LIEVE ETERNITÀ
Non piangere di tristezza, essa è lieve, come il sogno. Le pietre si prostrano, si consumano allo scorrere del tempo, e i ricordi sbiadiscono. Ma ciò che è soave eternamente rimane. Leggera è la brezza del vento, tenue è la carezza, lieve è l’anima. Siamo angeli, senza principio, né fine. La nostra voce, come una nenia, si perde nell’infinità del mare.
LUCE SVELATA
Nell’immensità sofferta di una lacrima, scopro indifeso un messaggio d’amore.
SILENZI SENZA SOGNI
La voce della marea perpetua parole che non colmano vuoti d’anima. Solitudini ferite, da silenzi senza sogni, fluttuano nostalgiche al crepuscolo di una speranza. Chimere si profumano tra le rose, rosse di tramonto. Il vento dilegua musiche del cuore, echi lontani di ricordi, con note ritmiche di ritorni. Sere senza favole, aromi di fiori riempiono l’aria, restano mani sole, silenzi senza sogni.
ORIGAMI
Diafana, dietro lenti ispessite la vita dilegua pallidi ricordi. Mesti sorrisi scavano solchi di pensieri a mezz’aria… parole non dette. Incerta paura si dilegua scarna, vuota, solinga. Origami di carta, belli come troppe parole, solo parole, accartocciate dalla realtà.
Solitario rimane un vuoto di carta.
SENZA PRIMAVERA
Bambino sfiorito, fermo all’angolo della strada, negli occhi sogni fatti a pezzi. Lo sguardo dolce, di una tristezza infinita, trafigge il cuore. Un’anima senza sussurri di primavere, senza spiragli di sole.
Speranze negate, feriscono come gelide lame. Con la tua piccola mano chiedi soldi e carità. Non domandi affetto o giochi! Ti hanno rubato l’infanzia, le prime verdi fantasie.
La notte dove dormi? Chissà se la tua preghiera, scioglie un poco, questa oscura indifferenza.
PROFUMO DI GRANO
Come in un quadro, echeggiano i colori della mia terra, profumata di grano. Fiumi azzurri scavano la verde pianura tempestata dal rosso dei papaveri. Schegge di luna illuminano le pietre delle case, sino all’alba. Il vento raccoglie i racconti dei nonni e li porta lontano, fin dove brillano i sogni. Gli occhi del tempo scrivono ricordi sulle piazze, l’orologio scandisce lo scorrere degli anni. Le campane rintoccano l’ora della preghiera, si annusano fragranze di sapori antichi.
SCROSCIO DI MALINCONIA
Gocce di lacrime Scendono dal cielo. Pioggia triste che cade, in una giornata grigia ed uggiosa.
Malinconia.
Polvere bagnata di nuvola m’incarta l’anima infreddolita. Scintille di nebbia color ferro, come rugiada, mi bagnano gli occhi, d’improvviso piango.
Nostalgia.
Cumuli di fumo caliginoso, mi graffiano il cuore. Vapori di perle cineree Stridono pensieri lividi e smarriti.
Perdersi.
ANIME CON LE ALI
La voce del cuore, sussurra incantesimi di vita. Lampi di sguardi, misteri svelati dagli occhi. La mente parla, rammenta l’essenza di anime con le ali.
Rimangono solitari solo pensieri di mare, di monti e di verde, di giorni trascorsi, vissuti veloci, come un soffio di vento. Al di là del tempo, ai piedi della conoscenza, cadono le vesti umane, libere volteggiano anime con le ali.
La deliziosa coppa del mondo, perderà il suo sapore, i beni terreni non hanno valore. Pensieri più alti dei monti, liberi da catene, volano per amore, cantano di gioia.
Anime con le ali Raggiungono splendide vette, la vita pulserà ancora tra le mani.
IL CUORE E L’ANIMA
Il cuore e l’anima, stanchi ed ubriachi di dolore, abbracciati camminano per strada, alla ricerca dell’estasi della ragione.
MAI AMATO TANTO
Figlio mio, generato dall’amore di due anime, ti ho amato tanto, come non ho amato mai. Fragile come un fiore appena sbocciato, con passi incerti, ti sei incamminato verso il destino.
Con la vita tra le mani, hai fatto scelte, hai affrontato amarezze. Con le tue suppliche ed i miei no, abbiamo reagito insieme, affinché il calice della tua vita, non rimanesse vuoto del tutto.
Ma credimi, non ti ho mai amato tanto, come quando, per il tuo bene, ho dovuto farti soffrire!
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Come citare questo articolo
Gloria Venturini. “Origami”. Ventaglio Novanta, n. 28, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/origami/