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Autore: Lauretta Vignaga

  • Un pomeriggio d’arte e amicizia in Corte Cappa d’oro

    Diego Forno e Nico De Sanctis ospiti di Andrea Pirani alla ‘Bottega del colore

    Rovigo – Veneto – Un pomeriggio d’arte e per l’arte, come è ormai tradizione per la ‘Bottega del colore’,  lo studio artistico di Andrea Pirani,  che si affaccia su Corte Cappa d’oro. Un appuntamento, giunto alla quinta edizione, che riunisce artisti e appassionati delle diverse forme di creatività  per raccontare le proprie esperienze, le novità del momento e le prospettive del  futuro.  Numerosi i partecipanti, nonostante il caldo di un tardo pomeriggio di giugno.
    A catalizzare l’attenzione degli intervenuti, gli ospiti di Andrea Pirani: Diego Forno, produttore di ceramiche: pezzi unici  e in serie limitata, realizzati a Rovigo, in via Torquato Fraccon, 13,  nella Bottega artistica ‘Terzaforma’.  E Nico de Sanctis, che ha scelto di dipingere sulla superficie di un uovo.
    Ho avuto il piacere di dialogare con entrambi gli artisti; una esperienza che desidero condividere con voi che mi leggerete.

    Nipote di Osvaldo Forno, pittore polesano molto noto, Diego Forno, negli anni in cui frequentava Architettura all’università, decise di produrre qualcosa di nuovo che parlasse d’arte e di unicità. Quello che aveva in mente era una bottega artigianale collegata ad un laboratorio di produzione di oggetti in ceramica, perfetti come sculture e dipinti.  Produzione e vendita divennero tutt’uno con il  progetto ‘Terzaforma’, che garantiva l’eccellenza della artigianalità e della tradizione nella produzione della ceramica veneta.
    “La mia esperienza con la ceramica non ha seguito un percorso omogeneo – ha spiegato Diego Forno. Ho seguito corsi e sperimentato molto perché  il  settore è in continua evoluzione. La ceramica raku ha costituito il punto di svolta. Si tratta di una tecnica di cottura della ceramica giapponese, in grado di esaltare l’armonia delle piccole cose  e la bellezza delle forme.  Ho voluto  integrare due linguaggi, contaminandoli con altre forme d’arte”  – ha concluso l’artista, indicando alcune sue realizzazioni.
    Nico de Sanctis,  che si definisce surrealista ludico, esordisce nell’arte  dopo cicli di studio nelle accademie di Padova e Venezia e con insegnanti affermati. La sua ricerca di un percorso insolito e diverso lo guida verso la mitologia e il mondo delle favole e si dedica allo studio e all’applicazione di tecniche e materiali particolari. Trascorre diversi periodi della sua vita all’estero dove continua a sperimentare. Rimasto orfano di padre in tenera età, fù cresciuto da donne e a loro riservò sempre grande considerazione.   Esemplari, in tal senso le tele ispirate alle ‘donne – albero’, con rami, foglie e radici. Creature enigmatiche che richiamano la mitologia antica; che abbracciano e proteggono. Artista surreale, de Sanctis si rifà alle tematiche del sogno impiegando i materiali più diversi. Non dipinge oggetti ma ricordi di oggetti; non idee ma pensieri, contaminando forme e materiali i più disparati.
    Tuttavia gli oggetti più insoliti e pregiati, esposti nella ‘Bottega del colore’ erano le uova di struzzo dipinte da de Sanctis.  Una meraviglia che, dal 1995 viene esposta in diversi paesi del mondo. “Recentemente sono state esposte a Parigi” –  ha raccontato  –  rigirando fra le mani una di quelle rarità. E ha proseguito: “Mi è sempre piaciuto indagare; l’uovo è uno dei misteri della natura; la sua forma mi ha sempre attratto. E poi la pittura vascolare dei greci, degli etruschi e dei romani  mi colpisce sempre. Le difficoltà tecniche dell’elemento tondo, del vaso come dell’uovo, non permettono di lavorare in piano  e ci vuole un grande senso della proporzione e di padronanza dei mezzi”.

