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Autore: Lauretta Vignaga

  • Frantumazioni, metamorfosi dei cartelloni pubblicitari

    Frantumazioni, metamorfosi dei cartelloni pubblicitari

         Rovigo, Veneto – Strappati, scoloriti, macchiati dalla ruggine del supporto che li ospita, i cartelloni pubblicitari raccontano del tempo impietoso che fugge trasformando i messaggi originali in immagini curiose, improbabili. Collage di lettere dell’alfabeto da decifrare, ritagli di foto che esibiscono parti del corpo, soprattutto femminili, sensuali e provocanti  o immagini di corpi seducenti con  abbigliamento intimo di lusso.
       ‘Frantumazioni’, la mostra fotografica di Roberto Bottari, allestita al Caffettiamo Photo Room fino alla metà di ottobre, ripercorre il presente, smozzicato e sbrindellato, di un fondamentale mezzo di comunicazione, da cui emerge il passato, travisato, improbabile e divertente. Bottari ne ha raccolto le immagini per far vedere gli scherzi della casualità e suggerire l’idea i di trasformare il materiale deteriorato in arte del recupero, a sua volta emblema della società dei consumi, futile e dissipatrice.
     
    Dalle fotografie esposte ci vengono incontro ragazze belle e provocanti di ieri, di cui è rimasta solo la bocca rosso fuoco che ammicca, socchiusa, sullo sfondo che annuncia la prossima apertura di qualcosa che rimarrà ignoto per sempre. Poco più in là, una giovane donna, bellissima, sdraiata su un fianco, guarda dritto negli occhi il visitatore che le sta davanti. Nello spazio sottostante, lo strappo del cartellone evidenzia qualcosa sull’extra vergine. La curiosità ci viene incontro con la parte posteriore sollevata di un’auto rossa che affonda  motore e cofano in una serie di strati di carta slabbrati.
      La fame di visibilità del business e di tanti personaggi del cinema e della Tv non arretra di fronte a nulla; ma, dopo i giorni della ‘gloria’, arriva l’oscuramento: il pennello intriso di colla degli attacchini che distribuisce un nuovo strato di appiccicosa gelatina su tutta l’area disponibile. Manifesti  con nuovi e coloratissimi prodotti, sponsorizzati da facce più o meno note, regaleranno ai passanti altre illusioni, finché il ciclo non si ripete.
       Tra le foto della mostra emerge quella dedicata  allo splendido corpo di una ragazza in reggiseno e mutandine rosso cupo, completati da autoreggenti con bordo in pizzo. Un corpo privato del volto, nascosto dalla falda ripiegata dello striscione  su  cui sta disteso. Un’altra immagine di città, con palazzi antichi, è stata trasformata in  ammasso di rovine da cui emergono i busti di due musicisti, intenti a suonare: lei senza la testa, lui con il cappello abbassato sulla fronte.

    Miglior sorte per Valeria Marini fasciata da biancheria intima di sua creazione. In posa sensuale e provocante, sta appoggiata  ad una superficie riflettente. Nessuno strappo ha deformato la sua figura  e può continuare, almeno in foto, a  esibire curve e pelle perfette per i prossimi decenni.
    Lauretta Vignaga
  • Luciano Bonvento……..la vita in poesia

    Luciano Bonvento……..la vita in poesia

    Rovigo, Veneto –  La vita tranquilla in una frazione alle porte di Rovigo, il lavoro di operatore sanitario all’ospedale cittadino, l’armonia in famiglia e la passione, sono i pilastri portanti di Luciano Bonvento.  La poesia, in particolare, da respiro dell’anima  diventa una seconda dimensione di vita, ricca di soddisfazioni e incontri con personaggi famosi.
     Persona  allegra e gioviale, pronta all’amicizia e aperta alla solidarietà, Luciano Bonvento ha sempre nutrito affetto per la sua terra, generosa e incontaminata,  e  nostalgia per il tempo passato, difficile e povero ma genuino nei rapporti umani. 
      La predisposizione a scrivere versi gli era connaturata ma esce alla luce per caso, nella ricorrenza di un Natale di tanti anni fa.
    Radio Blu,  emittente privata molto diffusa nel 1973, lancia un concorso di poesia e Luciano, spinto dagli amici che conoscevano la questa sua dote spontanea, vi partecipa. ” Non avevo mai letto o recitato le mie composizioni in pubblico prima d’allora” – ricorda.  “Ma è andata bene e il successo mi ha dato la sicurezza e la fiducia che mi mancavano. Qualche tempo dopo ho cominciato a condurre un programma radiofonico intitolato ‘Il Salotto’, per Radio Ombra, che trasmetteva da Costa di Rovigo, e aveva  un seguito di ascoltatori in diverse regioni del nord e centro Italia”.
       Nel 1981 arriva il 1° premio nel concorso  ‘Alda Cortella’, a Badia Polesine, con la poesia ‘L’Aquilone’. Nel 1986 partecipa alla ‘Corrida’, di Corrado Mantoni, un programma molto divertente di Canale 5. Luciano recita in italiano la poesia: ‘ Io sarò lì ‘ e il pubblico, anziché fare schiamazzi, lo sommerge di applausi facendogli guadagnare il 2° posto. Grazie alla profondità dei suoi sentimenti e il valore dei concetti, espressi, sia in dialetto che in italiano, cominciano ad arrivare premi e riconoscimenti in competizioni poetiche organizzate in tante città d’Italia: oltre 30 tra Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Piemonte.  “Ricordo con particolare soddisfazione – commenta Luciano – il premio ‘Mario Luzzi’ a Semproniano, Grosseto, dove mi sono classificato primo con ‘Cuore contadino’. Era agosto e, oltre al premio mi è stato offerto pranzo e cena e il pernottamento.
      Alla poesia, Luciano Bonvento ha abbinato, per 12 anni, la partecipazione al gruppo ‘Cante & Ciacoe’, di Rovigo, che si dedicava a far conoscere le tradizioni polesane con concerti di musiche popolari, poesie e brevi racconti conditi di facezie e ironia.  Luciano aveva il ruolo di corista e poeta e  incantava il pubblico con le liriche in dialetto e i ricordi della vita di una volta.
       Il suo Palmarès elenca:  50 i primi premi, tantissimi i secondi e terzi e le segnalazioni. Oltre a quelli già citati  meritano una sottolineatura:  il premio di poesia  di San Felice sul Panaro, Modena, dedicato a ‘Guido Modena’, del 1989, dove Luciano viene scelto a rappresentare il Veneto. Il concorso infatti, sceglieva un solo poeta per ciascuna regione, il migliore. Con ‘ O’mani de ‘na ‘olta’, il 15 ottobre 2016, si aggiudica il premio letterario internazionale ‘Energie per la vita’, promosso dal Lions club international di Rho, Milano. Molte poesie sono state inserite in antologie o pubblicate su riviste letterarie.
        Di se stesso, Luciano traccia questo breve curriculum: “Da anni mi dedico alla poesia, nella quale ritrovo me stesso e l’amore per le cose; il calore e le immagini della mia gente, la realtà della mia terra che di giorno in giorno vivo”.
     
