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Autore: Lauretta Vignaga

  • Caffettiamo Photo Room: mostre di foto, ma anche…

    Caffettiamo Photo Room: mostre di foto, ma anche…

    mostre di foto, ma anche luogo  di incontro e confronto.
     Rovigo, Veneto – Inaugurato da poco, lo spazio messo a disposizione degli appassionati di fotografia alCaffettiamo Photo Room, sta assumendo le caratteristiche di un vero e proprio luogo di incontro, dialogo e scambio di esperienze che vanno oltre le tecniche e i dispositivi fotografici. La presenza attiva di persone impegnate in settori diversi della cultura e dell’arte diventa stimolo per di programmare iniziative da condividere e promuovere.
    Dopo  ‘Dettagli urbani’, l’esposizione di foto di Roberto Bottari con cui è stato inaugurato il ‘Caffettiamo Coffe Room’, è stato l’ambiente montano, interpretato da Dario Barin ad affascinare fotografi e pubblico convenuti alla inaugurazione di sabato 25 febbraio. Paesaggi di grande bellezza che testimoniano lo stretto rapporto che ci deve essere tra uomo e natura perché all’ambiente non venga mai negato rispetto e protezione.
      Le immagini dei boschi innevati, delle cime rocciose che fanno capolino tra le nubi che si allargano nelle vallate, i prati fioriti a primavera e le cascate dei ruscelli che Barin ci regala  fanno sorridere di piacere mentre, con la fantasia, immaginiamo di essere là. Scatti che raccontano la sua predilezione  per i declivi ondulati e le asperità delle cime; la luce che si riverbera sulla neve e i sentieri scoscesi su cui i mandriani  guidano le mucche verso l’alpeggio. 
     Introdotto da Roberto Bottari, l’amico di sempre, di Dario Barin è stato sottolineato il percorso di sperimentazione e formazione per cogliere immagini e situazioni che esprimessero stati d’animo, emozioni, condivisione  e quella particolare sensazione di essere  parte viva della natura e della sua bellezza. “Tanti i maestri fotografi che ha incontrato e seguito nelle  realizzazioni dei loro album, nelle loro ricerche  su ambienti e paesaggi che venivano commissionati. Numerosi  gli amici e i colleghi con cui si è confrontato per arricchire la sua sensibilità. “Giunto a questa fase del cammino,  dopo aver tanto fotografato e sperimentato – è intervenuto l’artista – sorge la necessità di chiedersi la ragione del fotografare. Di fare la sintesi di un percorso per andare oltre  tutto quello che è già stato e ripartire dall’inizio.  Ho sempre amato la montagna; ho camminato e fotografato cercando di cogliere quelli che erano momenti unici, pronti a mutare in una manciata di secondi. Le foto che espongo qui, oggi, sono una autentica novità, mostrate per  la prima volta perché qui non c’è l’ufficialità della galleria, solo la  semplicità del rapporto fra amici e l’autore si giudica dalle opere. Una foto non è la  semplice riproduzione della realtà, ma  qualcosa del tutto autonomo che nasce dall’anima  chi la realizza, guardando oltre la realtà. Sarebbe interessante – ha concluso, fare un confronto fra fotografi del passato e coloro che, oggi, si avvicinano per la prima volta a questo mezzo di espressione e comunicazione”.
    Lauretta Vignaga
  • Rotary Day, valori, scopi e progetti. In Pescheria a Rovigo l’incontro con la cittadinanza

    Rotary Day, valori, scopi e progetti. In Pescheria a Rovigo l’incontro con la cittadinanza

    Rovigo, Veneto – Presente in Polesine con 4 clubs, relativi alle aree di: Rovigo, Badia, Lendinara alto Polesine, Adria e Porto Viro, il Rotary club International ha festeggiato, venerdì 24 febbraio, la ricorrenza della propria fondazione, avvenuta a Chicago il 23 febbraio 1905. L’ideatore fu un avvocato, Paul Harris, assieme a tre amici, con il puro scopo dell’amicizia e della stima reciproca subordinate alla solidarietà. Il Rotary Day del club rodigino, condiviso con il Rotary di Badia Lendinara Alto Polesine, ha fatto base nella sala della Pescheria Nuova, registrando interesse e partecipazione da parte della cittadinanza.
       Ad aprire l’incontro il presidente del Rotary Club Badia Lendinara Alto Polesine, Enrico Ramazzina con: ‘Rotary e Rotary Day’: ‘Valori, vision e mission’, una anticipazione sulle grandi campagne sanitarie sostenute dal Rotary International: nello specifico la vaccinazione contro la poliomielite a livello mondiale. A livello locale, Franco Gobbi, past president dello stesso Rotary club, ha citato la campagna di sensibilizzazione e prevenzione contro il cyberbullismo, iniziata nel 2015 con il supporto di Domenico Geracitano, poliziotto e scrittore. Autore del libro ‘Pensa per postare‘, Geracitano ha incontrato centinaia di studenti, genitori e insegnanti per spiegare le insidie e i pericoli della rete. Con Marina Santi, Dipartimento di Filosofia, Sociologia e Pedagogia, Università di Padova, sono entrati in scena ‘I pensieri dei ragazzi’, programma di educazione alla cittadinanza svolto con il Consiglio dei ragazzi del Comune di Rovigo.
    Dimostrazione di massaggio cardiaco

