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Autore: Lauretta Vignaga

  • Agosto sotto le stelle

    Agosto sotto le stelle

    La magia delle stelle cadenti si prolunga fino al 26 del mese.

    Rovigo, Veneto –  San Lorenzo è, per tradizione, la notte delle stelle cadenti, le ‘Perseidi’, così chiamate perché se in questo periodo si guarda verso il cielo, il punto da cui sembrano provenire tutte queste stelle è posto nelle vicinanze della costellazione di Perseo. In realtà non si tratta di stelle  ma di residui dello sciame della cometa Swift – Tuttle, lasciati cadere durante il suo passaggio. Entrando in contatto con l’atmosfera ad  altissima velocità, i frammenti bruciano creando scie luminose. La cometa è stata scoperta dall’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli nel 1862, il primo a collegare meteore e comete.
       Una notte, il 10 agosto, in cui la tradizione ha unito insieme scienza e fede  nel ricordo del santo martire. Le stelle, però, non hanno l’abitudine di rispettare le tradizioni, anzi, quest’anno saranno in ritardo: il vero appuntamento è fissato nella notte tra il 12 e il 13 e le notti successive, quando le Perseidi saranno molto più nitide. Il fenomeno delle stelle cadenti è ciclico e si ripete tutti gli anni. Per vederlo non serve il telescopio, basta puntare gli occhi verso nord- est e attendere la parte più alta della notte, quando il ‘Radiante’, il punto di provenienza delle meteore. è più alto, oltre i 60 gradi, e in poco tempo si potrà vedere il maggior numero di stelle cadenti. Il fenomeno sarà particolarmente intenso la sera del 12 dal tramonto alle prime luci dell’alba del 13. Lo spettacolo si ripresenterà fino al 26 di agosto se si adottano particolari accorgimenti: essere in luoghi lontano dalle città e isolati, soprattutto se in montagna; guardare verso nord – est e concentrare l’osservazione tra le 24 e le 4 di mattina.
       A Rovigo, il Gruppo Astrofili Polesani, nelle serate 10 – 11 e 12 agosto, organizza, a Sant’Apollinare, nell’Osservatorio astronomico ‘Vanni Bazzan, via Sinesio Cappello, vicino all’ Istituto Tecnico Agrario, cell. 340 7149909, le ‘Serate delle Stelle cadenti’, tre serate di apertura per lo straordinario fenomeno, con osservazioni guidate del cielo al telescopio e a occhio nudo, in attesa delle meteore. L’ingresso è libero. 
       Durante gli incontri, Jerry Ercolini, esperto di radioastronomia, grazie ad un particolare strumento, permetterà ai presenti di ascoltare il passaggio delle stelle cadenti.
       Gli appuntamenti all’ Osservatorio continuano nelle serate del 18 e 26 agosto, alle 21.30, con la musica. Il 18, a condurre la serata sarà il gruppo di musica jazz ‘Salt & Pepper’, arricchito dalla voce del giovanissimo Giovi, promessa canora della città.  Il 26 dello stesso mese, al microfono ci sarà il ‘Nodo Trio’, di Tiziano Negrello, musicista polesano affermato anche all’estero. A completare le serate ci sarà l’osservazione delle stelle, con spiegazioni sui misteri dell’universo; letture di pagine letterarie e poesie,  esposizioni di opere di artisti. Per tutti la possibilità di bevande e ristoro nello spazio del parcheggio della struttura.
    Lauretta Vignaga
  • Lungo il fiume e tra gli alberi

