UNA LUNGA DIFFICILE STRADA
È il 7 aprile 1902: la primavera esplosa con tutto il suo splendore e colore sembra dare il primo gioioso saluto della Chiesa di Adria alle quattro piccole suore che, provenienti da Vidor, nel trevigiano, prendono possesso di quella che diventerà la loro Casa Madre per munifico dono di Elisa Oriani deceduta il 23 dicembre 1901.
Non è che una tappa, forse la più decisiva ed importante, per la nascita e sviluppo di un ordine religioso che, dalla città vescovile polesana, si sparge, progressivamente, in tutto il mondo.
Ma andiamo per gradi e risaliamo all'origine, non certo facile né priva di sofferenze, preludio ad un evento di fede che gli anni confermeranno avere del prodigioso.
Mamma Margherita Ferraretto, originaria di Monticello di Lonigo, sposa infelice, abbandonata dal marito con cui si era unita in matrimonio nel 1859, si rifugia con la figlia Isabella Amalia presso il fratello Paolo ad Almisano e, successivamente, viene accolta come inserviente, ad Este, presso le suore di quel ricovero. La piccola Amalia segue le sue prime scuole, le elementari, nello stesso istituto dove lavora la mamma, per proseguire poi gli studi a Venezia, presso le scuole gestite dalle madri Canossiane, in Sant'Alvise, con il conseguimento del diploma di maestra.
Ora, il diploma di abilitazione rilasciato a Venezia, per probabile errore anagrafico, assegna ad Amalia Isabella il nome di ,Elisa con il cognome Andreoli, già mutatole ad Este. Siamo al 24 agosto 1878. Qui, proprio nella scuola della grande città lagunare, Elisa incontra una religiosa della Società del Sacro Cuore di Gesù. Dagli edificanti colloqui con la suora, ecco la scelta di Amalia di entrare in quell'ordine nella casa di Padova. Ne diviene postulante in Firenze il 17 luglio 1881, con solenne vestizione dopo il noviziato il 27 dicembre 1881 e i primi voti il 27 dicembre 1883. Eccola quindi a Torino, nell'istituto retto dall'ordine, quale insegnante di scuola elementare. Due anni dopo è trasferita a Santa Rufina in Roma e, poi, sempre a Roma, a Villa Lante.
Una dolorosa malattia la induce, però, nel 1889, a lasciare l'ordine, obbligandola a raggiungere la mamma, nel Veneto, per potersi ristabilire.
Le due povere donne, guidate da un fervore spirituale che le conduce, con insistenza sulla strada di Dio, entrano, nell'agosto 1889, nel convento delle Suore Serve di Maria, di Galeazza, in provincia di Bologna. Elisa diventerà Suor Pellegrina e mamma Margherita Suor Arcangela, nel novembre 1889.
Riappare, purtroppo, una dolorosa forma di malaria e l'insofferenza fisica ritorna ad obbligare le Andreoli a lasciare la casa bolognese con trasferimento al convento di Brescia per Elisa che diviene "probanda" presso le suore di Santa Croce, mentre la mamma si porta a Vicenza dove Elisa la raggiungerà otto mesi più tardi.
Nel grande santuario di Monte Berico, Margherita ed Elisa si recano spesso a pregare ed a chiedere un segno alla Madonna. Qui conoscono Padre Giovanni Maria Dalla Costa, dei Servi di Maria e, proprio lui, rilevato l'ardore spirituale delle Andreoli, le indirizza ad una nascente comunità religiosa di Vidor, in provincia di Treviso, ove si portano l'11 febbraio 1891, presso le umili Figlie di Nostra Signora del Suffragio.
Vivono, le religiose, di poco, quasi di niente. Senza aiuti, sono spesso costrette a sfamarsi con erbe raccolte sotto la neve in una vicina collina e soffrono nuovamente la malattia curandosi reciprocamente, confortate dall’amore di Dio.
Il Vescovo di Ceneda (oggi Vittorio Veneto) Sigismondo Brandolini Rota, al quale appartiene spiritualmente il territorio, è molto prudente nei confronti della nuova esperienza religiosa di Vidor e lo è pure il Vescovo di Treviso, Mons. Giuseppe Apollonio che, malgrado il favore del popolo, non accorda quel placet ufficiale di una Chiesa sempre tanto prudente. Ma non mancano i primi riconoscimenti: a Vidor, il canonico Mander, affida la piccola comunità delle Figlie di Nostra Signora del Suffragio a Suor Margherita che, insieme ad Elisa ed alle altre suore, riceve anche, in affidamento dal Comune, il modesto asilo di Vidor. È un primo notevole successo dello spirito con l’acquisizione di una sincera testimonianza di affetto da parte della cittadinanza. In breve ben settanta fanciulli frequentano la scuola. Resta, non facile, l’adozione delle regole delle terziarie dei Servi di Maria che le Andreoli desiderano.
ADRIA, UN DONO PREZIOSO
A Vidor, da molti anni, va a villeggiare, nella stagione estiva, una signora di Adria, Elisa Oriani, presidente del terz’ordine dei Servi di Maria e parente di Fausto Zadra, sindaco della cittadina trevigiana. Conosciuta la santa opera delle piccole suore ed il loro intento di dar vita ad un vero e proprio ordine religioso, la Oriani matura il proposito di affidare la sua proprietà adriese a quelle pie donne, affinché ne curino l'istituzione di un asilo per bambini della media borghesia nell'importante sede vescovile di San Bellino. Il 23 dicembre 1901 la nobile signora Oriani, viene a mancare, ed il suo esecutore testamentario, Mons. Luigi Fraccon, rispettoso del dettato testamentario, consegna alle suore di Vidor la generosa eredità.
