Pubblicità

Autore: Lauretta Vignaga

  • ‘Canone domestico’ accende i riflettori sugli artisti a kilometri 0

    ‘Canone domestico’ accende i riflettori sugli artisti a kilometri 0

     Rovigo, Veneto –   Sarà stata le curiosità per il titolo o forse quella per l’ambientazione ma ‘Canone domestico’, seconda performance del progetto ‘Racconta Rovigo’, a cura dell’ Associazione Cantieri Culturali Creativi, presieduta dalla coreografa e danzatrice Romina Zangirolami, ideata coralmente e interpretata dal gruppo ‘Artisti a kilometri 0, ha fatto centro. Diverse  le prenotazioni rimaste insoddisfatte per la  capienza limitata del luogo: la corte interna del quartiere popolare Mario Bergamo, in via IV Novembre, di fianco al Tempio della Rotonda. Una piccola isola di tranquillità, nel centro storico di Rovigo, dove i protagonisti di ‘Canone domestico’ – Adriano Baccaglini e Barbara Chinaglia –  hanno dato vita a uno spaccato di vita quotidiana che inizia la mattina, con le lenzuola stese ad asciugare, e continua dentro casa, dove le mansioni domestiche sono un gesto d’affetto per la famiglia.
        Su un lenzuolo, che funge da schermo, il regista Alberto Gambato fa scorrere un video dove Beatrice Pizzardo è intenta a rigovernare le stoviglie  mentre il pensiero vaga lontano. Ritorna alla mente la Gina, un tipo stravagante che, una volta, abitava nel quartiere ma ora pochi ricordano.  Qualcuno, in cortile, passa il tempo scambiando messaggi sul telefonino, in attesa che la Tv trasmetta il programma preferito.
         La mente si perde dietro ai pensieri che si rincorrono e ad ogni passaggio si arricchiscono di una piccola variazione  come in un canone musicale. Torna il ricordo della giovinezza, trascorsa in quel luogo, con i genitori e i fratelli;  le lenzuola stese al mattino e raccolte e piegate la sera. Dentro casa  il rituale delle faccende da sbrigare. Sentimenti, ricordi, valutazioni delle cose passate si alternano e sovrappongono senza un filo conduttore preciso, senza lo scopo di costruire un dialogo.   Intanto arriva la sera; la gente torna  nell’intimità domestica e riprende a fare le cose di sempre per dare un senso al tempo che passa in una esistenza sempre uguale.
        I monologhi degli interpreti, tratti da testi poetici di Elisa Biagini e Giorgio Caproni, hanno costruito la giusta atmosfera per una performance che ha unito  insieme poesia e sentimento, nostalgia e ricordi all’arte di comunicare con la mente e il cuore della gente.
    Lauretta Vignaga
  • Vanità, nuovo singolo di Michele Pavanello, riporta sotto i riflettori il cantautore polesano

    Rovigo, Veneto – Dopo due anni dall’Ep Vento Caldo, torna sulla scena discografica il cantautore Michele Pavanello con un nuovo singolo dal titolo Vanità, rilasciato ufficialmente il 15 agosto 2018 e disponibile su Spotify e sui migliori digital stores.
    ‘Vanità’ è un brano nato per separare ciò che è stato da ciò che deve venire.
    Il blues di una ballata struggente e profonda aiuta l’artista a spiegare che nell’istante in cui, senza una precisa ragione, arriviamo a scorgere la “Vanità” sin dentro la nostra stessa carne, è come prendere un pugno alla bocca dello stomaco e restiamo senza fiato, tramortiti.
    «In quello specchio in cui cercavi la beltà dipinta, – ci spiega l’Autore Michele Pavanello – convinto che fosse cosa buona, si riflettono ora tutti i tuoi fallimenti, le tue miserie, e la maschera d’argento diventa cenere, e cade, non prima di aver graffiato, in profondità, il tuo viso di pietra.»  Da qui possiamo comprendere quanto male possiamo farci con le nostre stesse mani, con la nostra ipotetica intelligenza. Non ci rimane che lavarci gli occhi e respirare, respirare finché non viene sera e poi riposare finché non sarà di nuovo giorno.
         Michele Pavanello, cantautore classe 1969, ha pubblicato questo nuovo singolo che rappresenta, sotto molti aspetti, un punto di discontinuità rispetto ai lavori precedenti e segna la via di un nuovo percorso artistico che culminerà con l’uscita di un nuovo EP previsto per l’inizio del 2019. Vanità è una ballata sulle onde del blues, su uno degli schemi standard di questa musica profonda che bene si adatta ai contrasti e ai toni struggenti espressi dal testo. La canzone è sorretta dalla chitarra e dalla voce calda di Michele Pavanello, insieme ai suoi musicisti di sempre: al piano elettrico Paolo Lazzarini, ai Rhodes Alberto Piva, al basso Ersiljo Daja e alle percussioni e batteria Roland Daja. Riprese, mixing e mastering sono state effettuate da ERSY Production. Vanità sarà accompagnato da un video musicale, realizzato sempre da ERSY Production, che verràpubblicato nei primi giorni di Settembre.
               Credits:
    Vanità testo e musica di Michele PavanelloData Release: 15 Agosto 2018. Michele Pavanello: Voce e chitarra elettrica; Ersiljo Daja: basso; Roland Daja: percussioni e batteria; Alberto Piva: Rhodes; Paolo Lazzarini: Piano Elettrico.  Gli arrangiamenti sono stati curati da Ersiljo Daja e Michele Pavanello. Riprese, mixing e mastering a cura di ErsiljoDaja presso Ersy Production.
           Musicista e christian writer, Michele Pavanello ha esordito diversi anni fa con il progetto discografico ‘Otto strade’, album di christian music, cui ha fatto seguito l’album ‘ Vento caldo’. ‘Canzone di Natale’ è il suo primo ‘singolo’. Due anni dopo l’extended play ‘Vento caldo’, Michele Pavanello, polesano di Villamarzana, torna a far sentire la sua voce con ‘Vanità’, un brano che esamina il passato e lo giudica alla luce di quello che, oggi, sente e prova. Il ripudio di quello che è stato e il bisogno di ricominciare da presupposti diversi, contempla un percorso artistico diverso che culminerà nell’uscita di un nuovo EP all’inizio del 2019.
    Ascoltalo qui
    Lauretta Vignaga
  • Le Perle del Polesine, linea cosmetica a base di bava di lumaca, è  ora a disposizione delle donne.