    Lungo il fiume e tra gli alberi

    A Ceregnano, Sala Consigliare, la mostra fotografica di Roberto Bottari visibile fino al 10 agosto 
            Un nucleo di foto, selezionato fra alcune centinaia, per raccontare, vedere e ‘ascoltare’, con la mente, il ‘Grande Fiume’, che, placido e possente, attraversa la pianura e, lambendo anse e isolotti, si getta nel mare. Una mostra per appassionati e amanti del bello, inaugurata il 3 di agosto nella Sala Consigliare del Comune di Ceregnano, dove si potrà vedere fino al 10 di agosto. Immagini scattate nelle diverse stagioni dell’anno, e nelle diverse ore del giorno: quando il sole riflette i suoi raggi sulla corrente ondulata o quando sull’acqua ristagna la prima nebbia d’autunno. Quando gli alberi riflettono sulla corrente il verde intenso delle loro chiome o quando settembre dipinge di rosso e di giallo le foglie per l’ultimo festa.
       ‘Lungo il fiume e tra gli alberi’, titolo che ho dato al commento scritto per la mostra di fotografie, esprime la necessità di soffermarsi sulle immagini realizzate da Roberto Bottari, analizzarne i particolari senza fretta per cogliere l’attimo unico e irripetibile che custodiscono. Percepire la vita nelle cose, di quell’unicum a cui anche noi apparteniamo.
    Tramonto sul Po
    foto Bottari
    “Lungo il fiume e tra gli alberi scorre una vita meravigliosa, celata nell’ondeggiare dell’erba, sussurrata dalle foglie che fremono alle carezze del vento; custodita nei tronchi e fra i rami che si protendono verso il cielo. D’estate, l’acqua lambisce pigramente gli isolotti di sabbia che rallentano il suo corso e i pioppi, all’imbrunire, favellano di miti e leggende. Raccontano di Eridano che accolse tra i suoi flutti il carro in fiamme di Fetonte figlio di Apollo. E delle Eliadi che, in riva al fiume, piansero sconsolate il fratello prima di essere trasformate nei pioppi che accompagnano le rive del Po. Anche la vita dell’uomo scorre incessante: insegue la velocità su nastri d’asfalto e non vede il cielo azzurro di settembre e le nuvole che galoppano sul pelo dell’acqua. Nella pianura che si stende sotto gli argini, la gente del Polesine ha costruito le proprie case e i paesi. Ha lavorato i campi e seminato il grano; ha creato delle comunità e gettato le basi per un futuro migliore. Oggi il ‘Grande Fiume’ è anche importante via di comunicazione, tracciato per gare sportive e, sugli argini, i bikers sperimentano una nuova forma di turismo.
       La luce è l’elemento che rende unica e vibrante ogni foto scattata: la luce rosea dell’alba e il rosso infuocato dei tramonti; la luce che spezza gli esili arbusti immersi nell’acqua delle golene e il pallido raggio di novembre in lotta con la nebbia che sale dalla terra. Acqua e cielo, terra e acqua e il lavoro dell’uomo: il mondo intero condensato in una mostra da non perdere.
    Lauretta Vignaga
  • Da Rovigo in giro per l’Italia. La mostra su Frida Kahlo potrebbe diventare itinerante

    Da Rovigo in giro per l’Italia. La mostra su Frida Kahlo potrebbe diventare itinerante

    Rovigo, Veneto –      Curata nei particolari e innovativa nella concezione, la mostra di Giancarlo Gulmini dedicata a Frida Kahlo, ospitata in Pescheria Nuova a Rovigo, dal 25 marzo al 13 aprile di quest’ anno, ha profondamente colpito il pubblico rodigino e polesano e i numerosi visitatori arrivati in città da altre province. Una donna e un’artista sconosciuta ai più, che ha commosso per le vicende personali, incuriosito per il carattere indomito che l’ha spinta a lottare per avere una vita il più possibile ‘normale’. Ammirato per la forza straordinaria di Frida nel rivendicare il proprio ruolo
    e diritto di essere donna.
    A confermare tutto questo sono le stesse impressioni, i commenti che la gente ha lasciato dopo la visita alla mostra, ricca di ritratti e riproduzioni di foto realizzati da Giancarlo Gulmini a china e con colori a olio. Avvincente come un romanzo grazie ai pannelli descrittivi, alternati ai quadri, che hanno documentato con ricchezza di particolari la tragedia che ha cambiato per sempre il destino di una ragazza messicana.
       Ne riportiamo alcuni, presi a caso dal diario delle firme giornaliere. “Bellissima mostra e stupende le chine”……. ” Toccanti le descrizioni della vita di questa straordinaria artista”……….Un turbine di positività in un mondo che sta implodendo”………Grazie per la bella mostra e per aver finalmente organizzato a Rovigo una bella cosa”…….. ” Interessante la spiegazione del percorso di vita di Frida”…….” Ho visto la mostra di Bologna e questa è un perfetto complemento”……Grazie per averci fatto conoscere cose che toccano l’anima”……” Un segnale di speranza nella sofferenza più cupa”………”Complimenti per la scelta fatta e lo sviluppo della stessa con estrema padronanza della tecnica e della materia”……Quando si parla con il cuore è sempre al cuore che si arriva”…….A Rovigo ci vogliono più esposizioni di questo genere”…..Un tipo di mostra che Rovigo aspettava da tempo”….
        L’allestimento stesso della mostra, del tutto innovativo rispetto alle tante esposizioni organizzate in passato, in Pescheria Nuova, ha profondamente contribuito al suo successo: la via di accesso obbligata, creata ex novo con pannelli di stoffa pesante che nulla lasciava intravedere a chi passava davanti alla porta della Pescheria, le luci, la riproduzione degli oggetti, degli abiti di Frida, degli autoritratti che dipinse osservando se stessa allo specchio.
         Concluso l’ evento rimaneva la curiosità sul ‘dopo’, sul destino di Frida, sul personaggio che aveva preso vita davanti al pubblico il giorno dell’ inaugurazione della mostra, vestito come Frida, disperato come Frida dopo i tanti interventi subiti.
     
