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RECENSIONI

Libri in redazione

di Autori Vari

Ventaglio Novanta n. 18 1998 pp. 124–129

“Limina”, Quaderni dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Rovigo, direttore resp. Alessandro Massarente.

Prosegue con continuità l’uscita del trimestrale Limina, iniziativa editoriale avviata lo scorso anno dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Rovigo. Ogni “quaderno” tratta un tema specifico, inerente problematiche connesse con l’intervento dell’uomo sull’ambiente.

Stimolanti i due numeri del primo semestre ’98, il primo dedicato al Delta, “tra conservazione e sviluppo”, ed il secondo all’architettura rurale del Polesine. Ricco di informazioni ed analisi si presenta in particolare il quaderno dedicato all’architettura rurale, che si apre con l’editoriale del direttore, Un patrimonio fra tradizione e memoria, che sottolinea il valore di risorsa culturale costituito dal vasto patrimonio architettonico legato alla vita e ai lavori che nei secoli hanno caratterizzato le campagne polesane. Segue un intervento dal taglio letterario, Il sogno di una casa di Gian Antonio Cibotto, una nostalgica rievocazione del tempo dell’infanzia e di beati soggiorni presso una indimenticabile casa contadina con l’aia coperta di grano. Alfonso Acocella, col suo intervento, Le costruzioni rurali nel Polesine, compie una puntuale analisi delle caratteristiche architettoniche degli edifici tipici delle nostre campagne, sottolineando fra l’altro il valore emblematico che veniva assegnato alle stalle, spesso contrassegnate da apparati scenografici con “pilastrate e colonnati dalle prospettive scorciate, ritmate da archi o architravi…”.

Segue un Itinerario per la lettura del paesaggio rurale, a firma di Daniele Poggio e Tonino Paiarin, con riflessioni sugli studi, le normative vigenti e le possibilità di intervento sul patrimonio rurale. Il rustico residenziale: idee ed esempi, costituisce il contributo di Elisabetta Bezzi e Franca Caberletti, che analizzano alcune strutture (tra cui il rustico seicentesco Ca’ Borini di Taglio di Po e il settecentesco Suman di Cambio di Villadose), in cui funzione abitativa e funzione agricola si fondono insieme e pertanto la divisione degli spazi viene assegnata ai vari piani dello stesso edificio: di servizio il piano terra, residenziale il primo piano, granaio nel sottotetto.

Daniele Milan e Stefano Turolla completano il quaderno con l’articolo Dopo la riforma agraria l’arbitrio. Si tratta di un rapido excursus sulla tipologia degli insediamenti rurali nel tempo, dalle grandi corti del delta dei secoli scorsi agli edifici degli anni settanta. La conclusione dell’intervento non può che essere critica di fronte alle costruzioni realizzate negli ultimi decenni, la maggioranza delle quali appaiono del tutto prive di un reale rapporto con la campagna, spesso nate come pure emulazioni di abitazioni cittadine.

(Lino Segantin)

Remigio Piva, memorie garibaldine 1859-1867 – A cura di M. Teresa Pasqualini Caniato, Ed. Minelliana – Rovigo, 1996.

Il grigio della copertina del volume non è segno di ricordi che sbiadiscono nel tempo, anzi, le due parti di cui è composto il libro, le “Memorie” e gli “Epistolari” del Garibaldino Remigio Piva, sapientemente riordinati dalla prof.ssa M. Teresa Pasqualini Caniato, contengono pagine vive di vita vissuta intensamente e da consegnare, così come sono state scritte dal giovane rodigino, alla generazione attuale, spesso troppo edonistica e superficiale, la quale, nell’epoca del dissolvimento di ogni ideologia, non possiede più punti di riferimento né credo alcuno.

