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Autore: Lauretta Vignaga

  • Cinquant’anni di successi per una storia di eccellenza. L’alberghiero di Adria, ricchezza del territorio

       Adria, Rovigo. – Regione Veneto.    Fondato nel 1967, ad Adria, la porta del Delta del Po, l’Istituto alberghiero, dal 2007 è intitolato a Giuseppe Cipriani , imprenditore di successo per le straordinarie intuizioni e applicazioni nel campo dell’accoglienza e della ristorazione.  Oggi, 12 maggio, la ricorrenza del cinquantesimo e del 10mo anno di queste due date fondamentali, testimoniano un percorso di successi, scandito da un numero di allievi in continua crescita accompagnato dall’espansione delle strutture per stare al passo con il livello formativo, la promozione della cultura enogastronomica e lo stile , dell’accoglienza che connota il rapporto con i clienti e il loro benessere.
       Entrambe le ricorrenze sono state festeggiate sul filo dei ricordi e delle iniziative messe in campo – alcune ancora in fase di realizzazione – a partire dallo scorso dicembre 2017, quando venne inaugurata, in Gran Guardia, a Rovigo, una mostra dedicata ai 50 anni di attività dell’istituto. Erano seguiti due convegni, uno a Rovigo e uno ad Adria, per ricordare la nascita e la crescita dell’alberghiero, occasione per presentare anche il libro che la racconta.
     ‘Giuseppe Cipriani, una storia di eccellenza tra imprenditoria, gastronomia e accoglienza’ è il titolo del convegno svoltosi questa mattina, guidato dagli studenti dell’istituto, i veri protagonisti della giornata, come ha sottolineato il dirigente scolastico Romano Veronese. Espletati i saluti di rito, da parte del commissario prefettizio Carmine Fruncillo, e di Antonio Giolo, consigliere generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, sono stati  proprio gli studenti – o meglio le studentesse – a condurre l’incontro. Coordinate da Vanessa Manoli, Camilla Barbin e Francesca Crispi ( V B accoglienza turistica ) hanno introdotto la figura di Giuseppe Cipriani e la  sua vita esemplare. Aurora Mantovan e Silvia Selvatico- stessa classe – hanno  evidenziato, rispettivamente,  il carattere di ‘self-made man’ di Cipriani e il suo principio di accogliere con semplicità ed eleganza. Giada Luise ( V A Sala e Vendita), ha messo in luce il terzo ingrediente del successo dell’imprenditore: lo stile applicato al servizio, mentre Gaia Bimbati (V A Enogastronomia) ha concluso con l’ultimo ingrediente del successo di Giuseppe Cipriani: ‘l’enogastronomia oltre le mode’.
      Ma chi era Giuseppe Cipriani e come è nata la sua fortuna? Figlio di un muratore, nasce a Verona nel 1900. A quattro anni si trasferisce in Germania con la famiglia, per motivi di lavoro, e qui, la madre apre un albergo, istillando nel figlio il principio dell’accoglienza e della cortesia. Lo scoppio della prima guerra mondiale riporta i Cipriani in Italia, a Verona, dove  il giovane apre una pasticceria. Grazie al suo impegno e spirito di sacrificio il locale diventa subito famoso. Giuseppe, tuttavia, non è soddisfatto  e  si arruola nell’esercito. Conclusa la guerra, inizia a lavorare come cameriere sia in Italia che all’estero, apprendendo il francese e, più tardi, l’inglese. Nel 1927 trova lavoro in un albergo a Venezia dove rimane affascinato dall’atmosfera della città. Nell’hotel soggiorna una anziana signora americana con un nipote dedito all’alcol. La partenza improvvisa di costei lascia il giovane solo e senza soldi. Giuseppe lo aiuta prestandogli il denaro per il ritorno in patria . Un atto di grande generosità che sarà ricompensato nel 1931, quando Harry Picking – il suo nome – ritorna in laguna,  gli restituisce il denaro e,  con Giuseppe, decide di aprire un bar nelle vicinanze di piazza San Marco. Nasce il primo Harry’s Bar. Qualche anno dopo, viene  inaugurata una locanda a Torcello e, in seguito, un hotel alla Giudecca, con giardino, piscina e ristorante. Nel 1948, in onore del pittore Giovanni Bellini Giuseppe realizza il cocktail ‘Bellini’, che spopola nell’Harry’s Bar di New York e negli altri Harry’s Bar aperti in tutto il mondo. Sua è anche la creazione del ‘carpaccio’, fettine sottilissime di controfiletto crudo condite con una salsa chiamata  ‘alla Kandinsky’. Il nome  era un omaggio al grande Vittore Carpaccio, pittore a cui Venezia aveva dedicato una grande mostra.
     La filosofia dell’accoglienza, fatta di semplicità ed eleganza,  era uno dei pilastri di Giuseppe Cipriani. Nulla era lasciato al caso; e il lusso non era mai esibizione. Principi ripresi ed esposti nel libro ‘Elogio all’accoglienza’ scritto da Arrigo Cipriani, figlio di Giuseppe  che, invece di  diventare avvocato, sulle orme del padre, ha creato un impero  nel settore della ristorazione.   A rendere unica la ristorazione Cipriani ha contribuito e contribuisce la produzione artigianale del pastificio di famiglia, a Meolo, nel veneziano. Prodotti unici per l’esclusiva lavorazione e la genuinità degli ingredienti. Ogni piatto è a base di cose  naturali e ispirato alla cucina veneta e veneziana.
          Con simili esempi  davanti, per l’istituto alberghiero di Adria non poteva esserci riferimento migliore per intitolare l’istituto, cosa avvenuta il 1° dicembre del 2007, nel quarantennale della fondazione. Giuseppe Cipriani – scomparso nel 1980 –  divenne l’esempio da seguire per la passione, l’umilta, la professionalità profuse nel lavoro, assieme allo stile semplice ma raffinato che diffondeva in  tutte le strutture realizzate.
       Da quella data,  Arrigo Cipriani è sempre stato presente nei momenti più importanti della vita scolastica di quelli che, ormai, erano  diventati anche i ‘suoi’ studenti.   
    Per i migliori delle tre articolazioni formative  – Accoglienza turistica, Enogastronomia,  Sala e Vendita – il dottor Cipriani ha istituito le borse di studio più ambite: quelle che offrono uno stage di tre mesi nelle sue aziende di New York. Una esperienza incredibile, come ha ricordato e raccontato Elisa Franco, vincitrice della Borsa di studio ‘G. Cipriani’ nell’anno 2015/2016 e, oggi, fa parte del team internazionale dell’ Harry’s Bar.
        A concludere la mattinata, il ricchissimo buffet in  stile ‘Cipriani’, con i piatti e le bevande che si gustano negli Harry’s Bar di tutto il mondo, preparati e serviti dagli allievi dell’ istituto aberghiero polesano.
    Lauretta Vignaga
  • Rovigo in fotografia tra passato e presente, tra arte e sperimentazione