    “E’ una forma ricorrente nei miei dipinti, spesso la sola forma presente. Unicità e solitudine racchiuse nello spazio con il loro significato nascosto”.
    La sera stava calando e la nostra conversazione venne attratta dalla pittura di Andrea Pirani.  Arte astratta dove la forma abbozzata da pennellate di colore di intensità diversa,  a tratti si apriva per dare spazio a linee inquiete che attraversavano la materia suggerendo altre astrazioni. Approdi non definitivi ma segni che, a loro modo, tracciano  le tappe di un percorso difficile che abbiamo tutti vissuto e ora  dobbiamo superare;  trovare nuove forze e la speranza in un futuro tutto da ricostruire.
    Poi sono affiorati i ricordi :  quello di Marco Schiavon che aveva allietato la gente  in piazzetta Cappa D’oro con  il suono dell’oboe  e lo spettacolo del ‘Circo del sole’, bloccato in Polesine dal coronavirus. Il tutto nel rispetto delle regole, di sè stessi e degli altri.

    Lauretta Vignaga

  • Premiati i vincitori del concorso ispirato a ‘Padova urbs picta’

    ‘Xe arte’ premia i vincitori del concorso ispirato a  ‘Padova urbs picta’ 

    Rovigo – Veneto  A Padova, nelle scuderie di palazzo Moroni, imponente  complesso edilizio  di varie epoche dove, dal  XIII secolo, ha sede     l’amministrazione comunale della città, lo scorso tre luglio è stata esposta la raccolta di pitture, 34 in tutto, e alcune sculture, partecipanti al concorso organizzato dall’associazione ‘Xe Arte’, presieduta dall’artista Daniela Antonello e finalizzata alla diffusione della cultura e promozione sociale degli iscritti.
    Un evento ispirato al progetto: ‘Padova  Urbs picta’ e agli otto siti  d’arte che ambiscono ad inserire la città nelle liste dell’Unesco, quali patrimoni dell’Umanità.
    A metà pomeriggio, nello spazio antistante le scuderie, si è svolta la premiazione del concorso, anticipata dal saluto della presidente Antonello e di Claudio Barzaghi vice di ‘Xe arte’ mentre, una folta rappresentanza di pittori e appassionati d’arte attendeva l’esito della manifestazione.
    A rappresentare l’amministrazione pubblica Andrea Colasio, assessore alla cultura, che ha brevemente ricordato l’importanza del dominio dei Carraresi nello sviluppo della città e i periodi bui che seguirono con la discesa in Italia di Ludovico d’Ungheria, passando, infine, a citare : ‘Il Libro dell’arte’ o ‘ Trattato della pittura’, di Cennino Cennini,  il primo trattato sulle tecniche della pittura e dell’affresco; fondamentale ancora oggi per il restauro di opere antiche di questo genere.

    “Determinanti per la valutazione delle opere in concorso” – ha quindi dichiarato Daniela Antonello  passando alla premiazione,  –  “sono stati: la scelta dell’opera da interpretare in chiave  odierna, la tecnica usata  e le ragioni della scelta fatta.  Poi, la verifica   della coerenza e pertinenza tra l’opera realizzata e quella  di riferimento.  Quindi la premiazione vera e propria  con la consegna degli attestati  di partecipazione, di diplomi e segnalazioni di merito a coloro che hanno evidenziato caratteri innovativi e conferimento degli attestati di partecipazione alle opere di grafica.
    Premi in denaro per i  tre finalisti, conferiti dall’associazione ‘Xe Arte’, in questa successione: terzo premio: assegno di 100 euro, a Daniela Antonello per il dipinto di una bestia  con sette teste che esce dal mare; secondo premio: assegno di 200 euro a  Luisella Caffieri, per la  visione di un gruppo d’angeli , ripresi da una pittura del Guariento.  Primo premio a Panizzolo Fiorella, autrice di una tela che collega la resurrezione di Lazzaro alla fine del periodo di lock down che noi tutti abbiamo vissuto durante i mesi  di isolamento in casa per evitare il contagio da corona virus.