Il ventenne Remigio Piva esprime, con tutto l'entusiasmo che può esservi in un giovane, la convinzione che il sacrificarsi per una patria libera abbia la priorità su affetti e studi, i quali tuttavia si premura di non trascurare mai. Si rammarica di non aver fatto in tempo a partecipare alla campagna militare del 1858-59 per la liberazione del Lombardo Veneto, nella quale piemontesi e francesi, affiancati dai volontari di altri Stati italiani e dai garibaldini, hanno versato copioso sangue, ma rimane ancor più deluso per l'armistizio voluto da Napoleone III. La partenza da Venezia con il suo più caro amico Ludovico Paoli potrebbe sembrare dapprima una bravata goliardica, ma presto ci si accorge che fu una decisione meditata, matura e responsabile: niente e nessuno avrebbe potuto distoglierlo dalla causa abbracciata con tanto entusiasmo, determinazione e spirito patriottico puro.

È interessante conoscere dalla sua diretta testimonianza l'atmosfera vissuta dal gruppo di volontari in quei tempi interminabili di marce forzate, e seguirlo nel lungo itinerario che lo conduce in Toscana, per raggiungere di là Quarto, presso Genova, da dove si imbarca per l'impresa in Sicilia. Qui, con l'orgoglio di essere "uno dei Mille", si consacra alla patria sulle orme del "suo" Generale Garibaldi, che seguirà in ogni impresa, infiammato di ardore e votato al sacrificio: la Patria libera e unita merita tutto l'eroismo di cui è capace chi ha scelto volontariamente di compiere la propria missione.

Sono pagine di una freschezza straordinaria nelle quali traspare la meraviglia per l'entusiasmo, il calore, il sostegno, la festa con cui le popolazioni incontrate nel lungo cammino accoglievano ovunque i giovani soldati volontari. Con il medesimo stupore Remigio Piva si lascia affascinare dalla bellezza dei luoghi attraversati, i paesaggi, le chiese, i palazzi, l'arte, tanto da unificare a volte la figura del soldato a quella del turista viaggiatore. In lui si somma la fierezza del volontario all'animo del poeta, che ammira con genuino stupore le meraviglie della natura e dell'uomo.

La puntuale descrizione degli spostamenti dell'esercito nella campagna in Sicilia coinvolge il lettore al punto di sentirsi a fianco di Remigio Piva tra quei garibaldini sprezzanti di ogni sorta di disagi, affrontati con stoica determinazione. Un impegno che non passò inosservato e che vide il nostro valoroso garibaldino gratificato da onorificenze, attestazioni di merito e stima, fino all'elezione a Sindaco della Città di Rovigo (1872-1877).

Il libro, corredato da un'ampia documentazione e da puntuali note chiarificatrici denota la professionalità e la meticolosa cura della prof.ssa Pasqualini Caniato, apprezzata studiosa di storia.

Il libro merita di essere letto dai giovani d'oggi, che, oltre all'ispirazione per un modello di vita veramente alternativo, possono riacquistare la perduta memoria storica, necessaria per valorizzare la libertà e la democrazia consegnateci dal sacrificio di chi ha amato davvero l'Italia.

(Francesca Magon)

Febo Lumare: “CROSTACEI PENEIDI. Tecnica e gestione dell’allevamento” – Ente di Sviluppo Agricolo del Veneto (Esav) Giugno 1998

Nelle valli da pesca del Veneto, accanto all’attività tradizionale di piscicoltura estensiva, sta prendendo piede anche la gambericoltura, che presenta tuttora ampi margini di crescita, in termini sia di superfici da coltivare che di addetti da impiegare. Il volume, realizzato dall’Esav intende dare una adeguata risposta ai problemi che sorgono con questo tipo di allevamento.