       Molti  i giudizi dei critici letterari sul suo modo di poetare, sia in lingua che in dialetto, modalità espressiva che sgorga con chiarezza e spontaneità. E’ stato definito ‘crepuscolare’ per l’attenzione alle persone e alle piccole cose, che gli permette di arrivare alla sostanza delle une e delle altre. Poesia che si ispira alla classicità per la ricerca del termine e la precisione nella forma.
    Luciano Bonvento, il 25 settembre 2016, a Villa Selmi, premiato al concorso letterario ‘ La Locanda del Doge

     La produzione poetica di Luciano Bonvento è raccolta in due volumetti: ‘Se lo potesse il cuore…..’ per le poesie in italiano; ‘Se ga sarà nàntro belcò ‘ per le composizioni dialettali. Iniziando dalle liriche in italiano ci colpisce la particolare ‘comunicazione per immagini’ che l’autore  costruisce prendendo a prestito gli elementi del cielo e della terra, li unisce e trasforma con le specificità di ciascuno e le emozioni che guidano il suo pensiero.

     Ecco alcuni esempi: ” Quando l’alba si appresta a divenire giorno/………./vorrei tuffarmi nello sguardo dell’infinito/…….. / per
    colmare la mia fantasia bevo gocce di luce /dal calice delle favole più belle, soprattutto l’ultima/ quella che mi racconta di un mondo senza guerre/…………/Finiti gli anni dell’infanzia ,/ cercammo la magia nelle parole/ lasciate nelle promesse/ ma la fretta e l’indifferenza/ calpestarono il sorriso/ e il tempo si fece roccia, sole inginocchiato/ sull’asfalto d’un cammino d’arsura”/…….( L’ultima favola).    “……………  / Come lama affilata dal fabbro, / il cemento ha reciso il verde dei prati / e la chitarra agreste delle cicale / suona per improbabili papaveri d’asfalto/………. Il mio cuore non sa volare, / perciò ho raccolto frammenti / di lontani pomeriggi di sole / per farne echi di cuore a fiorire / sul mosaico” – miraggio    dell’orizzonte./………...( L’ombelico del cielo).   ” Fiorivano una dopo l’altra le viole / con il verde respiro di marzo/ e avevano i colori dolci delle ciliege, / i tramonti ruffiani negli occhi dei giovani,/ ai primi batticuori innocenti/…….sull’ansia del vento, sento ancora sussultare / carri zoppicanti trainati dai buoi/ che mi portano l’odore del frumento”; /.( Come l’eco di una favola finita )……………….”Sulle rampe dell’Adige / dove l’ erba cresceva /come le mie speranze e i miei sogni / io ebbi corse di libertà/ nella fanciullezza. /Si alzava l’aquilone/ su cieli tersi di primavera/ e / tra le grida festose di noi bimbi / disegnava voli / per immagini d’infinito / tra le braccia del vento,”/……..( L’aquilone). 
    .”Quando io non ci sarò più,/….non cercatemi /…….  / dentro il silenzio dei ricordi; / cercatemi in campagna, /quando sbocciano i fiori,  /dentro l’anima dei campi verdi: / io sarò lì! /Cercatemi in un libro di poesie, / nel sorriso limpido, cheto / dei volti pieni
    d’allegria:/…….cercatemi in osteria / tra quelli che giocano a carte. / In un teatro di periferia / dove c’è musica, dove c’è allegria /……/ dove, libero e sincero, si diffonde / il canto della semplicità / io sarò lì !  (Io sarò lì )……
    da sx Luciano Bonvento con Corrado Mantoni durante la partecipazione alla 'Corrida' di Canale 5
    da sx Luciano Bonvento con Corrado Mantoni durante la partecipazione alla ‘Corrida’ di Canale 5

    Parole piene di nostalgia del passato, dei sogni di un ragazzo che aspettava un domani diverso, dove la gente era onesta e sincera e la vita meno dura. Con il passare degli anni, quel ragazzo, invecchiato, si ferma a riflettere sulla realtà della vita. I sogni svaniti, si volge a guardare quanto era bella la sua terra e quanto profondo il sentimento che ancora  prova per lei. Emozioni  e parole  si intrecciano e si fondono, nei versi citati, regalando stupore e magia a chi legge.

         Il passato contadino, il duro lavoro nei campi, la voglia di libertà e benessere dei giovani, assieme a simpatici quadretti di vita di paese formano il contenuto della raccolta di poesie in dialetto che Luciano Bonvento ha composto, con tutta la spontaneità e la genuinità delle cose vissute in prima persona. Con il valore aggiunto della pronuncia con cadenze, accenti e troncature peculiari del vernacolo parlato prima che radio e Tv, falsassero cadenze e terminologia.
       Ecco un esempio: Se ga sarà nàntro belco’n’.  “La luna stasera la pàre on canfìn tacà al çielo, / piantà de traverso sui
    canpi de froménto. /I spaventapasseri  col vento / i se mòve come meàndini fantasma, / restà, col  seghéto in man, drénto el tenpo. / I xé partii tuti, tutiquanti / i òmani zòvani chi laorava in canpagna./ La luce de’ e fabbriche  là in çità / la se ciàma  speranza / speranza  de védare ogni dì / la pegnata che bo’je su’ a stùa del magnare./ Semo restà in pochi qua in paese / dove anca el Signore / bisogna ‘ndàrlo a  çercàre in césa./ Jérino in tanti , désso: / se contemo  sui déi de’ e man./ Me ricordo, quando fasivino ‘e ganzéghe / péna finia la miezaùra…./ quanti ca jérino!/ Fra poco ‘ndarà che restaro’ solo mi,/ mi solo a farme conpagnia……….. / ……. Ancuò se ga sarà naltro belco’n / n’altro amigo xe partio…./ a restemo senpre in manco a sognare”.
     Concludiamo con: ‘El xe tenpo perso’, piccolo capolavoro di ironia e leggerezza sulla sorte che tutti ci attende. ” Quando  el tabàro / dé a ‘sio’ra betìna’ / m’infagotarà o o’ci / e tuto el me co’rare / el ‘ndarà a sbàtare / do’sso el muro de’ a fine / fé finta  de gnénte,/ no’ xé inportante, / xè zà sucesso par tanti / e sucedarà par tuti : a éla/ no’ ghe sca’pa nessun./ Morire xé ‘na ro’ba natura’e./ No’ serve pia’zare,/ el xé tenpo perso. / La vita e’a xé ‘na scarpìa / tacà al muro del tenpo / che ‘a sco’a del destin destàca / quando le vòe éa./ Portéme via cantando / cò ‘ a banda che so’na, / ridì de’ e barzeléte / che mi contàvo in conpagnia, / lezìme la me ùltima poesia./ Metìme viçin a ‘e man / quatro boòce, on màzzo de carte, / e invénze de dire ‘el xé morto’, / sù’ a me tonba scrivì:/ ‘El xe drìo recupérare  / tuti i soni ch’el ghéva perso…….”.
    Lauretta Vignaga
  • Albe e tramonti tra acqua e cielo: il Delta del Po di Giancarlo Ballo

