
Autore: Lauretta Vignaga
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‘Vivo e vegeto’, Festival vegan – vegetariano per riscoprire il valore di una sana alimentazione
Arquà Polesine, (Rovigo) – Veneto – E’ stata inaugurata giovedì 21 giugno, nella splendida location del castello di Arquà Polesine, la quarta edizione del Festival vegan – vegetariano, ‘Vegeto e vivo’, dedicato alla valorizzazione, conoscenza e promozione di cibo, salute e benessere. Un percorso basato sullo stile di vita vegano e vegetariano che guida a riscoprire la sacralità della terra, bene comune di tutti e si vuole porre in primo piano le eccellenze gastronomiche degli orti del Polesine, rispettando i cicli di crescita, uso e trasformazione dei prodotti nel corso delle stagioni. Nello stesso tempo ci si propone di indurre i consumatori a riflettere sull’uso consapevole delle risorse del nostro pianeta, i modelli di consumo consapevole, il concetto di biodiversità, imparando a distinguere le piante, gli ortaggi, i piccoli insetti che popolano l’orto. Il tutto reso speciale dal gusto di stare insieme e acquisire responsabilità nella gestione di un bene, lavorando in sintonia, creando occasioni di convivialità e divertimento, scambiando conoscenze, esperienze e materiali, oltre a riunire insieme generazioni diverse per età e conoscenze.Nato per iniziativa della Pro Loco locale e dei suoi volontari, in collaborazione con il Comune di Lusia, ristoranti, agriturismi, aziende agricole e orti didattici del territorio, il Festival ‘Vegeto e vivo’ , di cui è responsabile organizzativa Marilena Marchetto, rappresenta un’occasione unica e imperdibile per sensibilizzare gli abitanti del terrorio, e non solo, ad adottare una alimentazione più sana e corretta basata sul consumo di verdure di altissima qualità, prodotte in loco in modo sano e naturale, senza interferire sul ciclo vegetativo delle piante. Durante la manifestazione saranno offerti pranzi e cene esclusivamente vegani e vegetariani; sarà possibile acquistare prodotti alimentari salutistici e di cosmesi , naturali e bio. Il tutto in un contesto di incontri, convegni. conferenze, workshop, show cooking con cuochi famosi; visite guidate a orti e aziende, spettacoli teatrali, d’intrattenimento e musicali.L’inaugurazione, giovedi sera, 21 giugno, ha registrato la presenza, fra gli altri, del sindaco di Lusia, Luca Prando, di Cristiano Corazzari, assessore regionale al territorio, cultura e sicurezza, di Giovanni Ghisellini, presidente provinciale Unpli, Alessandro Braggion di Lusia, produttore dell’insalata IGP, l’unica riconosciuta in Europa con questo marchio. E, ancora, Claudia Rizzi, direttrice Gal Adige, Luciano Fontana, della Pro Loco di Lusia, Antonio Biasioli, direttore Banca di Credito Cooperativo Bancadria, con il vicepresidente Mosé Davì. Ultimo a salire sul palco per il taglio del nastro il giornalista Rai e scrittore, Emilio Casalini, che, nella seconda parte della serata, dialogherà con i presenti di ‘Turismo e Territori’, ‘ Rifondata sulla bellezza: un viaggio per riscoprire la nostra identità’ . Tra storia e cultura dei paesagggi rurali. Il turismo è la più sana, florida e sostenibile risorsa economica del mondo. Poi, largo ai Musici e Sbandieratori arquatesi per un inizio degno di vero castello.Lauretta Vignaga
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He A.r.t – Rural Art
Inizia la cooperazione Transnazionale per il Gal AdigeRovigo, Veneto – Il presidente Alberto Faccioli, la direttrice Claudia Rizzi del GAL Adige, vogliono ringraziare l’artista finlandese Saija Mustaniemi, referente del GAL Satakunta di KanKaanpaa (Finlandia) per essere venuta a conoscere il territorio del GAL Adige, nella giornata di lunedì 11 giugno u.s.L’amministrazione comunale di Lendinara, rappresentata dall’assessore Francesca Zeggio, hanno accolto, la Mustaniemi facendole incontrare alcuni artisti lendinaresi. Il GAL Adige sta attivando il progetto di cooperazione Transnazionale HE – A.R.T. (Rural Art) che vedrà il coinvolgimento di 4 nazioni Europee (Italia, Finlandia, Francia e Lettonia), con l’adesione del GAL Patavino (PD), Montagna Leader di Maniago (PN), GAL Satakunta di KanKaanpaa (Finlandia), GAL Val di Garonne Guyenne Gascone (Francia) e GAL Lielupe (Lettonia).L’obiettivo è promuovere l’arte in tutte le sue forme e l’importante patrimonio artistico presente nel nostro territorio, grazie a iniziative di promozione e interventi strutturali. Le attività che verranno realizzate riguardano la promozione delle aree rurali del GAL, anche con il coinvolgimento di associazioni culturali, fondazioni, enti locali, scuole e una rete di imprenditori. Proprio nella attività di scambio di buone prassi e di coordinamento del progetto, con il sostegno dell’amministrazione di Lendinara, abbiamo accolto l’artista finlandese, che ha tenuto un seminario relativo alle attività svolte dal circolo artistico di KanKaanpaa, affinché l’arte diventi motivo di socializzazione per il territorio.La visita è proseguita a Villa Badoer, a Fratta Polesine, e si è conclusa con un tour nel centro storico di Rovigo.Lauretta Vignaga
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Riposo e tempo libero, ma non troppo. Come trascorrere una vacanza perfetta.
