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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

La Centuriazione cresce

Due importanti progetti allo studio: il Museo diffuso e la tutela dell’Unesco. A colloquio col dott. Maragno presidente del GAV

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 46 2013 pp. 156–158

In tono un po’ minore rispetto alle edizioni passate (riduzione imposta dalla crisi in atto) si è svolta nella prima domenica di Settembre a Villadose la tradizionale Rievocazione Storica della Centuriazione, giunta alla XVII edizione.

Nonostante la diminuzione degli eventi, non sono mancati i momenti suggestivi che hanno trovato il loro culmine nella cerimonia dell’accensione del fuoco sacro e nell’interpretazione di danze dell’antica Roma, curate dal Gruppo di Antropologia Sociale dell’Antichità e dal Gruppo Danze antiche. Sempre apprezzate le esibizioni dei legionari romani della Legio I Italica di Villadose e le iniziative di contorno curate da Turismo & Cultura, tra cui da segnalare la seguita interpretazione di brani latini da parte del gruppo Latin lovers e l’allestimento del Thermopolium per degustazioni ispirate a ricette della romanità.

Ma ad attribuire particolare significato alla manifestazione, è stato sicuramente il Convegno organizzato dal GAV (Gruppo archeologico Villadose) che ha dato un indubbio segnale di dinamismo delle iniziative in atto, delineando inoltre interessanti prospettive.

Due annunci hanno in particolare galvanizzato l’attenzione del pubblico: la realizzazione del Museo Diffuso della Centuriazione e la prospettiva che la Centuriazione di Villadose possa essere inserita tra i beni del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Per saperne di più ci incontriamo col presidente del GAV, dott. Enrico Maragno. Cominciamo con gli esiti del Convegno.

– Dott. Maragno, il GAV è attivo a Villadose dal 1988. Alla passione dell’associazione da lei guidata si deve in gran parte la definizione dell’importante insediamento romano ad ovest di Adria. Nella sua relazione al recente convegno lei ha fatto il punto sui ritrovamenti susseguitisi in questi 24 anni. Ci vuole indicare le 3 o 4 scoperte più significative?

“L’importanza del lavoro del GAV non è legata ad un singolo ritrovamento ‘importante’, ma alla continuità e ai criteri scientifici adottati nel lavoro di ricerca. Siamo giunti alla XXIV campagna di Ricerca di superficie che ci ha portato a indagare palmo a palmo circa 210 km quadrati di Medio Polesine, dal Po all’Adige e ad individuare ben 850 siti archeologici. Il fatto di aver compilato una scheda descrittiva per ogni sito, di averlo cartografato e di avere depositato i materiali raccolti in contenitori catalogati presso il museo dei Grandi Fiumi, ha permesso di ricostruire l’antropizzazione antica del Medio Polesine. Poi, grazie alle tipologie dei materiali raccolti, abbiamo potuto comprendere e provare a descrivere il tipo di vita degli abitanti di questi siti. La maggior parte di essi risulta di età romana e abbiamo così scoperto che in quel periodo, prima degli impaludamenti medievali, il Polesine era diffusamente abitato e coltivato.

Comunque volendo parlare di un singolo sito, siamo orgogliosi della scoperta della villa dei marmi di Polesella: si tratta di una villa romana ricchissima di marmi da rivestimento provenienti da Africa, Grecia e Turchia e dove è stato scavato un bel mosaico pavimentale nel 2010.

Un’altra scoperta che ci ha dato grande soddisfazione è stato il ritrovamento di una trentina di bronzetti votivi a Villadose assieme ad alcune dracme d’argento ed altri materiali attribuibili alla civiltà paleo veneta. Abbiamo così potuto dimostrare che nel II secondo secolo a.C. a Villadose c’era una presenza di Veneti che si sono progressivamente romanizzati”.

– E che ci dice degli scavi in atto nella villa romana di Ca’ Motte?

“Gli scavi nella villa romana di Villadose sono iniziati nel 2002. Avevamo individuato il sito in superficie e la ricchezza del materiale raccolto (fibule, dracme e denari d’argento, mosaici, pesi da bilancia, ecc.) prometteva uno scavo ricco di scoperte. Abbiamo così contattato la pr.ssa Giuliana Facchini del Dip. di discipline storiche dell’Un. Di Verona che ha già portato a termine otto campagne di scavo e pubblicato i risultati delle ricerche. Purtroppo gli aratri durante le lavorazioni agricole avevano già divelto i pavimenti della villa, per cui sono rimaste le fondazioni, che hanno comunque permesso di ricostruire la planimetria della villa. L’abbondante materiale archeologico come anfore, vetri, monete, ceramiche hanno fornito importanti informazioni sui commerci e sulla vita in questa villa nel I secolo a.C.”.