    Lauretta Vignaga
  • Gli affreschi di Padova trecentesca patrimonio dell’Umanità

    Gli affreschi di Padova trecentesca sono entrati nella lista dei siti patrimonio dell’Umanità

    Rovigo, Veneto – L’emergenza Corona virus non ha fermato l’iter di Padova, ‘urbs picta’, scelta come unica candidata dell’Italia, per il 2020, ad entrare nella lista dei siti patrimonio dell’Umanità.  Il cicli degli affreschi, realizzati nella città veneta del ‘300, nell’ambito del progetto ‘ Urbs picta’, riuniscono opere che hanno reso Padova la capitale mondiale della pittura.

     A Padova, Giottto diventa il modello per le generazioni future. Dopo di lui, nel ‘400, a Padova arriva Donatello che diffonderà il gusto per la civiltà classica. Lo seguiranno: Pietro e Giuliano da Rimini, Guariento  e Giusto da Menabuoi. La  capitale mondiale dell’arte è, quindi, la Padova di Giotto, ben oltre quanto non sia stata Firenze.
    Nell’ambito del progetto. ‘Urbs picta’, l’Accademia galileiana, nell’aprile 2018 , in occasione di una conferenza divulgativa, a sostegno della candidatura della pittura del ‘300 a Padova, nella lista del patrimonio dell’Umanità,  ha messo in luce  un insieme di opere  che hanno fatto della città veneta la vera capitale dell’arte italiana.
    Coservati in otto edifici  e complessi monumentali nel centro storico della città, gli affreschi sono opera di: Giotto, Guariento, Giusto de Manabuoi, Altichiero da  Zevio, Iacopo Avanzi e Iacopo da Verona. Le aree che li comprendono sono: la cappella degli Scrovegni e il complesso degli Eremitani, il palazzo della Ragione, la cappella della Reggia dei Carraresi, il Battistero e le loro piazze; la Cittadella Antoniana  e San Michele;  la chiesa dei santi Filippo e Giacomo agli Eremitani,   il Battistero della Cattedrale, la Basilica e il convento di Sant’Antonio, l’oratorio di San Giorgio e quello di San Michele.
    Un sistema di eccezionale valore dove la tradizione della pittura ad affresco ha radici antiche e ha raggiunto il suo massimo sviluppo nel XIV secolo, ad iniziare dalle straordinarie innovazioni introdotte da Giotto mentre realizzava il suo capolavoro: la cappella degli Scrovegni.
    Lauretta Vignaga
  • Torre Donà un’attrazione per i turisti

    foto Roberto Bottari

    Torre Donà diventerà un’attrazione per i turisti.

    Rovigo, Veneto – Torre Donà, la più alta delle due torri che completavano la cinta muraraia del castello medioevale di Rovigo,  diventerà una attrazione per turisti e per gli stessi abitanti della città che potranno ammirare la loro città dall’alto.
    Imponente ed elegante, con i suoi quasi 50 metri di altezza, Torre Donà è una delle più alte torri d’Italia ed è caratterizzata da una merlatura ghibellina, elemento tipico dell’edilizia militare del medioevo, quando la sommità dei merli aveva forma ‘a coda di rondine’, per testimoniare la fedeltà al papato.
    Sorta in posizione strategica, Rovigo, fin dall’inizio, ebbe necessità di una fortificazione che la proteggesse dagli attacchi esterni. La prima fu completata nel 920 d. C. per volontà  di Paolo Cattaneo, vescovo di Adria, che vi trasferì la sede vescovile. proteggendola dalle scorrerrie ungare.
    Su Torre Donà, attualmente esiste un progetto di riqualificazione molto importante che si allarga a tutta l’area del castello. Al primo posto la ristrutturazione e la messa in sicurezza delle scale e dei pianerottoli  all’interno della Torre Donà, fino alla cima,  per regalare ai rodigini e ai visitatori di altre città, l’emozione di guardare la città dall’alto e ammirare il paesaggio attorno.  Il finanziamento previsto, di circa 200 mila euro, comprende anche la pulizia dei sotterranei del castello, la pulizia e riordino  del parco attorno e la nuova illuminazione dell’area.
    Lauretta Vignaga
  • Roberto Bottari in mostra al Circolo Culturale Arti Decorative