    La solidarietà si è fatta largo con Handicamp, service sostenuto finanziariamente dai Rotary club del Triveneto e seguito nell’organizzazione e animazione da soci volontari dei vari club e dalle loro consorti. Dalla metà di maggio all’inizio di giugno, decine di disabili e i loro accompagnatori, sono accolti per una vacanza unica all’isola di Albarella. La disponibilità degli alloggi concessi gratuitamente dalla Marcegaglia SpA, lo splendido ambiente dell’isola, tra sole e mare, e la possibilità di usare le attrezzature offerte dal luogo, rendono il soggiorno  indimenticabile per quegli ospiti particolari e le loro famiglie.

     Del progetto, unico nel suo genere, ha parlato Roberto Naldini, figlio del professor Lorenzo, che, 1989, lo aveva inaugurato coinvolgendo i club Rotary del Triveneto. Una realizzazione  rimasta legata al suo nome: Handicamp Lorenzo Naldini. Il Natale del disabile completa in qualche modo la vacanza estiva:  un pranzo per tutti coloro che ad Albarella hanno trascorso i giorni di vacanza, per ritrovarsi, ricordare  e fare festa insieme.
         Lo scambio giovani, i soggiorni all’estero, ospiti di famiglie rotariane, le vacanze in campeggio e i periodi di studio nei vari paesi del mondo sono stati presentati dal socio Giovanni Girardello, nel loro spirito di promuovere l’amicizia e la collaborazione fra i popoli, migliorare la conoscenza della lingua e fare di ogni giovane un ambasciatore del proprio paese.
         Di nuovo riflettori puntati sui giovani con i gruppi Rotaract del Rotary Rovigo e Rotary Badia Lendinara e Alto Polesine. Ragazzi tra i 18 e i 25 anni, pieni di idee, e voglia di fare che si propongono  di essere utili agli altri, migliorare le relazioni fra cittadini, proteggere e migliorare l’ambiente.
         La medicina preventiva e riparatrice hanno coagulato l’attenzione  durante la fase conclusiva del pomeriggio. Con Ruggero Osnato. dirigente medico nell’ Unità operativa di Medicina di Emergenza – Urgenza Ospedale di Ferrara, è entrata in campo la prevenzione e la pratica della rianimazione cardio – polmonare, con cui si può salvare una vita.  “Uno stile di vita sano, accertamenti regolari non invasivi sono la prevenzione migliore, ma in caso di patologia trombotica, è indispensabile sapere cosa fare  e intervenire in tempo utile” – ha spiegato Osnato. “La soluzione migliore è l’uso di un defibrillatore in attesa dell’ambulanza per il ricovero. Se non c’è il defibrillatore, praticare il massaggio cardiaco” – ha aggiunto mostrando come fare.
    Relazione di Sergio Gianesini
    Relazione di Sergio Gianesini

    Sergio Gianesini, medico chirurgo specializzato in Chirurgia generale e d’Urgenza. Università di Ferrara, ha introdotto la ‘Patologia venosa degli arti inferiori: il cammino fra ricerca e solidarietà internazionale’. “Diversi i trattamenti possibili, tutti, comunque, basati sulla asportazione della vena safena, e tutti passibili di recidiva. Meglio conservare senza trattamenti invasivi” – la sua strategia, applicata anche in una campagna di intervento sanitario di prevenzione in Nicaragua.

    Enrico Casazza, presidente Rotary Rovigo ha concluso l’incontro citando: azioni,  valori, speranze, e finalità del club. Sfide pressanti che il Rotary International, a oltre 110 anni dalla sua fondazione e forte di un milione e 200mila iscritti, continua ad accettare per essere testimone e protagonista degli eventi della storia.
    Oggi, a più di 110 anni  da quell’evento, il Rotary club international raccoglie una compagine di un milione e duecentomila iscritti, sparsi nel club di tutto il mondo e continua, tramite i propri distretti, ad essere testimone e protagonista della storia del nostro mondo, impegnandosi nella soluzione di alcuni dei problemi più pressanti dell’umanità.
    Lauretta Vignaga
  • Bellini e i Belliniani dall’Accademia dei Concordi di Rovigo a Palazzo Sarcinelli a Conegliano

    Bellini e i Belliniani dall’Accademia dei Concordi di Rovigo a Palazzo Sarcinelli a Conegliano