    Albe e tramonti tra acqua e cielo: il Delta del Po di Giancarlo Ballo

    Rovigo, Veneto –   Spazi immensi di acqua e cielo; Il tramonto e la notte che si inseguono mescolando, alternando e confondendo nel buio della notte che avanza i rossi infuocati e i blu porcellana in un ultimo spazio di cielo che, lentamente, si scioglie nell’infinito.
    Un numero ristretto di foto, selezionate con grande attenzione dall’autore, Giancarlo Ballo, accolgono il visitatore nello spazio della Gran Guardia, fino al 5 ottobre prossimo. Immagini dove l’uomo è poco più che un’ombra che emerge dalla sua barca, simbolo di lavoro e fatica quotidiana che garantisce la sopravvivenza. Niente altro turba il silenzio che domina attorno, sulle acque placide che il riverbero della luce fa vibrare in una miriade di colori.
        ‘Amo la solitudine’ – afferma l’autore degli scatti. “Spazio e silenzio fanno di un sentimento una emozione, di un’atmosfera una visione  che si imprime nella memoria e nell’anima” . Nelle fotografie in mostra sui pannelli della Gran Guardia i pochi elementi di contorno assumono valore di icone, testimonianze di momenti irripetibili da conservare per se stessi o regalare agli altri.
    Alla presentazione della mostra, il primo ottobre scorso, a cura di Vincenzo Baratella, titolare della Galleria Arte Mosé, si è, poi, sostituita la voce di Elisabetta Zanchetta, autrice di delicatissime poesie che parlano e sussurrano di attese e di gioie; di amore per la vita e la natura di cui osserva e raccoglie i palpiti e il respiro, i silenzi e il mistero. Ultimo regalo per presenti all’incontro, gli intermezzi musicali di Mara Baraldi al flauto e Andrea Fregnan con il suo strano hang drum, un oggetto a percussione che produce suoni in base ad una scala predeterminata.
       Giancarlo Ballo vive e lavora a Rovigo. A 18 anni si è innamorato della fotografia e continua ad amarla, oggi come allora. La ricerca del particolare, in un contesto generale, diventa mezzo di espressione personale, manifestazione di una esigenza spontanea e forte da conservare e trasmettere a chi sa condividere la bellezza che ci circonda. In fotografia la sua attenzione è attratta da ombre, geometrie, masse e dall’essere umano, punti di riferimento e confronto con la grandezza degli spazi e l’immensità degli orizzonti.
       Lauretta Vignaga
  • Ammalarsi di tumore al seno, una storia vecchia quanto il mondo

    Ammalarsi di tumore al seno, una storia vecchia quanto il mondo

    Rovigo, Veneto – Diversamente da quanto comunemente si crede, il cancro alla mammella non è malattia specifica dei nostri tempi, pur se è la patologia più diffusa in assoluto e la più frequente cagione di morte. A tracciare la presenza di questa terribile patologia nel corso dei secoli, è stato il dottor Enzo Facci, nuovo direttore della Struttura complessa di Chirurgia Generale dell’ULSS 5, intervenendo all’incontro di apertura di ‘Ottobre Rosa 2017’, sabato 30 settembre, nella sala S. Bellino del seminario vescovile. Una lettura magistrale seguita con grande interesse dai tanti sindaci donne, presenti in sala che, unitamente a tutti gli altri sindaci dei Comuni polesani, sostengono il progetto del Comitato Andos di Rovigo ‘Donne…..il seno di poi’ per diffondere la cultura della prevenzione. Presenti all’incontro anche numerose volontarie Andos – Associazione donne operate al seno – sempre pronte e disponibili a collaborare con la presidente, Anna Maria Cavallari Monesi, nella sua inestimabile attività di aiuto e sostegno alle donne con patologia mammaria.
        “Il cancro al seno è presente in tutta la storia dell’ umanità” – ha specificato il dottor Facci. “Il primo documento che ne parla è un papiro di 3.500 anni fa, il più antico trattato di medicina giunto fino a noi. Risale al periodo intermedio dell’Egitto, quando la capitale era Tebe. Un documento assolutamente unico e originale con un approccio moderno e prettamente scientifico alla malattia, alle ferite e alla cura della paziente. Edwin Smith, americano del Connecticut, aveva acquistato il papiro da un rigattiere nel 1862 e, nonostante conoscesse l’importanza del testo, non lo pubblicò mai. Dopo la sua morte, nel 1906, la figlia ne fece dono alla New York Historical Society.
    Ippocrate separò la medicina dalle altre scienze a cui veniva collegata. Galeno cui si deve il nome ‘cancro’, dalla forma latina di ‘granchio’, che la morfologia del male ricordava, cominciò a preparare medicine con le erbe, affermando che quando il tumore è manifesto, tutti sono in grado di riconoscerlo ma il buon medico lo riconosce ancor prima che sia evidente. ” E questa è prevenzione” – ha sottolineato Facci.
        La descrizione fatta da Sant’ Agostino di una guarigione miracolosa, ci fornisce  una importante descrizione della malattia stessa.  Con H. Francois Le Dran si diffonde l’ipotesi che il cancro si manifesti per stadi successivi e, quando invade i linfondi, inizia la devastazione. William S. Halsted, nel 1894, contrastò la malattia con una mastectomia radicale. A lui si deve l’ introduzione  dei guanti di gomma nelle sale operatorie e l’ uso di morfina e cocaina per alleviare il dolore. La mastectomia dava discreti risultati ma la mortalità era  alta e lasciava deformazioni profonde tra il braccio e la spalla. Con gli anni gli interventi sono sempre meno invasivi e,  a metà degli anni ’90, l’intuizione del professor Umberto Veronesi sul ‘linfonodo sentinella’, quello che per primo viene attaccato dal cancro, si rivela vincente.Se i linfonodi esaminati danno risultati negativi, anche tutti gli altri linfonodi saranno negativi.
     “Oggi i trattamenti sono sempre più personalizzati perché  i tumori alla mammella sono diversissimi tra loro e la chirurgia si limita a togliere un quarto del seno e una parte del tessuto cutaneo attorno. Il resto è affidato alle cure dei radiologi” – ha spiegato Enzo Facci avviandosi alla conclusione. “Se la mastectomia è necessaria si provvede a inserire delle protesi o membrane durante l’intervento ma la decisione di intervenire chirurgicamente viene presa coralmente da un pull di esperti che valutano il percorso migliore per quel tipo di cancro e  quel tipo di paziente”.
        Tornando al tema del pomeriggio, la presidente Andos ha ringraziato tutti i Comuni del Polesine per l’adesione al progetto di informazione e sensibilizzazione che verrà svolto in 16 Comuni, assieme ad un vasto programma di visite gratuite per tutte le donne, che ne faranno richiesta fissando l’appuntamento per telefono.
       “L’ anno scorso sono state effettuate oltre 1000 visite in un arco di tempo prolungato fino a oltre la metà di giugno e quest’anno le
    previsioni non sembrano diverse” – il suo commento. Quindi la  presentazione delle novità che renderanno speciale questo ‘ Ottobre rosa’.  “Grazie alla collaborazione con CNA, Impresa Donna,  rappresentata da Antonella Toffanello, e la disponibilità di alcuni panificatori, durante il mese di ottobre – ha annunciato Anna Maria Cavallari Monesi –  verrà prodotto e offerto ai clienti un tipo speciale di pane biscotto, fatto con farine alternative, ricche di sostanza nutritive, contrassegnato, sul sacchetto, dal bollino Andos”. Altra iniziativa di grande utilità, quella messa in campo da Mario Tenani, di Ottica Tenani: riguarda la fornitura gratuita di occhiali per correggere i disturbi visivi e lacrimali che possono verificarsi durante il ciclo  della chemio. Insieme agli occhiali, il kit di sostituti lacrimali. Infine, grazie alla disponibilità di un gruppo di giovani dell’ Associazione Rosolina Style Events, la proposta di aiutare le donne operate con un programma di attività motoria”.
      ‘Ottobre rosa’ si concluderà l’ 8 novembre, a Rovigo, con un importante convegno su ‘Cibo e psiche’, in collaborazione con Istituto Oncologico Veneto, di Padova.
      Il pomeriggio ha registrato, inoltre, la presenza e l’intervento di don Giulio Bernardinello, in rappresentanza del vescovo, Mons, Pierantonio Pavanello, con la sottolineatura dell’ importanza del pane, come nutrimento per il corpo che, nell’ostia consacrata, si fa cibo per lo spirito. I saluti dell’ assessore ai Servizi Sociali, del Comune di Rovigo, Patrizia Borile; di Antonio Bombonato, presidente della Conferenza dei Sindaci e sindaco di Costa; di Samantha Serpentini, psicooncologa dello IOV di Padova che si è definita: “Compagna di viaggio delle donne che devono affrontare il tunnel della malattia, affinchè il ‘dopo’ sia, per quanto possibile, meglio del  prima”.
      Per concludere, il grazie sentito a caloroso di Anna Maria Cavallari ai medici del Comitato scientifico di Andos e ai medici ‘prestati’ dall’Azienda Sanitaria ULSS 5; alle strutture sanitarie pubbliche e private che mettono a disposizione spazi per le visite senologiche; alle associazioni di volontariato e alle numerose volontarie Andos sempre disponibili a dialogare e prendersi cura delle donne che si ammalano e a collaborare  nell’organizzazione degli eventi di Andos. L’accensione delle luci rosa in sala, seguito da un momento musicale e dal rinfresco, ha dato il via a  nuove speranze di vita per tutte le donne.
    Lauretta Vignaga
  • A Ceregnano una bella mostra sulla fauna acquatica del Delta del Po