L’autore, che opera presso l’Unità di Ricerca di Gambericoltura, CNR – Dipartimento di Biologia dell’Università di Lecce, e da tempo collabora con il Centro sperimentale regionale per l’acquacoltura “Biotopo Valle Bonello”, nel prendere in considerazione le diverse problematiche relative sia agli aspetti progettuali, che a quelli tecnici e gestionali, presenta dati, conoscenze ed esperienze utili per affrontare in modo consapevole la molteplicità delle componenti in gioco, per prevenire gli effetti destabilizzanti sugli equilibri dell’ecosistema e per contenerne gli impatti negativi.

Questo Manuale, il quarto della nuova serie “Acquacoltura” edito dall’Esav, si presenta articolato in schede plastificate, colorate e aggiornabili; la consultazione e l’approfondimento dei singoli argomenti vengono agevolati dalla presenza di una ricca iconografia, dalla schematizzazione di impianti modello e cicli produttivi, da un glossario di termini scelti e da una vasta bibliografia.

Il manuale, che costa L. 10.000, viene distribuito tramite contrassegno postale, versando al ricevimento, per ciascuna copia richiesta, la somma indicata.

Le richieste vanno indirizzate a: Esav – Centro Servizi Editoriali – Via Roma, 34 – 35020 Legnaro (PD), tel. 049/8293903-6; fax 0498293864, specificando di essere a conoscenza delle modalità di ricevimento.

Raffaele Ridolfi: “San Materno – patrono di Melara”, 1998

Si conclude con questa pubblicazione la lunga fatica di Ridolfi, iniziata più di quattro anni fa, con la pubblicazione “La chiesa arcipretale di Melara” e proseguita, ad un anno di distanza, con la guida storico artistica “Conosciamo la nostra chiesa”. “È l’ultimo tassello di una ricerca a tutto tondo sulla storia religiosa, ma anche civile, del piccolo centro alto polesano.

Ridolfi riconferma in quest’opera le sue qualità di serio ricercatore d’archivio. Lo studio è durato ben tre anni. Il frutto è un opuscolo ricco di notizie, presentate in maniera semplice e discorsiva, com’è nelle consuetudini dell’autore.

Si parte dalle testimonianze biografiche relative al vescovo milanese Materno, per giungere ad indagare i motivi che hanno portato il culto del santo fino a Melara. La prima testimonianza scritta sulla presenza di S. Materno a Melara risale al 22 aprile 1145: una bolla di papa Eugenio III, in cui si parla di una cappella di S. Materno; il santo divenne patrono di Melara nel 1494. La ricerca prosegue prendendo in esame gli aspetti più prettamente devozionali legati al santo: Ridolfi, ad esempio, ripercorre la storia della reliquia di S. Materno tuttora presente nella chiesa parrocchiale, nonché quella delle raffigurazioni – statua, sigilli, pala d’altare – ispirate al santo. Il tutto, come sempre, supportato da documenti, il più delle volte inediti.

Lo studio si conclude stuzzicando un poco la curiosità del lettore. Ridolfi ha condotto una minuziosa indagine sulla diffusione del nome Materno a Melara ed ha scoperto che dal 1599 ad oggi ben 100 bambini sono stati battezzati con il nome del patrono: l'ultimo nel 1945. La ricerca, a tal proposito, riporta dettagliatamente cognomi e date. Infine, con pazienza certosina, Ridolfi si è occupato della diffusione del culto di S. Materno in altri luoghi, scoprendo che esso è veramente poco comune e circoscritto solo alla Lombardia. E ciò la dice lunga sull'identità storico culturale di questi centri del Polesine superiore.

Piacerebbe ora vedere i tre citati lavori di Ridolfi raccolti in un'unica più elegante pubblicazione a stampa, mentre dell'autore si attendono altri frutti delle sue appassionate ricerche.

(Corrado Ferri)

“Non l’è più come na volta” – Gli anziani raccontano è il titolo di una interessante pubblicazione presentata sabato 13 giugno ’98 a Rovigo presso la Sala del Teatro di Casa Serena nel corso di una Tavola rotonda alla quale sono intervenuti tra gli altri il sindaco di Rovigo Fabio Baratella, gli assessori ai servizi sociali della Provincia e del Comune, Dante Buson e Raffaella Salmaso, Carlo Vallin Presidente dell’I.R.A.S. di Rovigo, Roberto Volpe Presidente dell’URIPA. A coordinare gli interventi Giovanna Grandi operatrice presso l’I.R.A.S. di Rovigo.