    Come ha conosciuto Frida Kahlo – chiediamo a Giancarlo Gulmini, polesano di Rosolina e pittore per passione.  “Ho cominciato a dipingere come autodidatta, stimolato dalla frequentazione di alcuni amici pittori. A 9 anni, però, ho vinto il primo concorso bandito da Ina Assicurazioni.
    Sono sempre stato molto preciso nel disegnare con la china.  La mia prima esperienza è stata con le vedute della vecchia Rovigo di cui cercavo di ricreare o sviluppare particolari che non apparivano nelle illustrazioni d’epoca. Nel 1969 ho realizzato il mio primo quadro a olio che ho regalato a mia madre. Il paesaggio era il soggetto che preferivo. Ho cominciato a esporre le mie opere, da solo o con altri artisti, senza appoggiarmi a gallerie d’arte. Nel 2016, cedendo all’invito del gallerista Signorini, ho fatto una mostra a Lendinara: in esposizione molti paesaggi e alcune opere figurative. Frequentando la galleria, ho scorto, nell’ufficio di Signorini, il ritratto di una giovane donna, molto diversa da quelle che vediamo di solito. Ho chiesto chi era e, per la prima volta, ho sentito il nome di Frida Kahlo, assieme all’invito a informarmi su di lei. Ho seguito il consiglio e, colpito dalla storia di Frida, ho deciso di dedicarle un quadro. Tela che, in seguito, ho inserito nella mostra in corso a Lendinara. Era l’aprile del 2016 e da allora ho continuato a studiare il tema e il personaggio, progettando di realizzare una mostra su Frida Kahlo”.
        
    Come è andata con i finanziamenti?  ” E’ stata una sfida con me stesso ma è andata bene. Ho parlato in giro del progetto e della protagonista e ho ottenuto l’adesione di 45 sponsor, più di quanti ne servivano. Altre persone mi hanno concesso il patrocinio e tutto è andato per il meglio. Dopo questa esperienza, superiore a ogni aspettativa – conclude Giancarlo Gulmini – vorrei portare la mostra su Frida in altri luoghi d’Italia, magari aggiungendo o perfezionando qualcosa”.
     Ringraziamo Giancarlo Gulmini per questa intervista, in attesa di nuovi sviluppi.
    Lauretta Vignaga
  • Le vicende storico-artistiche delle Secessioni europee in un’unica grande mostra a Palazzo Roverella

    Le vicende storico-artistiche delle Secessioni europee in un’unica grande mostra a Palazzo Roverella

  • Arting Pot – Fusioni d’arte: conclusa la seconda settimana d’alta formazione per danzatori contemporanei

    Arting Pot – Fusioni d’arte: conclusa la seconda settimana d’alta formazione per danzatori contemporanei