    Roberto Bottari in mostra al Circolo Culturale Arti Decorative

    Concluso il Lock down al Circolo culturale Arti Decorative torna a brillare la creatività

    Rovigo, Veneto – Finito il Lock Down, a far ripartire la stagione espositiva al Circolo Culturale Arti Decorative, che si annuncia piena di novità, é la mostra fotografica ‘Ruggine’, di Roberto Bottari, inaugurata sabato 13 giugno e visibile fino al 19 giugno.  “Evento di breve durata ma unico nel suo genere”- ha dichiarato Franco Montanari, presidente del Circolo Culturale Arti Decorative. Affermazione motivata sia dalla qualità delle immagini, insolite e curiose, che dalla straordinaria colorazione conferita agli oggetti dalla ruggine con il suo processo di ossidazione e corrosione.
    L’ attenzione di Roberto Bottari, in questo percorso, ha, infatti, privilegiato non quello che, di solito, viene definito ‘bello’ ma  il materiale di scarto. Rottami di ferro provenienti da auto in disuso. Pezzi slabbrati, bucati, ammaccati su cui la vernice è stata sostituita da distese polverose di colore rosso-bruno che si alternano a ‘ramage’ di colore verde o azzurrino, abbelliti dal luccichio delle capocchie di vecchi bulloni.
    Una raccolta di fotografie, che stupiscono per l’accuratezza dei particolari di ogni singolo scatto e le suggestioni che  ciascuna  immagine imprime nella mente,  indirizzando la fantasia verso altri mondi.  L’intervento dell’autore, inoltre, ha prodotto scenari dove l’accordo cromatico è fondamentale nel suggerire visioni di cose e ambienti sconosciuti che ci coinvolgono come il racconto di una fiaba a cui stiamo assistendo.  

    © foto Loris Slaviero
  • Riapertura mostre d’arte

    Da sabato 30 maggio, a Rovigo, riaprono i luoghi dell’arte.

    Rovigo, Veneto – Sabato 30 maggio riaprono al pubblico sia  Palazzo Roncale che Palazzo Roverella, l’uno di fronte all’altro, nel centro storico della città.  Una doppia iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, per  offrire ai polesani e ai turisti l’opportunità di sciogliere le tensioni  di questi mesi di lockdown grazie al contatto emotivo e terapeutico con la grande arte.
    Al Roverella sarà la “Madonna con Bambino”, in manto rosso, celebre capolavoro di Giovanni Bellini, ad accogliere idealmente gli ospiti post coronavirus. E, assieme a questo capolavoro, le altre meraviglie di una raccolta d’arte tra le più prestigiose di tutto il  Veneto.
    Con i gioielli  della Pinacoteca dei Concordi il pubblico potrà ammirare anche la sezione recentemente allestita con gli straordinari  reperti  dell’Antico Egitto, comprese le due famose mummie donate alla città da Valsè Pantellini, rodigino che fece fortuna in Egitto all’epoca dell’apertura del Canale di Suez.
    E oltre  alla Sezione Egizia, quella delle Antichità Romane e Pre-romane, anch’essa recentemente allestita al Roverella. Il tutto ad ingresso gratuito.  Un’occasione davvero imperdibile per entrare in contatto con la storia e con l’arte che il nostro straordinario territorio ha saputo produrre o calamitare.
    Contemporaneamente, in Palazzo Roncale, riapre la fortunata mostra dedicata a “La Quercia di Dante”, prologo del settimo Centenario Dantesco. Qui, oltre alle reliquie dell’antica rovera su cui Dante si sarebbe arrampicato per ritrovar la “diritta via che era smarrita”, si ha la possibilità di ammirare la mostra “Visioni dell’Inferno” dove opere di Gustave Dorè, Robert Rauschenberg e Brigitte Brand illustrano ciascuno dei 33 canti della prima delle tre Cantiche dantesche. E anche in questo caso  l’ingresso é del tutto gratuito.
    Ovviamente, per rispettare le direttive anti Covid-19, si potranno fare solo visite individuali e sia ingresso che visita saranno gestite nel rispetto delle normative di prevenzione.
    Le due sedi espositive rispetteranno il seguente orario: ogni venerdì dalle 9 alle 19; ogni sabato dalle 9 alle 20 e, infine, ogni domenica dalle 9 alle 20. Ad eccezione del primo weekend di apertura che – grazie al ponte del 2 giugno – vedrà Palazzo Roverella e Palazzo Roncale aperti da sabato 30 (orario 9-20); domenica 31 (orario 9-20); lunedì 1 (orario 9-19) e martedì 2 (orario 9-20).  Il tutto da sabato 30 maggio  sino a domenica 19 luglio.