    Rovigo, Veneto –  Un mese dedicato alla fotografia; alla città di ieri e di oggi; agli appassionati che, con questo mezzo espressivo, raccontano le loro emozioni e l’ambiente dove vivono. Il Circolo arti decorative di Piazzetta Annonaria ha proclamato ‘ Maggio il mese della fotografia’, inaugurandolo, il 5 maggio scorso, con una serie di manifestazioni in grado di coinvolgere soci fotografi amatoriali e di lunga esperienza. 
       Tante le proposte che hanno animato l’apertura, tutte in grado di stimolare la curiosità e l’interesse dei frequentatori abituali della Piazzetta, per gli acquisti quotidiani,  allo stesso modo dei passanti occasionali.
    Questo il programma dell’esposizione allestita fino al 12 maggio. Si inizia con una mostra storica dedicata all’arte fotografica: gli oggetti e gli strumenti d’uso. A dare particolare evidenza  al settore la collezione di foto storiche realizzate da William Henry Talbot, inventore della fotografia moderna, a partire dagli anni ’40 del IXX secolo, in piena epoca vittoriana. Immagini di edifici privati , riunioni di amici sullo sfondo della campagna inglese, palazzi storici vedute del Tamigi.  Accanto, una raccolta di foto e cartoline antiche di Rovigo, della Rotonda, di piazza Merlin  e del Ghetto ebraico e della sua decadenza prima dell’abbattimento. Materiale appartenente al rodigino Mario Andriotto e  messo a disposizione dalla famiglia.
       In contemporanea, sui pilastri che delimitano il portico a lato dell’entrata del  Circolo Arti Decorative, sono esposte le foto di  alcuni soci del Circolo: Lorena Silvestrin, Paolo Avezzù, Umberto Bindi, Luigi Piombo, Vincenzoi Stella, con temi vari. Reticolati, filo spinato, fil di  ferro, tabelle che segnalano zone militarizzate di cui è proibito l’accesso, sono, invece, il tema fotografato da Roberto Bottari, triste riferimento a reclusioni, respingimenti,  privazione di diritti e libertà commentati dai versi toccanti di Arnaldo Pavarin. In una saletta accanto, è visibile la personale di Francesco Pulga;  scatti in bianco e nero fatti con il rullino tradizionale  e stampati in casa, dedicati alla rievocazione di Fratta Carbonara e alle atmosfere del Delta del Po dove la raccolta delle vongole  costituisce la risorsa economica per tanti pescatori. A conclusione della mostra, il 12 maggio, alle 18, dibattito pubblico con l’autore.
        Il programma continua, dal 13 al 19 maggio, con la mostra delle opere di Dino Marzola,  grande fotografo rodigino scomparso, a cui è dedicato il ‘Dino Marzola Memorial’. Dal 20 al 26 maggio, mostra personale  ‘ Lucio De Sanctis – foto stenopeica’, con illustrazione della tecnica e relativo dibattito.  Dal 15 al 22, stesso mese, collettiva dei vincitori del concorso fotorafico  ‘Terra & Mare, alla scoperta del territorio. , indetto da Bancadria – Adria. Dal 24 al 31, personale del fotografo polesano Toni  Gnan.  Sempre nel mese di maggio, concorso fotografico dedicato a ‘Un calendario per Piazza Annonaria per la realizzazione di un calendario 2019, che valorizzi lo spazio espositivo. Domenica 27, dalle 10,  presentazione di nuovi materiali fotografici della Fuji. La conclusione, il 31 maggio, ore 18, conferenza – dibattito con il critico Dario Barin  sul tema: ‘Quale fotografia ?’.
  • A domani l’appuntamento conclusivo al Cipriani di Adria