    Rovigo, Veneto – ‘Ai confini dello spazio è il titolo che contrassegna la conclusione della seconda settimana del corso di alta formazione per danzatori contemporanei  inserita nel progetto ‘Arting Pot – Fusioni d’arte. Focus della sessione il rapporto tra danzatori e lo spazio concluso, in questo caso la gradinata e il portico del palazzo della Gran Guardia, che custodisce busti, lapidi e memorie di uomini che hanno dato la vita per la patria. Un luogo affiancato da una sala destinata a incontri e convegni pubblici, anch’essa luogo concluso dove aleggiano ancora memorie di sacrifici e dolore degni  di rispetto e venerazione.
        La gestualità dei singoli partecipanti al corso e del gruppo, considerato nella sua unità, studiata e messa a punto da Riccardo Meneghini, coreografo e ballerino, ospite e referente di una intensa settimana di perfezionamento. Iniziando dalla scalinata esterna, i danzatori si sono seduti e poi sdraiati, procedendo con movimenti lenti verso il portico dove hanno iniziato un percorso dall’estrema parte sinistra verso il lato destro, rivolto alla piazza sottostante, alzando le braccia e piegando il busto in avanti, sfiorando la parete di fondo e le lapidi che ricordano i martiri della patria. Trascinandosi con fatica sono entrati nell’edificio storico dove singolarmente e poi in coppia e in gruppo hanno reso con intensità di partecipazione e condivisione emozionale la tristezza che aleggiava attorno e condizionava i loro movimenti. 
      Il corso riprende lunedì 17 con la guida di Danilo Colonna, altro coreografo di altissima formazione, che accompagnerà il gruppo dei danzatori contemporanei alla conclusione definitiva con la performance ‘Motor’ che si svolgerà in piazza Tienanmen, alle 19.30.
    Lauretta Vignaga
  • ‘City Camp 2017’, un successo targato Istituto Comprensivo Rovigo 3

    ‘City Camp 2017’, un successo targato Istituto Comprensivo Rovigo 3

    Rovigo, Veneto –  Due settimane di full immersion nella lingua inglese, in compagnia e con il supporto di tutors giovani e dinamici provenienti da paesi di lingua inglese. La quarta edizione di ‘City camp’ si è conclusa, venerdì pomeriggio, sul palco  del teatro della Parrocchia di San Bartolomeo, con il tradizionale show che ha coinvolto 65 ragazzi dell’Istituto Comprensivo Rovigo 3, il gruppo più numeroso tra quelli degli Istituti che hanno aderito all’ iniziativa. A guardarli, ascoltarli e applaudirli genitori e nonni, fratelli più grandi e più piccoli, stupiti della scioltezza del linguaggio, la disinvoltura e lo spirito sbarazzino messi campo per l’occasione.
    Cinque i livelli di preparazione e cinque i gruppi che hanno lavorato con altrettanti tutors su percorsi individuali. Mattinate di lavori di gruppo, attività pratiche, giochi e dialoghi da costruire per dare vita a storie di agenti segreti e spie; maghi buoni e malvagi,  con cui allearsi o combattere per salvare l’universo. E poi le canzoni mimate, indispensabili per limare le difficoltà della pronuncia, e le scenette a tema dove i costumi di carta dipinta raccontavano il ruolo di ciascuno.
     Uno show coloratissimo introdotto dalle immagini delle attività della mattina e del pomeriggio, tra gli spazi delle classi e del giardino della scuola. Poi, il gruppo del 5° livello, seguito da Mariana, tutor statunitense, ha dato vita ad una scuola per agenti segreti, buffi e un pò imbranati. Il livello 6A, seguito da Gina, tutor della Nuova Zelanda, ha raccontato come funzionano le cose all’Università di magia. Il livello 6B, preparato da Laura, tutor canadese, ha raccontato la storia di una scuola diventata di ghiaccio per magia.  Il livello 7, seguito da Ben, tutor della Gran Bretagna, ha raccontato il seguito della tragedia del Titanic, un’isola della sopravvivenza, su cui hanno trovato salvezza alcuni scampati: il ‘Two – Tanic’. Il livello 8, affidato a Pamela, tutor irlandese, ha riassunto, cantando, il lavoro dell’apprendista.
         Canti conclusivi, consegna dei diplomi e un grosso ‘arrivederci’ al prossimo anno, hanno siglato la fine.
    Lauretta Vignaga
  • L’ordine degli ingegneri festeggia San Benedetto