    Le Perle del Polesine, linea cosmetica a base di bava di lumaca, è ora a disposizione delle donne.

    Porto Viro,  Rovigo, Veneto –  Completata la serie di prodotti per la cura e la bellezza della pelle, a base di bava di lumaca, contenente collagene ed elastina, allantoina, acido glicolico, acido jaluronico, zuccheri, mucillagini e proteine, vitamina C ed E, ‘Le Perle del Polesine’, hanno  cominciato ad apparire  nelle vetrine di farmacie, profumerie, negozi di oggettistica e bomboniere  di alcuni Comune del territorio.
       Una linea per la donna composta da crema rigenerante, siero attivo, maschera, crema corpo e crema per le mani,    realizzata e confezionata a ciclo continuo che mantiene inalterate le sue proprietà fino al momento dell’uso, grazie alla totale naturalezza della sostanza di base, la bava di lumaca e al suo essere totalmente di derivazione biologica.
    La linea ‘Le perle del Polesine’ è disponibile, a Rovigo, nel punto Eco Smile, in via Umberto I, a Canaro, nel negozio di parrucchiera di Sara Cibin e sul sito on line ‘Le Perle del Polesine’ . A Ferrara i prodotto sono disponibili  nella farmacia del quartiere San Martino.
        Nel Delta del Po, a Porto Viro, Monica Avanzo, titolare de ‘La Clessidra Shop’, delizioso negozio di: argenteria, articoli da regalo, bomboniere, candele profumate e una serie incredibile di piccoli oggetti souvenir e da collezione, ‘Le Perle del Polesine’ sono disponibili nella gamma completa e il negozio, al momento,  è l’unico punto vendita per il territorio del Basso Polesine.
    Lauretta Vignaga
  • Irma Paulon, artista e imprenditrice di successo