    È tutto pronto per l’evento che si terrà domani presso l’Auditorium C. Saccenti di Adria per celebrare il 10imo anniversario dell’intitolazione dell’istituto alberghiero a Giuseppe Cipriani. La giornata rappresenta la conclusione dei festeggiamenti che il prestigioso istituto adriese ha iniziato a dicembre 2017 inaugurando presso la Sala della Gran Guardia a Rovigo una mostra dedicata ai 50 anni di attività dell’istituto. Un convegno al salone del grano a Rovigo e un convegno ad Adria presso la galleria degli Artisti del Teatro Comunale erano stati organizzati per ricordare la nascita e la crescita dell’Istituto professionale alberghiero ad Adria. In occasione del convegno ad Adria era stato presentato un libro che ripercorre la storia dell’Istituto. L’appuntamento di domani vedrà come protagonista la famiglia Cipriani e inizierà con un convegno alle ore 10.00 dal titolo “Giuseppe Cipriani, una storia d’eccellenza tra imprenditoria, gastronomia ed accoglienza”. Saranno presenti gli studenti dell’Istituto, il Dirigente Scolastico Romano Veronese e il Dott. Arrigo Cipriani, figlio del noto imprenditore. Interverranno inoltre alcuni studenti vincitori della preziosa borsa di studio “Cipriani” che dopo aver lavorato per tre mesi nelle aziende Cipriani della grande mela, racconteranno la loro esperienza. Al termine del convegno alle ore 13.00 verrà offerto agli ospiti un buffet curato dagli studenti delle classi quinte dell’articolazione enogastronomia. La partecipazione al convegno e al buffet è solo su prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili.