    Curata da Giandomenico Romanelli e promossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, la mostra ‘Bellini e i Belliniani’, forte dei capolavori  presenti nella prestigiosa collezione dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, diventa lo spunto per tracciare, nelle sale di Palazzo Sarcinelli, a Conegliano, una specie di mappa del milieu belliniano, o almeno di una parte significativa e originale di quel panorama di  artisti e capolavori della pittura veneziana e veneta negli anni straordinari tra 
    Quattro e Cinquecento. Una scelta quanto mai significativa e opportuna, collocandosi nel V centenario della morte del maestro, che aprirà i battenti il 24 febbraio e si prolungherà fino al 18 giugno.
          Di Bellini ci sono rimasti segni inconfondibili del suo passaggio, i punti di riferimento che hanno fatto scuola per un numeroso seguito di artisti, stilemi di cui possiamo riconoscere gli elementi costitutivi: i contorni semplici di un volto, la postura e la struttura delle mani femminili, i differenti atteggiamenti del Bambinello, oltre ai paesaggi straordinari e incantati: colline scoscese e alberate, città murate e fortificazioni, il profilo lontano di catene alpine. E qualcos’altro che è più difficile descrivere e definire del  mondo belliniano: l’estasi muta e pensosa dei suoi personaggi, quell’essere amorevolmente assorti in pensieri insondabili, la mitezza, quasi pudore degli sguardi, attitudine che parte dal maestro e viene conservata gelosamente e  tramandata dai seguaci. Poi, la svolta atmosferica e tonale della sua pittura, lo ‘sfumato’ in cui svanisce la percezione dei contorni e dei profili, dove i protagonisti sono avvolti e immersi in una luce dorata che nessuno, però, saprà più  eguagliare.
    Madonna con Bambino
    Madonna con Bambino

    Oltre ai due celebri capolavori di Bellini: la ‘Madonna col Bambino Gesù’ e il ‘ Cristo portacroce’, il percorso espositivo propone importanti confronti, contaminazioni, suggestioni con opere di altri artisti: da Palma il Vecchio a Dosso Dossi fino a Tiziano e Tintoretto, ai maestri tedeschi e fiamminghi, per sottolineare la centralità di Giovanni Bellini rispetto a uno scenario che non è solo veneziano e veneto.

       Un percorso narrativo ed espositivo in cui si inseriscono le tante figure che hanno frequentato l’atelier di Bellini: assistenti che hanno lavorato nelle grandi imprese decorative di Palazzo Ducale o nelle sale delle Scuole di San Marco e di San Giovanni Evangelista, aiuti che hanno replicato le tavole più fortunate, destinate alla devozione privata. Personaggi che diventano reali con le loro Madonnine, con le Conversazioni, nei paesaggi idealizzati.
      L’esposizione a Palazzo Sarcinelli si sviluppa secondo una precisa sequenza tematica: 1) L’Alba del Rinascimento; 2) Due Madonne con il Bambino; 3)  Devote meditazioni e santi attorno al trono; 4) Imago Christi; 5) Metamorfosi; 6) Trame di sguardi.

    Cristo Portacroce
    Cristo Portacroce
    info: www.mostrabellini.it; email: ambrosano@civitatrevenezie.it  tel 041.2725912  mob. 338.4546387
    Lauretta Vignaga
  • Insegnare italiano nel 2017

    Insegnare italiano nel 2017

    A Palazzo Roncale il primo di 5 incontri dedicati alla conoscenza e diffusione della nostra lingua.

    L’italiano degli italiani nel mondo. Il fascino della lingua italiana oltre oceano. La glocalizzazione e le sue opportunità. Sono i temi da cui partire per conoscere le ragioni che stanno alla base del successo che la lingua italiana incontra nei paesi anglofoni e nell’ Unione Europea. Nel mondo la parlata italiana è, oggi, sinonimo di eleganza, buon gusto, saper vivere e godere le gioie della vita. Una leva che può rivelarsi efficacissima per promuovere la nostra economia se impariamo a metterla in relazione con tutto quello che rende bello e unico il nostro paese.
    ” Parlare italiano é ‘cool’; vestire, mangiare, comprare italiano è ‘cool’. Ha spaziato a tutto campo in materia di bellezza il professor Paolo Emanuele Balboni, intervenendo all’incontro della Società Dante Alighieri, comitato di Rovigo, del mese di febbraio, dedicato ai soci e ai numerosi docenti di lingua italiana degli istituti superiori della città. L’ItaLS, l’Italiano come lingua straniera, un idioma che si colloca al 4° posto tra le lingue studiate nel mondo.