    Irma Paulon, artista e imprenditrice di successo

    Rovigo, Veneto –  Originaria di Arquà Polesine, carattere estroverso e volitivo, Irma si è avvicinata all’arte per istinto, come autodidatta, in un periodo incerto della sua vita.  Nel 2002 realizza le sue prime opere: Fuochi d’artificio’ e ‘La strada’. Tentando di vincere  l’ inquietudine che  provava, nel maggio 2004 si avvicina alle discipline orientali. Il bisogno di concretezza incide sulla sua modalità espressiva e si volge alla sperimentazione dell’arte materica. E’  affascinata dalla resina, così’ leggera, flessibile e trasparente. Trova lavoro in una azienda di Rovigo e impara a maneggiare il trapano; inizia ad assemblare materiali diversi, soprattutto: resina e plexiglass. Inizia a produrre insegne per negozi. Lo fa per due anni durante i quali frequenta le industrie del Nordest; impara a plasmare materiali diversi e gli oggetti che realizza sono completamente fatti a mano. Dentro ci sono frammenti della sua anima e la poesia che ha nel cuore; sentimenri e sensazioni assaporati e la meraviglia per ogni piccola conquista.
       Nel 2004, a Rovigo, organizza la sua prima mostra. Nel 2005 espone a Vicenza  e partecipa ad Arte Fiera a  Padova. Rovigo, però comincia ad andarle stretta. Nel  2010 Irma si trasferisce ad Asolo perchè è stata scelta per allestire il Parco di Casa Malipiero in occasione dell’Art  Film Festival/Fuori del 2010. In pochi giorni  trova la casa- giardino che fa per lei; luogo di ispirazione per la sua creatività. Nel 2011, partecipa all’Expo Internazionale delle Arti Visive, a villa Pisani di Stra  con una performance.
            Nel paese di Caterina Cornaro Irma ritrova se stessa, si sente accolta e protetta e stabilisce un rapporto forte con la gente e la città. Vi rimane per cinque anni realizzando una serie incredibile di eventi sotto il nome di ‘Endless’, un network che riunisce insieme artisti e imprenditori, creando un circuito virtuoso tra arte e business. Il cuore e la rosa diventano i simboli e gli elementi di base della sua produzione.  ‘Endless’ si trasforma in evento collaterale alla Biennale d’Arte di Asolo: un fine settimana in cui, in cinque luoghi diversi del borgo, si presentano realtà culturali e imprenditoriali diverse fra loro. Accanto a Irma lavorano protaginisti dello stile, del trucco, del gusto, scrittori e un artista che coltiva le rose.  A proposito di ‘Endless’ Irma dichiara. ” E’ la realizzazione della mia idea che esiste un filo conduttore senza fine nelle varie forme in cui l’arte si manifesta”. Artista nel senso più profondo della parola  Irma Paulon accosta alle sue creazioni: musica, profumi e materiali diversi; i suoi quadri si ispirano ai quattro elementi dell’universo. La scultura e le istallazioni sono il nuovo fronte della sua creatività in continuo divenire. Nascono: ‘Silenzi incantati’, allestimento del parco di Casa Malipiero, e‘Metamorfosi’,istallazione nel parco della villa di Freya Stark.  Per l’associazione oncologica San Bassiano organizza incontri di arteterapia e con il laboratorio ‘Endless’ dirotta i pazienti da una realtà fatta di visite mediche, ospedali, terapie e attese in una fatta di sorrisi, incontri, scoperte e leggerezza;  una esperienza multisensoriale che coinvolge tutto il corpo.
          Nel 2015 Irma Paulon si trasferisce a Venezia e subito si mette in luce con una istallazione all’isola di San Servolo con il fine di riscattare alla bellezza e alla gioia quello che era stato un luogo di accoglienza per malati di mente. Da quel momento in avanto gli eventi si susseguono a ritmo incalzante: istallazioni per esterni ed interni, partecipazione ad eventi che la inseriscono nel novero delle imprenditrici donne del Veneto. Nel 2016 è presente al Vinitaly con una collezione dedicata al vino: TasteDiVino, ospite dell’azienda agricola biologica Maso Martis di Trento con cui  Irma collabora da anni. Per la  libreria ‘Acqua alta’, di Venezia, prepara una istallazione che spiega il valore della cultura e della conoscenza. Nel 2016 realizza una  istallazione per l’Antica Spezieria ‘All’Ercole d’oro’, intitolata ‘Unpizzicodi………’  Al ‘Merchant of Venice”, dove vendono i profumi, ne crea un’altra con ‘paline’ per l’attracco delle barche e appeso collane create con le spezie che le erano state commissionate. Nel 2017 Irma ha allestito i due giardini dell’Hotel Cà Nigra Lagoon Resort Venezia. Dal 2017, inoltre, la protagonista di questa pagina collabora con aziende impegnate nella diffusione  di valori concettuali connessi al mondo dell’arte, tra cui: Amorim Cork Italia, per la quale ha realizzato l’opera : ‘La Forza.
      Accanto a tutto questo non viene tralasciata la passione per  monili e oggetti d’arte che tanto piacciono alle donne di tutte le età.
    Lauretta Vignaga
  • Dopo il successo rodigino, Meryt e Baby pronte per un nuovo trionfo

    Dopo il successo rodigino, Meryt e Baby pronte per un nuovo trionfo

    Rovigo, Veneto – Dopo il grande successo riscontrato a Rovigo durante il periodo di esposizione a Palazzo Roncale, dove sono state in mostra dal 14 aprile alla fine di luglio, Meryt e Baby, le due popolarissime mummie patrimonio della Collezione Egizia dell’Accademia dei Concordi, lasciano la luce dei riflettori non per tornare nel buio e nel silenzio delle teche che li hanno custoditi per tantissimo tempo ma per prepararsi in maniera adeguata a un nuovo trionfo. Per qualche settimana rimarranno ancora a Rovigo in attesa che ogni cosa sia organizzata al meglio per il grande viaggio in Cina, dove Meryt e Baby, come già annunciato da tempo, diventeranno le star della più importante  esposizione sull’Antico Egitto, in Cina. Prima tappa all’Hubei Provincial Museum di Wuhan, per continuare, poi, il loro tour, sicuramente trionfale, in altri tre musei del paese asiatico.
    Il debutto all’Hubei Provincial Museum di Wuhan è già di enorme rilievo: si tratta infatti di uno dei musei più famosi della Cina, con una grande quantità di reperti storici di interesse nazionale.

