situazioni problematiche vissute (e spesso create) dagli umani, si avvarrà di Omero per un’indagine sulla terra. Nel racconto finale verrà chiamato sulla scena Eolo che con un potente soffio, inteso a ripulire il mondo dalle iniquità, spazzerà via l’intera genia degli umani. Prevale insomma un evidente pessimismo sul futuro dell’umanità e del nostro pianeta.

Poche le speranze che il mondo si possa rigenerare? Chiediamo all’autore.

“Se prevale il pessimismo o purtroppo solo il realismo, si deve pensare che le speranze di una ripresa non siano tante. Il libro è una sorta di grido di allarme in questo senso. Tuttavia il titolo comprende anche una seconda parola, ovvero ‘Amore’ (volontariamente con la ‘A’ maiuscola), che è la via che può portare alla rinascita. Il libro dà risalto soprattutto all’amore viscerale, all’amore strutturale, come quello tra madre e figlio. Questo spiega anche la copertina.”

In diversi racconti la sessualità è vista come una pulsione imprescindibile. Un bisogno fondamentale che dà spazio a molteplici narrazioni, a volte inquietanti: come la visione di una paradossale società evoluta “Freland”, dove le donne conquistano la loro “libertà” con una operazione fatta fin da bambine; o la presenza di un maggiordomo che si configura come una sorta di umanoide pronto ad accontentare le richieste della padrona; o ancora la situazione molto più realistica della ragazza che si trova a vivere il dramma delle foto delle sue parti intime rimbalzate sui social; ed altro. Il sesso motore e condizionatore della vita?

“Il sesso è un motore cieco. Un tempo anche non lontano era molto controllato nella nostra società. Ancora oggi, in civiltà diverse, è molto controllato. Invece da noi è stato in qualche modo liberalizzato, per cui i nostri giovani lo vivono in maniera molto diversa rispetto a noi che abbiamo una certa età. E credo che per questa liberalizzazione abbia perso molta forza. Ogni tanto ascolto i testi delle canzoni dei giovani autori e resto molto amareggiato per quello che dicono. Alcuni racconti, per esempio ‘Il carnaio’, vogliono mettere in evidenza proprio questa evoluzione secondo me funesta.”

Nella società avanzata, che cerca di regolare ogni cosa, viene introdotto il “controllo” che impone un “dolce” obbligatorio fine vita. Terribile.

“Il racconto ‘Il controllo totale’ mette in evidenza in maniera forte un’esigenza comunque presente in una società evoluta, la necessità di regolamentare tutto. Le vicende politiche che viviamo in questi tempi, soprattutto in relazione ai rapporti con l’Europa, ne sono un assaggio, anche se poi giocano anche altri fattori. L’autoregolamentazione potrebbe scongiurare l’inserimento di leggi ferree come quelle riportate nel racconto. Però il pessimismo non è totale. Nei due racconti apocalittici, ovvero ‘Pane e cipolla’ e ‘Le esplosioni atomiche’, che vogliono mettere in evidenza dove può portare la stupidità umana, ci sono degli individui che riescono a sopravvivere, e il denominatore comune è la presenza di Amore”.

I mali sociali sembrano inevitabili, cosa c’è alla base di questo degrado?

“Si parla spesso di perdita di valori, crisi della civiltà e altri concetti simili. Non sono perdite legate ad un cambiamento che parte dall’uomo in sé, ma cambiamenti determinati dalle mutate condizioni di vita. L’uomo conserva ancora l’impulso a raggiungere risultati sempre maggiori, ma le mutate condizioni lo spingono verso obbiettivi stupidi che lo rendono banale e spesso ridicolo. Le condizioni dettate dalla televisione e dalla pubblicità innanzitutto. Il racconto ‘Il record’ mostra come un’impresa molto stupida, quale quella di fare un salto, possa essere ritenuta degna anche di mettere a rischio la vita, come succede nel racconto e purtroppo anche nella vita reale.”

A proposito di vita reale, due racconti sembrano non racconti, ma cronaca.

“Sì, è vero, ‘Voglia di uccidere, voglia di morire’ e ‘22’ (numero raccapricciante per quello che significa nel libro) raccontano di fatti realmente accaduti, ripresi dalla cronaca. La crudezza e la cattiveria e il senso di disperazione che lasciano sono maggiori di quelli dei racconti di fantasia.”

Dunque, in sintesi, la follia è totale o l’amore concede all’uomo ancora la possibilità di recuperare se stesso?

“I problemi dell’esistenza umana sono noti dall’inizio della storia umana e non possono certo essere risolti con un libro, tuttavia nel racconto ‘I cassonetti’ la visione esistenzialista viene inaspettatamente ribaltata della solidarietà umana.”

E’ notizia di questi giorni che sia in arrivo un nuovo libro firmato Dionisio Schiavone. Ci può anticipare qualcosa del contenuto o delle tematiche affrontate?

“Si, è vero, anzi è già disponibile su Amazon, come tutti gli altri. E’ un libro molto diverso, come si evince dal titolo: ‘Venerdì di poesia’, con sottotitolo ‘Blue Moon’. E’ un esperimento letterario, che mette insieme poesia e narrativa e mostra che la poesia è vita reale e che davvero la poesia è forse la principale via che può portare alla salvezza dell’uomo, rispettando il concetto espresso anche in ‘Insania e Amore’, che la salvezza passa attraverso Amore… E la poesia e tutte le arti in generale sono Amore.”

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Insania e Amore”. Ventaglio Novanta, n. 60, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/insania-e-amore/

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