Rovigo, Veneto – Iniziamo questa seconda parte del nostro articolo, dedicato a chi sta per concedersi il tanto sospirato periodo di vacanza, sottolineando l’utilità di favorire l’appproccio del nostro corpo con l’ambiente marino, scegliendo, nel periodo che precede la vacanza, una alimenrtazione ricca di frutta e verdura di stagione, di colore rosso o arancione. pomodori, arance, melograni, mirtilli, lamponi, melone, albicocche ricchi di carotene; molluschi e crostacei, ricchi di zinco, ferro, selenio, verdure a foglia larga, per la vitamina E; pesce azzurro ricco di omega 3 e 6; la soia e i suoi derivati, tè verde, yogurt, olio extravergine d’oliva, frutta secca.Le lunghe estati da trascorrere sulla spiaggia sono ormai un ricordo. La crisi economica ha radicalmente cambiato i ritmi della nostra vita, ma le vacanze sono indispensabili per scaricare lo stress e recuperare l’energia che serve per affrontare il lungo periodo di lavoro che ci aspetta. Il sistema neurofisiologico del nostro cervello, secondo gli scienziati, incontrerebbe grosse difficoltà se la spina venisse staccata del tutto. Al rientro ci sarebbero grosse difficoltà in termini di memoria, funzioni esecutive, e capacità di gestione dello stress in cui ci troveremo di nuovo immersi. Il nostro corpo raggiunge il massimo di relax dopo 8 giorni di riposo e due settimane di vacanza sono considerate il periodo ideale per rigenerarsi senza patire lo choc da rientro in ufficio. L’impegno del lavoro quotidiano ci obbliga a spostare di continuo la nostra attenzione. Con la pratica acquisiamo automatismi e alleniamo quei meccanismi di controllo cognitivo che ci permettono di ignorare gli stimoli che ci potrebbero distrarre dal nostro compito, spiegano i neurologi. Questo impegna in maniera estrema la nostra corteccia cerebrale nella zona frontale e del cingolo e, la sera, siamo esausti.Il riposo serve, quindi, a non sovraccaricare il cervello, mentre il sonno ci aiuta a consolidare le tracce più significative e le informazioni secondarie vengono cancellate. In vacanza scompare il brusio della vita di tutti i giorni e siamo liberi di concentrare le nostre risorse per riflettere su quello che conta davvero e di svagarci.Proprio da questa necessità è nato il diritto alla ferie pagate per i lavoratori, nel 1871, con il ‘Bank Holiday Act’. Legge che garantiva quattro giorni di ferie pagate per i dipendenti delle banche nel Regno Unito.Per liberarsi dallo stress a volte bastano davvero pochi giorni perchè il nostro cervello continua a elaborare informazioni attraverso processi che non raggiungono la soglia della coscienza, Chi ha una occupazione ricca di stimoli, avrà meno difficoltà di chi svolge un lavoro di routine. Per un rientro meno faticoso si consiglia di tenere allenate le funzionoi cognitive utilizzate di consueto, come concentrarsi e passare velocemente da un compito all’altro; leggere un libro impegnativo, scrivere. riflettere .E concludiamo con quello che più che un consiglio è un precetto: “Dovunque andiate, una vacanza sarà davvero tale se partirete senza il telefonino, dedicando tempo e attenzione a coloro che vi stanno vicino”.Lauretta Vignaga -
Andos onlus, al fianco delle donne contro il tumore al seno
Rovigo, Veneto – Da oltre 32 anni l’associazione Andos onlus, guidata dalla presidente Anna Maria Cavallari Monesi, conduce una importantissima campagna di informazione e prevenzione contro il tumore al seno femminile, coinvolgendo un numero di donne in continua crescita, rese più consapevoli del rischio di ammalarsi e della necessità di non trascurare alcun segnale della patologia.Conclusa il 5 maggio, due mesi dopo la data prevista – fissata al 30 marzo – l’edizione 2017 di ‘Donne …….il seno di poi’, inserita nell’Ottobre rosa, mese internazionale della prevenzione del tumore al seno, ha registrato un numero di richieste particolarmente elevato sia per le conferenze che per le visite senologiche gratuite, in tutti i Comuni aderenti all’iniziativa.Ieri mattina, 14 giugno, nella sede della Direzione generale dell’Azienda ULSS 5 Polesana, riunione di medici e volontari, che si sono impegnati per il successo dell’iniziativa. Sul tavolo la presentazione dei dati, registrati da novembre 2017 al 30 marzo, 2018, sulle visite effettuate in 17 Comuni della Provincia, Rovigo compresa.“Il totale delle visite effettuate è 335” – ha dichiarato il dott. Antonio Gandolfi, vicedirettore sanitario Andos Rovigo. “Numero che, sommato alle 508 visite di ottobre, danno un totale di 843 visite relative a questa edizione del progetto. Restano da aggiungere le donne che si sono recate negli ambulatori per informazioni e consigli in maniera autonoma. L’età riscontrata variava da meno di 20 anni ( 1 soggetto) a più di 60 anni; otto di loro sono state inviate al controllo radiologico” – ha concluso.