       Il bilancio del progetto espositivo voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, affiancata da Comune e naturalmente dall’Accademia dei Concordi, è di grande soddisfazione. Sono stati quasi 11.400 gli ammiratori in visita a Palazzo Roncale.
    Le due mummie dei Concordi hanno conquistato soprattutto i più giovani, affascinati dalla storia del loro approdo in Polesine. La mostra di cui erano l’attrazione ha incuriosito anche chi non è un frequentatore di musei e attività culturali. Potenza del fascino dell’antico Egitto e di un tam tam che ha realmente coinvolto la città. Tanto da spingere la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo a prolungare di un intero mese la mostra (la cui chiusura era preventivata per il primo luglio).
    Ma, poi, che ne sarà di Meryt e Baby al rientro dalla Cina? Molti dei visitatori di Palazzo Roncale si sono rivolti questa domanda, preoccupati da una possibile, definitiva, uscita di scena delle due mummie per tornare al loro ‘ ‘sonno’ nella sala che l’ Accademia dei Concordi ha loro riservato. ‘Nessuna preoccupazione’ – rassicurano dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dalla stessa Accademia. Per loro inizia un nuovo destino: dal 2019 Meryt e Baby saranno stabilmente presenti nel percorso di visitazione di Palazzo Roverella, accanto  ai Capolavori della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile.
    Lauretta Vignaga
  • Primordiale, canto di terra e di acqua per raccontare Rovigo

      Rovigo, Veneto –  Una vecchia ‘corte’, racchiusa tra i muri perimetrali delle case che una volta vi si affacciavano. Da un lato il pozzo e, lungo la cinta di mura di mattoni rossi, sbrecciati  dal tempo,  una raccolta di  fotografie  in bianco e nero che raccontano il  passato  del Polesine, la nostra terra. Il lavoro nei campi dall’alba al tramonto, scandito dalle stagioni e dai prodotti che si dovevano seminare, pulire dalle erbe infestanti, diradare per favorirne la crescita e infine raccogliere.  Poco più in là, la riproduzione di alcuni attrezzi in legno per vangare, raschiare, zappare e rastrellare, spiegano, a chi non ha nozioni del tempo antico, che la fatica di lavorare la terra piegava, indistintamente, la schiena di uomini e donne, braccianti e contadini.
       E’ lo scenario individuato dall’ Associazione Cantieri culturali creativi e dalla rete di ‘Artisti a km zero’, per presentare  ‘Primordiale’, performance collettiva che si fa ‘canto di terra e di acqua’ e nasce dal progetto ‘Racconta Rovigo’. Si tratta del cortile interno dell’ Associazione Coltivatori diretti, di via Alberto Mario, messo gentilmente a disposizione per la rappresentazione, che si rivela ‘perfetto’ per dialogare con i protagonisti della storia.
        Entrato il pubblico e sistemato lungo il muro che delimita la ‘corte’, a partire dal lato destro del cancello, lo sguardo di ciascuno viene catalizzato dalla figura di una donna vestita di nero, seduta su un alto sgabello, il viso assorto e gli occhi abbassati. Ai lati due giovani donne con alcuni sacchi di iuta che, poco dopo, hanno cominciato a rovesciare ai suoi piedi offrendole il contenuto.  La percezione generale identifica la donna,  che sovrastava per altezza tutti i presenti, come  la Terra, Madre di tutti i viventi. Ricevuta  l’offerta, la donna si alza dallo sgabello e, trascinando dietro di sé quello che appare come un giogo, si è dirige verso un albero rigoglioso, guardandolo e toccandolo con rispetto.
        Nel frattempo, una donna dalla voce soave , in piedi accanto al pozzo,  comincia a parlare degli uomini che si sono diffusi sulla terra e con loro sono cresciute e si sono moltiplicate le piante e i semi che hanno nutrito altri uomini e propagato il genere umano.  “Ci vuole attenzione per le giovani creature che crescono. Oggi per crescere davvero, bisogna rallentare; essere più consapevoli e vicini ai giovani, alle problematiche della loro vita” – dice. Madre Terra, a sua volta, muovendosi spedita sui trampoli, si dirige  verso il muro su cui sono appesi gli attrezzi per lavorare la terra e, impugnata una specie di falce,  comincia a rotearla attorno con occhi pieni d’ira, forse consapevole dei disastri che il genere umano avrebbe compiuto verso la natura che gli era stata donata. Tornata la  quiete entra in campo il secondo tema costitutivo di ‘Primordiale: l’acqua. Alla fonte primaria della vita viene  dedicata la lettura di versi tratti dalle ‘Georgiche ‘, di Virgilio, brani di poesie di Franco Arminio, poeta italiano, e della poetessa polacca Szymbozska Wislawa, premio Nobel  per la poesia nel 1996.
      Terminata la performance, spazio alle domande e alle curiosità con le precisazioni che il testo recitativo è stato prodotto in sole otto ore, grazie alla intesa raggiunta subito da tutti ‘gli artisti a chilometro zero’, in perfetta sintonia con il luogo scelto. Da aggiungere la capacità di fare squadra e mettersi in rete scambiando idee e mettendo in atto proposte. Questi i loro nomi: Antonia Bertagnon, Beatrice Pizzardo, Elisabetta Capostagno, Miranda Greggio, Luigi Gioli, Romina Zangirolami, Vincenzo Madrigrano.
       Per coloro che non avevano seguito le fasi preparatorie Pierpaolo Fabbris  ha riassunto  come è nato e ha preso forma il progetto di base,  ‘Racconta Rovigo’, che verrà arricchito dalle due performance previste l’una per l’inizio di settembre; l’altra per la fine dello stesso mese. Spazio, quindi, alle domande, alle curiosità e all’ aperitivo a base di frutta e verdura fresca e vino, fornito dall’Associazione Campagna Amica, la più grande rete di produttori agricoli del territorio.
    Lauretta Vignaga
  • Bellezza e armonia di una sera d’estate