    L’ordine degli ingegneri festeggia San Benedetto

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    Rovigo, Veneto –  Per la prima volta nella sua storia, l’ Ordine degli ingegneri, costituito nel 1926, ha festeggiato il santo patrono: San Benedetto. Mercoledì 11 luglio, ricorrenza della festa di San Benedetto da Norcia, un gruppetto di ingegneri della provincia di Rovigo, si è dato appuntamento nella chiesa della Rotonda per la celebrazione della messa officiata dal vescovo, Mons. Pierantonio Pavanello. Fondatore del monachesimo occidentale e della civiltà cristiana europea, la figura del santo è stata delineata nell’omelia tenuta dal vescovo che ha sottolineato l’importanza della diffusione della ‘Regola’ monastica del santo, che ha insegnato a vivere nell’ordine e nella pace, rintracciando nella croce, nel libro e nell’aratro gli strumenti della vita civile cristiana. “Sintesi della sua ‘Regola’ il motto ‘Ora et labora’ dove ‘Ora’ indica la preghiera e la meditazione dei sette momenti di ogni giornata e ‘labora’ , il lavoro, il darsi da fare con impegno e fatica, obbedendo all’abate e mantenendo stabilità di vita nello stesso luogo” – ha spiegato Mons. Pavanello.    ” Principi nuovi per un’epoca sconvolta dalle invasioni barbariche; che ebbero il potere di civilizzare le popolazioni d’Italia e d’Europa sconvolte da due secoli di scorrerie che avevano distrutto la civiltà romana e il mondo occidentale. Proprio perché, con la sua ‘Regola’ Benedetto ha progettato e diretto la vita cristiana e civile sia nei monasteri che tra le popolazioni incolte,  Benedetto è stato scelto come patrono degli ingegneri. Con la stessa oculatezza di un ingegnere ha, infatti, progettato i primi monasteri e incitato i  monaci a bonificare le terre deserte e insalubri che i potenti dell’epoca donavano ai monasteri. La sua influenza è stata determinante anche in Polesine dove ha fatto bonificare i terreni dell’Abbazia di Pomposa e della Vangadizza. La ‘Comuna di Ceregnano’ è ancor oggi testimonianza viva di quell’opera civilizzatrice ed evangelizzatrice” – ha concluso.

       La celebrazione religiosa è stata resa ancora più suggestiva dall’esecuzione di una stupenda ‘Ave Maria ‘ cantata dal mezzosoprano Elena Rosolin Corso, in coppia con il maestro organista Gianmaria Romanelli, accolta dagli scroscianti applausi del vescovo e di tutti i presenti. A renderla ancor più signiifcativa la dedicazione al suffragio delle anime di tutti gli ingegneri defunti, in particolare dei presidenti dell’ordine: Luigi Crocco, Luigi Milani, Dino Stori, Oscar Marin, Ivo Bolzoni, Rodolfo Govoni. Un particolare riconoscimento è dovuto all’ingegner Pino Padoan per aver sostenuto con calore l’iniziativa.
    Lauretta Vignaga
  • Riccardo Meneghini ospite di Arting Pot Fusioni d’Arte seconda edizione