  • Dal 12 maggio spettacoli e conferenze sul mondo femminile

     Rovigo, Veneto – Con il format  ‘Donne da palcoscenico’, Minimiteatri  è fra i protagonisti della stagione di prosa del Teatro Sociale di Rovigo 2018.
    La rassegna, che prende il via il 12 maggio, prosegue nel  percorso di ricerca dell’ eccellenza e di valorizzazione delle risorse artistiche e culturali del territorio, nonché di impegno a fare del Teatro un luogo aperto, vivo e vissuto da un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo.
    Donne da Palcoscenico, giunta  alla  IV edizione, accompagnerà tutto il Maggio Rodigino con cinque appuntamenti: tre spettacoli e due conferenze completamente dedicati a personaggi femminili. Tutti gli spettacoli si svolgeranno al Teatro Sociale con inizio alle 21.
    La presentazione della rassegna, a Palazzo Nodari, ha registrato la soddisfazione dell’assessore alla Cultura Alessandra Sguotti, che ha definito il progetto molto intenso perchè permette di interagire con tante realtà del territorio, tra cui anche la ‘Dante Alighieri’, con la sezione giovani, le scuole, fino alla conclusione  di un laboratorio per attori non professionisti svoltosi al Museo dei Grandi fiumi. Sinergie che ci portano ad avere un bellissimo cartellone. Un ringraziamento a Minimiteatri con il  presidente Ruggero Zambon, e la direttrice artistica Letizia Piva; alla Dante Alighieri, all’Accademia dei Concordi, che ospiterà un incontro, alla Fondazione per lo sviluppo del Polesine in campo letterario, artistico e musicale che promuove il Maggio Rodigino,  di cui la rassegna fa parte.
    Diretto da Letizia E.M. Piva, il format, ‘Donne dell’altro mondo’ è composto da tre spettacoli ( uno anche per Teatro Ragazzi), un Laboratorio Teatrale e due conferenze di introduzione ed approfondimento, ospitate in Accademia dei Concordi.
    Si tratta di donne che, nello spettacolo del 12 maggio -‘ Nell’Inferno le Donne’, recitato dagli artisti di Minimiteatri e dagli allievi del Laboratorio Teatrale – appartengono all’oltretomba e Dante incontra nel ‘suo’ Inferno.
    Sono anche donne che, vivendo in zone di guerra come in Balkan Burger, il secondo spettacolo del 20 maggio, con protagonista  Ambra Angiolini, sono costrette a inventarsi ogni giorno un’identità diversa per sopravvivere alle ideologie  che si distruggono tra loro e ai maschi padroni che le governano. Donne che eroicamente continuano il loro cammino,  con caparbia fede in se stesse.
    Sono, infine, in ‘Quello che le donne (non) dicono’ interpretato da Francesca Reggiani, in scena il 25 maggio, brillanti e ironiche interpreti del proprio tempo in un viaggio tra le tantissime sfumature della crisi spirituale, sociale, relazionale e sessuale che sta attraversando l’Italia.
    “Il progetto che apre la rassegna  – ha spiegato Letizia Piva -, è “Nell’inferno, le donne”, che  conclude un laboratorio bisettimanale di 30 allievi, iniziato  a novembre. Un progetto complesso perchè unisce la società Dante Alighieri con un percorso di formazione nelle scuole, le conferenze del 9 e del 17 maggio con Anna Zoppellari al Ridotto del Teatro Sociale e, in Accademia dei Concordi, sculture di Giorgio Mazzon con presentazione del suo libro in Accademia. I costumi sono di Thierry Parmentier, musiche di Franco Piva eseguite da Fagnocchi. Il secondo spettacolo unisce Stefano Massini del Piccolo di Milano che ha messo a disposizione il testo su approvazione dell’attrice Ambra Angiolini. Spettacolo richiesto da l’Eliseo a Roma che riprenderemo con Arteven. Infine la verve di Francesca Reggiani che conclude con sguardo scanzonato e un sorriso la rassegna. Tutti  appuntamenti imperdibili. Un ringraziamento a chi ha collaborato: da Claudio Ronda direttore artistico di Fabula Saltica, al Conservatorio, il Maggio Rodigino, la Dante Alighieri, il Teatro, l’Accademia dei Concordi e coloro che ci hanno aiutato in questo  progetto.
    Soddisfatta anche  Mirella Rigobello, presidente della Dante, soprattutto per la partecipazione del gruppo giovani; Anna Zoppellari dell’Università di Trieste, che ha curato l’organizzazione scientifica e il coordinamento del ciclo di incontri; Virgilio Santato presidente della Fondazione  per lo Sviluppo del Polesine.
     “Il Gruppo Giovani del Comitato Dante Alighieri di Rovigo ha avuto  l’ opportunità di partecipare attivamente alla divulgazione  del lavoro teatrale,  presentando il  loro lavoro “dantesco” nelle scuole,  riuscendo ad interessare e coinvolgere i loro coetanei  e ottenendo il plauso dei docenti – ha concluso Rigobello.”
    “Durante il workshop del 9 maggio dal titolo Oltre Beatrice, vedremo insieme quali eredità ci hanno lasciato, non solo nella letteratura, le donne dantesche”,  ha aggiunto la signora Zoppellari.
    Il sindaco Massimo Bergamin ha sottolineato la valenza di questa rassegna che va ad arricchire il panorama culturale cittadino.
    Minimiteatri nasce nel 2005 dall’incontro di personalità artistiche provenienti da molteplici ambienti. Porta sulla scena spettacoli frutto di un’attenta ricerca estetica sia nel linguaggio che nella interpretazione drammaturgica, con un allestimento minimale che punta su pochi elementi densi di significato e capaci di emozionare il pubblico.
    La compagnia è formata da artisti professionisti in carriera e giovani attori emergenti.
    Tutte le informazioni si possono trovare sul sito https://www.minimiteatri.it/ e sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/Donnedapalcoscenico/
  • L’Istituto Alberghiero G. Cipriani conclude i festeggiamenti al noto imprenditore

    L’Istituto Alberghiero G. Cipriani conclude i festeggiamenti al noto imprenditore