    A Ceregnano una bella mostra sulla fauna acquatica del Delta del Po

        Dopo la mostra sul territorio del Delta del Po, allestita a Ceregnano alla fine di agosto, con foto realizzate da Roberto Bottari, prosegue l’interesse dell’amministrazione comunale e l’impegno dell’ assessore alla cultura, Elisa Chinarello, per offrire  una conoscenza più approfondita del territorio ai giovani della scuola secondaria di primo grado e agli abitanti del luogo. Un impegno che coinvolge anche Biblioteca, situata nello stesso edificio e aperta negli stessi giorni e con lo stesso orario delle mostre. Due luoghi  da frequentare per allargare i propri orizzonti e diventare cittadini partecipi della propria storia e proprio presente.
       In collegamento con la precedente esposizione, ora, nella sala consigliare del Comune, e in bella vista dalla piazza antistante, dato che i pannelli di supporto alle foto sono a doppia faccia, c’è una una interessante rassegna di fotografie  della fauna stanziale e migratrice, che nidifica o è di passaggio, nell’area umida del Delta del Po. Le immagini,  realizzate da Roberto Bottari e da Umberto Bindi, sono, nella maggior parte, ‘scatti dell’attimo fuggente’, quelli che, quasi sempre, nascono da un colpo di fortuna dopo un’attesa più o meno prolungata. Scatti  dedicati a numerose delle 370 specie che vivono nel Delta del Po, tra le più vaste zone umide d’Europa. Una zona privilegiata perchè ancora poco conosciuta e frequentata; caratterizzata da folti canneti, valli e lagune, scanni e lembi di sabbia finissima in continuità con il mare.
      La diversità di ambiente determina anche la diversità delle specie che lo caratterizzano. Aironi, garzette e cormorani si distribuiscono lungo il corso del fiume. L’airone rosso e il falco di palude nidificano fra i canneti; tra valli e lagune vivono e fanno il nido: gabbiani, cavalieri d’Italia, l’avocetta e la spatola. In inverno gli ampi specchi d’acqua si popolano di folaghe, di varie specie di anatre, il germano reale, il mestolone, beccacce e beccaccini. Sorprendente il paesaggio dove ogni ambiente ha caratteristiche diverse. Particolare l’ attenzione che i due fotografi gli hanno dedicato per cogliere ogni soggetto nel suo ‘habitat’. C”è la lepre che scappa fra l’erba di un campo con gli occhi girati ai lati; il riccio, immobile, che fissa l’obiettivo puntato su di lui. Sul nodo di un ramo ancora verde si scopre la cavalletta che cerca di mimetizzarsi e, accanto,  il frullo d’ali di un uccello che spicca il volo. Stormi d’anatre che  sorvolano specchi d’acqua e formazioni di aironi rossi che solcano il il cielo con le lunghe ali spiegate. Piccole meraviglie da guardare, fino al 1° ottobre, con il piacere che ogni nuova scoperta regala.
    Lauretta Vignaga
  • Ritorna ‘ Ottobre rosa’ perché la salute delle donne non è solo un diritto ma un dovere

    Ritorna ‘ Ottobre rosa’ perché la salute delle donne non è solo un diritto ma un dovere