    “Cosa c’ è nel panorama che vediamo? Cosa affiora all’orizzonte? Qual’è la situazione dell’italiano nel mondo?” – ha anticipato l’illustre ospite. ” Non si tratta solo di classifiche: le esportazioni italiane sono in continuo aumento e questo è il primo riflesso della diffusione della lingua. Nelle università tedesche per la terza età si impara l’italiano; i russi comprano case e proprietà in Italia e mandano i loro figli a studiare qui perché abbiano un diploma riconosciuto dall’Unione europea. In Germania gli studenti di lingua italiana sono passati da 244.000 a 337.000 tra il 2015 e il 2016. In Australia, l’italiano è al 20°posto per diffusione e gli esempi possono continuare a lungo. Una richiesta in continuo aumento a cui danno risposta a fatica i comitati locali della Dante Alighieri, che elencano, attualmente, 2.333.000 studenti.
    Oltre alla Dante, corsi di italiano sono proposti da scuole pubbliche e private, Università, Conservatori, seminari cattolici. Siamo passati dalla globalizzazione alla ‘glocalizzazione’, un miscuglio di inglese, dialetto e altre lingue che ha sostituito l’inglese ufficiale. Un processo che ha trasformato la lingua nel testimone della identità locale di ciascun paese. Come alternativa possibile c’è la diffusione – vendita di una particolare immagine dell’Italia: il buon vivere; slow food contro fast food; cibi e bevande di alta qualità, coltivazioni senza pesticidi, prodotti senza conservanti, coloranti, additivi. Quell’Italia raccontata nel film ‘La grande bellezza’ – ha spiegato Balboni – di qualità pessima ma confezionato su misura per gli americani”.
    Non potevano mancare riferimenti alla musica lirica, che si canta in italiano, ai grandi interpreti, da Muti a Pavarotti, alla italianità delle 10 opere più amate e rappresentate negli States. Incredibili le opportunità offerte dalla glocalizzazione per promuovere il made in Italy: cibo, vino, prodotti tipici si affidano alla lingua italiana per essere acquistati, preparati e gustati. L’ abbigliamento di qualità, la moda, il lusso, parlano italiano e dichiarano un fatturato ben più alto di quello della Fiat.
    ‘Food and Fashion’ le parole chiave di questa straordinaria campagna pubblicitaria per il nostro paese. A cui si affianca una terza ‘F’, ‘Ferrari’ e poi Lamborghini, Ducati, Maserati e la 500 Fiat, status symbol dell’americano di successo che sa vivere bene e trattarsi bene.
    “I ragazzi inglesi non conoscono quasi più le parole di origine sassone perchè usare parole di origine latina ‘fa figo’” – ha aggiunto Paolo Balboni. “A cosa porta tutto questo? A tendenza ben precise: cibo, vacanze, moda, macchine italiane sono chic e diffondono la cultura del profitto, degli affari. Nonostante tutto, siamo ancora l’ottava economia mondiale, la terza in Europa, la 2^ potenza manifatturiera dell’Unione Europea. E in Europa si fa carriera se si è bravi e se si parla italiano. La certificazione della Dante, a tal proposito, è la migliore possibile perchè basata sui risultati, su un percorso che inizia dalle lingue di oggi e arriva a quelle della grande tradizione.
    Vendere corsi di lingua italiana significa anche ‘vendere’ l’Italia con tutto ciò che contiene”. E ha concluso: “Del Veneto si può vendere tutto; a Rovigo si può vendere il Delta del Po. L’insegnante di italiano deve essere professionista della lingua ma anche di marketing per attirare giovani a studiare italiano mostrando quello che c’è attorno e intorno e vendendo quello che viene visto da fuori”.

    Lauretta Vignaga

  • Il miracolo della luce per incorniciare la Natura

    Il miracolo della luce per incorniciare la Natura

    SIMONE BERNELLO OSPITE DI CA’ CORNERA

        Luogo ideale per ospitare rassegne fotografiche di cui sono protagonisti: il paesaggio, la luce, l’armonia della natura, Cà Cornera torna ad essere punto di incontro per  chi ama fermare nel tempo gli attimi irripetibili della vita assieme ai colori del mare e delle lagune, del cielo immenso nel variare dei giorni. Davanti all’obiettivo che indaga c’è una vita segreta che palpita fra i canneti; battere d’ali che s’alzano in volo,  il frusciare  di passi furtivi nell’erba. Emozioni da inseguire e catturare mentre l’anima vibra e ciò che sta attorno appare circonfuso di straordinaria bellezza. 
      Osservando le immagini di ‘Approdi luminosi’, di Simone Bernello, accostate le una alle altre a raccontare la nostra umanità, ad ogni uomo e donna che guarda, risulta evidente  l’unicità che scandisce il percorso di ciascuno in questo mondo. Nella grandezza immensa del Delta si percepisce l’equilibrio che è stato stabilito fra  ogni cosa e creatura, per quanto piccola, per mantenere l’armonia che regola il tutto. Scatti plasmati dalla luce e per la luce quelli che Simone Bernello espone nella stazione di sosta del Delta del Po; foto dove la natura non è un lo scenario di routine ma la meta finale del suo percorso. 
        Nato ad Adria nel 1972, Simone Bernello vive e lavora a S. Pietro di Cavarzere. La passione per la fotografia inizia nel ’90 con una Reflex Praktica MTL 5B analogica. La frequentazione del Fotoclub di Cavarzere promuove il suo interesse e le sue indagini per questo mezzo espressivo. Arrivano i primi successi e, nel 2016, la personale tenuta a Loreo  ottiene larghi consensi.
    La mostra  di Simone Bernello rimane allestita fino al 26 marzo prossimo. Cà Cornera, stazione di sosta nel Delta del Po, si trova a Porto Viro, loc. Cà Cornera, 3, tel. 0425 325006, 342 7518571.
    Lauretta Vignaga
  • ‘Non avere paura’, romanzo rivelazione di Stefano Manfrinato