    Adria, (Rovigo) –  Sabato 12 Maggio l’istituto alberghiero G. Cipriani di Adria celebrerà il 10ecimo anniversario dell’intitolazione della scuola a Giuseppe Cipriani. Si tratta dell’ evento conclusivo di un percorso importante iniziato a dicembre 2017 con l’inaugurazione, a Rovigo presso la gran Guardia, di una mostra dedicata ai cinquant’anni di attività della prestigiosa scuola Adriese. Per l’occasione si era tenuto un convegno presso il salone del grano dove erano intervenuti il Dirigente Romano Veronese, la Dott.sa Carmela Palunbo, la Prof.ssa Tiziana Doni, , il Dott. Andrea Bergamo, il Dott. Roberto Crosta e il Dott. Arrigo Cipriani. Il Dott. Giordano Bruno Guerri, non essendo fisicamente presente, ha invece inviato un video preparato appositamente per l’occasione. Le celebrazioni del 50esimo erano proseguite nel mese di gennaio ad Adria presso il salone degli artisti nel teatro comunale di Adria dov’era stato presentato un libro che racconta la storia dell’istituto. Sabato 12 presso l’Auditorium Claudio Saccenti si terrà l’ultima giornata dedicata alla figura di Giuseppe Cipriani, Il 1° dicembre 2007 l’Istituto è stato infatti intitolato a Giuseppe Cipriani, fondatore dell’ Harry’s Bar di Venezia ed inventore del cocktail Bellini e del Carpaccio. La giornata inizierà alle 10.00 con un convegno intitolato “La figura di Giuseppe Cipriani tra imprenditoria, enogastronomia e accoglienza”. Gli studenti saranno relatori al convegno insieme al Dirigente Scolastico Romano Veronese e al Dott. Arrigo Cipriani figlio del famoso Giuseppe. Tema principale della giornata la figura di Cipriani imprenditore di successo, creatore di uno stile enogastronomico e dell’ospitalità alberghiera che ancor oggi testimonia grande sacrificio e genialità. Interverranno anche alcuni degli studenti vincitori della borsa di studio “ G.Cipriani” che ogni anno dal 2007 diventano protagonisti di una favola: tre mesi a New York per conoscere le aziende Cipriani nella Grande Mela. Tra questi studenti Elisa Franco racconterà la sua esperienza nelle aziende Cipriani avvenuta nel 2016. Al termine del convegno prevista per le ore 13.00 verrà offerto agli ospiti un buffet con i piatti della tradizione dell’Harrys bar preparato dagli studenti delle classi 5^ delle articolazioni di sala bar ed enogastronomia. La cittadinanza è invitata a partecipare alla giornata confermando anticipatamente la presenza alla segreteria didattica dell’Istituto al numero +39 0426900220/221 oppure alla mail eventi@alberghieroadria.it, comunicando il numero di partecipanti e il recapito telefonico. Le prenotazioni saranno possibili fino ad esaurimento dei posti.

  • In Pescheria Nuova la mostra di Giorgio Stocco

    I fiori e la frutta di  Giorgio Stocco: uno sguardo nel giardino dell’Eden. 
    Rovigo, Veneto –    Ancora pochi giorni per  lasciarsi affascinare dalle opere di Giorgio Stocco, in mostra alla Pescheria Nuova, in Corso del Popolo a Rovigo, fino al prossimo 2 maggio.  Immagini di frutti e fiori, realizzate con colori acrilici nel fulgore della maturazione,  nell’incanto dello sbocciare o nella ricchezza dei petali carnosi che spandono attorno il loro profumo.  Visioni di autentica bellezza  che richiamano alla mente il mito del giardino dell’Eden.  Ogni tela è  perfezione di linee, di dettagli e impianto progettuale;  Intensi e pieni i colori, trasparenti le sfumature, lucenti e piene le forme di mele, ciliege, fragole,  prugne, cachi e gli acini dell’uva bianca e nera gonfi di nettare zuccherino. 
      Adagiati  in terrine, ciotole, brocche, caraffe, vasi di vetro o di ceramica,  decorati con gusto raffinato a cui l’aggiunta di un dettaglio, degno di un ceramista di antica tradizione,  conferisce  un’ aura di nobiltà,  quei frutti sembrano spargere attorno i loro profumi. La fetta di cocomero adagiata sul piano d’appoggio accosta il rosso  della polpa sugosa alla buccia vellutata delle pesche mentre  i fichi zuccherini  esibiscono la polpa rosata che fuoriesce  dalla buccia bianca e verde.  Foglie e piccoli rami, sparpagliati attorno,  completano la scena, incorniciando un  grosso girasole.
         Ma non è tutto. Inseguendo la perfezione Giorgio Stocco ha regalato, ad un piatto di ciliege, gocce di rugiada mattutina, confondendo insieme realtà e fantasia.   Spesso, ad arricchire la composizione, intervengono tralci di vite stesi sulla tavoglia, mele o cachi rotolati giù dal contenitore sovraccarico  e grappoli  d’uva che lasciano intravedere la polpa succosa degli acini nascosti fra le  foglie accartocciate.  Di straordinaria quotidianità appaiono le ceste di corda intrecciata, le ceramiche ingiallite dal tempo e macchiate dall’uso, che esibiscono  le delizie dell’orto e del frutteto e profumano di sole.  Bellissime anche le composizioni floreali e gli steli fioriti che arricchiscono  le tele. Ora sono tripudi di corolle vellutate che si offrono al visitatore con il loro profumo; ora boccioli, ancora chiusi dai sepali,  che, timidamente, si aprono al mondo.
    La mostra attuale raccoglie circa settanta quadri, la produzione degli ultimi  cinque/ sei anni di Giorgio Stocco, e presenta alcune novità: la scelta di soggetti diversi per le sue nature morte, cioè: i colori e le vernici che caratterizzano il suo lavoro; la comparsa di due visitatori alla sua mostra: in una tela esposta viene rappresentato un signore di mezza età che osserva con interesse un quadro, imitato dal suo cagnolino. Altra novità è l’apertura al paesaggio: fiori e frutta, assieme a ceramiche e un vaso di vetro sono ‘en plain air’, collocati su un tavolo situato nell’aperta campagna. Un ritorno alle origini, alla natura che ha prodotto tutto quello che è stato  la fonte di ispirazione primaria per l’artista rodigino.
        Residente in provincia di Rovigo, Giorgio Stocco è artista autodidatta che, nella natura morta, ha trovato la sua cifra, personalissima, di pittore, portandola ad un livello  di perfezione.  Ogni frutto realizzato racconta la realtà,  l’opera della natura nel suo momento di grazia.  Particolarmente efficace l’uso delle fonti luminose  e degli sfondi neri per  esaltare la corposità degli oggetti rappresentati  e la loro intensità cromatica.   Molte le mostre personali  realizzate da Stocco e molteplici le esposizioni a cui ha preso parte,  riscontrando sempre giudizi lusinghieri dalla critica e l’attenzione e l’apprezzamento del pubblico.
    Laureta Vignaga
  • Il Tempo, dimensione della vita o soltanto una tenace illusione?