       ‘Ottobre Rosa’ 2017, il mese internazionale della prevenzione del tumore al seno, sta per ripartire con un programma di incontri. visite ed eventi promozionali più ricco che mai. A riassumere quanto previsto per un Ottobre rosa che, come avvenuto lo scorso anno, ha finito per prolungarsi fino alla fine di giugno, la presidente Andos Anna Maria Cavallari Monesi, affiancata dal direttore dell’ Azienda sanitaria Ulss 5 Polesine,  Edgardo Contato.
      Mettendo in risanto il numero in continua crescita delle donne che vengono contattate e informate sui benefici della prevenzione, contatti che sempre più riguardano le donne sotto i 45 anni e quelle che hanno superato i 65, due fasce d’età che restano fuori dal programma di
    screening previsto dalla ULSS, la presidente Andos, ha ricordato l’adesione di tutti i 50 Comuni del Polesine al programma di informazione e incontri che si protrarrà fino all’11 novembre, quando si svolgerà la cerimonia di chiusura di ‘Ottobre Rosa’.
      “Indispensabile, tuttavia – ha raccomandato – la prenotazione per ogni visita ai numeri indicati nell’apposito calendario con i nomi dei Comuni, il numero di telefono, le date e le ore.
      Per andare incontro a tutte le necessità e aspettative di salute delle donne, il direttore Edgardo Contato ha precisato di non aver alcuna
    difficoltà ad affiancare agli specialisti Andos  specialisti dell’ULSS 5 Polesine, per le visite di prevenzione e informazione. ” Ringrazio e manifesto la presenza dell’Azienda in tutte le iniziative destinate a promuovere la salute dei cittadini e la volontà di condividere tutte le
    iniziative avviate dalle associazioni che collaborano con Andos e le portano avanti con convinzione” – ha dichiarato. ” Come istituzione sanitaria del territorio – ha aggiunto – abbiamo il dovere di partecipare e affiancare ogni azione volta a favorire la salute delle donne, campo in cui stiamo facendo passi molto importanti per la qualità del servizio reso.in sintonia con i requisiti della qualità richiesti dalla Regione. Oggi gli interventi al seno sono a cura della Breast Unit, dove la qualità degli interventi è al massimo livello. Per tutti gli interventi ci basiamo sullo screening che deve essere di altissima qualità e lo specialista che lo legge deve fare almeno 5.000 radiografie per possedere la specializzazione richiesta. Abbiamo incentivato le strutture di Porto Viro e Occhiobello a migliorare la specializzazione e portare i loro medici specialisti a questo target di preparazione. Con lo stesso interesse stiamo guardando ad Adria e a ciascuna sede sanitaria sul territorio per migliorare la qualità delle cure offerte. Senza tralasciare l’intervento della psicoterapia per aiutare le donne ad affrontare al meglio un intervento di tumore alla mammella”.
         Grande l’apprezzamento per il lavoro svolto da Andos nel campo dell’informazione e della prevenzione dove ogni energia viene messa in campo per raggiungere le donne anche nelle frazioni più piccole e isolate.
      A sua volta, Cavallari Monesi ha ringraziato Contato per l’accordo che lega Andos e ULSS 5, e la Provincia per il supporto ricevuto. Un grazie anche alla Regione Veneto, alla Rete Oncologica Veneta e all’Istituto Oncologico Veneto per il Patrocinio concesso. Poi un grazie alle strutture pubbliche e private che mettono a disposizione i loro spazi per le visite senologiche e alle  associazioni di volontariato che operano per la diffusione del progetto.  Ha, quindi, ricordato  la ricorrenza dei 30 anni dalla apertura della sede di Rosolina e le oltre 1.000 visite
    effettuate da ottobre a giugno per ‘Ottobre Rosa’ 2016. “
      A rendere diverso e, in qualche modo speciale, l’avvio della nuova annata dedicata alla prevenzione, saranno due eventi di particolare valore umano e solidale: il primo realizzato con CNA Impresa Donna e CNA Alimentare; il secondo avviata con l’Associazione Rosolina Style Events. Nel dettaglio, la prima coinvolge i panificatori del territorio e la necessità di ritornare ad una alimentazione sana, fattore non secondario nell’incidenza della malattia tumorale.
    A loro è stato chiesto di produrre, durante tutto il mese di ottobre, un pane biscotto con farine ‘diverse’, definite ‘intelligenti’ per l’apporto di vitamine e minerali che arricchiscono la dieta quotidiana. Il prodotto sarà reso riconoscibile da una particolare etichetta sul sacchetto che lo contiene. Assieme al pane un decalogo di consigli alimentari sul corretto comportamento nutrizionale. Il tutto con la sigla di Andos.
          Il secondo progetto nasce dalla disponibilità di un gruppo di giovani, l’Associazione  Rosolina Style Events,  che si impegnano a far fare sport alle donne  che stanno vivendo il trauma di un intervento di cancro, per aiutarle a superarlo.
    Altra iniziativa di notevole valore, quella di  ‘Ottica Tenani’ di Rovigo. “Le donne sottoposte a chemioterapia, possono avere dei disturbi alla vista durante il periodo di trattamento o al termine; disturbi che, normalmente cessano alla conclusione della chemio” – ha spiegato Mario Tenani, optometrista. “A chi si sottoporrà alla visita gratuita ( saranno effettuate 20 visite) e che risulterà positivo, o che soffre di dislacrimia da farmaco, verranno regalati occhiali correttivi e kit di sostituti lacrimali” – ha dichiarato il titolare della ‘ Ottica Tenani’.
       Oltre alle persone citate, alla conferenza stampa erano presenti: Antonella Toffanello, referente CNA Impresa Donna; Samuele Frigato, portavoce CNA Alimentare, Eva Grandi per l’Associazione ‘R. Barbujani’.
       Per tutti,  e per la cittadinanza, l’invito alla cerimonia di apertura di ‘Ottobre Rosa’ che si terrà sabato, 30 settembre, ore 17.30, nella sala San Bellino dove il nuovo direttore della Struttura Complessa di Chirurgia generale dell’ULSS 5, dott. Facci,  offrirà una  Lectio Magistralis sulla storia della patologia mammaria. Il tema centrale dell’anno è, infatti, la prevenzione nei suoi tre aspetti fondamentali: le cause che portano al tumore, la diagnosi precoce, la prevenzione della conseguenze della malattia.
    Lauretta Vignaga
  • Le Secessioni europee a Palazzo Roverella