“Risultati che parlano dell’eccellenza delle strutture ospedaliere di Rovigo e di Adria e della Breast Unit per ciò che riguarda la prevenzione del tumore al seno” – ha sottolineato Edgardo Contato, direttore sanitario azienda ULSS 5 Polesana. “Circa 10.000 donne l’anno vengono sottoposte allo screening e negli ultimi anni, come direzione generale, abbiamo cercato di incrementare al massimo i controlli, affidandoci a veri esperti medici e tecnici di questa patologia per cui lo screening è essenziale. Perchè ogni cosa funzioni, tuttavia, ci devono essere dei presidi sul territorio che sostengano questo tipo di iniziative” – ha spiegato. E, rivolgendosi alla presidente Andos, Anna Maria Cavallari Monesi, ha espresso la sua riconoscenza per la sensibilità e l’impegno che la animano sostenendo un progetto che coinvolge, nel fare, sia le amministrazioni pubbliche che medici e personale volontario, pronti a offrire il loro sostegno e collaborazione per un compito che non ammette ritardi”.Parole di elogio per l’attività di Andos anche da parte dell’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Rovigo, Patrizia Borile, presente all’incontro. Fabio De Grandis, direttore sanitario Andos Rovigo, ha precisato che, attualmente, ci sono 23 persone, tra medici e specialisti, che collaborano con Andos e ha ricordato il patto di alleanza, proposto, dieci anni fa, dall’ex presidente della Provincia, Tiziana Virgili, ai 50 Comuni della provincia, sottoscritto da tutti e da allora sempre mantenuto. Il patto è stato sottoscritto a giugno, e, da allora, giugno è rimasto il mese stabilito per tirare le somme della prima tornata di visite di ‘Ottobre rosa’ . Iniziate nel 2011, con l’impegno di coinvolgere quante più donne fosse possibile, le visite senologiche gratuite non hanno avuto interruzioni. Altro dato rilevante, la possibilità di prenotare le visite nel Comune di residenza di ciascuna donna evitando problemi di spostamento e, in caso di dubbio, il ricorso a test tecnologici per i tumori non palpabili –ha precisato il dottor Gandolfi. ” Nonostante tutto, però, resta un numero non indifferente di donne che sfuggono ai controlli. Nella fascia di età oltre i 70 anni, 7 donne su 10 non si sottopongono ai controlli, sia perchè oltre i limiti dello screening biennale obbligatorio che per motivi di lavoro e difficoltà oggettive. Una carenza che verrà superata a breve con l’innalzamento a 75 anni delle visite senologiche obbligatorie”Concludendo l’incontro, il direttore sanitario, Edgardo Contato, ha voluto rassicurare i presenti e i rappresentanti della stampa locale sulla assoluta competenza e preparazione tecnologica dei medici che eseguono mammografie e interventi; doti attestate da un target di circa 10.000 mammografie eseguite ogni anno nelle strutture sanitarie polesane, ciascuna vista da due tecnici e, in caso di dubbio, da un terzo radiologo. ” Rovigo si conferma come struttura di eccellenza, superiore a molti ospedali d’Italia. Da noi, un radiologo deve eseguire almeno 5.000 mammografie l’anno e 150 interventi per conservare la sensibilità della mano” – ha specificato.Lauretta Vignaga -
Estate, tempo di vacanze e di abbronzatura, ma…….con prudenza
Con l’arrivo della bella stagione, la maggior parte del donne cercano ogni occasione per approffittare della luce e del calore del sole che, oltre a risollevare l’umore, dona alla pelle quella tonalità ambrata che accentua il colore degli occhi e delle guance e regala il piacere di uscire senza calze.Non c’è dubbio che il sole faccia bene all’organismo; tra i tanti effetti positivi ricordiamo l’aumento della produzione di vitamina D, che agisce sul tessuto osseo e lo rinforza; stimola il sistema immunitario forma e rinforza il tessu non c’è dubbio che Il sole fa bene all’organismo, esercitando numerosi effetti positivi: promuove la produzione di vitamina D che forma e rinforza il tessuto osseo; stimola il sistema immunitario; attenua i dolori alle articolazioni; aiuta a combattere alcune malattie della pelle, come la psoriasi; favorisce il ricambio cellulare e la circolazione, rendendo la pelle più sana. Senza dimenticare che influisce sull’aumento della pigmentazione cutanea, cioè l’abbronzatura, facendoci sentire più belli.L’abbronzatura, però, tanto gradita in ogni stagione, è, per il nostro organismo, un sistema di difesa messo in atto per proteggersi dagli effetti nocivi delle radiazioni solari. Diventa, quindi, fondamentale controllare e limitare l’esposizione i raggi del sole e proteggere, in ogni caso, la pelle per evitare che gli effetti positivi siano travolti da quelli negativi delle radiazioni solari, dannose sia nel breve che nel lungo termine.La comparsa di scottature, o eritemi solari, è il primo segnale dell’effetto nocivo del sole sulla pelle, con arrossamento e calore della parte coinvolta, a cui si associa una forte sensazione di prurito. Nei casi più gravi, gli eritemi solari assumono l’aspetto di vere e proprie ustioni. La pelle è ricoperta da minuscole vesciche o bolle