    Riccardo Meneghini ospite di Arting Pot Fusioni d’Arte seconda edizione

       Conclusa, sabato 8 luglio, la prima settimana di alta formazione professionale per danzatori contemporanei, guidata dalle danzatrici e coreografe Simona Argentieri e Romina Zangirolami, con la performance a Parco Langer, il progetto Arting Pot Fusioni d’arte continua il suo percorso con la seconda settimana di formazione che registra come ospite il coreografo e danzatore Riccardo Meneghini. Spazio individuato: il portico e la sala della Gran Guardia dove si svolgerà la performance conclusiva sabato 15 luglio.
      L’incontro con la stampa, ieri pomeriggio, nella stessa sede, ha offerto la possibilità di incontrare Giorgia Businaro, di Legambiente Veneto, e Romina Zangirolami, coreografa e titolare di Cantieri culturali creativi, referenti, in collaborazione con altri enti e associazioni, di Arting Pot Fusioni d’Arte, progetto selezionato e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e conoscere le finalità del progetto stesso. ” Abbiamo analizzato la provincia di Rovigo e preso atto che si tratta di un territorio ricco di talenti e potenzialità ambientali e culturali che non vengono sviluppati e valorizzati ” – ha iniziato a spiegare Giorgia Businaro. “Ci siamo soffermati a considerare i tanti luoghi degradati e abbandonati che potevano tornare ad essere frequentati dalla cittadinanza e riconnessi al tessuto sociale. Un processo che poteva coinvolgere anche i richiedenti asilo e riaprire luoghi e piazze come è avvenuto con villa Valente Crocco a Badia Polesine. Nel nostro programma c’ è la volontà di riaccendere l’attenzione su una location dimenticata e su un gruppo che conclude la settimana di formazione”.
        In merito alla scelta della Gran Guardia come location dove concludere l’attuale settimana di formazione, Riccardo Meneghini ha spiegato che gli piaceva l’idea di ricordare e far ricordare le persone a cui è stata dedicata una lapide o un busto sotto il portico della Gran Guardia. “Uomini che hanno sacrificato la vita per la patria. Li ricorderò iniziando il mio percorso dai gradini e procedendo verso l’alto, sottolineando l’amore per la patria più forte di quello per la propria vita. Sarà, in questo modo, ricordata anche la storia, la nostra identità e la volontà di  conoscerla e abbracciarla per non avere paura del diverso e di chi è estraneo”.
      Intervenendo a sua volta, Romina Zangirolami ha precisato che i coreografi ospiti sono persone di valore internazionale e i nove  partecipanti al corso possono confrontarsi con elementi di grande professionalità. Ha, inoltre, spiegato che il tutto si conclude sabato 22, alla fine della terza settimana, in piazza Tien An Men. “ La danza contemporanea è ancora poco nota e diffusa nella nostra realtà” – ha aggiunto. “E’ un mondo tutto da conoscere e far apprezzare, soprattutto dai giovani. In questo corso solo due partecipanti sono del Polesine; nessuno è un principiante e in base al curriculum presentato sono stati tutti accolti.
    Lauretta Vignaga
  • Al Manegium la ‘Rassegna d’arte contemporanea’ è l’evento clou dell’estate