    ‘Non avere paura’, romanzo rivelazione di Stefano Manfrinato

    Rovigo, Veneto –   “Non ero un uomo di preghiera, ero distratto dai soldi. Lavoro, carriera e guadagno: la mia vita era così. Poi un cambiamento imprevisto e travolgente: finiti i soldi, non sapevo più cosa fare della mia vita; meditavo di dare un taglio a tutto, di finirla……..Mi ha fermato  la riflessione che nessuno è al riparo dalla sofferenza; ho deciso  di mettere tutto ‘ nero su bianco’, di condividere con gli altri la delusione, il dolore, il senso di inutilità e ho ritrovato la fede. Sono contento di essere qui con voi, oggi” – ha dichiarato Stefano Manfrinato incontrando gli anziani,  ospiti del Policlinico ‘Città di Rovigo’ per presentare il suo libro ‘Non avere paura ‘.  ” Per parlare di sofferenza
    – ha aggiunto – bisogna rivolgersi a chi la sta vivendo e può capire, meglio di qualunque altra persona, cosa significhi”.
      Abbiamo incontrato Stefano Manfrinato e parlato con lui di ‘Non avere paura’, il suo romanzo rivelazione.  Insolito il contenuto, ispirato a un ipotetico incontro tra l’autore e Gesù Cristo la sera della vigilia di Natale 2015. L’atmosfera gioiosa e carica di mistica attesa per la venuta di Gesù bambino sulla terra è, all’improvviso, stravolta dalla presenza vera di Gesù che scende dalla croce collocata dietro l’altare maggiore della Chiesa del Duomo, dove la gente si è riunita per la messa di mezzanotte.
     Spontanea la prima domanda che ci viene in mente: Come mai ha scelto di ambientare il suo romanzo nella città in cui vive? – “E’ una scelta voluta: Rovigo è una piccola città, dove la gente si conosce quasi tutta, come nei villaggi della Palestina. Poco influenzata dai centri del potere; dove è ancora sentito il legame con le tradizioni”.
     Tutte le persone vicine all’altare ammutoliscono per lo stupore tranne una bambina. Lei, invece, dal primo momento di quell’incontro viene preso dal bisogno di parlare con Gesù e stargli vicino. E’ sempre stato credente? Ha mai avuto dubbi, allontanamenti dagli insegnamenti del Vangelo? ” No, non ero un vero credente. Quello che mi ha sempre accompagnato e aiutato a crescere è stato il bisogno di confrontarmi con gli altri e riflettere. La scoperta di Gesù è dovuta a incontri con teologi, sacerdoti e tante letture di libri che lo riguardano Per scoprire e conoscere Gesù, bisogna, soprattutto, fare esperienza del dolore e della privazione, quando lo sguardo si volge verso l’alto perché attorno non c’è più nulla. La disperazione diventa stimolo per andare avanti, mettere alla prova la propria fede. La preghiera è fare esperienza di Dio; non basta abbandonarsi a lui con la certezza che ci aiuterà; se prego so che la preghiera mi guiderà a una soluzione”.
        Davanti a Gesù, ascoltando le sue parole, lei percepisce di essera stato ‘chiamato’, scelto per diffondere un messaggio nuovo che condanna la pomposità e la ricchezza della chiesa, l’attenzione all’esteriorità dei suoi ministri. Il suo compito diventa quello di diffondere i capisaldi della fede cristiana: la confessione, la comunione, la meditazione, l’umiltà. “Ho ricevuto dei messaggi da Gesù: la confessione è svuotare l’anima del superfluo; la comunione è condividere la vita: accettare la sofferenza, il lavoro, il sacrificio. Per capire che Dio esiste basta guardarsi attorno, contemplare la natura e il creato”.
      Nel suo libro vengono citate le Comunità Essene e messe in relazione con Cristo.  “Erano comunità povere provenienti dall’Egitto al tempo di Akhenaton, il faraone eretico. Avevano un concetto molto alto della natura e la rispettavano in tutte le sue forme. Praticavano il  rispetto per ogni cosa come se possedesse un soffio di energia divina. Meditavano per integrarsi con i vari componenti del creato, di cui percepivano l’energia. Attraverso il creato si arriva a Dio e alla guarigione. Con la Meditazione raggiungiamo la Memoria Universale di tutte le esperienze collettive e individuali che appartengono alla storia dell’uomo”.
       Alla conclusione del suo breve romanzo lei  affida a se stesso un compito ben preciso: “Non avere paura di parlare di Gesù agli uomini, di far conoscere l’amore che riserva a tutte le creature e raccontare la storia degli ultimi dieci anni della sua vita, fondamentali per tutto quello che è venuto dopo. “Si, considero questa la mia missione perché c’è bisogno di confronto fra le persone e io devo testimoniare la mia esperienza di Dio per provocare reazioni e riflessioni su se stessi e il proprio ruolo
    nel mondo”.
    Nato a Rovigo, Stefano Manfrinato è stato, per molti anni, manager nelle multinazionali della cosmetica e, fino al 2015, ha svolto attività di imprenditore. Oggi è consulente commerciale di una delle principali aziende di cosmetica naturale.
    Lauretta Vignaga
  • Particolari curiosi, effetti cromatici e prospettive insolite…