accompagnate da dolore più o meno intenso a livello locale. Esempio di quanto siano dannose le radiazioni se la pelle non è stata adeguatamente trattata prima dell’esposizione al sole. Oltre a questi effetti a breve termine ce ne sono altri che diventano visibili sul lungo periodo: i processi di fotoinvecchiamento Accanto a questi effetti a breve termine, l’eccessiva esposizione alle radiazioni determina effetti che diventano visibili sul lungo periodo: i processi di fotoinvecchiamento: la pelle diventa secca, disidratata, perde elasticità e si copre di rughe. Non infrequente la comparsa di tumori cutanei.Le radiazioni solariLa maggior parte delle radiazioni solari è assorbita dall’atmosfera terrestre che agisce da filtro; quelle che, comunque, arrivano sulla terra si dividono in radiazioni visibili, raggi infrarossi e raggi ultravioletti (UV). Le radiazioni visibili regolano il ritmo del sonno e della veglia e l’andamento circadiano degli ormoni, stimolano la produzione di seratonina e non provocano danni alla pelle . I raggi infrarossiproducono calore, non sono dannosi per la pelle ma possono causare disidratazione a causa dell’incapacità dell’organismo di autoregolare la temperatura corporea. Il rischio più comune che a loro associato è il ‘colpo di sole’, più frequente nei bambini che negli adulti; il calore, inoltre, dilata il sistema venoso con conseguenze per chi soffre di vene varicose.A loro volta, i raggi UV sono suddivisi, in funzione della lunghezza d’onda (che a sua volta determina la profondità di penetrazione cutanea) in UVA, UVB e UVC. Gli UVA, in grado di penetrare negli strati profondi della pelle, sono i primi responsabili dell’invecchiamento cutaneo e della comparsa di tumori.Gli UVB, al contrario, danneggiano solo gli strati superficiali della cute, favoriscono l’abbronzatura stimolando i melanociti, ma, se in eccessoperché in grado di stimolare i melanociti e, se in eccesso, causano scottature. Gli UVC, infine, trattenuti dalla fascia di ozono che circonda la superficie terrestre, non causano effetti sulla cute.‘I meccanismi di difesa della pelle’L’esposizione ai raggi solari UV stimola la produzione e la liberazione di un pigmento, la melanina, a partire da cellule presenti nell’epidermide chiamate melanociti; la melanina ha la funzione di filtrare le radiazioni del sole e di difendere la pelle, conferendole il colore bruno-dorato, più o meno intenso, noto con il termine di abbronzatura.L’abbronzatura non è pertanto un fatto esclusivamente estetico, ma soprattutto un meccanismo protettivo, perché la melanina ostacola la penetrazione dei raggi UV negli strati più profondi della cute e, insieme all’ispessimento dello strato corneo dell’epidermide, protegge la pelle dai potenziali danni da irradiazione.In funzione di come la pelle reagisce all’esposizione ai raggi solari sono stati individuati sei fototipi: i soggetti con carnagione molto chiara, capelli rossi e lentiggini non si abbronzano mai e si caratterizzano per un rischio elevato di scottature (fototipo 1); quelli con carnagione molto scura, al contrario, hanno un rischio estremamente ridotto di scottarsi (fototipo 6, che caratterizza i soggetti di razza nera). Per i fototipi intermedi vi è un graduale aumento sia della pigmentazione naturale della pelle sia della capacità di produrre melanina, quindi il rischio di scottature solari è progressivamente minore. La scelta della giusta protezione deve essere in funzione del fototipo, del fattore di protezione e della resistenza all’acqua dello specifico prodotto. ( Continua……)Lauretta Vignaga -

Rassegna ‘Corte Teatrale in Castello’, 2018. XXV edizione
Quattro serate di grande divertimento per tutti
Arquà Polesine, Rovigo, -Veneto – Inizia sabato, 16 giugno 2018, nella storica Corte del Castello di Arquà Polesine, la rassegna teatrale della ‘Compagnia Proposta teatro Collettivo di Arquà Polesine’, giunta alla XXV edizione. Un traguardo di notevole importanza, che sottolinea il cammino percorso dal gruppo teatrale sia in ambito culturale che sociale, conquistando la simpatia e l’apprezzamento del pubblico polesano e, in genere, di quello veneto. Merito degli spettacoli di qualità offerti, in grado di soddisfare le diverse attese di un pubblico eterogeneo, ma anche grazie alla particolare formula di approccio con gli spettatori, coinvolti nell’atmosfera di amicizia e scambio di idee e opinioni che si diffonde durante gli intervalli della recita,quando agli spettatori viene offerto un ricco buffet, offerto dalla teatrale. Un momento conviviale che rallegra lo spirito e acuisce l’attesa e la curiosità per….la soluzione finale.Quattro gli spettacoli in cartellone per la stagione teatrale 2018: due ispirati alla commedia dell’arte e due legati al teatro brillante e d’intrecci. Si spazia, quindi, dal classico vaudeville di Feydeau, alla commedia goldoniana, dalla commedia d’ambiente al classico Molière rivisitato.