        Rovigo, Veneto –  Concetto astratto, che dalla notte dei tempi scandisce, inesorabile, ore e minuti, della nostra vita, ‘Il Tempo’ è stato protagonista della mostra fotografica organizzata da Laura Munerato con il  Fotoclub Click&Flash, affiliato AICS, di Costa di Rovigo, negli spazi del  bar Caffettiamo, di Corso del Popolo a Rovigo, dove si potrà visitare fino al 30 aprile prossimo.
      Non una serie di immagini, tratte dalla vita di tutti i giorni  per dare un volto a qualcosa di inesistente che, tuttavia, ha il potere di condizionare ogni nostra azione, ma una sola foto per ogni socio del club, accompagnata dal nome dell’autore e il significato che racchiude.
      Quello che è nato è una raccolta di testimonianze che illustrano  come ciascuno dei soci del fotoclub percepisce il tempo in cui si trova ‘immerso’, con l’auspicio che il visitatore trovi stimoli per riflessioni da condividere o per andare oltre, superando i confini della nostra ‘miopia’.
       In merito,  Maurizio Chieregato, presidente del fotoclub Click&Flash, ha letto alcune considerazioni sul nostro modo di vivere e trascorrere questo dono prezioso, troppo spesso sprecato, sempre rimpianto quando si esaurisce.
       In una società dove tutto è frenesia di avere, guadagnare,  progredire, divertirsi, il tempo non basta mai. Non c’è tempo per riflettere, per ascoltare chi ci sta intorno, per apprezzare le cose belle che ci circondano. Afferriamo al volo quello che capita senza valutarne il valore; senza pensare alle cose a cui rinunciamo. Gli anni fuggono e le delusioni diventano le compagne delle ore vuote, di un futuro che ci ha lasciato indietro. “Il tempo è galant’uomo” – dice un proverbio – e ciascuno raccoglie quello che ha seminato. I nostri progetti sono andati in frantumi  come i giocattoli di Natale nelle mani di un bambino viziato. Cerchiamo, quindi, di scoprire quale valore e significato ha il tempo per ciascuno di noi, attraverso la nostra storia, le emozioni che ci ha donato.
        Non ci rispecchieremo, così, in quella panchina vuota, accanto ad una casa abbandonata; nè in quel vecchio, seduto con la testa reclinata,le braccia appoggiate al manico del bastone. La nostra vita non assomiglierà alla casa  dai muri scrostati e le imposte cadenti. Sarà come la parte attigua: dipinta di fresco, le imposte riverniciate e la porta pronta a spalancarsi davanti ad una nuova famiglia.  Il tempo non teme tenaglie e chiavi inglesi; non può essere arrestato. Possiamo solo viverlo, ogni giorno, accettando quello che porta, traendone il meglio possibile.
    Lauretta Vignaga
  • Concorso Internazionale ‘Un Po di Note’

    Concorso Internazionale ‘Un Po di Note’