    Al Manegium la ‘Rassegna d’arte contemporanea’ è l’evento clou dell’estate

    Rovigo, Veneto –  Si è rivelato l’evento più atteso dell’estate al Manegium la 25^ Rassegna d’arte contemporanea organizzata dal ‘Gruppo culturale e di ricerca ‘Il Manegium’ onlus.  Novantadue gli artisti partecipanti, che amano e praticano la pittura a tutti i livelli, e centotrenta le opere inviate, testimoni delle esperienze, ricerche,  emozioni, attese e desideri di chi, con colori e pennelli, si è messo in gioco confrontando se stesso con la natura, il mondo che lo circonda e una società sempre più complessa.
    La provenienza, non solo dal Veneto e da regioni limitrofe come l’ Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia, ma dalla Toscana, la Lombardia e persino dall’ Italia del sud, confermano il carattere nazionale che, negli anni,  la manifestazione ha assunto. Lungo e complesso il lavoro della giuria, formata da Lisa Mantovani, Lauretta Vignaga e Natalino Secchiero, per l’alta qualità dei lavori presentati e la necessità di restringere la rosa dei finalisti.
       Sabato sera, 8 luglio, la premiazione che ha coinvolto tutti. A fare gli onori di casa il presidente del Manegium, Adriano Azzi, che ha accolto gli artisti partecipanti e ha consegnato i diplomi condividendo l’incarico con il neo sindaco di Fratta, Giuseppe Tasso, e il direttore della sede locale di RovigoBanca, Credito Cooperativo, tra gli sponsor della manifestazione. Nessuno se n’é andato a mani vuote:  attestato di partecipazione e una bottiglia di vino per coloro che sono rimasti esclusi dalle categorie di merito. Diploma di merito e coppa o diploma di merito e targa di vetro personalizzata per 33 artisti meritevoli di segnalazione.
    I premi acquisto sono stati assegnati a Marina Basaglia, Roberta Bononi, Bruno Ceselin, Diego Dambrosi, Sebastian De Gabbis, Nicola De Benedictis, Giuseppe Fochesato, Uber Gatti, Roberto Nezzi, Piero Paoli, Donatella Proni, Mario Tosi, Renato Vitali, Giampiero Zenerato.
      I primi premi assoluti sono stati assegnati a Ivano Biasetti per la pittura ‘Il racconto dell’Eden’. ” Un quadro complesso, ricco di allusioni tra sacro e profano. In primo piano, alcune mele in un contenitore rimandano alla figura di Eva, tentata dal serpente nel giardino dell’Eden. A sinistra, il volto di un Cristo deluso e addolorato; al centro, la donna di oggi: elegante e sicura di sé.  A destra, Eva, gli occhi e il volto abbassato, prova vergogna per aver causato la caduta dell’uomo . A siglare il tutto il sangue che fluisce a fiotti dall’alto verso il basso, da destra verso sinistra, marchiando ogni cosa”.
     Per la pittura ad acquerello primo premio assoluto a Roberto Scantamburlo  con ‘E vai con la pubblicità’.  “Il quadro, raro esemplare di pittura ad acquerello premiato in questa rassegna, è una allegra riproduzione di uno spot pubblicitario che impazza sui canali Tv dall’inizio della primavera. L’abbonamento a un operatore telefonico è talmente appetitoso che tutti si mettono a ballare per la gioia, a casa e in strada. La felicità diventa virale e chiunque, uomo o donna, inizia a ballare automaticamente, come caricati da una molla. Passi e movenze vengono improvvisati al momento e messi in evidenza dal colore intenso e pieno. L’uomo in blu, con la cravatta rossa, è l’immagine simbolo di un nuovo tipo di alienazione collettiva”.
    Lauretta Vignaga
  • Andos stila il bilancio di un ‘Ottobre rosa’ oltre ogni aspettativa