Ad aprire il sipario, dunque, sabato 16 giugno, alle 21.15, è il ‘Teatro dei Pazzi’, compagnia di San Donà di Piave che presenta la commedia tratta da Molière “Il cornuto immaginario”. Spettacolo, scoppiettante dalla prima all’ultima scena, nello stile della Commedia dell’Arte del ‘Teatro dei Pazzi’ che, con questa nuova produzione, ritorna alle origini del suo percorso artistico, alle soglie del ventennale della sua nascita (1998 – 2018).
La trama, attinge anche ad un’altra opera di Molière: “Il matrimonio per forza”. E dalla fusione delle due commedie prendono vita due storie parallele: da una parte il protagonista Sganarello sulle tracce dei tradimenti della moglie. Dall’altra, il vecchio Pantalone, vittima dell’amor senile, che, al momento di compiere il fatidico passo, si trova di fronte al grande dilemma in cui ogni uomo si è imbattuto almeno una volta nella vita: sposarsi o non sposarsi? E soprattutto: sposarsi una giovane donna, peperina e procace, non aumenterà le possibilità d’esser cornuto? A questi dilemmi rispondono i personaggi che fanno da contorno ai due protagonisti; Dottori, Streghe, Cavalieri e Capitani nella miglior tradizione della Commedia dell’Arte che ancora una volta il regista Giovanni Giusto mette in scena con quel ritmo e fantasia che hanno definito lo “stile Pazzi”.
A seguire, sabato 23 giugno, sempre alle 21.15, (spettacolo gratuito nell’ambito del Festival Vegano) Proposta Teatro Collettivo di Arquà Polesine presenterà “La Pupilla ritrovata” tratta da Carlo Goldoni. C’è un tutore che smania per la propria figlioccia, innamorata, invece, del vicino di casa. Il solito mezzano ingarbuglia la vicenda e gli equivoci sono assicurati. Il deus ex machina, nella persona di una vecchia balia, risolve l’inghippo. C’è un teatro nel teatro in questa divertita e divertente rielaborazione di un testo già rielaborato da Micheluzzi su un testo di Goldoni.
Seguirà poi, sabato 7 luglio, una commedia brillante, adatta a tutta la famiglia, che farà ridere e divertire dall’inizio alla fine, grazie al ritmo e al geniale umorismo di Georges Feydeau: “Dove vai tutta nuda?” con la compagnia I tre pantaloni di Padova.
Si conclude, sabato, 14 luglio, con un’altra commedia brillante, in lingua e in dialetto, con un finale a sorpresa: “Ancora sei ore”, protagonista la compagnia ‘Amici del Teatro di Pianiga’.
Un menu di qualità e di sicuro divertimento, come appare evidente; nel solco della tradizione della Compagnia Proposta Teatro Collettivo di Arquà Polesine. Tutti gli spettacoli inizano alle 21.15. In caso di maltempo lo rappresentazione si terrà nel Teatro Parrocchiale di Arquà polesine.
Entrata: 6 €. comprensiva di un ricco buffet gratuito (tranne lo spettacolo del 23/6)
La Rassegna arquatese è la prima tappa di un corposo percorso teatrale che Proposta Teatro Collettivo dispiegherà attraverso il Polesine da Arquà a Fratta, Frassinelle, Crespino, tra Estate e Autunno; da Giugno a Dicembre 2018. Info e prenotazioni: 344135020
Lauretta Vignaga
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Proposta Teatro Collettivo Arquà Polesine
Al via la 25esima rassegna ‘Corte teatrale in castello’.