Madre Elisa giunge ad Adria il 7 aprile 1902 ed il vescovo Antonio Polin esprime, il giorno dopo, la sua accoglienza ufficiale nella diocesi alle "Suorete", come affettuosamente la popolazione comincia a chiamarle. Forse perché sono poche, quattro solamente, forse perché minute e piccole di statura, ecco l'appellativo che, a tutt'oggi, segue, con infinita stima ed affetto, l'operato di quelle che diventeranno le Suore Serve di Maria Riparatrici approvate ufficialmente quale famiglia religiosa delle "Mantellate dei Servi di Maria" dal Vescovo di Adria Antonio Polin il 31 marzo 1903.
Ma tutte le difficoltà non sono superate ed il testamento, a lungo contestato dalla Congregazione di Carità di Adria, troverà la giusta attribuzione solo dopo un lungo processo durato cinque anni e risoltosi a favore delle "Suorete", grazie alla valente difesa dell'avvocato Angelo Rocchi della città.
La piccola comunità gestirà, dapprima un orfanotrofio, poi toltole, e successivamente quella fruttuosa scuola materna che, ancor oggi, dopo il succedersi di generazioni adriesi, resta prezioso riferimento educativo e spirituale per l'intera città.
MADRE ELISA E DOLORES INGLESE, UN BINOMIO DI SANTITÀ
Nel travaglio del periodo processuale seguito all'eredità, il nuovo Vescovo Tommaso Pio Boggiani, ordinato all'episcopato il 16-10-1980, nel timore che la famiglia religiosa soccombesse alle imposizioni di una reggenza civile allora spiccatamente laica, chiama a Rovigo le Serve di Maria ed affida a loro il palazzo Manfredini, proprietà di curia, per la continuazione della missione in diocesi di Adria.
E l'ordine, che sta crescendo con nuove vocazioni, stabilisce qui il suo noviziato, mentre Madre Elisa accoglie, dopo attenta valutazione, la grande opera già fondata e condotta da Maria Inglese, che diventerà più tardi Suor Maria Dolores, la "Riparazione al Cuore di Maria".
A questo cammino di fede ha fatto da preludio il 1-5-1895, il prodigioso evento del movimento degli occhi e delle labbra della Madonna raffigurata nella riproduzione di un quadro del Murillo, acquistato il 24 marzo 1890 per l'opera della Riparazione Mariana di Rovigo e collocato nella chiesa di S. Michele.
Passata la tempesta giudiziaria con ampio trionfo delle Suore, la Casa Madre di Adria vede crescere, con sorprendente rapidità, le vocazioni.
A Rovigo, il 13 agosto 1920 viene trasferita a palazzo Manfredini la sacra miracolosa immagine della Vergine Addolorata, così più vicina alla sede della grande Opera della Riparazione Mariana che troverà diffusione e sviluppo, come l'Ordine delle Serve di Maria Riparatrici, in tutto il mondo.
DALLA NOSTRA TERRA GRAZIA E FEDE NEL MONDO
A Roma è aperta, da tempo, la causa di santificazione di Madre Elisa che ha lasciato questa terra il 1 ° dicembre 1935. La sua opera è oggi estesa, oltre che in Italia, nel Brasile, nel Portogallo, in Argentina ed in Costa d'Avorio. Ben tre continenti, con circa 600 suore dedite, oltre che ben s'intende alla preghiera riparatrice, anche all'assistenza all'infanzia con asili e scuole materne, agli anziani ed ammalati con ospedali e case di riposo, ed al sostegno all'educazione giovanile con corsi, animazioni e seminari vocazionali e di sviluppo culturale e familiare.
Un'Opera, quella della Riparazione Mariana, diffusa in tutto il mondo e recentemente aggiornata nella fondazione della Associazione “Beata Vergine Addolorata”, movimento di spiritualità mariana approvato ufficialmente dal Vescovo di Adria il 21 giugno 1994 e seguito dalla grande idea ed impegno di suor Maria Dolores Inglese che lo volle operante fin dal 1899.
E la grande famiglia delle religiose continua a trovare generosa e costante vitalità in ogni sua iniziativa, confermata, anche di recente, nel maggio ’95, dalla 12ª Marcia Nazionale Servitana che ha visto in cammino da Adria a Rovigo, nella notte dal 13 al 14 maggio, oltre ottocento persone, giovani e famiglie, vicine all’opera dei Servi e Serve di Maria, provenienti da ogni regione d’Italia ed anche dall’estero, unite in una fraterna dimostrazione di fede.
Tutto questo dalla piccola Elisa Andreoli e da sua madre Margherita, uno stupendo movimento ecclesiale di fede e di amore che, dalla terra veneta, dal Polesine, dal nostro suolo diocesano, ha invaso il mondo, nel nome di Dio.
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Come citare questo articolo
Romano Beltramini. “Le “suorete” di Madre Elisa”. Ventaglio Novanta, n. 12, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-suorete-di-madre-elisa/