    Le Secessioni europee a Palazzo Roverella

    Monaco, Vienna, Praga e Roma per una mostra unica e straordinaria

    Rovigo, Veneto.  Evento finora unico nel panorama artistico italiano, l’esposizione di Palazzo Roverella, a Rovigo, inaugurata il 22 settembre e aperta al pubblico fino al prossimo 21 gennaio 2018, riunisce insieme, per la prima volta, le diverse Secessioni europee mentre, in precedenza, si era data attenzione solo a quella viennese e romana. E’ un panorama a largo raggio  dei nuovi fermenti artistici che agitavano il Vecchio Continente alla fine del XIX secolo e delle vicende storico – artistiche delle quattro principali città in cui si svilupparono: Monaco, Vienna, Praga e Roma. Vengono messe in luce affinità, differenze e punti di incontro delle diverse modalità espressive di quello che è stato il primo, vero scambio culturale europeo. Sono presentati gli approdi modernisti della Secessione di Monaco, il trionfo deldecorativismo della Secessione viennese, l’espressivismo visionario del gruppo ‘Sursum’ a Praga, approdando, infine, a Roma, punto di incontro delle diverse istanze moderniste e la continua ricerca di vie alternative e diverse.
       Movimenti di rivolta contro le Accademie, e i Salon che selezionavano gli artisti da mettere in vetrina seguendo lo spirito di conservazione delle istituzioni ufficiali, le Secessioni rivendicavano il rinnovamento della pittura di paesaggio, attenzione alle arti applicate e al nuovo gusto decorativo oltre a un ruolo più incisivo per le arti grafiche e ad un approccio multidisciplinare dell’arte. Accanto alla pittura e scultura anche l’architettura fu considerata opera d’arte.
       Accogliendo la stampa a Palazzo Roverella per la preview ad essa riservata, Francesco Parisi, curatore della mostra ‘Secessioni’, ha precisato che il termine è stato mutuato da ‘Secessio Plebis’, forma di lotta politica messa in atto dalla plebe romana, che aveva abbandonato completamente la città per rifugiarsi sull’Aventino. Scopo dichiarato: ottenere parità di diritti con i patrizi. Il nome, apparso sul primo numero di ‘Ver Sacrum’, organo di diffusione della Secessione viennese, fu applicato agli altri movimenti dello stesso tipo che si diffusero velocemente in Europa attraverso le riviste che ne illustravano idee e programmi.  “Noi non siamo ostili alla libertà dell’arte, ma in arte non ammettiamo la bruttezza”, proclamava  Friedrich Jodl. ” Una nuova era ha bisogno di un nuovo stile”, dichiarava a sua volta, Robert Musil.
           Divisa per sezioni tematiche dedicate alle singole città, la mostra è organizzata in senso cronologico, partendo da Monaco. A fine Ottocento, Monaco era una città d’arte con una Accademia di Belle Arti che richiamava artisti da tutta Europa per esporre i loro lavori al Glaspalast. All’esposizione nazionale del 1891 furono accolte circa 2470 opere di 1400 artisti, metà dei quali stranieri. La mancanza di una vera selezione ne causò il fallimento. La protesta iniziò da un gruppo di 11 pittori  che rivendicavano per l’arte il principio di accettazione di quello che aveva requisiti di qualità, ma poco cambiò. Diverso il risultato per un altro gruppo di giovani artisti, guidati da Franz von Stuck che fondò l’ Associazione degli artisti monacensi, in seguito chiamata ‘Secessione’. Già dal 1889 la pittura di von Stuck evidenziava tendenze di grande novità: c’erano le suggestioni della pittura ‘en plein air’ di Monaco, dell’ impressionismo e delle correnti simboliste volte all’antico e all’erotico, assieme all’uso di colori chiari e pastosi che affascinavano il pubblico dell’epoca. Altri artisti introdussero nel Movimento una propensione per l’aldilà e la spiritualità.  All’ indirizzo  modernista, definito ‘Jugendstil ‘, dalla rivista ‘Jugend’ che pubblicava le illustrazioni dei giovani bohémien monacensi, aderirono Franz von Stuck, (presente in mostra con l’opera ‘Lucifero’), Ludwig von Hofmann ( tra le sue opere il quadro ‘I due giovani’), Carl Strahatman ( con ‘Maria’), Thomas Theodor Heine ( ‘I fiori del male’ e altri quadri). Focus della sezione le opere prodotte tra il 1898 e il 1910. 
      La Secessione viennese si costituì nel 1897, sostenuta da Ludwig Hevesi, scrittore e Gustav Klimt, pittore. In mostra sue opere fondamentali sia di pittura ( ‘Amiche’, ‘Signora con il cappello su sfondo rosso’) che di grafica (Il Manifesto della prima mostra della Secessione viennese).   Il movimento si presentò come  superamento di tutte le tendenze artistiche diffuse, compreso il Simbolismo e l’ Art Nouveau, grazie alle tendenze astratto – razionaliste e bizantineggianti presenti nelle tele di alcuni suoi protagonisti: Gustav Klimt, Kolo Moser e Josef  Hofmann.  La ricerca artistica che proponevano si basava sul concetto di ‘opera d’arte totale’ che portò a considerare l’arte applicata e la grafica come generi artistici alla pari della pittura e scultura.  Con la Secessione le esposizioni assunsero un ruolo determinante e costituirono un occasione di aggiornamento internazionale. La prima iniziativa della Secessione viennese fu la pubblicazione della rivista ‘Ver Sacrum’, oltre alla costruzione di un padiglione espositivo a forma di tempio, su progetto di Joseph Maria Olbrich. La Modernità divenne espressione della contemporaneità in un processo di rinnovamento che si fece circolo virtuoso che univa la Scuola di Arti Applicate e la società, promuovendo e commercializzando i prodotti dell’artigianato artistico, caratterizzati da un decorativismo più formale e astratto che nelle altre secessioni europee. Pur se la Secessione viennese è stata quella con maggior carattere internazionale, la mostra a Palazzo Roverella sottolinea in maniera particolare il carattere autoctono degli artisti presenti, dando particolare risalto alla pittura, la grafica e le arti decorative. Artisti da citare: Kolo Moser ( Venus in der Felsgrotte), Carl Otto Czeschka, Egon Schiele ( Manifesto per la 49ma mostra della Secessione viennese).
       Mentre nell’Europa occidentale il Simbolismo aveva raggiunto il massimo della sua affermazione negli anni  Novanta dell’ Ottocento, in contemporanea con la Secessione, a Praga la Secessione si manifestò, a partire dal 1890, con  gruppi di artisti che manifestavano il loro totale dissenso con l’arte ufficiale boema. A fare da apripista il gruppo ‘Manes’, nato nell’Accademia di Monaco e, poi, trasferitosi a Praga per trasformare l’arte nazionale ceca. Verso il 1910, si formò il più celebre dei gruppi, il ‘Sursum’ che al suo interno accoglieva diverse tendenze: da quella Espressionista e Nabis, di Josef Vachal ( The good Fortune of Chance) a quello tardo – simbolista di Frantisek Kobliha e di Jan Konupek ( Salomé), lo scultore Jaroslav Horejc ( Orpheus ). Un periodo di grandi trasformazioni portate avanti da artisti molto giovani tardo simbolisti e cubisti, entrambi futuri componenti del gruppo ‘Sursum’. Data la grande presenza del disegno, grafica e illustrazione, circa un terzo di tutta la sezione presenta opere su carta.
        Molto diversi i caratteri della Secessione di Roma che promuoveva l’espressione libera e giovane e lo sviluppo di linguaggi differenti . Lontana dalle avanguardie futuriste, era legata ad un ambito di ‘aristocrazia dell’arte’ che limitava le sperimentazioni più ardite ma si apriva alla suggestioni internazionali. La prima esposizione internazionale della Secessione permise, per la prima volta, di vedere le opere di Matisse e dei post impressionisti , mentre nella 2^ esposizione, l’anno dopo, accanto a Cézanne e Matisse c’erano Klimt e Schiele.
       Tra i maggiori rappresentanti della corrente romana ci sono, in mostra, Enrico Lionne ( ‘Nudo’), Giuseppe Biasi ( ‘Mattino in un villaggio sardo’), AleardoTerzi ( ‘ Meriggio d’autunno’), Plinio Nomellini (ritratto di Grazia Deledda), Felice Casorati(‘Ada’).
       L’esposizione di Palazzo Roverella si avvale della collaborazione di alcune delle principali istituzioni museali d’Europa, dall’ Albertina, di Vienna, alla Klimt Foundation, dal Museo di Villa Stuck, di Monaco, alla Narodni Galerie, di Praga e altre importanti collezioni museali europee.  L’evento è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi.
    Lauretta Vignaga
  • Dalle battaglie politiche alla passione per la poesia. Giancarlo Moschin si racconta.

    Dalle battaglie politiche alla passione per la poesia. Giancarlo Moschin si racconta.

      Rovigo,  Veneto –  Un lungo colloquio per ripercorrere tutta la vita. Ho incontrato Giancarlo Moschin perchè affascinata dalla sensibilità che emana da ogni sua poesia; la delicatezza del pensiero nel raccontare quanto è bello il mondo, quale senso di grandezza comunica all’uomo che lo guarda con lo stupore di un bambino. Una passione nata all’improvviso, spontaneamente, quando, libero dalle contese e dagli affanni della politica, ha deciso di vivere per se stesso, riappropriandosi del proprio tempo e viverlo con semplicità assieme alle persone care. Naturalmente, nulla nasce per caso, come nulla di quello che si affronta nella vita passa senza lasciare traccia. E le vicende vissute da Giancarlo Moschin sono state molte. 
      ” Sono nato fuori dal matrimonio e per molti anni sono stato bollato come ‘ figlio di N.N.’ –  spiega l’ex assessore. Abitavo a Fratta e la mia mamma doveva lavorare per vivere. Per un po’ ho abitato con degli zii poi, a 8 anni, sono stato accolto nell’ orfanatrofio che c ‘era all’Iras. Una situazione di sofferenza  fino a quasi 18 anni, quando sono tornato a vivere con la mamma. In orfanatrofio ho seguito la Scuola di Avviamento professionale e poi due anni di scuole tecniche che non amavo, mentre mi piacevano molto le materie letterarie. Successivamente, ho superato l’esame di integrazione per accedere all’ Istituto per Periti Meccanici. Dopo il diploma ho insegnato all’Istituto Tecnico Industriale Provinciale di Ferrara per cinque anni: i più belli della mia vita! 
     