    Particolari curiosi, effetti cromatici e prospettive insolite…

    Sono i ‘Dettagli urbani’ di Roberto Bottari

    ospiti all'inaugurazione
    ospiti all’inaugurazione

    Rovigo, Veneto. – Ogni città, piccola o grande, oltre all’ aspetto ufficiale che esibisce, offre innumerevoli dettagli della vita che scorre tra le mura domestiche e nelle molteplici attività di lavoro o di svago. Dettagli che, in genere, sfuggono a chi è coinvolto nella routine del vivere di ogni giorno ma si rivelano curiosi e divertenti a chi è capace di vedere oltreché guardare. Spunti di interesse che non sfuggono all’ attenzione di Roberto Bottari e alla sua inseparabile macchina fotografica. Per lui, ogni cosa merita attenzione e se il particolare è confuso, interviene l’obiettivo che dilata e scopre quello che fa la differenza.

    Roberto Bottari e visitatori al Caffettiamo

    Raccolte in paesi e luoghi diversi le immagini catalogate come ‘Dettagli urbani’, sono diventate il tema della mostra allestita negli spazi superiori del locale ‘Caffettiamo’, in Corso del Popolo 2010, a Rovigo, inaugurata sabato scorso, 4 febbraio, e visitabile fino al prossimo 18 febbraio. Un evento che ha richiamato numerosi appassionati di fotografia e tanti amici dell’autore delle foto, per il quale il ‘Caffettiamo Photo – room’ rappresenta la realizzazione di un desiderio a lungo coltivato: quello di mettere a disposizione degli amanti della fotografia, e non solo, uno spazio accogliente e abbastanza ampio per attività diverse, senza onerosi impegni finanziari.

    Coloratissime sullo sfondo del cartoncino scuro che le sostiene, le foto di Roberto Bottari generano continua sorpresa in chi vi si pone davanti. Immagini su cui il tempo, con lo scorrere delle ore e il mutare della luce, ha lasciato la sua impronta : ombre scure di segnali stradali proiettate sui muri; il buio che riempie le cavità di finestre e androni aperti sulla facciata di un edificio; l’immobilità delle cose accentuata dall’assenza di qualsiasi presenza vivente. Protagonisti di una storia ancora da inventare gli strumenti di lavoro: impilati, capovolti, sovrapposti che diventano una sola composizione geometrica. Ombre nere di stendini e fili per il bucato da cui penzolano calzini e indumenti vari, proiettate su una porta dipinta di rosso sangue; effetti cromatici ottenuti dalla luce del sole che inonda oggetti di colore contrastante.  I giochi delle righe che alternano bianco e nero, rosso e giallo e, appoggiandosi su piani perpendicolari, confondono i tracciati e l’alternanza dei colori.
     Una mostra da osservare con calma, da cui farsi coinvolgere lasciando spazio alla fantasia. Lo spirito di osservazione e la ricerca dei dettagli, che non vediamo ma stanno attorno a noi, potrebbe contagiarci regalandoci la capacità di conoscere meglio i luoghi dove abitiamo.
    Lauretta Vignaga
  • Andos Rovigo festeggia la patrona Sant’Agata

    Andos Rovigo festeggia la patrona Sant’Agata

          Rovigo, Veneto –  Nella ricorrenza della festa di Sant’Agata, protettrice delle donne operate al seno, Andos Rovigo, Associazione nazionale delle donne operate al seno, si è riunita, domenica 5 febbraio, nel Tempio della Beata Vergine del Soccorso, la Rotonda, per la celebrazione della messa. Accanto alle associate, guidate dalla presidente Anna Maria Cavallari Monesi, diversi sindaci e amministratori della città e del Polesine. Una rappresentanza di quella compagine di 50 sindaci dei provincia di Rovigo che, da un decennio sono impegnati a promuovere la campagna di informazione e prevenzione contro il tumore al seno, di cui Andos è promotrice da oltre 30 anni.
       Numerose le partecipanti che, vinta la malattia, sono diventate volontarie dell’associazione, per dare sostegno e comunicare fiducia ad altre donne che si trovano nel tunnel della sofferenza, affrontando la cura e il probabile  intervento. Patologia che, nel 2016, ha registrato 375.000 nuovi casi, il cancro si manifesta con la percentuale più alta fra le donne e colpisce il polmone o al seno. Cure mirate, tuttavia, permettono la guarigione nel 75% dei casi, mentre corretti stili di vita, movimento fisico, eliminazione di fumo e alcol e controlli periodici abbassano il pericolo di insorgenza della patologia.
       Ad accompagnare le socie Andos, don Giuseppe Fogagnolo, da sempre sostenitore del gruppo. Commentando il brano del Vangelo, il sacerdote ha definito Andos  “ il sale della terra: , uno degli elementi più importanti nel mondo antico perché  dona sapore ai cibi e li  preserva dalla corruzione. Siete coloro che danno esempio della bontà e della grandezza della nostra fede, nata nel diritto per impegnare tutti gli uomini al rispetto degli stessi principi della giustizia e della verità. Qui c’è un mondo di altruismo, di valori e condivisione assieme al gusto del donare. L’incontro di oggi, celebrato ogni anno nella ricorrenza della festa di Sant’Agata, rappresenta tutto questo. Dio ci da la ragione per superare la sofferenza e trovare la via verso la gioia” – le sue parole.
      La conclusione del rito è stata preceduta dalla lettura delle invocazioni e preghiere a Sant’Agata di alcune donne operate al seno. Molti i messaggi di condivisione e sostegno arrivati da amministratori pubblici impossibilitati a partecipare alla cerimonia, primo fra tutti, quello del vescovo Pierantonio Pavanello, letto da don Bruno Cappato, espressione del suo  apprezzamento per l’opera svolta da Andos a sostegno della salute delle donne e del loro indispensabile ruolo nell’ambito della famiglia.
    Lauretta Vignaga
  • Veneto, Italia, Mondo: riflessioni sul repertorio linguistico tra passato, presente e futuro.