    Poi entrambe le sedi resteranno chiuse per riaprire verso la metà di settembre. Da quella data e sino al 17 gennaio 2021, a Palazzo Roverella il pubblico potrà ammirare l’attesissima, grande mostra monografica su Chagall, mentre al Roncale continuerà ad essere proposta l’esposizione sulla Quercia e l’Inferno di Dante.
    Lauretta Vignaga
  • L’ultimo saluto ad Aldo Romagnoli

    Rovigo, Veneto –   AVIS provinciale Rovigo ha perso il suo presidente.

    A 90 anni compiuti, Aldo Romagnoli, storico presidente dell’AVIS provinciale di Rovigo, si è spento nella casa di riposo del quartiere San Bortolo, in cui era ricoverato da alcuni anni. Aldo Romagnoli è stato anche tra i fondatori dell’Avis regionale nata il 18 febbraio 1968. Per diversi decenni, ha seguito l’affermarsi e il consolidarsi dell’associazione di cui ha seguito, con costanza, ogni passo nella promozione del valore del donare il sangue, fino al 2002.
    Lasciato, quindi, tale incarico a Enrico Maria Crepaldi, è rimasto nel direttivo provinciale Avis, diventandone, infine, presidente onorario , senza tralasciare mai il proprio impegno, nonostante l’avanzare  dell’età.   Successivamente, aveva ricoperto anche la carica di presidente provinciale Aido, per cui si impegnò con forza nella vita sociale anche di questo sodalizio prima di ritirarsi dalla vita pubblica in cui si distingueva per l’impegno e l’umanità che esprimeva nella sua missione di solidarietà e nella guida delle associazioni dei donatori.  “Senza di lui – è stato detto – l’Avis comunale di Rovigo non sarebbe esistita”.

    Amici e conoscenti  di Aldo Romagnoli  si riuniranno nella chiesa di San Bortolo, a Rovigo, giovedì mattina, 28 maggio, alle ore10.30, per l’estremo saluto.