    A Gognano, villa Cagnoni Boniotti, Irma Paulon riunisce gli amici di sempre
    Gognano, Villamarzana, Rovigo. –   Una atmosfera incantata quella che ha accolto gli amici rodigini, e non solo, di Irma Paulon sullo spazio antistante l’ex fienile di villa Cagnoni Boniotti a Gognano di Villamarzana, la sera di giovedì 26 luglio. Gorgogliare d’acqua fra l’erba, un’arpa celtica da cui una fanciulla trae romantiche armonie; il tintinnio delle istallazioni, create da Irma, che oscillano e si sfiorano ad ogni alito di vento. Sparsi attorno, i tanti oggetti decorativi che parlano della sua fantasia e creatività. Forme rotonde, in resina trasparente,  decorate da specchi o arricchite dai riflessi della madreperla; monili resi preziosi da pezzetti di corallo che disegnano lettere di alfabeti sconosciuti; medaglioni con inserti argentati. Oggetti in parte  appesi a  fili sottilissimi. che scendono dai rami degli alberi che delimitano lo spazio prescelto e lo rallegrano con i lampi di luce sparati dalle decorazioni quando intercettano le lampadine che illuminano la scena.
       Tanti gli invitati, ragazze e signore, soprattutto, ma non mancano gli accompagnatori che, lasciate mogli e fidanzate a scambiare saluti e raccontarsi gli eventi della vita con Irma, si sono riuniti a chiacchierare, assaporando il clima  rilassata  della sera, con in mano un calice di vino.
        Residente a Venezia da alcuni anni, Irma Paulon, nata e cresciuta in Polesine, ha mantenuto qui le sue radici e forti legami di amicizia con le persone che hanno seguito e sostenuto il suo cammino di artista e, oggi, imprenditrice di successo.  Per loro Irma ha portato le novità della sua produzione, che ha definito e intitolato: ‘Fluide trasparenze’.  Monili e oggetti da regalo, borse e portaoggetti, agende con decorazioni di coralli, cappelliere in perfetto stile ‘Belle Epoque’  e le tantissime varianti d’uso dei suoi ‘cuori’, emblema di una produzione unica che si è imposta all’attenzione del pubblico e del mercato.  Altro simbolo, amato da Irma, la rosa che racconta lo splendore della natura e l’armonia che infonde nel nostro spirito. Un cuore rosso o di resina trasparente punteggiata di scintille, oppure due o più cuoricini, legati assieme, sono must da portare al polso, sui capelli, al collo. Esprimono  vitalità e sicurezza; rallegrano un  abbigliamento anonimo  e quello che lo completa.
     Ogni pezzo  è realizzato a mano; prestigioso per la finezza dell’esecuzione e raffinato nella concezione. Insolito per le materie prime impiegate: resina, specchi, corallo, acciaio, e le variazioni che Irma sa ottenere arricchendo la resina con pigmenti colorati o scintillanti, boccioli di rosa essiccati, minuscole sculture. Procedimenti che non tolgono alla resina trasparenza, flessibilità e leggerezza.  Veri oggetti del  desiderio sono i grandi medaglioni rotondi da indossare a girocollo, resi sfavillanti dalla foglia argento, lavorata come scultura, o arrricchiti da frammenti di specchio e altro. Tanta la curiosità e la voglia, delle signore presenti,  di ‘provare’ ogni cosa, rimirandosi allo specchio per valutare “come sta”.
         Il rinfresco delizioso, il conversare tra persone che si rivedono dopo un lasso di tempo abbastanza lungo, il senso di pace con se stessi e il mondo trasmesso dal luogo hanno contribuito al successo della serata e al suo prolungarsi fino a tardi.
         Cordiale e sentito  il breve saluto con cui Irma Paulon ha accolto gli invitati: “Ringrazio dal profondo del cuore chi crede che l’ Arte e la Bellezza possano cambiare il Mondo. Esprimo particolare riconoscenza a coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento”. Ha, quindi, citato persone e ditte che hanno contribuito a realizzare l’evento e si sono impegnate personalmente per la sua ottima riuscita: Enrica Voltan e Alessia Tegani, Margherita Viaro di villa Cagnoni Boniotti, Paola Magosso, musicista, Soccorsa Littero, della ‘Pasticceria Se Dici’, di Ro Ferrarese, l’ Azienda Vinicola Maso Martis, di Trento, in particolar modo in questa serata, nella persona di Maddalena Stelzer.
    Lauretta Vignaga
  • Cosmetica e cura della bellezza concludono il primo semestre di attività di ‘Nuovi Germogli’