Arquà Polesine ( Rovigo) – Veneto. Un teatro dalla storia piuttosto insolita, quello che ha messo le radici ad Arquà Polesine e, fra pochi giorni, darà il via alla 25esima rassegna ‘Corte Teatrale in Castello’. Una storia che trova origine negli anni sessanta del secolo scorso. Una passione per il teatro che viene istillata daun’insegnante della scuola media locale, Giovanna Garbato, che amava questo tipo di spettacolo e lo aveva fatto amare dai suoi allievi. Nel 1969, la professoressa Garbato prepara, con i suoi alunni, la recita ‘I rusteghi’, commedia in lingua veneta di Carlo Goldoni. Il caso vuole che, nello stesso anno, la commedia venga inserita nel cartellone del Teatro Sociale di Rovigo, con la dalla compagnia di Tonino Micheluzzi. Per l’insegnante si profila un’ottima occasione per arricchire la propria attività didattica e accompagna i suoi ragazzi al Sociale per intervistare il regista Micheluzzi. Fra loro c’è un giovanissimo Giorgio Libanore, oggi regista della compagnia Proposta Teatro Collettivo Arquà Polesine, una delle compagnie più longeve nel panorama del teatro amatoriale Veneto.Negli anni che seguono – siamo negli anni ’70 – l’attività teatrale continua a piacere e coinvolgere gli abitanti di Arquà che trovano accoglienza nella parrocchia, dove, allora, c’era un giovane cappellano pieno di iniziative: don Giuliano Zattarin. I testi scelti per il palcoscenico risentono del clima sociale e delle difficoltà del periodo, motivi che sostengono e rafforzano l’interesse della comunità arquatese per il teatro.Ne sono coinvolte persone di tutte le età e livelli sociali: c’è voglia di fare, di stare insieme, condividere progetti e realizzare eventi. Giorgio Libanore, in questo periodo iniziale, svolge il ruolo di sceneggiatore. Rielabora concetti e atmosfere dei testi selezionati per armonizzarli con il clima del periodo storico, agitato da dibattiti sociali, dall’ insofferenza della gente verso il potere costituito che ostacola libertà e autodeterminazione.Nel 1975, con la regia di Mauro Brazzo, avviene il debutto ufficialecon l’allestimento di una commedia tra le più blasonate del teatro di tradizione ma rivisitata in chiave comica e farsesca, adatta ad un pubblico che aveva voglia di divertirsi dimenticando le preoccupazioni. Così ‘La bisbetica domata’, di William Shakespeare, diventa: ‘La Bisbetica è domata ?’, con tutte le implicazioni che un tale titolo suggerisce. E c’è l’aggiunta della musica.Quindi nel 1975 nasce la ‘ Compagnia Proposta Teatro Collettivo di Arqua Polesine’ ; Giorgio Libanore è uno dei fondatori e dal 1982, assume il ruolo di regista e, quindi, presidente della compagnia. In pratica l’anima stessa del gruppo. Il pubblico, davanti al palco, ride e si diverte, piange e si commuove assistendo a quello spettacolo che è la vita stessa.Tra il 1979 e il 1991, vengono portati sul palcoscenico diversi lavori che rispecchiano il gusto per la farsa e il grottesco e coinvolgono gli spettatori con lo scambio dei ruoli e i drammi vissuti da persone di alto rango. Emerge la contraddizione tra individuo e società, mondo rurale e mondo urbano. Citiamo: ‘I due gemelli veneziani’, di Carlo Goldoni; ‘Macbett’, di Jonesco; ‘ Bertoldo a corte’, di Massimo Dursi; ‘La corte de le Pignate’, di Eugenio Ferdinando Palmieri; ‘L’erba garba’, lavoro frutto di un’esperienza molto particolare di “teatro collettivo” attuata dalla compagnia, segnalato come miglior lavoro originale al ‘Premio G. Totola’ di Verona. E ancora: ‘Il tutore in balanza’, ovvero la pupilla ritrovata’ di C. Goldoni e ‘El Barbajozo’, di Gianni Sparapan. Molti i riconoscimenti ottenuti dalla compagnia in occasione di Festival nelle varie località del Veneto e grande la rinomanza acquisita in tutto il Polesine e non solo. Al teatro di tradizione cominciano ad affiancarsi opere inedite; iniziano le collaborazioni e le rievocazioni storiche come: ‘Fratta carbonara’, e ‘Il viaggio in Italia di Cristina di Svezia’.Dal ’77 al ’78 si realizzano due lavori: ‘La venexiana’, di autore anonimo, e ‘Il Tartufo’, di Molière, cercanhdo di attuare una regia collettiva, senza l’intervento del regista.All’inizio, i recitanti erano una quarantina, amici di Arquà e di Rovigo che si scambiavano idee e dibattevano per arrivare ad una sintesi comune. Alla fine degli anni ’90 l’organico si riduce, entrano attori provenienti da altre compagnie e parecchi se ne vanno ottenendo affermazioni personali o fondando altre compagnie. La scenografia si riduce all’essenziale; la sperimentazione si intensifica rielaborando testi classici come: ‘ Il borghese gentiluomo’ di Molière. Con la messa in scena, nel 2000, di ’14 novembre 1951, la rotta del Po’, tratto dal libro di Vittorino Vicentini, le atmosfere ricreate, il dramma dei personaggi e la ridda delle emozioni sono rese magistralmente dal gioco di luci e ombre, suoni, immagini e voci che si alternano e si fondono diventando poesia . E a gennaio 2002, nella chiesa di Pezzoli di Ceregnano, parrocchia retta da don Giuliano