    Veneto, Italia, Mondo: riflessioni sul repertorio linguistico tra passato, presente e futuro.

        Rovigo, Veneto –  Con un nuovo ciclo di appuntamenti dedicato al repertorio linguistico italiano, l’associazione Dante Alighieri, comitato di Rovigo, si avvia al completamento di quella indagine sulla lingua nazionale iniziato nel 2016 con l’analisi del rapporto tra la nostra lingua nazionale e l’inglese, la diffusione e la conoscenza dell’italiano negli altri paesi europei e d’oltreoceano grazie al cibo e alla musica, le forme dell’ italiano come lingua della comunicazione.
        Tra febbraio e maggio prossimi,  un ciclo di cinque incontri con persone di elevata caratura permetterà al pubblico rodigino e agli insegnanti e studenti delle scuole superiori, soprattutto delle ultime classi, di conoscere meglio il rapporto tra lingua italiana e  lingua veneta per rivalutarne la ricchezza linguistica alla luce della proposta del Consiglio regionale del Veneto di introdurre il veneto nella scuola e nell’amministrazione pubblica. Proposte mai scontate e ricche di contenuti di alto livello e competenza.
          Degli incontri e degli esperti che saranno invitati si è parlato questa mattina nel corso della conferenza stampa tenuta nel salone d’onore del Comune di Rovigo, presenti l’assossore alla cultura Andrea Donzelli, la presidente della Dante Mirella Rigobello e Matteo Santipolo, dell’Università di Padova, curatore della parte scientifica del progetto. “ Nel corso degli Stati Generali della lingua italiana, svoltisi lo scorso ottobre a Firenze – ha detto la Presidente Rigobello – è emerso che la lingua italiana è la 4^lingua, oggi, più studiata al mondo. Un ruolo sovranazionale ormai riconosciuto e consolidato che, in ambito nazionale, deve confrontarsi con il ruolo, anche dal punto di vista culturale, che il dialetto ancora riveste nelle diverse regioni d’Italia. Nel 2018, la Dante festeggia i 120 anni dalla sua fondazione, tuttavia è ancora poco nota per cui risulta determinante la sua azione nelle scuole e la diffusione delle sue iniziative fra i cittadini”.
       ” I seminari programmati – ha aggiunto Santipolo- vogliono riflettere sullo status dell’italiano dentro e fuori i confini nazionali e sul suo rapporto con le lingue locali negli ambiti più diversi: dal cinema alla toponomastica. Il tutto completato dall’analisi della situazione linguistica del Veneto”.
         Ed ecco il calendario degli incontri che si svolgono sempre a Palazzo Roncale e sempre alla 16.30. Si parte giovedì, 9 febbraio, con Paolo E. Balboni, Università Cà Foscari, Venezia, relatore su: ‘ L’Italiano nel mondo, oggi : diffusione e insegnamento’. A seguire, martedì 21 marzo, Giorgia Miazzo ( interprete – traduttrice, coordinatrice sezione Brasile associazione regionale Veneti nel mondo) con ‘Cantando in talian: valorizzazione del patrimonio immateriale linguistico e culturale dell’emigrazione veneta in Brasile attraverso la musica e i giochi’. Venerdì 7 aprile, Antonella Benucci ( Università per stranieri di Siena) ‘Lingue e culture del cinema italiano’. Mercoledì 10 maggio, Matteo Santipolo (Università di Padova) ‘Il rapporto tra italiano e dialetto nel Veneto d’ oggi: tra storia, emozioni e politica linguistica ‘. Martedì, 23 maggio, Carla Marcato (Università di Udine) ‘ Nomi di luogo del Veneto’.
       La partecipazione è aperta a tutti e offre la possibilità, a chi lo desidera, di effettuare l’iscrizione alla società Dante Alighieri.
    Lauretta Vignaga
  • Per la Dante Alighieri il 2017 inizia con Francesco De Sanctis e la sua storia della letteratura

    Per la Dante Alighieri il 2017 inizia con Francesco De Sanctis e la sua storia della letteratura