    Andos stila il bilancio di un ‘Ottobre rosa’ oltre ogni aspettativa

    Chiuso il 18 maggio scorso, con due mesi di ritardo sulla data prevista del 30 marzo, ‘Ottobre Rosa’ edizione 2016/2017, con la campagna di informazione e prevenzione ‘Donne ….il seno di poi’, promossa da ANDOS onlus, ha registrato numeri davvero confortanti, superiori a ogni aspettativa.
    I dati del report conclusivo, presentato ieri mattina, 4 luglio,  in Cittadella Sanitaria, durante l’incontro tra la presidente Andos, Comitato di Rovigo, Anna Maria Cavallari Monesi, assieme ad alcuni medici collaboratori, e i rappresentanti i della Azienda ULSS 5 Polesana, dott. Edgardo Contato, direttore sanitario, e dott. Urbano Brazzale, direttore Servizi sociali,    citano 372 visite effettuate in 18 Comuni della provincia, a partire da novembre 2016. A questo numero si devono aggiungere altre 411 visite fatte nel mese di ottobre, per un totale di 783 visite eseguite. Aggiungendo le donne che si sono avvicinate agli ambulatori per informazioni e consigli, e coloro che hanno preso parte ai vari incontri informativi, susseguitisi da ottobre al 12 maggio,  si può ben concludere che di prevenzione e diagnosi precoce sono state informate oltre 1.300 donne.
      L’incontro in Cittadella Sanitaria ha messo di fronte, oltre ai già citati: Edgardo Contato e  Urbano Brazzale, la presidente Andos , Anna Maria Cavallari Monesi, il  dott, Fabio De Grandis , direttore sanitario Andos, e il dott. Antonio Gandolfi, comitato scientifico Andos.
        In  rappresentanza del  direttore generale Az. ULSS 5, Antonio Compostella, Edgardo Contato ha sottolineato l’ importanza fondamentale della collaborazione tra azienda ospedaliera e l’associazione di volontariato Andos per dare risposte ai cittadini – le donne in particolare –  che devono affrontare un un problema grossissimo quale il tumore al seno. ” L’azienda ULSS 5, non è preparata in  merito perché sta facendo con dignità il proprio dovere di diagnosi e cura pur se il lavoro di screening è altrettanto importante. ” Ogni anno la nostra azienda, con la Breast Unit,  esegue 150 interventi alla mammella e c’è il problema della vicinanza alla paziente che deve affrontare l’intervento. In questo percorso,  la collaborazione con  Andos con  uno specifico programma dedicato alla prevenzione e il cammino di sostegno post intervento, risultano fondamentali . Un ruolo di spicco raggiunto dall’associazione a supporto e integrazione della attività dell’ULSS ” – ha concluso.
       “Oggi siamo qui per presentare le attività  e le iniziative di Andos a cominciare dai dati di ‘Ottobre rosa’  – ha spiegato la presidente.  Un patto di alleanza siglato con i 50 Comuni della Provincia che, fatto unico in Italia, hanno tutti aderito al programma di prevenzione dedicato ai cittadini. Lo screening è cominciato su iniziativa di Andos e Lega tumori e siamo sempre stati quelli che si sono impegnati, in prima linea, per le visite alle donne che non rientravano nella fascia di età prevista per questo controllo. Anche ‘Ottobre rosa’ è iniziato per  nostro impulso; ripreso da una iniziativa degli Stati Uniti avviata oltre 30 anni fa. Ogni anno la riproponiamo con la collaborazione di un  gruppo di volontari, personale formato e specialisti si impegnano volontariamente con visite, e incontri formativi. Se non si esaurisce l’elenco delle visite nel periodi stabilito, vengono individuate altre settimane per le visite già richieste. Da oltre 10 anni ci sono medici che collaborano  volontariamente  e tutte le visite sono gratuite. Le strutture sanitarie private mettono a disposizione gli spazi per le visite e possiamo contare sulla collaborazione delle dott.sse  Annamaria Del Sole e Silvia Toso dell’ Az ULSS 5 Polesana per la Breast Unit, inserite nel Comitato Scientifico Andos Rovigo.
        Abbiamo la possibilità di tenere incontri informativi, parlare del ‘problema cancro’ con la popolazione in maniera meno drammatica, grazie all’organizzazione di eventi piacevoli, come concorsi letterari, gare sportive e concerti. Quest’anno, però, alcune strutture sanitarie private non aderiscono alla campagna di prevenzione perché, finora, hanno potuto rinnovare la convenzione con noi” – ha concluso Cavallari Monesi.
       “Tutti gli interventi chirurgici sono stati dislocati a Rovigo” – ha precisato il dott. Contato. “Gli interventi diagnostici sono
    dislocati sul territorio ma radiografie e screening vengono analizzati solo nel centro Tumori a Rovigo e ogni lettura di  mammografia  viene fatta da due persone diverse. Nei casi di intervento e ricostruzione del seno l’ accompagnamento psicologico post operatorio è svolto dalle collaboratrici di Andos che integrano il lavoro dell’ospedale prima, durante e dopo l’ intervento”.
        Inserendosi nel dialogo, Urbano Brazzale ha definito Andos una sentinella sul territorio sia per l’opera di prevenzione che post operatoria, e il sostegno psicologico al momento del ritorno a casa. Sia in caso di guarigione che di sconfitta.
    In Polesine – è stato aggiunto – il cancro colpisce il 12% della popolazione femminile, in linea con il trend nazionale. Ripercorrendo la sua collaborazione con Andos, iniziata nel 2011, Fabio De Grandis ha sottolineato l’aumento progressivo, negli anni, della richiesta di visite che hanno obbligato i medici ad effettuare le prestazioni solo su appuntamento. Dal canto suo,  Antonio Gandolfi ha precisato l’aumento dell’incidenza del tumore al seno nelle donne sotto i 50 anni e in quelle oltre i 70; dati  che inducono ad abbassare sotto i 45 anni e ad alzare oltre i 70 le età in cui il controllo è obbligatorio.
    Lauretta Vignaga
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