    Le date delle premiazioni e della ‘Rassegna nuovi talenti’.
     Rovigo, Veneto –   Il 22 e 29 aprile 2018 sono le date scelte per le premiazioni del 18° Concorso Internazionale ‘Un Po di note’, in programma dalle 9 alle 20 all’Auditorium della Scuola secondaria di primo grado di Santa Maria Maddalena, in via Amendola.  Per i vincitori diplomi di merito e premi. Questi i nomi:  per la categoria ‘Solisti’: Anna Cecchino, violoncello ( Montebelluna, Tv); Matilde de Lorenzi, chitarra, (Mirano, Ve.); Giulia Perpich, violino (Ferrara);  Augusto  Palumbo, fagotto ( trento) classificati con punti 100. Anna Brunelli, clarinetto, (Ravenna); Francesca  Benvenuti, violino, (Bologna), Lucia Maria Palumbo, corno (Trento), classificati con 100 e lode. Isabella Perpich, violino, (Ferrara) classificata con 100 e lode e menzione d’onore.
       Gruppi. Presenti, inoltre, i gruppi: ‘Orchestra Mille Dita’ (Mirandola), con 98 / 100; ‘Scuola primaria Govoni'(Ferrara), con il gruppo corale e strumentale, con 99 /100;  l’  Orchestrina Gino Neri ‘ ( Ferrara ) con 99/ 100. Il concorso si conclude il 13 maggio prossimo, al Parco verde di S. Maria Maddalena, con il concerto finale delle ore 17,30, denominato: ‘Rassegna nuovi talenti’ . Si esibiranno : il ‘Quintetto  Celtico’ ; ‘Corde celtiche’, l’ Orchestra: ‘ I Chitarrissimi ‘. gruppi diretti da Monica Bulgarelli ( Pescantina, Vr);  e i cori:  ‘ The little sound machine’, ‘Perfect soul’; ‘Tenn project’, diretti da Elisa Braiato (S,. Maria Maddalena).
        La rassegna organizzata dal CVEM, Centro veneto esperienze musicali, di Rovigo, in collaborazione con l’amministrazione comunale, l’ Istituto comprensivo di Occhiobello e il patrocinio della Provincia di Rovigo, richiama talenti dai 6 ai 23 anni, da tutte le regioni d’ Italia  per far conoscere le potenzialità e la bellezza della musica. gli iscritti al Concorso 2018  sono stati 330, con età tra 6 e 23 anni. Tra le città di provenienza si citano: Verona, Bologna, Treviso, Modena, Brescia, Ferrara.
    info   0425 33107 ,    340- 3667553   info@cvem.it
    Lauretta Vignaga
  • Contro la cultura dello scarto, la nuova mostra di sculture di Carmine Tisbo

    Contro la cultura dello scarto, la nuova mostra di sculture di Carmine Tisbo

    Este, (Padova) – Veneto.  Una sensibilità nuova e diversa pervade le sculture di Carmine Tisbo in mostra alla Pescheria Vecchia di Este fino al 18 di questo mese. L’inaugurazione, sabato 7 aprile, dell’evento ‘Il volto della Sindone’ ha suscitato, da subito, grande interesse di pubblico per il mistero che da secoli avvolge il Sacro Lenzuolo e il tema della giustizia sociale che Cristo ha sempre sostenuto e diffuso durante la sua vita in mezzo a noi.
    Le sculture in terracotta, esposte nella Pescheria vecchia di Este, sono quelle classiche della produzione di Carmine Tisbo: Cristo fatto uomo che si trascina, con grande sofferenza,verso la croce; il corpo stremato dalla flagellazione  issato sulla croce, le mani e i piedi trafitti dai chiodi per prolungare l’agonia. Quello che cambia è lo spirito con cui l’artista di Lendinara ci coinvolge in questo percorso: il desiderio di spingerci a riflettere sulle enormi ingiustizie che pesano sulla coscienza della società contemporanea. L’indifferenza, l’emarginazione, la ‘cultura dello scarto’ che colpisce chi non ha lavoro, potere economico, cultura, una casa dove stare. Quelli che non contano nulla, di cui nessuno si accorge e si fa carico. “Cristo, però, non ha scartato nessuno” – commenta Carmine accompagnando i visitatori fra le sculture e le istallazioni presenti nella sala. “Il Cristo di oggi non è diverso da quello di ieri: egli è carcere se uno dei suoi figli è là; soffre al fianco di chi soffre, è malato, affamato, insultato, come chiunque si trovi nelle stesse condizioni. Accanto ad ogni sua creatura che affronta lo stesso calvario”.  A dimostrarlo tangibilmente le sculture di Cristo con la testa fratturata, il corpo imprigionato in una struttura di ferro, o rinchiuso in una specie di gabbia dove le membra  e l’anima sono straziati allo stesso modo.
    A rendere ancor più significativa l’esposizione ci sono le sculture in terracotta bianca con la Madonna che regge in grembo il corpo staccato dalla croce; le immagini del viso dolcissimo di Maria, chiuso nel dolore più cupo. Altri lavori, di ispirazione astratta, ricordano i momenti più salienti della vita di Gesù e della madre sua: l’Annunciazione, il Magnificat, la Crocefissione e la Deposizione. Un posto di rilievo è stato riservato alla terracotta bianca che rappresenta ‘Il volto della Sindone’, di recente accolto ed esposto nel Museo della Sindone di Torino.
    L’inaugurazione della mostra, a Este, ha registrato la partecipazione di alcuni rappresentanti dell’amministrazione locale: dal sindaco Roberta Gallana al vicesindaco Aurelio Puato con alcuni assessori. Per il Comune di Lendinara c’erano l’assessore Francesca Zeggio e la presidente della Pro Loco, Alda Marchetto. Un particolare ringraziamento è stato rivolto a Gianni Paiola, referente degli sponsor, tra cui la concessionaria Peugeot di Este  e la ditta Eska, prodotti per la panificazione, sempre di Este. Preziosa la collaborazione svolta da Maria Daniela Pizzo, referente dell’associazione ‘Luce’.
    La mostra è a ingresso gratuito e si può visitare  con orario: 10,30 – 12,30 e 16,30 – 19,30, tutti i giorni.
    Lauretta Vignaga
  • RUGGINE. Un nuovo campo di indagine per l’obiettivo di Roberto Bottari