    Rovigo, Veneto. Con la rivisitazione della ‘Storia della letteratura italiana’, di Francesco Saverio De Sanctis, la società Dante Alighieri, comitato di Rovigo, ha inaugurato il 2017. Una ripresa di attività e iniziative nel segno di quella che è stata, e per molti versi è ancora, la pietra miliare per lo studio della nostra letteratura nazionale. L’incontro, ospitato nella splendida sala di Palazzo Roncale, è stato guidato dal professor Antonio Lodo che ha arricchito il tema con il panorama dettagliato della situazione politica e sociale dell’Italia tra Ottocento e Novecento, di cui  De Sanctis fu uno dei protagonisti, dividendosi tra il mondo della scuola e della cultura e quello della politica.
        Nato a Morra Irpina, nel marzo 1817, in una modesta famiglia di agricoltori, Francesco Saverio inizia la formazione culturale a Napoli, con lo zio, don Carlo, che dirige una scuola privata. La preparazione, più colloquiale che tradizionale, lo avvicina agli autori di storia e letteratura di cui si appassiona. Si sposta, in seguito, nella scuola dell’abate Fazzini e, nel 1833, nello studio di lettere di Basilio Puoti, dove inizia a dedicarsi alle edizioni di opere del ‘300. Nel 1836, visita la scuola di Giacomo Leopardi che lo elogia per la sua preparazione. Tre anni dopo, apre una scuola tutta sua di lingua e grammatica e insegna ai giovani dei collegi militari.
          Il 1848 segna il suo volgersi alla politica sostenendo gli ideali liberali per i quali, nel 1850, viene arrestato e imprigionato in Castel Dell’Ovo, a Napoli. Vi rimane due anni e mezzo, durante i quali studia il tedesco e traduce la ‘Logica’ di Hegel. Liberato, nel 1853, e condannato all’esilio, fugge a Torino dove si mantiene con lezioni private e collaborazioni giornalistiche. Dal 1856 al 1859 è a Zurigo. In occasione di una vacanza in Italia, conosce Alessandro Manzoni. Ricca la sua produzione di saggi sui maggiori scrittori italiani del periodo.
       Nel 1861 entra nel 1° Parlamento italiano governato da Bettino Ricasoli come Ministro della Pubblica Istruzione. La sua visione politica, nel frattempo, muta, avvicinandosi alle posizioni della sinistra: Dante Alighieri diventa il suo punto di riferimento per la politica e la letteratura. Sostiene con forza la libertà di espressione per tutte forme d’arte: “Il critico, il letterato, deve entrare nell’opera per capire come l’autore l’ha voluta costruire”.
    Negli anni che seguono diventa direttore del  ‘Giornale d’Italia’ ma non è abile ad amministrarlo. Nel 1872 ottiene l’incarico di professore di Letteratura Comparata all’Università di Napoli. Tra il 1870 e il 1872 scrive ‘La storia della letteratura italiana’. Dal 1872 al 1880, in due riprese, è  Ministro dello Stato italiano. Muore a Napoli, nel 1883, per una grave malattia agli occhi.
          Fondamentale per la conoscenza della nostra letteratura, la ‘Storia della letteratura italiana’ di De Sanctis è  articolato in 20 capitoli dei quali, gli ultimi due, relativi al ‘700 e all’ 800, sono più condensati nella materia ed esposti in maniera più sommaria per la fretta dell’editore di avere l’opera finita.
    “Di testi sulla letteratura italiana ne erano stati compilati diversi prima di quello di De Sanctis e c’ erano in circolazione anche molti trattati divisi tra italiano e latino, lingua che si è trascinata fino all’800 ” – ha precisato Antonio Lodo entrando nel vivo dell’argomento proposto dalla Dante a soci e simpatizzanti. “C’era la storia della letteratura del Tiraboschi, quella di Cesare Cantù, di impostazione cattolica, e quella di Settembrini di visione laica. De Sanctis andava oltre: la storia della lingua e delle forme letterarie doveva avere impostazione storicistica, doveva essere una storia della critica e un percorso della coscienza nazionale; doveva essere il manuale per i licei. Risultò un manuale di straordinaria novità e unicità. Inizia con Ciullo D’Alcamo e la scuola siciliana e si procede con i toscani e poi Dante e fin dall’inizio viene messo in luce lo stacco tra quello che gli scrittori propongono e la realtà vera della gente comune, a iniziare dalla lingua. Nell’opera d’arte – secondo De Sanctis – ci deve essere l’uomo che l’ha scritta, che ci si sente dentro; l’opera diventa una casa vivente grazie a quello che il poeta, lo scrittore ci mette dentro. E l’opera d’arte si realizza appieno attraverso il lettore, con la rappresentazione della società a cui è indirizzata.
    Il capitolo conclusivo contiene Parini, Goldoni, Alfieri e arriva fino all’800, la cui storia morale e civile emana dalla storia letteraria perchè la letteratura è veramente tale solo se  nutrita da sostanza morale e il testo di De Sanctis regala una visione di sintesi della storia D’Italia” – ha aggiunto Lodo. E ha concluso: “Con Dante L’Italia ha avuto il suo poeta; con Petrarca il suo artista. La forma è l’essenza 
    dell’arte; il contenuto è l’ideale calato nella natura e nell’uomo. L’immaginazione è la prima condizione della poesia ma inferiore alla potenza creatrice della fantasia”.
    Lauretta Vignaga
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