La pubblicazione fa seguito ad un progetto comune curato dal Gruppo Provinciale Educatori Professionali Animatori di Rovigo e finalizzato alla valorizzazione della cultura e dell’esperienza degli anziani ideato negli anni 1996-’97 dai Servizi di Animazione delle Case di Riposo associate all’ente U.R.I.P.A. (Unione Regionale Istituzioni e Iniziative Pubbliche e Private di Assistenza agli Anziani) della Provincia di Rovigo. Tra le istituzioni aderenti al Progetto: le Case guanelliane “Sacra Famiglia” di Fratta Polesine e la Casa di Riposo “Sant’Antonio” di Trecenta, la Casa Albergo per Anziani di Lendinara, le Case di Riposo di Badia Polesine e Ficarolo, il Centro Servizi Anziani di Adria, l’I.R.A.S. di Rovigo.

Il libro raccoglie libere composizioni degli anziani, poesie, aneddoti, interviste agli ospiti delle Case di Riposo, stralci di vita vissuta, ricordi, canti e brani in prosa; in altre parole la pubblicazione manifesta di una nuova sensibilità e un’attenzione più profonda verso i problemi in cui vivono quotidianamente gli anziani.

(Settimio Rigolin)

Francesco Peratello: “Innuendo”, L’Autore Libri Firenze, 1997.

Ricordate la musica inquietante del carillon presente in molti film gialli, particolarmente in quelli di Dario Argento? Potrete riudire un motivo simile – impresso nella pagina dell’ultimo romanzo del salarese Francesco Peratello – che già aveva dato ottima prova di sé con l’accattivante Pianto e Rimpianto, accolto con grande favore dai lettori amanti di storie misteriose ed intriganti.

Innuendo è il titolo della nuova crime-story, che tradotto in italiano significa “insinuazione diffamatoria” e che troviamo reiterante nel refrain che rientra, accompagnatorio, nei numerosi delitti che insanguinano la pagina.

«L’ora è giunta e con essa la fine delle tue sofferenze – recita l’oscuro e minaccioso ritornello –. Il buio sarà tuo alleato. La voce della notte ti indicherà la salvezza. Innuendo illuminerà il tuo cammino».

Peratello ci offre tangibile prova di aver studiato la topografia e il clima di vita di Miami Beach – teatro della storia –, dando testimonianza di conoscenza delle strade, dei palazzi, degli usi e costumi e delle abitudini persino alimentari, e ci rende partecipi degli studi di psicologia a cui si è applicato, entrando nei contorti meandri della mente di alcuni personaggi e persino delle sue acquisite nozioni di «entomologia forense».

Protagonista della storia è il tenente Timothy Walker, determinato indagatore, anima di detective che non si concede sosta né respiro nella caccia all’omicida. Walker ci appare anche nelle sue debolezze di uomo, nei suoi tic, nelle sue incongruenze che ce lo fanno essere più umano e più vero.

Va sottolineata anche la “modernità” di questo romanzo di stile americano che ci fa pensare alle grandi letture dell’autore polesano che nella sua opera privilegia la trama, la storia, ci mette professionalità con indagini e ricerche che – come abbiamo già rilevato – regalano un habitus scientifico anche ad un romanzo giallo. Un libro che cattura il lettore, inducendolo a fare le ore piccole, in compagnia di personaggi che intrigano e sanno regalare emozionanti sussulti di batticuore.

(Grazia Giordani)

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Autori Vari. “Libri in redazione”. Ventaglio Novanta, n. 18, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/libri-in-redazione-13/

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