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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

“Rovigo è città murata”

Un patrimonio da salvaguardare. A colloquio con Donata Fischetti, presidente provinciale di Italia Nostra

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 51 2015 pp. 138–141

In quella “è”, posta tra “Rovigo” e “città murata” sta l’orgogliosa presa di coscienza di una realtà storica e culturale poco nota ma sicuramente di grande pregio. E anche di rilievo al fine di meglio veicolare le proposte turistiche che vedano in prima fila il capoluogo del Polesine.

Quasi una scoperta. Per molti la piacevole sorpresa di una realtà sconosciuta: Rovigo è una città murata.

Si sapeva di Montagnana, di Cittadella, ma – come in tanti altri ambiti che riguardano il Polesine, in cui vengono trascurate o perfino disconosciute reali eccellenze – non si sapeva di Rovigo. Colpa certamente di dissennate scelte urbanistiche attuate nel passato, soprattutto nel XIX e XX secolo quando con disinvoltura si sono demoliti o occultati vari spezzoni dell’antica cinta muraria, ma colpa anche di chi non sa o non vuol vedere.

Necessitava un’azione volta ad aiutare ad aprire gli occhi su questa pregevole caratteristica storica della città. E con tale obiettivo si sono mosse alcune associazioni culturali – con Italia Nostra in prima fila – e due istituzioni scolastiche della città: l’Istituto tecnico per geometri “A. Bernini”, e l’istituto d’istruzione superiore “E. De Amicis.

Ne è nato un progetto – condiviso dal Comune di Rovigo e sostenuto da un contributo della Fondazione Banca del Monte – finalizzato all’acquisizione della “consapevolezza orgogliosa della dignità di una Rovigo cinta di mura”. Un progetto di rilevazione e conoscenza, che ha ottenuto un ulteriore sostegno da parte della Fondazione CaRiPaRo e della ditta Milan Luigi srl, ed è sfociato in un convegno e in una mostra, quest’ultima allestita in Pescheria Nuova alla fine dello scorso gennaio.

Un’iniziativa il cui avvio risale al 2011, quando il Bernini e il De Amicis, con i loro allievi e insegnanti si sono impegnati per realizzare la mappatura delle parti di mura visibili, nonché la loro promozione turistica attraverso un percorso lungo il loro perimetro e una cartina per guidare i visitatori.

Per conoscere i riscontri relativi al Convegno e alla Mostra, nonché le ulteriori tappe del “Progetto Mura”, ci incontriamo con la prof.ssa Donata Fischetti, presidente di Italia Nostra, l’associazione che ha consistentemente sostenuto l’azione di indagine e conoscenza.

Prof.ssa Fischetti, l’iniziativa “Rovigo è città murata” ha sicuramente attirato l’attenzione sul patrimonio medioevale rodigino legato alla cinta muraria, purtroppo in parte non più presente. Come hanno reagito i rodigini?

Molto positivamente, devo dire, se pensiamo che nei 6 giorni di mostra, abbiamo raccolto, nel registro delle presenze, più di mille firme di visitatori accompagnate, a volte, da lusinghieri complimenti ma anche da consigli e considerazioni personali. D’altronde non dobbiamo dimenticare che l’incipit di tutto nasce dalla civile e responsabile segnalazione di alcuni cittadini circa l’abbattimento di un tratto di mura antiche, durante una ristrutturazione: era il 2011. Dal Convegno che ne seguì, svoltosi presso l’Accademia dei Concordi, nacque l’ideazione del progetto condiviso con il Comune e i due Istituti scolastici, ma sostenuto anche, nei suoi obiettivi da tutte le Associazioni culturali della città.

Quali sono stati i punti salienti emersi dalla conferenza di gennaio?

Credo che gli spunti di riflessione siano stati molteplici: Primo fra tutti l’aver suscitato l’attenzione e l’interesse dei giovani sulla storia e la struttura della propria città, in modo che, conoscendola meglio, possano amarla e rispettarla.

Poi va considerata la ricaduta turistica ed economica che un patrimonio storico preservato può costituire per la cittadinanza e la capacità costruttiva che le nuove generazioni riescono ad esprimere se coinvolte in progetti come questo.

Inoltre va sottolineata la volontà della Pubblica Amministrazione di risolvere alcuni problemi cittadini quando su di essi si accende il faro dell’interesse comune e si sente affiancata e sostenuta dalla popolazione. La tutela delle mura può considerarsi raggiunta con l’approfondimento avvenuto, nell’ambito della conferenza, delle normative concernenti l’attività edilizia possibile sulle mura cittadine. L’art. 18 delle norme di attuazione della variante al centro storico infatti prevede il tassativo mantenimento delle mura in caso d’intervento sugli edifici interessati dalla presenza delle stesse. L’applicazione di questa vigente normativa rappresenta, quindi, già la tutela; resta da definire in dettaglio una procedura edilizia che garantisca la corretta attuazione.

Quali saranno le prossime tappe del progetto?

Visto l’entusiasmo delle classi e degli insegnanti che sono venuti a visitare la mostra, non vorremmo dissipare il potenziale educativo del materiale prodotto e perciò stiamo cercando una sede per un’esposizione permanente che consenta un accesso continuo e guidato al materiale. Riteniamo possa essere un utile strumento di presentazione della città anche per gruppi di turisti.

Il progetto “Rovigo è città murata” proseguirà con una seconda parte che avrà due obiettivi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione della cinta muraria medievale: il rilievo e la restituzione grafica di brani di mura contenuti all’interno di alcuni edifici privati, tipologicamente rappresentativi e il recupero di dette vestigia con specifici suggerimenti per l’identificazione, la segnalazione e la progettazione di un possibile restauro.

Verrà coinvolto ancora il mondo della scuola , dell’associazionismo e il comune di Rovigo quale soggetto coordinatore. Alla fine di questo nuovo percorso intendiamo predisporre una pubblicazione che raccolga tutte le risultanze del lavoro svolto nel suo complesso. Il testo sarà arricchito da un CD che, grazie ad un rendering tridimensionale, consente un tuffo nel passato, un viaggio virtuale lungo le mura di una straordinaria Rovigo del 1650. Questo originale filmato è stato realizzato solo per metà, dal paziente lavoro del MdA Francesco Davin coadiuvato dall’arch. F. Ronsisvalle responsabile della sezione pianificazione del settore Urbanistica del Comune di Rovigo.

Un ulteriore strumento a disposizione per la conoscenza di questo patrimonio storico e architettonico “nascosto” è dato dalla mappa turistica interattiva scaricabile dal sito del comune di Rovigo e applicabile a dispositivi Android e compatibile con dispositivi IOS che consente di essere guidati lungo l’itinerario di visitazione delle mura antiche e consultare le informazioni, anche in lingua straniera dei luoghi più significativi.

Finora il contributo più consistente all’attività di rilevamento e conoscenza è giunto dalla Fondazione Cassa di Risparmio, dalla Fondazione Banca del Monte, nonché dall’impresa edile Milan Luigi. E’ pensabile ora accedere a fondi europei, magari anche per realizzare forme di ricostruzione ideale delle mura dove queste sono state completamente demolite?

Noi auspichiamo che sia possibile trovare un finanziamento europeo, perché vorremmo proporre alla città una nuova visibilità delle sue mura o, almeno, di qualche loro parte sparita nelle fauci della storia. Sicuramente lo cercheremo, così come lanceremo appelli a soggetti privati per la pubblicazione del libro.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. ““Rovigo è città murata””. Ventaglio Novanta, n. 51, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/rovigo-e-citta-murata/

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