      Proseguendo la nostra chiacchierata, Giancarlo Moschin ha ripercorso il suo cammino in politica, la grande passione della sua vita. “Sono nato a Fratta Polesine, il paese di Matteotti, e verso i vent’anni, seguendo l’esempio e il comportamento con gli  scolari del professor Luigi Tomasi, che insegnava all’Istituto per Periti’, mi sono iscritto al Partito Socialista. Da allora sono passati 55 anni e la mia idea non è mai cambiata. Ho militato nella sezione giovanile del partito e, successivamente, nel 1975, mi sono candidato per la prima volta e sono risultato  eletto nel Consiglio Comunale di Rovigo” – ha ricordato con orgoglio.
    Numerosi gli incarichi ricoperti da Moschin nell’ Amministrazione pubblica, oltre ad essere stato vice sindaco dal ’83 al ’85, e presidente del Consiglio dal ’98 al 2000. Tra i più significativi ricordiamo: l’incarico di   Consigliere all’Iras, dal 1970 al 1975, anni in cui, congiuntamente a tutto il C.d.A. degli Istituti Riuniti, egli ha sostenuto e portato avanti il progetto della nuova Casa di Riposo, inaugurata proprio nel ’75.
    Come membro dell’opposizione, Giancarlo Moschin  è stato presidente della 3^ Commissione consigliare ai Lavori Pubblici e, per 5 anni, assessore al Bilancio e Municipalizzate: gas, igiene urbana, depurazione acque. Ha avviato la raccolta differenziata del vetro. Nel 1985, associando all’azienda del gas il servizio di Igiene urbana, reso pubblico,  è stata costituita l’ASM e, nei tempi successivi, diversi servizi sono stati tolti dalle mani di gestori privati e affidati e

    alla gestione pubblica. Il referato all’Urbanistica, dal 1985 al 1991, gli ha permesso  di promuovere gli incarichi all’architetto Vio, proto della Basilica di san Marco di Venezia, per i progetti di recupero del  Monastero degli Olivetani, di Palazzo Roverella e  palazzo Angeli. E affidare il recupero dell’ex Ghetto ebraico all’architetto Romano Chiriti.  Momento di particolare orgoglio la firma del piano regolatore generale, adottato dal Consiglio Comunale  il 21 marzo 1990. 

    L’ incarico di assessore ai Servizi Sociali e alla prima infanzia, dal 2006 al 2011 ha registrato, come primo atto, il ritorno alla gestione diretta del Comune dell’assistenza domiciliare agli anziani. Nello stesso periodo, sono stati  realizzati anche gli appartamenti per malati  psichiatrici, a completamento, in città, del progetto Basaglia , in collaborazione con il Dipartimento di psichiatria dell’ ULSS 18.  Con la scadenza del mandato, Giancarlo Moschin ha concluso il suo impegno  in politica.
    Libero e padrone del suo tempo, nel 2012 l’ex assessore  si concede un soggiorno al mare nel mese di giugno. La bellezza della natura, le lunghe camminate di mattina presto, assaporando la vita attorno con i suoi profumi e colori fa sgorgare dal suo cuore sentimenti, inquietudini, riflessioni, emozioni e meraviglia per un mondo mai conosciuto e avvicinato prima.  Si sorprende  a dialogare con se stesso, a ricordare, senza rimpianto, il proprio vissuto riscoprendo un senso nuovo di appartenenza alle persone care, agli amici veri, al suo mondo interiore dove  compromessi, doppi giochi e ipocrisia non hanno spazio.
       Nel maggio 2015 Giancarlo pubblica la prima raccolta di liriche: ‘Le vele bianche’; nell’ aprile 2017, la seconda: ‘Un tempo senza tempo’. Frasi semplici, parole della quotidianità, profondamente delicate, armoniose nel loro rincorrersi. Dentro c’è la gioia per l’intimità domestica, le emozioni di un amore che gli anni non hanno scalfito, l’affetto immenso per le nipotine che osserva nel loro crescere e diventare giovinette. C’è l’amore per la natura, la pietà per chi soffre, l’angoscia sottile per questo mondo sfruttato e depredato per sete di potere e denaro. Il ricordo della madre, che più di tutti lo ha amato e la tristezza del tempo che passa inesorabile mentre: “vedo il futuro/ che veloce avanza./ Ogni giorno è subito ieri./Mi soffermo e penso./ Vorrei ancora la vita/ davanti a me/ ricca di interessi,/ per continuare/ ad imparare ancora”.
      Alle vittime del ‘Bataclan’ ha dedicato: ‘Quale Dio?’
    Dal concerto/ della vita,/alla morte/ dei giovani/ figli della libertà,/ speranza e futuro/ del mondo./ Alla fuga/  senza respiro,/ per sfuggire/ alla mano caina./ Quale Dio/ può chiedere/ tanto?/ Gli affranti/ genitori,/ intanto,/ ancora attendono/ chi mai più/ tornerà .
        Giancarlo Moschin:  ‘Un tempo senza tempo’, Liriche.
    Lauretta Vignaga
  • Il 23 e 24 settembre in Polesine torna di scena la Sugarpulp Convention