Zattarin, va in scena : ‘L’uomo che cammina’, evento unico ispirato alla figura di Cristo.Con il nuovo secolo la Compagnia Proposta Teatro Collettivo torna all’ambiente polesano riportando in scena: ‘La corte de le Pignate’, di Palmieri, cui segue la comicità irresistibile di ‘Rumori fuori scena’, rielaborazione del lavoro di Michael Frayn e: ‘La badante de Costante’, di Gianni Sparapan. Nel 2012, ‘Un fremito d’ali’ – la vita di padre Pio, vista dagli angeli – è un vero kolossal che approda anche al Teatro Sociale di Rovigo. Nel 2014 va in scena: ‘Cocktail al circo’, dedicata all’autore polesano Enzo Duse. La carellata delle rappresentazioni si conclude con i lavori realizzati tra il 2015 e il 2017: ‘El Barbajozo’, di Sparapan; ‘Strazeosi…..Ferovecio’, atto unico costruito su una serie di interviste fatte dal giornalista Cristiano Draghi; ‘Donne in guerra’, sulla quotidianità femminile nel Polesine del secondo conflitto mondiale, tratto dalla ricerca storica di Sonia Residori.Lauretta Vignaga -

“Labbra di corallo”, opera prima di Stefania Mazzetto, presentata alla ‘Carlizzi’
Rovigo, Veneto – Romanzo di esordio di Stefania Mazzetto, ‘Labbra di corallo’ è stato presentato a Stanghella alcuni mesi fa, incontrando il consenso delle tante persone presenti. Una storia d’amore nata per caso, come tante, che poi si interrompe, senza una ragione precisa. I due protagonisti scelgono strade diverse, vivono esperienze e delusioni che li matureranno come individui con la consapevolezza degli errori compiuti. Inserito nel programma ‘Incontriamoci alla Carlizzi’….2018’ serie di appuntamenti dedicati alla promozione di opere di prosa e di poesia, ‘Labbra di Corallo’ è stato presentato, venerdì 25 maggio, ai soci della Associazione culturale ‘Renzo Barbujani onlus’ dal professor Giuliano Visentin,apprezzato scrittore e responsabile del laboratorio di scrittura creativa della ‘Barbujani’. Il libro è il prodotto finale di uno di questi laboratori seguito da Stefania Mazzetto e guitato dal prof. Visentin.Talento multiforme, quello espresso da Stefania: si è manifestato con la poesia che lei coltivava fin da ragazzina e custodiva con grande riservatezza. Sulle orme del padre, che alla pittura dedicava le ore del riposo notturno, ha, poi, iniziato a prendere confidenza con le matite colorate. La passione vera, tuttavia, tuttavia, emerge qualche anno più tardi, quando tracciare profili di donne eleganti, inventare storie romantiche ed emozionarsi davanti ad un pensiero che ha preso forma, le conferma che quella è la ‘sua’ strada.“Riservata di carattere e dotata di grande sensibilità, – come ha evidenziato Giuliano Visentin introducendo il libro della sua ex allieva – Stefania usa uno stile aperto e un linguaggio sobrio e spontaneo che mette a nudo i suoi sentimenti e, a volte, sotto forma di composizioni poetiche, si inserisce nella trama del racconto”.” La seconda parte del romanzo – ha aggiunto l’ autrice, sollecitata dal pubblico – mette, casualmente, di fronte i due protagonisti vent’anni dopo. Entrambi sono profondamente cambiati, trasformati dalla vita ma i sentimenti vissuti riesplodono con la freschezza intatta di un tempo……….”.A conclusione del pomeriggio Stefania Mazzetto ha regalato, ai presenti in sala, la lettura di un ‘dialogo surreale’ – eseguito in collaborazione con Umberto Pilatti – che abbiamo voluto riportare qui sotto.Dialogo surreale tra due sconosciuti mentre attendono di attraversare la stradaLei: “Come ti chiami?”Lui: “Dormiremo mai insieme noi due? “Lei: “Chissà, forse incastrati come una cover al cellulare “.Lui: ” Ti avviso, parlo nel sonno!”.Lei: ” Non m’importa, metterò i tappi nelle orecchie”.Lui: “Allora è deciso, tu comprerai la casa “.Lei : ” E tu cambierai l’auto”.Lui. “Porterò i piatti, i bicchieri e il vino”.Lei: ” Cucinerò minestre liofilizzate, anche se mi fanno schifo”.Lui: ” Avrai un cassetto tutto per te e un armadio enorme “.Lei: “E io curerò il tuo look orribile !”Lui: ” Compreremo un cane.” “O un gatto.”Lei: ” O tutti e due!”Lui: ” Che detersivo usi, hai un profumo buono addosso”.Lei: “Non ricordo la marca, ma la confezione è trasparente”.Lui: “Mi piacerebbe abbracciarti, posso ?”.Lei: “Attento!”.Lui. “Perché?”.Lei: “Se stringi troppo , t’intrappolo in una bolla di sapone “.Lui: ” Sei piena di te! “.Lei: ” Impossibile, le bolle sono vuote”.Lui. ” Forse ti amerò o ti amo già”.Lei: ” Sei un indeciso?”.Lui: ” No, ma mi farai impazzire”.Lei: ” Impazziscimi allora”.Lui: ” Basta, non dire altro, chiudiamo i conti come si fa con un registratore di cassa alla fine della giornata”.Lei: “E poi con l’incasso gireremo il mondo”.Lui: Rideremo spesso perchè la vita si deve prendere sul gioco”.Lei : “Tutto questo io e tu !” ” Tu e io!”Lui: “Mi dici adesso come ti chiami, per favore? “.Lei: “Domani!”.Lui. “Allora ci si vede qui alla stessa ora!”.Lauretta Vignaga

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Andrea Pirani apre la sua ‘Bottega del colore’
Un aperitivo tra amici sul far della sera…….
