Presentati i vincitori di prosa e poesia del Premio ‘Raìse’ 2017
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Presentati i vincitori di prosa e poesia del Premio ‘Raìse’ 2017
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Rovigo, Veneto – Nato a Copparo, nel cuore del Delta del Po di Ferrara e trasferitosi a Rovigo una ventina d’anni fa, Carlo Campi conserva nel suo DNA la bellezza di una terra rigogliosa e fertile, i colori magici delle albe e dei tramonti che si riflettono sulle acque che scorrono lungo la pianura e attraversano la campagna, dialogando con i pioppi che svettano verso il cielo. Il lavoro di disegnatore meccanico gli impone una quotidianità che mortifica la fantasia e stimola il desiderio di evasione.
Dalle vedute di paesaggio e di città, l’attenzione di Carlo Campi si sposta ai velieri antichi, i galeoni spagnoli con le vele spiegate e i remi che si tuffano nel mare dalle poderose fiancate. Un ritorno al passato, ma con tecniche diverse, sono le vedute delle Dolomiti: i picchi rocciosi spruzzati di neve che si protendono verso il cielo limpido, gli alberi dalla corteccia variegata e i ruscelli che scendono verso valle saltellando fra le rocce scoscese.
Negli anni recenti, da acquerellista, Carlo Campi è diventato insegnante di acquerello, collaborando con alcune classi della scuola primaria. Un’esperienza molto gratificante sia per i bambini che per l’artista. ” Lascio ai ragazzi libertà di iniziativa e scelta dei soggetti, come si trattasse di un gioco. E’ la fantasia che decide” – racconta Campi. “E, quest’anno, ho fatto esperienza anche con gli adulti dell’Università popolare, spiegando come eseguo i miei lavori e realizzando un acquerello in diretta. Ultima scoperta che ho fatto sono gli ‘origami’, visti e provati in montagna a Brunico. Li ho mostrati ai bambini e mi sono reso conto che sono fondamentali per acquisire precisione e manualità nel fare le cose e io provo la gioia di trasmettere agli altri quello che ho imparato a mia volta”. 


Molto gradito lo spettacolo dedicato all’opera


Rovigo, Veneto – Una favola divertentissima e originale che mette insieme la musica dei violoncelli e le simpatiche e inarrestabili formiche di Fabio Vettori.


Rovigo, Veneto – Si apre con ‘Violoncelli all’Opera’ la quarta edizione di ‘Rovigo Cello City’, settimana di concerti dedicata al violoncello che, negli anni, ha registrato la partecipazione di artisti di fama internazionale al fianco di giovani e bravissimi talenti della città e del territorio. Un vanto per Rovigo e un punto d’onore per l’Associazione musicale ‘F. Venezze’ che opera

Il programma proposto comprende le pagine più celebri e coinvolgenti della lirica: arie e duetti che spaziano dall’ ‘Ouverture’ del Guglielmo Tell di Rossini, alla ‘furtiva lagrima’ di Donizetti, dall’intermezzo di Mascagni al famoso ‘Vincerò’ del ‘Nessun dorma’ di Puccini, fino alla conclusione affidata a ‘ O soave fanciulla’, romanticissimo duetto d’amore tratto dalla ‘Bohéme’ che concluderà lo spettacolo con uno straordinario momento di sogno e serenità. Le arie saranno alternate da incantevoli brani strumentali eseguiti dai giovani e bravissimi solisti: Riccardo Giovine, Michele Ballo, Leonardo Duca, Marina Pavani, Alessia Bruno, Edoardo Francescon, Anastasia Rollo.

……Dal sito di Campestrin, una ciotola con corna di cervo di 3.000 anni fa

Rovigo, Veneto – Un paio di mesi fa, commentando il successo del ‘Maggio rodigino’, siamo intervenuti sulla rivista Ventaglio90.it Focus web sottolineando che Rovigo aveva sì guadagnato una certa visibilità con le manifestazioni proposte ma si trattava di manifestazioni ‘importate’, che non davano risalto alle ‘nostre’ ricchezze, in particolare al Museo dei Grandi Fiumi, che, dopo le poche, frequentatissime edizioni di ‘Con le mani nella storia’ è ripiombato nell’oblio. Nessuna iniziativa per convogliare i rodigini e i polesani nelle sue sale e conoscere il passato millenario di questa terra, testimoniato dal patrimonio di reperti che vi sono custoditi. In particolare, la sezione dell’età del Bronzo che custodisce le tracce molto consistenti di una ‘Via dell’Ambra’, la preziosa resina fossile che, dai giacimenti delle coste del mar Baltico, arrivava fino a Grignano Polesine, in località Campestrin, per essere lavorata.