    Alcuni cenni  storici sull’Avis di Rovigo

    Nell’ottobre 2019, l’Avis di Rovigo ha festeggiato i 66 anni dalla  fondazione. Una associazione votata alla donazione volontaria del sangue, un campo in cui la generosità dei soci rodigini è davvero esemplare.
    L ‘Avis, che oggi conta più di 11.000 donatori, nasce da un gruppo interprovinciale che, all’inizio, comprendeva il territorio  dell’ Alto, Medio e Basso Polesine, poi riunito nell’Avis provinciale di Rovigo che comprende 52 gruppi tra Avis comunali  e le frazioni di Zelo e Sarzano. L’attività principale di Avis consiste nella ricerca di nuovi donatori sul territorio, pur  se oggi si riscontra un calo dovuto a molteplici fattori: la diminuzione dei membri dei nuclei familiari, l’anzianità della popolazione che si somma allo scarso coinvolgimento dei giovani e l’aumento di controlli e analisi più approfonditi sui donatori.
    Avis è un’associazione privata, senza scopo di lucro, che persegue fini di interesse pubblico: garantire una adeguata disponibilità di sangue e dei suoi componenti a tutti i pazienti, che ne abbiano necessità, attraverso la promozione del dono, la chiamata dei donatori e, in alcuni casi, anche la raccolta diretta di sangue, d’intesa con le strutture ospedaliere pubbliche.
    Fonda la sua attività sui principi della democrazia, della libera partecipazione sociale, sul volontariato, elemento centrale  e insostituibile  di solidarietà umana. Vi aderiscono tutti coloro che hanno intenzione di donare gratuitamente, volontariamente e periodicamente il proprio sangue e anche coloro che, non potendo compiere questo gesto in quanto non idoneo, desiderano collaborare gratuitamente a tutte le attività di promozione e organizzazione.
    Avis può contare su oltre 1.300.000 soci che, ogni anno, contribuiscono alla raccolta di oltre 2.000.000 di unità di sangue e suoi derivati. Grande impegno è riservato alla promozione della solidarietà, della cittadinanza attiva e degli stili di vita sani e corretti.    A tutto questo si aggiunge il sostegno alla ricerca scientifica e la partecipazione a progetti di cooperazione internazionale, potendo contare sulla collaborazione delle più importanti e prestigiose istituzioni nazionali e di soggetti privati  con cui ha stipulato accordi di collaborazione e protocolli d’intesa.
    Lauretta Vignaga
  • Maratona web per sostenere la ripresa del Veneto

    ‘Cultura e Sport – Insieme per il Veneto’

    Sabato 23 maggio, dalle 12 a mezzanotte, maratona web su ‘Cultura e Sport’ con il patrocinio  della Regione Veneto  e delle sette città capoluogo.

    Rovigo, Veneto – Lo scopo di raccogliere fondi per sostenere il Veneto nella ripresa contro il Coronavirus, ha ispirato la maratona web intitolata:  ‘Cultura e Sport’ – Insieme per il Veneto’ che sta coinvolgendo molte personalità della cultura, dello sport, spettacolo, scienza e imprenditoria. L’iniziativa, in programma per il 23 maggio, dalle 12 alla mezzanotte, comprenderà interviste e dialoghi a cura di Walter Rolfo, autore e conduttore televisivo, e ideatore del format Webathon, già sperimentato, con successo, nelle scorse settimane.  Molte le adesioni raccolte tra personaggi che in vario modo sono legati al Veneto.
    La diretta si svolgerà su Instagram @Webathon.it (con un rilancio su tutti i social per ampliare la partecipazione di pubblico) e i fondi raccolti saranno versati sul conto corrente intestato alla Regione del Veneto (IBAN IT 71 V 02008 02017 000105889030 – causale: Sostegno Emergenza Coronavirus) per contribuire alla ripresa sociale ed economica del territorio.

    Anche il Comune di Rovigo partecipa all’iniziativa con questi ospiti illustri: KATIA RICCIARELLI soprano, MATTIA SIGNORINI scrittore, GIOVANNI BONIOLO filosofo e presidente dell’Accademia dei Concordi, MICHELE BALLO giovane talento del violoncello, le SORELLE BACCAGLINI cantanti, SARA ZANCA nuotatrice, MARTA MENEGATTI beach voller, ROBERTO RAGAZZONI astronomo.

     

    Lauretta Vignaga

  • Si allentano le restrizioni e Mostre e Musei si apprestano a ripartire

    Si allentano le restrizioni per il calo dell’epidemia e Mostre e Musei si preparano a ripartire

