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POESIA

Parole azzurre

di Davide Dal Maso

Ventaglio Novanta n. 18 1998 pp. 117–120

SILENZIO
Silenzio.
Da un momento all’altro
la luna
cadrà dal chiodo
che la tiene appesa al cielo,
e con lei cadrà tutta la luce
dentro di me.
Poi il buio
pioverà dai miei occhi,
denso e opaco sul mio viso.
Ancora una volta
spegnerà il mondo,
ancora una volta
crollerà il mio mondo.
…Non so perché.
So che quando guardo in alto
…volo.

So che se mi guardo intorno
…ho paura.
Silenzio.
Mi ronza negli orecchi.
Il nero sta afferrando la luna,
non riesco a fermarlo…
Riesco solo a piangere…

SOGNI
Tanti sogni chiusi dentro.
Io sono un nodo d’illusioni,
uno sciame di farfalle.
Mi dissolvo
e niente più.

PIOGGIA
Gettato tra pietre e fango,
fradicio di buio e dolore,
rannicchiato sotto questa pioggia
che confonde le mie lacrime.

Un grido schiacciato a terra.
Se potessi annegare
in questa pioggia di lacrime,
se quest’acqua lavasse via
ogni cosa da me…

LIQUIDA NOSTALGIA
Notte.
Pioggia di lucciole
come schianti
di piccole stelle.
Brezza sonnolenta.
La luce qua e là
versata come latte.
Stelle e nuvole chiare.
Fruscio di fondo.
Grilli e rane.
Cani lontani, dietro il cielo,
e ancora più lontano, la città.
Ricordi…
Notti con amici
sotto stelle cadenti,
fredde notti
vicino a un torrente,
freschi fruscii
di alberi montani,
brezza tiepida
e lacrime.
Liquida nostalgia
mi scorre addosso.
Scorrono gli anni…
Continuo a guardare indietro
per cercare
ciò che ho perduto.

LA FERITA
Ritorno a galla,
riemergo.

Ricordo
la riva del mare,
il sole bruciante.
Bruciava
come le tristi parole delle onde
che mi bagnavano
di lacrime.

…Una pioggia notturna…

…Affondavano le speranze,
affogavo nella tristezza…

…Il dolore.
La ferita.

Rimane solo
paura.

Paura di sbagliare,
di attaccarmi,
di assuefarmi ad uno sguardo,
di illudermi.
Paura di mettere di nuovo
la mia vita
nelle mani di qualcuno.
Paura di avere
il coltello
dalla parte della lama.

…La ferita
pronta a sanguinare ancora.

PAROLE AZZURRE
Vorrei
un’anima d’oro
che mi colmasse il petto,
una mappa verde
che m’indicasse la via,
infinite parole azzurre
leggère come il cielo
per spiegare ogni cosa.

Vorrei
un vento bianco
freddo e tagliente,
una bianca carezza
sui miei occhi stanchi…
Vorrei solo un lettino
nero e caldo
dove poter dormire.

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Come citare questo articolo

Davide Dal Maso. “Parole azzurre”. Ventaglio Novanta, n. 18, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/parole-azzurre/

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