Non sembri esagerato affermare che oggi l'Accademia dei Concordi è il più importante centro culturale della città e della Provincia di Rovigo, un istituto di cultura che affonda le sue radici nel passato, e che, nel trascorrere dei secoli, è divenuto l'immagine stessa della città, sia per le opere librarie e pittoriche in esso conservate sia per l'attività culturale, veramente notevole, che promuove.
Ideata nel 1580 dal Conte Gaspare Campo, l'Accademia dei Concordi vanta più di quattro secoli di storia, ed oggi è una realtà che assomma vari beni: la Pinacoteca, (impreziosita in questi ultimi anni anche dal patrimonio pittorico della pinacoteca del Seminario Vescovile di Rovigo qui confluito) la Collezione Archeologica; la Biblioteca.
È proprio quest'ultima realtà che nel corso della storia ha reso particolarmente famoso l'Istituto.
All'origine, quando la concepì Gaspare Campo, l'Accademia consisteva in un circolo di dotti, letterati, musicisti, filosofi, scienziati, che si ritrovavano insieme per fare o ascoltare musica e disquisivano sulle loro conoscenze, su discipline quali: teologia, filosofia, morale, scienze, geografia, letteratura e storia. Con il passare degli anni l'impegno culturale dell'associazione divenne sempre più consistente, arricchendo il proprio patrimonio librario attraverso donazioni, tra cui cospicua è quella dei nobili Silvestri, comprendente rari manoscritti ed incunaboli.
La Biblioteca da realtà privata nel 1845, giusto 150 anni fa, divenne istituzione pubblica, aprendosi al servizio della città e del territorio. Questa realizzazione fu possibile grazie alla sensibilità degli amministratori comunali della città che in quel tempo fecero scelte coraggiose, valorizzando sapientemente il fervore culturale già presente presso l'Accademia; Accademia e Comune unirono così le loro forze in modo tale da poter offrire alla città un servizio qualificato in ambito culturale.
Alla base di questa collaborazione un accordo sottoscritto nel 1836 conosciuto come "contratto Gnocchi" dal nome del bibliotecario che sin dal 1831 prestava servizio ai Concordi. Giuseppe Gnocchi era un sacerdote somasco originario di Crema che, in conseguenza delle soppressioni delle congregazioni religiose, si adoperò come bibliotecario ed educatore offrendo un notevole contributo alla crescita culturale della città. Egli ordinò una pregevole raccolta di libri acquistata poi dal Comune di Rovigo e fu instancabile animatore della vita dell'Accademia, fino alla sua morte avvenuta nel 1841.
Il palazzo ove ha sede l'Accademia fu realizzato tra il 1806 e il 1814, su disegno di Sante Baseggio. L'istituzione occupa pure l'adiacente palazzo Bosi dove è sistemata la pinacoteca.
Un impulso consistente all'attività della Concordiana fu dato nel primo Novecento dalla presenza in Rovigo di un gruppo di uomini di cultura, quali Manlio Torquato Dazzi per diversi anni direttore dell'Accademia, i fratelli Elio e Bruna Migliorini, Roberto Cessi, mons. Giacomo Sichirollo, il pittore Mario Cavaglieri, il poeta Diego Valeri ed altri.
Ai nostri giorni, la storia e lo sviluppo dell'Istituto si lega alla presenza operosa e intelligente dell'On. prof. Giuseppe Romanato, presidente dell'Istituto dal 1959 al 1985, che con grande generosità intellettuale, offrì sotto ogni punto di vista un notevole contributo allo sviluppo del castello librario, con la sistemazione dei locali per rispondere alle attese degli studiosi e frequentatori sempre più numerosi, mentre sul piano giuridico economico definì i rapporti con l'Amministrazione comunale di Rovigo. Ma soprattutto l'opera di Romanato va sottolineata per aver dato all'Istituto quello slancio culturale idoneo a consentire all'Accademia dei Concordi di essere annoverata tra i più prestigiosi istituti culturali presenti in Italia.
Venne così ampliato il rapporto con le altre realtà culturali del territorio e del paese, si diede vita a innumerevoli e qualificate iniziative, quali convegni di studio, conferenze, dibattiti, mostre, pubblicazioni, fu poi intensificato il servizio bibliotecario, il servizio di pinacoteca e museale. Tutte queste realtà oggi sono più che mai attive, grazie ai presidenti che si sono succeduti a Romanato, quali l'avv. Mario Degan e l'avv. Alessandro Ubertone, inoltre va sottolineata la generosa collaborazione dei soci ed operatori culturali e l'impegno quotidiano dei dirigenti dell'Istituto.
La crescita del patrimonio librario dell'Accademia è costante ed è dovuta, oltre che alle donazioni che ancor oggi si ripetono con molta frequenza, agli acquisti che l'Istituto effettua periodicamente su indicazioni di soci, di studiosi, di frequentatori. Ricca di oltre 200.000 volumi (con incremento annuale di circa 4.000 opere), la biblioteca dispone di ben 400 testate tra giornali e riviste.
Nel fondo manoscritti sono presenti codici di notevole pregio tra cui La Confutazione del Cristianesimo del rabbino Giuseppe Albo e la Bibbia Istoriata Padovana, opera risalente alla fine del Trecento, ricca di ben 344 miniature.
La vita economica dell'Istituto è oggi garantita dall'intervento determinante del Comune di Rovigo, dai contributi dell'Amministrazione Provinciale, della Regione Veneto, del Ministero per i Beni Culturali, dalle entrate delle proprietà dell'Accademia, da elargizioni di Enti e privati.
L'orario di apertura della biblioteca è di 41 ore settimanali, le presenze raggiungono le 40.000 annuali, con punte di oltre 200 frequenze giornaliere; dati che da soli testimoniano una forte richiesta di cultura, di documentazione, e di informazione, proveniente in particolare dai giovani.
Vi è oggi più che mai la richiesta di un orario di apertura più ampio e continuato, così da assicurare a studenti, e a quanti desiderano restare in città un luogo di cultura sereno e sicuro, per studiare, leggere ed approfondire le proprie conoscenze.
C'è bisogno poi di favorire il collegamento con le altre biblioteche, per un proficuo scambio culturale, sfruttando quanto oggi offre il vasto campo dell'informazione. Occorre valorizzare i progetti culturali, creando se necessario apposite istituzioni, per rispondere alle nuove attese di cultura e agevolare lo studio di giovani universitari e ricercatori, e di quanti, polesani e non, sono legati a questa importante istituzione rodigina.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Settimio Rigolin. “La Biblioteca dell’Accademia ha 150 anni”. Ventaglio Novanta, n. 12, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-biblioteca-dellaccademia-ha-150-anni/