La mancanza di qualsiasi collegamento tra quell’oggetto e gli altri reperti portati alla luce a Campestrin, indusse il gruppo di ricercatori e archeologi impegnati negli scavi e, poi nella identificazione e classificazione dei materiali da conservare nel Museo dei Grandi Fiumi, a immaginare una storia, non vera ma verosimile, su quella ciotola incorniciata da corna di cervo. Stampata in un libretto, ricco di illustrazioni, la riportiamo qui sotto come un affresco tracciato all’alba della storia dell’uomo. A completarlo è la stessa ciotola, testimone e custode di un capitolo di storia di 3.000 anni fa. Si intitola:....

Rovigo, Veneto – Dovendo liberare spazio nella mia casa, ho donato una grossa quantità di oggetti – raccolte di riviste, libri di vario genere, biancheria in buono stato, oggettistica e complementi di arredo – alla Emmaus, comunità di Fiesso Umbertiano che seleziona tutto ciò che può essere riutilizzato, lo ripara se è necessario, e lo mette in vendita nel mercatino solidale dell’usato e dell’antiquariato, aperto il giovedì e il sabato e la seconda domenica di ogni mese, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. In questo modo la comunità si finanzia con il proprio lavoro, può accogliere persone in stato di bisogno, proponendo loro di lavorare assieme per poter vivere dignitosamente, senza essere degli assistiti, e poter, a loro volta, servire i più bisognosi.
La comunità Emmaus, associazione di volontariato e solidarietà, con sede in via Trento, 297, 45024 Fiesso Umbertiano, Rovigo, tel. 0425 – 754004, è nata nel 1995, quando Armanda Colognesi, di Rovigo, realizzò la volontà del fratello Antonio Mario, espressa nel testamento, di destinare alla Emmaus, considerata il destinatario più meritevole, un lascito di 4 ettari di terreno agricolo e un grande palazzo padronale, risalente alla fine del ‘700, attorniato da adeguati servizi.Nel 1997 la Comunità Emmaus iniziò la sua attività accogliendo persone in condizioni economiche e abitative difficili: ex detenuti, persone senza fissa dimora, immigrati, alcoldipendenti, offrendo, con continuità, vitto e alloggio nella struttura e predisponendo l’accompagnamento per tutti gli aspetti medico – sanitari, amministrativi e burocratici. Scopo primario: ricostruire, attivare e valorizzare le attitudini di chi entra nella comunità. Offrendo, inoltre, la possibilità di incontrare realtà diverse, organizzando incontri con gruppi Emmaus presenti in tutto il mondo.
A Fiesso, ci sono 15 persone che vivono in comunità e alcuni volontari che svolgono l’attività di raccolta e selezione del materiale usato che viene donato. Con il mercatino solidale dell’usato, la comunità può mantenersi rendendo un servizio all’ambiente e permettendo, a chi ha poche risorse, di comprare a poco prezzo, quello di cui ha bisogno. La raccolta e il riutilizzo dell’usato costituisce un percorso di reinserimento sociale per le persone accolte e, per alcune di loro, è, anche, l’occasione di svolgere, per la prima volta nella loro vita, una qualche forma di attività lavorativa. L’accoglienza, primo obiettivo della comunità, può durare tutto il tempo necessario a rielaborare un nuovo progetto di vita.
Da sottolineare, anche, i ‘Laboratori di autopromozione’ ispirati ai principi del ‘Sapere e Saper fare’, grazie al recupero di un insieme di pratiche tradizionali che, sotto la stretta della crisi economica e dell’emergenza ecologica planetaria, offrono risposte chiare e alla portata di tutti, aiutano a cambiare il proprio stile di vita e migliorare il rapporto con l’ambiente. Il ‘Sapere’ e ‘Saper fare’, considerati arretrati e poco scientifici, che, invece, liberano dalla dipendenza delle merci e del mercato. 
