Solitudine
Silenziosi raggi penetrano la pietra trovan, dietro fuggenti nubi candide, un breve tramonto. La lieve e debole brezza cerca di muovere la luce feconda immobile nell'immensità celeste.
Felicità
Una bolla che appoggiandosi scompare
Spleen
Un peso sotto la gola comprime il torace; non vuole uscire, rimane e chiude i miei occhi. La vetta non esiste e sono affaticato… Voglio un torrente, non più acqua che finisce.
Perché?
Basta poco, un niente e ritorno come prima; vivere e morire in un attimo, perché? Sfugge, come il tramonto nella notte, come l’alba nel giorno uno squillo che rompe il silenzio. Questo amore non può finire, non si può il nostro pozzo interrare. L’acqua sul fondo corrode ancora la terra e solo ieri vedeva la luce. Perché?
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Enrico Forti. “Le liriche”. Ventaglio Novanta, n. 7, 1993. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-liriche/