LE BELLE VELE BIANCHE
Le belle vele bianche lontane, cariche dei miei sogni di sempre, mai confidati, corrono veloci sul mare. Nel dormiveglia mattutino, ancora tornano i mai sopiti ed eterni desideri. Illudono e fanno sperare. Sempre lontani, sfocati, irraggiungibili, come le belle vele bianche che si perdono lontane.
ALBA SUL MARE
Sorge sereno e maestoso il sole. Le acque sono subito luminose scaglie d’argento. L’aria sottile s’illumina. La brezza accarezza le morbide onde che lentamente si adagiano sulla spiaggia e parlano. Raccontano di chi vive lontano. Dall’altra parte della terra. Parlano della gioia della vita. L’incanto del mattino apre l’animo all’incredibile armonia e all’immensità dell’universo.
UN TEMPO SENZA TEMPO
Io e te, abbiamo ascoltato sotto le tepide coperte, nella nostra casa piena di buio e di silenzio tutt’intorno, ancora una volta incuriositi, il soffiare del forte vento e lo scrosciare della pioggia. Un tempo senza tempo, fermo ed incantato. E senza alcuna voglia di lasciare il letto, ignorando l’orologio, il passare delle ore e di quello che fuori accadeva. E in attesa del cessare della pioggia e del chetarsi del vento, abbiamo scelto di giocare, ridere e parlare ancora.
SUL FINIRE DEL GIORNO
Sul finire del giorno. All’imbrunire del cielo, l’animo si rasserena. Corrono i pensieri. Li sento arrivare. Mi ricordano la gioia, la gioventù ormai lontana. Passata. Volata via. Si affacciano i goduti attimi intensi. Vorrei fermare, trattenere questi frammenti. E non posso.
ASCOLTAMI
Per te Maria Cara bambina, che ti accingi ad affrontare la vita voglio parlarti. Consegnarti il testimone del tempo e della mia memoria. Voglio raccontare dell’avventura, delle azioni, del dolore e della gioia. Voglio dirti, prima che il tempo consumi il mio vivere, del testimone che i grandi vecchi hanno consegnato a me. E per dirti del come, sin qui siamo arrivati. Forse, non so, vorrei vivere mediante te oltre i limiti concessi. Ascoltami, vorrei scrivere nella tua memoria di questo straordinario bagaglio. Messo insieme nel tempo e che ancora mi appartiene.
UN GIORNO
A mia madre
Un giorno, un giorno ti rincontrerò madre della mia vita. Fra mille e mille persone subito ti saprò riconoscere inconfondibile e amata persona. Assetati d’amore, resteremo abbracciati a gioire. Finalmente ancora insieme! Insieme nella felicità. Lontani dal passato di dolore.
SOLO
Un canto notturno s’innalza solitario, continuo e pieno di dolore. E’ rivolto alla luna, alle stelle, al cielo che ascoltano silenti. Canta eremita. Canta la tua solitudine. Canta eremita, dì a tutti del tuo abbandono. Canta eremita il vivere di un uomo solo. Dal fitto verde sento alzarsi il tuo pianto. Canta e continua a cantare il tuo dolore Che sa d’ invocazione e di preghiera. Continua a cantare la tua sofferenza eremita. Continua ancora.
IL GIROTONDO
Piccoli, ciarlieri ed allegri corrono, saltano e giocano in girotondo. Beati fanciulli, nostro futuro e speranza, godete il momento. Godete appieno l’attimo, attorno al verde albero del giardino. Albero della vita. Così com’è chiamata l’umanità intera, a guardare lontano oltre l’orizzonte alla ricerca della pace, nel girotondo intorno al mondo.
UNA TERRA FELICE
Chiusa la porta al rumore del mondo, come ogni sera, liberiamo i nostri pensieri per inseguire un sogno di una terra felice, ancora lontana. Un posto dove vivere in armonia e serenamente insieme, senza l’odio, la barbarie, la guerra e il pianto, con tutte le creature.
VORREI
Oggi vorrei un bacio. intenso e puro come la prima volta, per esorcizzare il dolore, accarezzare la gioia, il vissuto e guardare così al futuro. Lo vorrei sereno per le nostre creature, che sono la speranza, il respiro profondo, la bellezza del mondo e l’amore che lo muove
LE FOGLIE GIALLE
Le foglie gialle dei tigli autunnali, portate dal vento, mi richiamano gli odorosi fiori della primavera, le ombrose fronde dell’estate e i nudi rami dell’inverno. Affiorano i ricordi lungo quel sentiero, camminato mille volte con te piccola mia.
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Come citare questo articolo
Giancarlo Moschin. “Un tempo senza tempo”. Ventaglio Novanta, n. 56, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-tempo-senza-tempo/