    RUGGINE. Un nuovo campo di indagine per l’obiettivo di Roberto Bottari

     La mostra al Museo Civico Etnografico di Stanghella fino al 22 aprile
       Rovigo, Veneto – Oggetti inutili, scartati, metallo ossidato, corroso dalla ruggine, con la vernice scrostata, la superficie slabbrata e bucata. Intitolata: ‘Ruggine’, la nuova mostra di Roberto Bottari, inaugurata  venerdì 6 aprile, nella sala del Museo Civico Etnografico di Stanghella – Padova – è tutt’altra cosa da quello che il titolo suggerisce. Le immagini appese alle pareti della sala, del corrodoio e del salone d’entrata sono una sorpresa continua. Nulla di ciò che vediamo è classificabile come ‘rottame ‘. Ossidi e ruggine  hanno inciso i  metalli con disegni e ‘ramages’; le hanno spruzzate di sabbia rossastra, macchiate di colature brune, muffe stratificate da cui emergono le vernici applicate all’oggetto al momento della sua creazione. Sedimenti, frantumazioni, sovrapposizioni hanno realizzato  uno scenario fantastico: cieli che degradano dal blu all’azzurro, decorati da venature tra l’arancio e il dorato e, più in basso, un azzurro verderame che diventa giallo acido invadendo un’area dove l’ossidazione è di un pallido arancio.
    intervento di Ilaria Ghirotti

    L’osservatore fissa la fotografia e cerca di indovinare quello che sta guardando. Potrebbe trattarsi di fuochi d’artificio o di meteoriti che sfrecciano nell’universo; di un braccio di mare dove la risacca ha spinto una miriade di piccoli molluschi con la conchiglia bruna. Ma potrebbe anche essere un  campionario di stoffe tessute a rilievo; una tenda di seta ornata di nappine su cui sta appesa una maschera dell’antico teatro greco.  Straordinarie le colorazioni di ogni foto in mostra.

        Il pubblico ha mostrato curiosità e interesse per quella che è una autentica novità per il Circolo culturale ‘La tavolozza’, guidato da Lucia Soldà, pittrice e referente della Pro Loco di Stanghella. ‘Ruggine’, infatti, è la prima mostra fotografica ospite del Circolo vocato alla pittura e alla sua promozione. Ad introdurre le opere del rodigino Roberto Bottari è stata un’altra appassionata di fotografia,l’avvocato Ilaria Ghirotti, originaria di Stanghella e figlia della signora Lucia Soldà.
       “Troppe le foto che sono in circolazione e troppe quelle senza un vero significato” – ha puntualizzato  Ilaria Ghirotti criticando i patiti dei selfie. Un fotografo non è un cronista ma un interprete della realtà. Le immagini che vediamo qui esposte non rappresentano la realtà ma la  evocano. E’ l’interpretazione di una reazione chimica, che provoca la mutazione della materia. La ruggine che vediamo non è quella di tutti i giorni, è una interpretazione, una rappresentazione della bellezza attraverso una cosa che in sè è brutta. La fotografia, dunque, di fatto resta legata alla realtà.
    Bottari ha saputo cercare e trovare una cosa nuova e insolita, quando tutti vogliono mostrare se stessi e le cose intorno per mettersi in mostra. Qui, al contrario, c’è un lavoro lungo e complesso;  c’è intelligenza e sensibilità straordinarie. C’è arte, c’è  il senso della fotografia. C’è la poesia che si trova in un fiore; c’è un’anima dentro che aspetta solo di essere scoperta. Roberto si basa sulla qualità non sulla quantità. Ha occhio per i particolari, per scoprirli e comunicarli agli altri che non li vedono”
    Presentazione mostra Bottari. da dx assessore Renzo Pivetta, Roberto Bottari, Ilaria Ghirotto, Lucia Soldà

    Con grande modestia, Roberto Bottari ha accennato ai suoi 50 anni di esperienza fotografica: “Ho provato quasi tutti i generi possibili, ma per ottenere buoni risultati bisogna saper fotografare – ha dichiarato. Ho fatto centinaia e centinaia di scatti e messi da parte; poi, un pò alla volta, sono stati tirati fuori, quando si è presentata l’occasione giusta. In quanto al Photo Shop e a tutti gli altri dispositivi che rendono bella qualsiasi immagine, la fotografia è altra cosa; è affascinante non per quello che appare ma per quello che ha dentro. La bellezza è ovunque perchè sta negli occhi di chi guarda” – ha concluso.

      Presente all’incontro, l’assesssore alla Cultura del Comune di Stanghella, Renzo Pivetta che ha elogiato l’iniziava e auspicato che altre mostre fotografiche trovino accoglienza in un Circolo culturale di pittori. A ricordo della serata, Bottari ha donato due sue foto all’amministrazione comunale.
       La mostra rimane allestita fino al 22 aprile 2018 con orario dalle 16 alle 20 il sabato; dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 20 la domenica.
    Lauretta Vignaga
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