          Rovigo, Veneto –  Fondata all’inizio del 2018, ‘Nuovi Germogli’ si colloca nel vasto campo dell’associazionismo culturale, perseguendo, tuttavia obiettivi diversi:  non approccio di superficie a temi, eventi, problematiche sociali e civili ma approfondimento di problemi di attualità, cercando motivazioni e finalità, ipotizzando soluzioni. Entrando, cioè, nel vivo delle questioni facendole proprie. In sintesi, si punta a migliorare la conoscenza e la partecipazione degli iscritti alla vita della città  e alle decisioni che vengono prese, promuovendone le potenzialità e l’immagine. L’ Associazione culturale ‘Nuovi Germogli’ non ha configurazione politica né scopo di lucro; è aperta a tutti senza distinzione di ceto sociale, cultura e religione; basta iscriversi e ottenere la tessera, costo 10 euro fino alla fine del 2018. Presidente eletto è l’ avvocato Ezio Conchi, segretaria e tesoriera la professoressa Dina Maragno.
      Un percorso breve quello del Gruppo ‘Nuovi Germogli’ ma non privo di significato: a costruire il legame di amicizia ha provveduto l’apprezzatissima ‘festa di carnevale’ d’inizio febbraio. A marzo la presentazione del libro: ‘8.40’ scritto da Marino Callegaro, di Gavello, in memoria del figlio Marco, deceduto a Kabul, Afghanistan, in circostanze poco chiare, nella notte tra il 24 e il 25 luglio 2010, ha riportato alla coscienza degli iscritti l’analisi dell’ingiustizia della guerra e delle sofferenze che genera. Nel mese di maggio i partecipanti alla  conviviale, che precede ogni serata,  sono stati gli animali domestici, le cure e il trattamento che dobbiamo garantire loro, assieme ai diritti di cui dobbiamo essere promotori. A concludere il primo semestre di attività dei ‘Nuovi Germogli’ un incontro sulla cosmetica e il business in costante ascesa che rappresenta. Ospiti della serata, svoltasi al locale ‘La Taverna’, in piazza ‘Roma’, a Rovigo, Alice Mantoan, studi in farmacia e specializzazione in marketing cosmetico, che ha spiegato come orientarsi nelle scelte dei prodotti per la cura del corpo, privilegiando non la pubblicità e il target di diffusione ma i componenti di ogni singola crema o lozion, la quantità di acqua contenuta, le sostanze usate e la loro percentuale per arrivare a stimare il costo effettivamente applicato. E Nicoletta Prevelato, la vera protagonista della serata.
            Imprenditrice polesana, oltre che insegnante di scuola materna, Nicoletta Prevelato ha realizzato a Frassinelle, dove abita, un progetto che accarezzava da  tempo: allevare quelle straordinarie creature che vanno in giro trascinandosi dietro la loro casetta;  pazienti e infaticabili nel  seguire il loro cammino, grazie a quella bava che appiana le asperità del terreno e guarisce ogni escoriazione.  Le proprietà curative della bava di lumaca erano note fin dall’antichità;  la capacità di favorire la cicatrizzazione della cute, curare gli inestetismi della pelle, acne, cellulite, smagliature e rughe sono applicazioni  emerse in tempi recenti su cui si è concentrato l’interessa delle case produttrici di cosmetici. La medicina, a sua volta, ha rilevato che la bava di lumaca ha effetti importanti sulle cellule del cuore colpito da infarto. “Il mio desiderio più grande – ha dichiarato Nicoletta presentandosi agli ospiti della serata – è quello di contribuire alla ricerca scientifica con la bava delle mie chiocciole, salvando vite umane”. Poi, con legittimo orgoglio, ha spiegato che la sua impresa di Elicicoltura è certificata dall’Istituto internazionale di Cherasco e tutto, nel suo allevamento di ‘helix aspersa aspersa’, è naturale e biologico, rispettoso del ciclo di maturazione dei gasteropodi e dello scorrere delle stagioni.  L’ambiente umido ha favorito la moltiplicazione dei 12.000 riproduttori presenti all’inizio;  la maturazione, e quindi la produzione  di bava per stimolazione naturale, richiede, circa, due anni. Da 20 kili di lumache si ricava un litro di bava che, conservata in apposite bottigliette,  deve arrivare nel laboratorio di lavorazione entro poche ore.  ‘ Le perle del Polesine’, linea di creme per il viso e il corpo, prodotti detergenti e  una serie di prodotti specifici per il bebè, preparati con la bava delle chiocciole di Nicoletta, sono nate così.