– Il dott. Raffaele Peretto e la dott.ssa Silvia Piovan con le loro relazioni al convegno si sono soffermati sull’antica idrografia caratterizzante il territorio. Quali conferme delle ipotesi da tempo formulate si stanno avendo dagli studi più recenti?

“Il dr. Peretto, che ricordiamo come uno degli scopritori della centuriazione, ha visto che questo enorme disegno agrario – composto di strade (cardini e decumani), fossati e campi coltivati – era posto fra due antichi alvei del Po, attualmente percorsi da strade: da Rovigo verso San Martino e da Rovigo verso Ceregnano. La dr.ssa Piovan, studiando le sabbie raccolte durante numerosi carotaggi sul territorio ed eseguendo delle datazioni al radiocarbonio, è riuscita a scoprire che la centuriazione era effettivamente posta su un antico delta del Po, mentre l’Adige, che in antichità scorreva molto più a nord (attraverso Este), è arrivato, cambiando il suo corso, a tagliare la centuriazione solo nell’alto medioevo dopo la rotta della Cucca.

– Ci parli delle due importanti prospettive annunciate al convegno: il Museo Diffuso della Centuriazione e l’ipotesi dell’inserimento della Centuriazione di Villadose nell’ambito dei siti individuati come patrimonio dell’Umanità e tutelati dall’UNESCO

“La giunta comunale di Villadose ha recentemente adottato il progetto di ‘Museo diffuso della centuriazione’, che prevede di affiancare all’attuale museo, la ricostruzione di una domus dei coloni romani e un museo all’aperto, da porre nella piazza del municipio, dedicato agli strumenti di misura, all’edilizia e all’agricoltura. Poi si prevede di porre una segnaletica diffusa a indicare i cardini e i decumani ed alcuni siti archeologici rilevanti. Per permettere ai visitatori di fruire di tutto ciò è previsto un percorso nell’agro centuriato fra l’Adigetto e il Ceresolo da fare a piedi o in bicicletta con l’ausilio di apps per smartphone che indicheranno sulle maps di Google cardini decumani e siti archeologici.

Per quanto riguarda la domanda per essere inseriti fra i siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, abbiamo visto che uno dei requisiti è una testimonianza importante di una civiltà scomparsa che può essere monumentale ma anche di gestione del paesaggio come era la centuriazione. Ricordiamo che le tracce della centuriazione visibili a Villadose, sono rappresentate con la stessa nitidezza rintracciabile solo in alcuni siti del nord Africa. Ricordiamo inoltre che la realizzazione di una centuriazione era un’opera immane che vedeva il lavoro di decine di migliaia di operai, e che al termine, negli appezzamenti assegnati in sorte ai legionari che si ritiravano dal servizio, lavoravano migliaia di persone che producevano ricchezza. La realizzazione delle centuriazioni, assieme alla costruzione delle strade e all’organizzazione dell’esercito fu uno dei motivi che rese forte e florida la civiltà romana. Quindi a mio avviso ci sono possibilità concrete di poter avanzare una simile richiesta, che porterebbe veramente Villadose a diventare la Città della Centuriazione”.

– Come riuscire a far conoscere al pubblico i risultati delle vostre ricerche?

“Abbiamo organizzato finora sedici convegni di archeologia e siamo invitati a tenere conferenze in giro per l’Italia. Facciamo anche attività didattiche con le scuole. Per conservare memoria delle nostre ricerche e delle comunicazioni fatte ai convegni da noi organizzati, abbiamo creato una rivista online dal titolo: QUADERNI DI ARCHEOLOGIA DEL POLESINE dove ci sono più di 100 articoli. E’ molto utile anche per studenti che preparano tesi di laurea e per studiosi che si vogliono documentare su Villadose e la centuriazione. Si trova nel nostro sito internet all’indirizzo www.centuriazione.it”

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “La Centuriazione cresce”. Ventaglio Novanta, n. 46, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-centuriazione-cresce/

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