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POESIA

Il profumo del grano

Poesie di Mauro Furini

di Mauro Furini

Ventaglio Novanta n. 51 2015 pp. 135–137

ANCORA OGGI

Ancora oggi….. mi sembra di vedere quella donna camminare lentamente vicino a quella siepe fiorita, la bellezza la segue e accompagna con dolcezza i suoi passi. Ad un tratto….. il suo sguardo quasi rapito si posa su un vecchio cancello arrugginito coperto da un’edera profumata, lei non ha la chiave ma il suo desiderio è solo quello di entrare. Solo il calore di quelle mani avrebbe potuto osare così tanto….. Ancora oggi la vedo entrare in quel giardino e prendersi cura di quei fiori colorati, l’intensità della sua anima e la luce dei suoi occhi li rende così immortali che anche il gelo ha paura a scalfire. Ancora oggi la sento sorridere e vivere felice in quel giardino che ha sempre cercato e voluto vicino al suo cuore e con tante difficoltà si è saputa conquistare. Ancora oggi penso….. che solo lei sarebbe potuta entrare, con tanta semplicità, in quell’anima ferita chiusa da un vecchio cancello e nascosta da una siepe abbandonata.

IL PROFUMO DEL GRANO

E’ il mese di giugno e tra i sentieri di campagna già si sente il profumo del grano. Nel tepore dell’aria i ricordi si perdono infiniti tra i colori di mille spighe dorate. Per anni ti ho vissuto così tanto, da sembrare oggi quasi un lampo, protetto come un figlio tra le braccia di una donna. In silenzio hai ascoltato la mia voce senza chiederti mai nulla, tra le fronde del tuo corpo hai nutrito le speranze di un uomo che solo tu hai reso grande, lasciando nelle sue mani il profumo del grano. Da quella casa immersa nel verde del tuo grembo ho raccolto i frutti delle stagioni, nella saggezza dell’inverno ha trovato riposo la mia anima, nell’attesa che presto l’estate porti con te ancora una volta il profumo del grano. Gli anni sono passati e ora resta in me l’amore vero per la vita, lo sguardo spensierato avvolto nei colori della tua giovane bellezza, la primavera di un istante racchiusa nel fragore di un temporale, il profumo del grano, appeso come un quadro, dipinto nei contorni di una vecchia fotografia.

TI GUARDO DAL MARE

Parto e già sento dentro che vivrò quel tempo e quei momenti solo per te. Ti guardo dal mare mentre gli occhi e la tua bellezza bastano a confondere le mie poche parole. La brezza della laguna sfiora a tratti la mia pelle, quasi mi confonde nel vedere quelle immagini riflesse, eppure sono così vive intorno a me, che solo la fantasia le può toccare. Tra i silenzi delle calle nascondi con cura i tuoi misteri, nell’anima di chi passa raccogli i sogni e i mille colori della vita. Ti guardo dal mare e tu, mia Signora, sospiri da quel ponte le storie di tanti innamorati, tu che ogni notte hai lasciato tra le dita l’immortalità di un amore o la sofferenza di un abbandono. Mentre ti lascio per l’ultima volta ti guardo dal mare, sul viso la tua voce mi appare calda, come un bacio per dirmi addio, ma una parte della mia vita è rimasta lì, come un’ancora legata per sempre ai tuoi ricordi.

UN BAMBINO

Un bambino, la gioia che nasce e ti porti dentro, la voglia di esistere oltre ogni tempo, perché un giorno lui rincorra per te la vita e la tua così non sarà finita. Nelle notti fredde che verranno, riscalda il suo respiro col calore di un abbraccio e tendigli la mano nel silenzio di un mistero, proteggi ogni momento di questa primavera, é come un incantesimo che mai non vi ha slegato. Un bambino, ciò che resta del percorso di una donna, un’alba mescolata tra i colori caldi di un tramonto, i suoi occhi innocenti dentro l’anima nei rintocchi degli anni che passeranno. Ora che sei madre sai cos’è l’amore, a volte ti ha confusa di pianti o di parole, ma oggi se ti ascolti c’è un bambino nel tuo cuore, una forza che nasconde…. ogni pena e il suo dolore.

UN SOLDATO DI NOME GUIDO

Ora si perde tra i guardiani silenti dei monti l’eco del tuo nome, sospinto con forza dal vento dell’ultima battaglia. Tra gole dipinte e lucenti pendii, come quadri appesi su rocce e distese vallate, il fragore nascosto da mille cannoni ha segnato quei giorni e il suo passo. Quanti giovani sono dovuti partire, confusi e rapiti lasciare famiglie e le verdi campagne, là dove il profumo di spighe di grano si perde all’orizzonte come un sogno d’estate. Come posso dimenticare quegli anni, ogni assalto è una disperata speranza di vita lanciata con rabbia tra aquile alate e finalmente il 27 agosto 1916 il Cauriol è conquistato dalle truppe italiane. Odo ancora la voce di un giovane Capitano cercare, tra campi intrisi di fango, i suoi uomini, alcuni dispersi, altri morti o feriti. Quel momento è come un lampo e un raggio di sole illumina e riscalda il suo viso, il cuore a tratti mi batte in gola e quelle mani che ora toccano il corpo senza vita di quel soldato… tremano e sono le mie. La guerra è solo questo, l’odio che offusca la mente, gli occhi impauriti di un uomo che stringe al petto una foto o un pezzo di pane, figure di carta sbiadite, prigioniere oltre un filo spinato, una vittoria scritta di sabbia e poi cancellata dal sole. Oggi rivive in me il ricordo avvolto nei tratti di quel giovane Capitano, riflesso come un incantesimo dentro lo specchio della vita e con forza chiama ancora una volta il suo nome… “Guido!”, era mio nonno…il suo soldato.

A TE PADOVA

Bussa alla mia porta la primavera, con sé porta il profumo della vita e quella vita che ora leggo tra le sue righe è la mia. A te Padova, che come il vento cancelli le nuvole di un passato va il mio pensiero. Quanti volti amati hanno circondato le mie mura, con forza difeso il suo guerriero, colui che sul mantello porta i colori del suo destriero. A te Padova, che ancora oggi guardi questi occhi con un nodo in gola, come un dardo nel fianco togli il fiato al tuo condottiero. Tra le tue labbra resta scolpito per sempre il riflesso del sole, ora mescolato e confuso tra le carte di un abile giocoliere. A te Padova, che di me hai narrato i canti, tra i vicoli deserti lascio un fiore, nato per caso in un campo come un girasole.

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Come citare questo articolo

Mauro Furini. “Il profumo del grano”. Ventaglio Novanta, n. 51, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-profumo-del-grano/

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