    Rovigo, Veneto –  Numerose le mostre e i musei  d’Italia che, con il calo del contagio da Coronavirus, si apprestano ad aprire, o riaprire, i battenti. Da Forlì a Padova, da Monza a Bassano del Grappa, da Venezia, Faenza, Urbino e Rovigo, la data ufficiale è stata  fissata per il 18 maggio ed è volontà di tutti di rispettarla. Tuttavia, è probabile che motivi di vario genere provochino qualche altro ritardo, soprattutto a causa delle prescrizioni da seguire per garantire la sicurezza dei visitatori negli accessi, nel mantenere la distanza durante le visite sia per gli operatori che per i visitatori e per la sanificazione. Una serie di operazioni da concordare e da far approvare dalle istituzioni competenti.
    A tutto questo si somma la necessità di rinegoziare i prestiti delle opere per le mostre che si vorranno prorogare.
    Ad impegnarsi per una riapertura il più veloce possibile sono soprattutto le grandi mostre della stagione: quelle iniziate e poi interrotte per l’inizio del lockdown. Tra queste la mostra monografica su Piranesi, a Bassano del Grappa.
    A Rovigo, a Palazzo Roncale, si lavora per la riapertura della mostra ‘La quercia di Dante’, inaugurata a marzo e chiusa un paio di giorni dopo. E, sempre a Rovigo, viene rimandata a metà settembre la mostra ‘Chagall’, allestita a Palazzo Roverella mentre doveva partire a primavera.   A lavorare per una riapertura “ la più veloce tecnicamente possibile”, sono alcune delle grandi mostre della stagione, mostre avviate e poi chiuse, che dovevano essere inaugurate all’inizio del lockdown e che sono state ovviamente bloccate.
    Una ampia campagna di affissioni con la scritta “prossima apertura” annuncia, a Palazzo Sturm a Bassano del Grappa, l’attesa monografica su Piranesi, mostra che celebra i 300 anni della nascita del famoso incisore. Salvo cambiamenti (avvertenza che vale per tutte le sedi e musei), l’apertura è ipotizzata per il 20 giugno sino al 19 ottobre. Dal 20 maggio invece riapriranno le collezioni permanenti dei Musei Civici di Bassano nelle loro varie sedi.
    A Rovigo, in Palazzo Roncale, si lavora per la riapertura de “La quercia di Dante”, mostra inaugurata a marzo e chiusa dopo sole 48 ore. Slitta invece a metà settembre, sempre a Rovigo, “Chagall”, che sarà proposta in Palazzo Roverella, originariamente prevista nella stagione primaverile.  Si concluderà il 17 di gennaio 2021.
    Via libera anche per la mostra su Picasso e la sfida della ceramica al Museo Internazionale della ceramica di Faenza, prorogata fino al 2 giugno e con orario ridotto dalle 9 alle 14 di tutti i giorni.
    Via libera anche per Picasso. La sfida della ceramica, la grande esposizione proposta dal MIC Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, con proroga prevista fino al 2 giugno. Con orario ridotto dalle 9 alle 14, tutti i giorni (eccetto il 25 maggio)       A Urbino, la mostra ‘ Baldassare Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della vita di corte’ , a Palazzo Ducale, prenderà il via solo il prossimo 16 luglio mentre la chiusura è stata rimandata all’inizio di novembre.

    I Musei Civici di Venezia, a loro volta, preventivano la riapertura graduale al primo di giugno con riduzione dei giorni e degli orari. I Civici Musei di Verona, con le loro 9 sedi, stanno programmando il calendario delle varie aperture.
    Stanno ancora valutando normative e situazione, altre realtà italiane che accolgono mostre importanti nelle loro sedi, mostre inaugurate prima del lockdown.
    A Forlì, al museo di San Domenico, la grande mostra su Ulisse, considerata con Raffaello alle Scuderie, nel meglio del meglio della stagione, si sta valutando la possibilità di prorogare la mostra per l’estate.
    Medesima situazione per: ‘A nostra immagine. Scultura in terracotta nel Rinascimento: da Donatello a Riccio ‘, allestita al Museo Diocesano di Padova.
    Resta da chiarire che le date ipotizzate potrebbero essere ridefinite in relazione all’interpretazione delle diverse normative e in rapporto alla situazione post lockdown. Si consiglia, quindi di controllare i siti aggiornati delle diverse mostre e istituzioni.

