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STORIA - TRADIZIONI

L’Accademia degli Illustrati

Dalla veggenza d’anima del Cieco di Adria ebbe origine l’antico focolare di cultura che animò la vita culturale del Delta nel XVI secolo.

di Romano Beltramini

Ventaglio Novanta n. 7 1993 pp. 45–47

Prima metà del sedicesimo secolo. La cultura del tempo, nell’antica Adria e nel Delta, godeva di illustri figure che lo scritto del biografo, anche in epoche successive, riporta alla nostra attenzione e che, ristudiate e riscoperte a distanza, stanno rivelando ricchezze di riflessioni e di iniziative atte a colorare momenti di un’epoca che a noi sa ancora molto dire ed insegnare.

Quasi una riscoperta, lo scorso anno, quella del Grotto, l’illustre Cieco di Adria del quale, con felice espressione, si disse “multum animo vidit, lumine captus erat”. Privato della luce degli occhi, infatti, ebbe una fine veggenza dell’anima che illuminò l’interessante cammino della sua vita.

Orbene, Luigi Grotto (Adria 7.9.1541 – Venezia 13.12.1585), personaggio eclettico nei molteplici interessi che da studioso lo portarono a creazioni nell’arte ed a scritti letterari di tutto interesse, ebbe, come fortunata compagna, un’eloquenza facile ed una dotta oratoria che ne fecero l’intrattenitore ufficiale in convegni, commemorazioni ed esposizioni nel suo cinquecento.

Mancava ancora, verso la metà del secolo decimoquinto, un polo di riferimento comune alle diverse categorie delle scienze, della musica, della letteratura, dell’arte, ove potersi incontrare e confrontare periodicamente comunicando il risultato del proprio lavoro e dando vita a momenti di arricchimento comune che, dal sapiente intelletto di ciascuno, posto a reciproca disposizione, facesse nascere un tesoro di saggezza utile all’epoca e più ancora a quanti, nel tempo, sarebbero venuti.

Il Grotto, con preclara chiaroveggenza e felice intuizione, pur nella giovane età di ventisette anni (siamo infatti nel 1565), dà vita ad una importante istituzione, l’Accademia degli Illustrati, alla quale vengono chiamati contemporanei illustri della città di Adria e dell’intero territorio bassopolesano.

Regge in quel tempo la Diocesi il vescovo Giulio Canano di Ferrara, investito della dignità episcopale adriese dal 1554 fino al 1591.

Frequenti e cordiali risultano i rapporti di Luigi Grotto con l’eminente ecclesiastico che si ritiene abbia notevolmente incoraggiato la creazione dell’Accademia, della quale lo stesso fondatore sarà “Principe-Rettore” fino alla morte. E Grotto, studioso delle arti, scrittore, poeta, commediografo ed oratore di fama (non va dimenticata la famosa allocuzione del 17 novembre 1569 a Pietro Loredan ed al Senato Veneto espressa su mandato delle Comunità di Loreo ed Adria e che porterà, tredici anni dopo la morte del Grotto, al taglio di Porto Viro ed al salvamento di Venezia e della Laguna dalle frequenti inondazioni) chiamerà, attorno al tavolo dell’Accademia, quanti, con impegno, elevano la loro sapienza ai diversi altari delle Muse.

Ritroveremo, fra gli “Illustrati”, il poeta canonico Jacopo Maestri, vicario generale della Diocesi di Adria, morto, purtroppo, solo un anno dopo la nascita della istituzione; il famoso medico Giulio Palamede, l’oratore Bernardino Barbuglio, gli scrittori madrigalisti Girolamo e Pietro Maria Colla, ed ancora Giovanni Amati, insigne matematico, ed i filosofi e storici Fino Fini ed Alfonso Bocca.

Buon motivo si ha di ritenere che Grotto, il quale aveva fatto tesoro di esperienze nei molti viaggi che lo portarono in terra veneta e nella vicina emiliana, potesse rifletterne i motivi culturali e gli insegnamenti nella impostazione e conduzione della sua Accademia, realizzazione magnifica e gratificante che, pur fermandosi alla sua morte, ebbe vent’anni di vita ricchi in un cenacolo di sapienza ed amicizia fra i dotti dell’epoca.

Di particolare importanza gli incontri che a Fratta avvicinarono il “Cieco di Adria” a personalità e letterati veneti dell’epoca, grazie all’amicizia che lo legava al Conte Giovanni Maria Bonardo di Padova.

Questi, che nella terra polesana soggiornava frequentemente per ritemprare lo spirito, volle il Grotto fra i “Pastori Fratteggiani”, una riunione di amanti delle lettere che richiamò al tavolo della sapienza noti personaggi dell’epoca quali Giacomo Tiepolo, Orazio Toscanella, Sartorio Tiene, Manfredo Porto, Lodovico Dolce e Girolamo Ruscelli (questi ultimi verranno, fra l’altro, sepolti come Luigi Grotto in S. Luca di Venezia, pur se l’Adriese sarà successivamente portato a riposare nella Cattedrale di Adria). I periodici convivi di Fratta permetteranno uno scambio di sublimazioni letterarie che il Cieco vivrà fraternizzando in gioiose esperienze di vero arricchimento culturale e spirituale utili, è bene dirlo, anche alla Istituzione adriese.

Or dunque, l’Accademia degli Illustrati fu per due decenni il punto massimo di riferimento della cultura e della storia nell’antica Adria e nel Delta, e vide la confluenza di vari intelletti che attorno al Cieco costruirono quel generoso focolare letterario avvalorato ed acceso da una prima orazione tenuta dallo stesso Grotto il lunedì primo gennaio 1565 e divenuta motivo di catalizzante richiamo per il nuovo convivio letterario degli “Illustrati”.

Un fiore che, nel pur breve cammino storico, ha donato tutto il profumo di una istituzione degna del suo tempo e profeticamente immagine che ancora suggerisce a noi un ampio motivo di riflessione.

Potessimo oggi ricostruire questa “Accademia degli Illustrati” chiamandone a far parte quei giusti intelletti che ancora, in gran numero, la nostra terra offre! Potrebbe essere, forse, la prima pietra per ricostruire il castello di quel Principe, il Grotto, che si compiaceva di dire, nel suo tempo, “se ciascun vivesse in quel santo timor di Dio e in quel sincero amor del prossimo, che si richiederebbe, non dirò à Christiani, ma ad huomini, non bisognerebbono armi per combattere co i nemici, né per castigare i nemici”.

BIBLIOGRAFIA

Francesco Antonio Bocchi “Trattato geografico-economico comparativo per servire alla Storia dell’antica Adria e del Polesine di Rovigo – Tipografia Eredi Guarnieri-Adria 1879.

Jacopo Zennari – Adria e il suo territorio attraverso i secoli – Zanibelli 1932.

Antonio Cappellini “Adria antica e moderna” – Zanibelli Editore 1936.

Giovanni Benvenuti “Il Cieco di Adria” – Arnaldo Forni Editore – Sala Bolognese 1984.

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Come citare questo articolo

Romano Beltramini. “L’Accademia degli Illustrati”. Ventaglio Novanta, n. 7, 1993. https://ventaglionovanta.it/archivio/laccademia-degli-illustrati/

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