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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

I 50 anni della Coldiretti

Dal 1945 l’Associazione è un punto di riferimento stabile nel comparto dell’agricoltura polesana

di Gianni Maragna

Ventaglio Novanta n. 12 1996 pp. 168–178

Stava per terminare la II guerra mondiale e ormai non c'era alcun dubbio sull'esito finale.

In questo contesto, impregnato di drammaticità, si iniziava a porre il problema della riorganizzazione delle forze lavorative.

Nel settore primario si coalizzava un gruppo di persone fermamente decise a dar vita ad una Associazione Sindacale in cui venissero tutelate le caratteristiche proprie di un categoria sociale che si stava affermando nel mondo agricolo e rurale: la categoria delle aziende familiari.

Fra le province che maggiormente espressero il loro dinamismo economico sociale, attraverso l'organizzazione dell'associazionismo rurale, quella di Rovigo fu certamente tra le più attive.

Fu così che, terminata la guerra, nel 1945, mentre si diffondeva l'entusiasmo della liberazione, rinacque, ad opera di uomini di spicco come l'Avv. Belloni, Cittante e molti altri, l'Associazione Polesana Coltivatori Diretti che, attraverso le varie difficoltà organizzative e i nuovi scenari delle battaglie politiche, cominciò a muovere i primi passi. Fu una rinascita convinta, una seconda vita, dopo quella limitata e ancora incerta dell'avantiguerra.

Una Associazione animata da grandi ideali di fondo, sintetizzabili in quattro punti cardinali:
– creatività nel lavoro;
– tutela e valorizzazione del nucleo familiare;
– solidarietà fra le varie realtà economico-sociali;
– ispirazione cristiana, come elemento spirituale unificatore che anima e dinamizza.

Già l’11 dicembre 1945 si svolse il 1° Congresso Provinciale, al quale intervenne lo stesso On. Bonomi, oltre che il Presidente Avv. Belloni, l'On. Merlin allora Sindaco di Rovigo, il Segretario Provinciale Antonio Cittante e molti altri uomini destinati a ricoprire ruoli di rilievo nel primo dopoguerra.

Fin dall'inizio, si distinse per chiarezza di idee, per tenacia indomita l'Avv. Belloni, per lungo tempo solerte presidente della stessa Associazione Polesana Coltivatori Diretti.

Guidata da uomini di spicco, l'Associazione riusciva il 15 ottobre 1945 a stampare e spedire a tutti gli associati il primo numero del quindicinale Terra Polesana ricco di opinioni, idee e dibattiti, sui svariati problemi agricoli, economici e sociali redatti con un linguaggio accessibile a tutti i lettori.

La forza e l'energia della ricostruzione con cui si iniziava questo cammino è percettibile dagli annunci che comparivano sin dal primo numero di Terra Polesana:

"Agricoltori Coltivatori Diretti – Per non essere dimenticati e sacrificati in questo momento in cui il moto sociale ed economico assume nuove forme e tende a nuove mete, dovete stringervi compatti in una forte organizzazione. Voi siete una forza imponente per il numero infinito delle piccole aziende agricole che sono in vostre mani, ma solo con la vostra volontà potrete fare valere questa forza, dando il vostro nome e la vostra adesione alla ricostruita Associazione Polesana Coltivatori Diretti che, al di fuori dei partiti, vuole far opera di rinnovamento e progresso per le vostre aziende agricole". (15 ottobre 1945)

Le prime sezioni mandamentali sorte nel 1945 furono: Rovigo, Adria, Lendinara, Badia Polesine, Castelmassa e Fiesso Umbertiano.

Sin dall'inizio l’Associazione fa sentire la sua voce attraverso i diritti e le rivendicazioni di categoria per la difesa della produzione e la tutela della vita economica delle aziende. Ne è una prova la definizione delle nuove quote di compartecipazione per l'anno agricolo 1944-45 con le quali viene stabilito l'aumento, a titolo di indennità di temporanea contingenza, delle quote percentuali di prodotti agricoli, da corrispondersi agli agricoltori nell'anno agrario 1944-45.

Ma ancora più grande fu la presenza della Associazione nei momenti difficili attraversati dalla popolazione polesana, ed in particolare durante l'alluvione del Po del Novembre 1951. In quell'occasione, dopo i primi momenti di sgomento, ogni uomo fu mobilitato per l'organizzazione dei soccorsi.

L'Associazione fu con gli alluvionati sulle strade ad organizzare ricoveri, a distribuire foraggi e viveri; fu con loro nell'ufficio permanente di informazione istituito per raccogliere e fornire tempestive notizie; fu con loro nei rientri e nella raccolta dei fondi per la difficile ricostruzione, e si fece portavoce del Polesine presso il governo e nei ministeri.

Il ruolo della Coltivatori Diretti si esplicò negli anni successivi attraverso alcune importanti conquiste come la legge sull'assistenza malattia (inizia infatti nel 1955 l'organizzazione delle casse mutue comunali e provinciali per l'assistenza malattia ai coltivatori diretti), l'istituzione dell'ente di patrocinio e di assistenza dei coltivatori agricoli (E.P.A.C.A.) (D.M. del 1954) e quella sulla pensione (L. n. 1047/1957), nonché prestiti per l'acquisto di macchine e impianti per l'edilizia rurale, l'equo canone (L. n. 1140/1948 e successive), la valorizzazione della piccola proprietà contadina (L. n. 144/1948 e successive), la valorizzazione del ruolo della donna (nasce nel 1953 il Movimento Femminile), viene riconsiderato anche il ruolo dei giovani (nasce nel 1953 il Movimento dei giovani coltivatori).

L'Associazione Polesana Coltivatori Diretti è sempre stata espressione e interprete dei coltivatori, impegnandosi nella cruda battaglia politica nell'immediato dopoguerra. Tra le costanti che hanno accompagnato l'Associazione nel suo cammino, vi fu e rimane la libera adesione con il 1° Congresso Nazionale del 1946 ai principi della scuola cristiana.

Da allora ad oggi sono trascorsi 50 anni, durante i quali l'Associazione Polesana si è andata sempre più consolidando, con lo sviluppo di tutta una serie di strutture socio-culturali ed economiche integrative, espressione di una genuina e ricca vitalità. Infatti il rapporto tra le Organizzazioni professionali, sindacali e la formazione è ormai un fatto acquisito e caratterizzato da strutture tecniche che svolgono un'attività per i propri iscritti.

L'impegno e i sacrifici dell'Associazione si snodato attraverso le lotte e le grandi conquiste citate, fino alla fase attuale del complesso ruolo dell'agricoltura nel vasto contesto europeo.

Infatti l'Associazione sta assumendo un grande impegno nel seguire le problematiche connesse all'adozione di nuove tecnologie produttive e alle Direttive CEE, per assolvere ai compiti di una nuova agricoltura, insieme alla volontà di rinnovamento che oggi anima i suoi dirigenti.

I coltivatori Diretti polesani sanno di poter fare in ogni caso pieno affidamento sull'Associazione le cui radici intangibili sono a tutt'oggi rappresentate dalla famiglia, dal lavoro, dall'amore per la natura.

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Come citare questo articolo

Gianni Maragna. “I 50 anni della Coldiretti”. Ventaglio Novanta, n. 12, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-50-anni-della-coldiretti/

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