Rovigo, Veneto – Corte Cappa d’oro animata dai tanti amici che, di tanto in tanto, d’estate, si radunano attorno all’atelier di Andrea Pirani per parlare d’arte, di pittura, e degli eventi che danno una scossa alla città quando arriva maggio. Lo spazio, circondato da case, come i cortili di una volta, è accogliente e familiare e tra un bicchiere di vino e qualche bocconcino salato la conversazione si anima. In primo piano le nuove tendenze artistiche di Andrea Pirani; gli intrecci, le sovrapposizioni e le costruzioni geometriche che si confrontano con quell’autentico lavoro certosino eseguito dall’artista che trasforma le tele in campioni di tessuto dalla trama morbida e gonfia, tracciata in bianco e nero o in una miriade di colature di pittura variopinta che riportano alla mente le trame dei tweed scozzesi. Poco più in là, la partizione geometrica delle tele è meno precisa; le tonalità scelte sono allegre e luminose, si sciolgono l’una nell’altra creando altre cromie, macchie che evocano suggestioni imprimendosi sulla retina dell’occhio in un miscuglio di colori. Molto efficace e decisa la composizione in giallo su cui si stagliano le fasce verticali di color fucsia, grige e blu, concluse in alto da piani orizzontali dove rosa e verde si mescolano. Molto belli i quadri di ispirazione astratta dove lo spazio ricorda la vetrina di un collezionista, stipata di piccoli oggetti preziosi e rari. Di ricordi del tempo passato divenuti sostanza del vivere presente.Scesa la sera e lasciati i discorsi impegnativi per passare ai commenti più o meno benevoli sulla gestione della cultura cittadina, l’allegra compagnia si è riunita attorno ai tavoli preparati per la cena dal ristorante che si affaccia sulla corte. Al cibo e alle bevande il compito di dire l’ultima parola.Lauretta Vignaga -

Concluso il 18° concorso internazionale ‘ Un Po di note’
Occhiobello, Rovigo – Veneto. Il 13 maggio si è concluso il 18° Concorso Internazionale “Un Po di note”
Domenica il 13 maggio, al parco verde di S.Maria Maddalena, si è concluso il 18° Concorso internazionale ‘Un Po di note’, promosso dal Cvem – Centro Veneto Esperienze Musicali di Rovigo – in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’Istituto Comprensivo di Occhiobello, e il patrocinio della Provincia di Rovigo. Un evento che richiama da diverse regioni e città, talenti dai 6 ai 23 anni, mettendo in luce tutte le sfumature del ricchissimo caleidoscopio della musica.

A partire dalle 17.30, si è svolto il concerto finale, dedicato alla ‘Rassegna dei Nuovi Talenti’. Per l’occasione, si sono esibiti i gruppi: ‘Quintetto Celtico’, ‘Corde Celtiche’ e ‘Orchestra I Chitarrissimi’, tutti diretti da Monica Bulgarelli, (Pescantina, Vr) e i cori: ‘The Little Sound Machine’, ‘Perfect soul’ e ‘Tenn Project’, diretti da Elisa Braiato (S.Maria Maddalena).
“Carattere distintivo di questa edizione il fatto che a partecipare, oltre ai solisti, sono state anche formazioni insolite, nuovi gruppi corali” – ha spiegato il direttore artistico, Valeria Astolfi-. “Hanno, infatti, preso parte al concorso anche un gruppo di circa dieci tastieristi, uno di mandolini e, addirittura, un gruppo di arpe celtiche. Si può dire che, oltre agli strumenti tradizionali, quest’anno il concorso ha aperto le porte a tutti gli strumenti musicali, nessuno escluso”.
“E’ importante, quindi, sottolineare la continuità di impegno del gruppo, sostenuta dalla preziosa collaborazione del Comune di Occhiobello, assessorato alla cultura, dell’Istituto Comprensivo di Occhiobello e della Provincia di Rovigo, che riconoscono e promuovono il valore e il significato della musica” – ha aggiunto Renato Astolfi, presidente del CVEM. “A dimostrarlo tangibilmente, da un paio d’anni, nel Comune di Occhiobello, è la Scuola secondaria di primo grado a indirizzo musicale”. Gli iscritti al concorso del 2018 sono stati 330, di età compresa tra i 6 e i 23 anni. Provengono da ogni parte d’Italia: Montebelluna, Verona, Ferrara, Brescia, Bologna, Modena, Treviso, solo per citare alcune località.
Per informazioni: 0425.33107, 340.3667553, info@cvem.it