    Lauretta Vignaga

  • “Racconta Rovigo, l’anticultura rodigina”

     Come gli artisti a Km zero vivono e sentono questa città
    Rovigo, Veneto –   L’ attesa, i preparativi e l’agitazione mediatica che hanno anticipato e accompagnato il ‘Maggio rodigino’,  mese  diventato il simbolo della vivacità culturale e creativa, dello spirito di iniziativa del capoluogo del Polesine,  realtà molto diverse nei fatti, ha spinto un gruppetto di artisti, spiriti liberi che da tempo si impegnano a pubblicizzare  luoghi di pregio del contesto urbano allo stesso modo che vie, cortili  e aree commerciali ormai vuote, a passare all’azione partendo dal basso. Idee nuove, disponibilità, volontariato per dimostrare che Rovigo può essere piacevole, divertente e accogliente tutto il tempo dell’anno, coinvolgendo le sue stesse forze creative.
       Il progetto, lanciato dalla coreografa e insegnante di danza moderna Romina Zangirolami, direttrice artistica dell’associazione ‘Cantieri culturali creativi’, ha cominciato a prendere  forma e a svilupparsi  grazie ad una serie di incontri settimanali, a partecipazione libera, tenuti il lunedì sera al bar, ristorante: ‘Il Locale’,  in via Miani, in cui ciascuno ha espresso idee e  pareri, si è reso disponibile a lavorare  per progettarne la fattibilità. Il prodotto, in fase di realizzazione, è una performance  che mette insieme arti diverse: dalla  musica alla parola, dalla poesia alla danza alla costruzione dell’ambiente.
        Gli incontri,  coordinati da Pierpaolo Fabris, presidente dell’associazione ‘Cantieri culturali creativi’, sono inizati ad aprile e hanno registrato la partecipazione di svariati protagonisti della cultura, della musica e dell’arte rodigina. Alla fine di ogni incontro, una registrazione di  quello che ciascuno aveva raccontato, nel bene e nel male, su questa che è la nostra città, assieme a suggerimenti, proposte, impegno a collaborare e condividere responsabilità.
    Il mio interesse per l’arte e la cultura, mi hanno indotto a partecipare a un paio di questi incontri, occasione per sottolineare  il forte spirito associazionistico che connota la società rodigina, reso tangibile dal numero incredibile di circoli, associazioni, gruppi a cui aderiscono appassionati di pittura, poesia, scrittura, arti creative di tutti i tipi. I soci sono persone dai quarant’anni in su. che hanno deciso di perfezionare l’arte dello scrivere, la pittura, la fotografia; di avvicinarsi alla musica, al ballo, al teatro amatoriale. Senza contare  i tantissimi cultori delle discipline sportive: ginnastica, corsa, tennis, e tutto quello che aiuta a mantenere il fisico tonico. Ogni gruppo con le proprie finalità, programmi, scopi da perseguire,  attività tradizionali e mostre collettive alla fine dell’annata, presentazioni di opere letterarie singole e di antologie collettive.  Inesistenti, o quasi, le proposte di collaborazione, i progetti da condividere per un target temporale più lungo o un traguardo più grande. Altra caratteristica diffusa: la mancanza di orgoglio, la tendenza a sottovalutare, o peggio, a schernire, quello che producono gli altri; la mentalità ‘piccina’, ereditata da un passato di sottosviluppo e sottocultura  che induce a snobbare o sminuire le grandi mostre che, annualmente, vengono proposte a Palazzo Roverella, sede istituzionale della Pinacoteca dell’ Accademia dei Concordi.
        Da sottolineare, ancora, la scarsa lungimiranza, mostrata in varie occasioni, nella gestione del patrimonio archeologico custodito nel Museo dei Grandi Fiumi. La ricchezza del materiale rinvenuto nel sito di Campestrin, dove si trovava uno dei più importanti ‘laboratori’ per la lavorazione dell’ambra, materiale ricercatissimo in epoca preistorica, assieme al corredo funebre della ‘dama di Chiunsano’ e ai reperti recuperati nelle necropoli nei pressi di Gaiba, potrebbero  diventare occasione di visitazione per Rovigo se venissero opportunamente pubblicizzati nelle fiere e nei convegni dedicati all’archeologia che si svolgono in Italia, e valorizzati da eventi che facciano conoscere la storia e il passato antichissimo del Polesine.
  • ‘Le perle del Polesine’, linea di bellezza 100% naturale di Nicoletta Prevelato