    Il 23 e 24 settembre in Polesine torna di scena la Sugarpulp Convention

    Il 23 e 24 settembre il Polesine torna ad essere lo scenario della Sugarpulp Convention. Protagonisti grandi autori, scrittori all’esordio, fumetti, cinema e serie tv.
    Rovigo, Veneto –  Tornano in Polesine, il 23 e 24 settembre, le star della letteratura e della narrativa popolare con una serie di incontri all’ insegna del noir e del thriller. Mediatrice dell’evento la ‘Sugarpulp Convention, giunta alla 7ma edizione. Libri e autori, innanzitutto ma anche occasione per parlare di cinema, fumetti, serie tv, videogames e dei futuri possibili per la letteratura e narrativa popolare. Il tutto contornato da cene e feste a tema, in collaborazione con: Antiche Distillerie Mantovani, Hotel Villa Regina Margherita, Emporio Borsari, Cantina Maeli, e Trattoria al Ponte di Lusia, Vigamus Academy, Link Campus University, Sinai Exclusive, Chebellagiornata, Le Case Books, Eggon, Kaos Ludi, Amissi del Piovego, Comitato delle Mura di Padova, Aviostudio.  Grande novità di Sugarcon17: il concorso letterario destinato a giovani autori del territorio  che avranno la possibilità di presentare i loro romanzi inediti agli editor di tre  notissime  case editrici: Sperling & Kupfer, Newton Compton e Longanesi, durante appositi ‘speed date letterari’ inseriti nelle giornate della convention.
       L’intero programma di Sugarcon17 è stato presentato alla stampa durante l’incontro di venerdì 15 settembre, all’ Hotel Regina Margherita, da Giacomo Brunoro, presidente Sugarpulp, Matteo Strukul, scrittore, sceneggiatore e direttore artistico della manifestazione; presente  Matteo Zammataro, tesoriere. Con il pensiero al Polesine, definito ” terra che amiamo molto”, Matteo Strukul ha iniziato il suo intervento, sottolineando il terzo ritorno di Sugarpulp in questa terra, portando autori di fama e offrendo la possibilità a 18 nuovi autori, che hanno inviato la scheda di presentazione del loro manoscritto, di mettersi in gioco presentandolo direttamente a un editor. Iter praticamente impossibile nella quotidianità.
      “Ci sono arrivate circa 300 schede per il concorso, pochissime dal Polesine” – ha rimarcato con delusione.
       “ Rovigo, Pincara e Arquà Polesine i luoghi coinvolti” – ha spiegato Strukul. “Scelta nata dal desiderio  di promuovere le aziende sponsor e partner della manifestazione e il territorio dove si trovano, con le sue bellezze e potenzialità. Qui, la vita a contatto con la natura è molto più piacevole e rilassante che in altre città e noi desideriamo raccontarlo e farlo conoscere dove è possibile, perché crediamo nel modello culturale ed economico insieme e il Polesine è magico” – ha concluso.
       Passando alla Convention, Matteo Strukul ha spiegato che prende il via sabato 23, alle 13, con il ‘pranzo con l’autore’: Stuart Mc Bride e la crew di Sugarpulp, a Villa Regina Margherita. Quindi, a Palazzo Casalini, sede di Rovigo Banca, alle 16.30, incontro con la ‘Sugarpulp Generation’ : Mirko Zilahy e Romano De Marco, scrittori di enorme talento , presentati da Corrado Ravaioli. Ore 16,30, Speed Date Letterari per 6 giovani selezionati, a colloquio con Valentina Rossi e Alessandro Penna. Alle 17.30, Antonella Lattanzi, vincitrice del David di Donatello 2017 per la sceneggiatura di ‘Fiore’ e del ‘Premio Cortina’ 2017,  presenterà ai lettori  ‘Una storia nera’, il suo ultimo romanzo. Interviene Edoardo Rialti. Ore 18.30 ‘Clash of Titans’, con Matteo Strukul e Roberto Recchioni; presenta Giacomo Brunoro.
       Alle 20.30, nella sede di Antiche Distillerie Mantovani, a Pincara, Sugarparty con le specialità gastronomiche polesane. Presenti:  M. Strukul, S.Mc Bride, A. Lattanzi, P. Barbato, R. Recchioni, M. Ziliahy e R. De Marco. Ore 21.30, Sugarprize 2017 a Paola Barbato, autrice per Scerbanenco e sceneggiatrice di fumetti. Il premio è un’ opera unica,  creata per la Sugarpulp Convention, quest’anno ideata e realizzata da Michele De Marchi di Aviostudio. A consegnare il premio: Matteo Strukul e Giuliano Ramazzina.
       Sabato mattina, appuntamento alle 10, al Castello Estense di Arquà Polesine, dove il parco sarà aperto alle  famiglie con bambini; giochi e animazione a cura di Hakuna Matata. Per gli adulti, incontri letterari nel segno del noir e del thriller. Alessandra Penna e Fabrizio Cocco, editor di Newton Compton e  Longanesi, racconteranno come si scrive un bestseller; modera Carlo Cavriani.  A seguire uno scambio di idee sul mercato editoriale.  Alle 11, Speed Date letterari con Fabrizio  Ancora alle 11, incontro con Paola Barbato, ‘una donna in noir. Storica autrice di Dylan Dog e vincitrice del premio Scerbanenco, Barbato presenterà il suo ultimo romanzo: ‘Non ti faccio niente’; presenta Marco Piva. A seguire, premiazione del contest fotografico ‘Pulprivers’, dedicato al Polesine. Consegna: M. Strukul, G. Ramazzina, M. Bernardi.  Gran finale, alle 12, con Stuart Mc Bride, re del ‘tartan noir’; presenta e traduce Edoardo Rialti. Ore 13, chiusura Sugarcon17 con pranzo conviviale assieme agli autori.
      Sugarcon17, ideato e organizzato dall’Associazione culturale Sugarpulp, gode del patrocinio del Comune di Padova, del Comune di Arquà Polesine, di Confindustria Venezia e Rovigo e del contributo di Rovigo Banca, IRSAP e Confindustria Venezia e Rovigo.
    Tutti gli incontri ed eventi di Sugarcon17 sono gratuiti e aperti al pubblico; è possibile riservare il proprio posto gratuito. Info:  3921267822  giacomo.brunoro@sugarpulp.it
    Lauretta Vignaga
  • Appuntamenti d’arte che valgono un weekend

    Appuntamenti d’arte che valgono un weekend

    Rovigo – Veneto. Finita l’estate, si apre la stagione delle grandi mostre e con queste anche la voglia di visitare città piccole e grandi che, oltre a offrire esposizioni  giudicate imperdibili, sono esse stesse scrigni d’arte e di bellezze che non si finisce mai di gustare.  
       Insoliti e di grande interesse e curiosità gli eventi che presentano la storia del nostro paese attraverso la pubblicità e la storia dei fotografi e del costume. Dal 9 settembre, a Mamiano di Traversetolo (provincia di Parma) alla Fondazione Magnani Rocca si può ammirare l’esposizione monografica dedicata a ‘La Pubblicità’, che racconta l’Italia attraverso i manifesti, dai primi anni del Novecento a Carosello. E dal 13 settembre, a Camera – Centro italiano per la fotografia – a Torino – arrivano ‘I paparazzi’, mezzo secolo di storia dei fotografi e del costume, dai divi della ‘Dolce vita’ a oggi. 
        A Pistoia, capitale della cultura 2017, dal 16 settembre c’è un doppio appuntamento con Marino Marini: la maggiore retrospettiva sullo scultore fino ad oggi realizzata, e il Marini pittore esposto a Palazzo del Tau, sede della Fondazione Marini, intitolata: ‘Mirò e Marini. I colori del Mediterraneo’. A Rovigo, il 23 settembre, a Palazzo Roverella, viene 
    inaugurata la grande mostra sulle ‘Secessioni: Monaco, Vienna, Praga, Roma. L’onda della modernità’. A Vicenza, Basilica Palladiana, dal 7 ottobre si potrà ammirare la mostra-evento su Vincent Van Gogh: più di 100 opere dell’artista tra disegni e oli seguendo il fil rouge delle sue lettere. Al MAR, di Ravenna, dal 7 ottobre, Mostra e Biennale internazionale dedicata al mosaico. L’Italia degli anni 60 / 70 è protagonista della Retrospettiva ‘Arte ribelle’, dal 12 ottobre a Milano, Gallerie del Credito Valtellinese. Impegno sociale e grande fotografia documentaristica al ‘Festival della Fotografia etica’, a Lodi, dalla prima settimana di ottobre a tutti i fine settimana del mese.
       A Ferrara, Palazzo dei Diamanti, dal 4 ottobre, mostra dedicata a ‘Carlo Bononi’, l’ultimo sognatore dell’ Officina ferrarese’ . Tutta al femminile la mostra ‘Divina Creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento’, dal 15 ottobre a Rancate, Canton Ticino, Pinacoteca cantonale ‘Giovanni Zust. A Castelfranco Veneto, Treviso, Casa Museo Giorgione e altre sedi, ‘Le trame di Giorgione’. Con Giorgione altri grandi dell’arte veneta sino a Tiepolo, uniti dal tema del ritratto e del vestito come status symbol.
       Dal 4 novembre, il Museo della Ceramica di Faenza propone la prima Monografica di Achille Calzi, grande interprete della ceramica faentina tra Simbolismo e Liberty.  Dall’11 novembre, Palazzo Magnani, a Reggio Emilia, straordinaria mostra su Kandinsky, ispirata al rapporto che Spiritualità, Arte e Musica condividevano in lui.  Dal 14 novembre, al Nuovo Museo Nazionale collezione Salce, di Treviso, appuntamento con ‘Illustri Persuasioni’: magnifiche testimonianze, circa un centinaio, dell’arte pubblicitaria tra le due guerre mondiali, dal 1920 al 1940. 
       A Padova, Palazzo del Monte, dal 18 novembre, ‘Il cielo stellato sopra di noi. Galileo e le arti’, viaggio nell’universo galileiano, fatto di scienza ma anche arte, letteratura, poesia. Sempre dal 18 novembre. e fino al 10 dicembre, a Lucca, Biennale internazionale di fotografia. Tema ‘Il Mediterraneo’ raccontato e indagato attraverso 22 notevoli mostre.
    Lauretta Vignaga
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