POESIE DI MARCO FECCHIO
DOLCE E FALSO
È dolce e falso
il vagare tra foreste assonnate
sommerse dal debole
crepuscolo,
l’udire suoni che incantano la mente
tremuli sospiri d’ansia
gemiti che ingannano il cuore
È dolce e falso
lo sperdersi tra i viottoli di un paese
dove la luna è la sola luce
di un eterno giorno
È dolce e falso
il pensare a te
e viverti, o morte,
odiata e temuta da ogni uomo,
unico obbligo ed
imprevedibile certezza.
UNA LACRIMA
O mio dolce frutto,
così tu sei maturato
nella mia mano,
ma nell’attesa io son morto.
Dolce sarà il morso
di chi saprà prenderti
dalla mano di un altro.
LA VERGOGNA
I soddisfatti sorrisi di piacere
che ostenti
trasudano inquietudine,
tradiscono dolore.
Essi, volteggiando
come il fumo di candela,
sono spettri
che, mano nella mano,
roteando desolati
fan corona attorno al mio capo.
Ed io li osservo,
con velato terrore;
subito li disprezzo
li derido,
ed infine,
con sguardo benevolo,
li divoro.
PRIVATI DEL BACIO DELLA LUNA
Mentre ascolto l’orologio
scandire secondi di infinite distanze
che mi separano da tenebrose immagini,
penso a noi
privati del bacio della luna
sotto imponenti cieli di stelle
che parevano incoronarci
sovrani di imperi mai esistiti.
Là, sudditi, vivi solo
in cieche fantasie,
ci trasportavano
fino ad incontrare
la trasparenza stessa delle nostre anime.
Marco Fecchio
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Marco Fecchio. “POESIE”. Ventaglio Novanta, n. 11, 1995. https://ventaglionovanta.it/archivio/poesie/