    ‘Le perle del Polesine’, linea di bellezza 100% naturale di Nicoletta Prevelato

    Frassinelle, Rovigo – Veneto – Non è moda di oggi ma un rimedio molto antico, conosciuto già da Ippocrate nel 400 a.C.: la bava della lumaca è un vero toccasana per la pelle. Il muco, infatti, ha una funzione purificante contro batteri e microorganismi, guarisce le ferite e rigenera la pelle e l’acido glicolico agisce da astringente. Nel tempo, la bava di lumaca venne usata come rimedio naturale contro la tosse e la gastrite. Da sola è in grado di produrre tutti gli elementi utili a riparare le lesioni che si provoca strisciando sulle superfici irregolari. Tuttavia, l’interesse . Coloro che le maneggiavano avevano la pelle delle mani particolarmente soffice, fatto che suscitò l’interesse di curiosi e ricercatori. Il segreto era quella specie di schiuma bianca che le lumache producono per spostarsi, una sostanza    non riproducibile in  laboratorio, quindi assolutamente naturale,  priva di tutti quei componenti che vengono aggiunti ai prodotti cosmetici industriali. La sua genuinità  la rende ottima per chi soffre di inestetismi della pelle, come l’acne e la cellulite, cicatrici e smagliature, le rughe che il tempo imprime sul viso e sul corpo. La bava penetra negli strati profondi dell’epidermide e stimola la cute a riprendere le funzioni vitali originarie. La presenza dell’allantoina, dell’elastina, collagene, acido glicolico, acido jaluronico, zuccheri, proteine, vitamine C ed E, ne fanno una risorsa inestimabile per la bellezza. 
      
         Nata in una famiglia numerosa che viveva coltivando la terra, Nicoletta trascorreva le ore della giornata assieme alla nonna mentre i genitori erano al lavoro. Donna disponibile e  paziente, la nonna trovava una risposta per tutte le sue domande, lasciandola libera di provare e sperimentare.  La campagna, in cui viveva immersa, era per la ragazzina,  uno scenario meraviglioso, su cui si alternavano luci e ombre, dove piante e animali crescevano seguendo le leggi della natura. Tra tutte le creature, la chiocciola era la sua preferita: fragile e determinata nello stesso tempo; ardita nel seguire la sua strada nonostante la difficoltà di tirarsi dietro quel guscio a spirale che la proteggeva. In quel piccolo essere Nicoletta si rispecchiava, con le sue difficoltà quotidiane e la tenacia che la spingeva a non arrendersi. Proprio a causa della sua ammirazione per le chiocciole subì una punizione molto dura, rimasta incisa  nel corpo e nello spirito.
       Passano gli anni e Nicoletta, con grande impegno e forza di volontà  traccia la sua strada nella vita diventando insegnante di scuola materna. Il matrimonio e i figli segnano altri traguardi. All’improvviso, però, qualcosa di inaspettato  e del tutto imprevisto scuote, come un terremoto, la tranquillità  che circonda la sua esistenza. La sua anima è sconvolta e, di colpo, nella mente, irrompe il ricordo di quella punizione che l’aveva tanto ferita quand’era bambina. Fa appello a tutta la forza che sente nell’anima e decide di non farsi travolgere dal dolore e dalla delusione;  di essere forte e tenace come le lumachine che perseguono il loro destino nonostante gli ostacoli e la fatica.
        Alcuni giorni fa,  ho incontrato Nicoletta Prevelato nella proprietà  dove  sta realizzando il suo sogno di imprenditrice: una linea di cosmetici biologica e naturale  che aiuti le donne a prevenire e cancellare gli inestetismi della pelle. Un prodotto che diffonda il nome del Polesine come territorio rispettoso della biodiversità e della sostenibilità della produzione. Creme contenenti bava di lumaca prodotta da migliaia di  quelle piccole creature che avevano attirato la sua attenzione, tanto tempo prima. Con la flemma che le contraddistingue, migliaia di ‘helix aspersa aspersa’  vivono curate e protette  nei recinti costruiti appositamente per garantire la naturalezza e genuinità  del loro prodotto, come certificato dall’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco.  Nascoste tra le foglie di costa d’argento, di cui si nutrono, assieme ai germogli di altre essenze portate dal vento  e dagli uccelli,  cresciute senza intervento dell’uomo e della chimica, parecchie  migliaia di chiocciole crescono e si moltiplicano in un ambiente umido, ideale per loro. In quella piccola oasi che Nicoletta ha realizzato a Frassinelle, tutto è governato dai ritmi delle stagioni, senza forzature.
        Il giorno stava per concludersi: all’orizzonte il sole sembrava affogare fra rossi bagliori. Lo guardavamo in silenzio, mentre nuvole scure annunciavano la notte. Nicoletta passò un ultimo sguardo di ricognizione sui recinti che si susseguivano in lontananza e, intanto mi parlava   della sua impresa, la voce orgogliosa e felice per quel sogno che si avverava, nonostante tutto.  
         Mi ha spiegato che la raccolta della bava avviene manualmente, quando la chiocciola ha raggiunto la maturazione e il guscio è robusto; mi ha parlato della linea che ha iniziato a produrre: ‘Le Perle del Polesine’, costituita da creme igienizzanti per viso, collo e decolleté, seguite dal siero tonificante, in fase di preparazione.
    Ci siamo salutate come amiche di lunga data, con l’augurio, da parte mia che ‘ Le perle del Polesine’ facciano molta strada aiutando l’economia del territorio e diffondendone le bellezze.
    Lauretta Vignaga
Pubblicità