    Lauretta Vignaga
  • Ricordo di Luciano Bonvento , morto il 10 maggio scorso

    Luciano Bonvento, la vita in poesia

    Rovigo, Veneto – Luciano Bonvento se n’è andato, in silenzio, il dieci di maggio, di questo 2020.  Ci ha lasciato il ricordo della sua grande umanità, l’amore per le cose semplici, per questa terra polesana dove è nato  e la sua gente, con cui ha condiviso attese e speranze di un futuro migliore.
    Ci ha lasciato la bellezza della sua poesia, la memoria  del suo carattere allegro e gioviale, pronto  all’amicizia e aperto alla solidarietà.
    Come poeta, si è messo in luce in occasione del Natale del 1973, quando vince il concorso lanciato da Radio Blu, una emittente privata. Nel 1981 arriva il 1° premio del concorso ‘ Alda Cordella’ a Badia Polesine, e, nel 1986,  partecipa alla ‘Corrida’, notissimo programma di Canale 5,condotto da Corrado Mantoni.
     La profondità dei suoi sentimenti e il valore dei concetti espressi, sia in dialetto che in italiano, lo rendono uno degli  autori più noti e premiati nelle competizioni poetiche organizzate in tante città d’Italia : oltre 30 tra Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Piemonte.
    Più tardi, alla passione per la poesia, per una dozzina d’anni, aggiunge la partecipazione al gruppo ‘Cante e Ciacoe’, con il  compito di far conoscere le tradizioni polesane con concerti di musiche popolari, poesie e brevi racconti, arricchiti di                    facezie e ironia.  Luciano aveva il ruolo di corista e poeta che  incantava  il pubblico con le sue rime in dialetto e i ricordi  della vita di una volta.
    Oltre 50 i primi premi che gli furono consegnati e innumerevoli i secondi e terzi premi e le segnalazioni. Nel 2016 si  aggiudica il premio letterario internazionale:  ‘Energie per la vita ‘, promosso dal Lions club International di Rho, Milano.  Molte  sue poesie sono state inserite in antologie o pubblicate su riviste letterarie. Per la sua chiarezza e spontaneità         nello scrivere in versi è stato definito ‘poeta crepuscolare’  da alcuni  critici letterari. Una definizione  che sottolineava  l’attenzione  di questo figlio del Polesine  per le persone umili e le difficoltà delle loro esistenze. Cose di poco conto, per  altri, che Luciano Bonvento sapeva comprendere e interpretare nella sostanza.
     La produzione poetica di Luciano Bonvento è raccolta in due volumetti:  ‘Se lo potesse il cuore’, silloge di poesie in   italiano, e ‘ Se gà sarà nàntro balcò’, volumetto di composizioni dialettali.  I suoi testi ispirati alla classicità, non tralasciano mai la ricerca linguistica e la precisiona formale pur se il vernacolo è , spesso, venato di malinconia.

    Concludo questo ritratto di Luciano Bonvento, frutto di una intervista che gli dedicai nell’ottobre del 2017,   con la poesia ‘El xe tenpo perso’, capolavoro di ironia e leggerezza sulla sorte che tutti attende.

    “Quando  el tabàro / dé a ‘sio’ra betìna’ / m’infagotarà i o’ci / e tuto el me co’rare / el’ndarà a sbàtare / do’sso el muro de’a fine / fé finta  de gnénte,/ no’ xé inportante, / xè zà sucesso par tanti / e sucedarà par tuti: a éla/ no’ ghe sca’pa nessun./ Morire xé ‘na ro’ba natura’e./ No’ serve pian’zare,/ el xé tenpo perso. / La vita e’a xé ‘na scarpìa / tacà al muro del tenpo / che ‘a sco’a del destin destàca / quando la vòe éa./ Portéme via cantando / cò ‘ a banda che so’na, / ridì de’ e barzeléte / che mi cuntàvo in conpagnia, / lezìme la me ùltima poesia./ Metìme viçin a ‘e man / quatro bòce, on màzzo de carte, / e invénze de dire ‘el xé morto’, / sù’ a me tonba scrivì:/ ‘El xe drìo recupérare  / tuti i soni ch’el ghéva perso…”.

    Lauretta Vignaga
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