L'associazione rodigina "J. W. Goethe", nell'ambito dei propri programmi, che prevedono l'incentivazione degli scambi culturali con la Germania, ha promosso nella città di Viernheim, gemellata con Rovigo, una apprezzata mostra con le opere di Nevia Rasa e Altedo Guizzaro, stimati artisti che hanno cementato la comune passione per la pittura, consolidandola con legami ben più profondi quali sono quelli del matrimonio.
Particolarmente calorosa è stata l'accoglienza in terra tedesca dei due pittori rodigini, a cui la stampa locale ha dedicato ampio spazio.
All'inaugurazione della mostra, allestita nelle sale dell"'Opera della Famiglia Bildungwerk", grazie all'interessamento del presidente dell'istituzione Gaby Ripp, ha voluto portare il proprio saluto lo stesso sindaco di Viernheim, Matthias Baas, che ha sottolineato il valore dell'iniziativa, programmata nell'ambito dei frequenti scambi culturali attivati dal gemellaggio, che da oltre dieci anni lega le due città. Per Rovigo era presente il vicesindaco Francesco Milan, accompagnato da Eligio Cappellato, vicepresidente dell'Associazione "J. W. Goethe", che hanno manifestato gratitudine per il risalto con cui è stata accolta la manifestazione culturale partita dal Polesine.
Nonostante la vita in comune, segnata dalla stessa passione, diverso si presenta per i due autori l'approccio con l'espressione artistica.
Comincia da lontano l'itinerario percorso da Altedo Guizzaro. È uno scritto dell'autorevole Tono Zancanaro a confermarcelo, ricordando come egli abbia mosso i primi passi seguendo le orme della tradizione secolare, in base alla quale si riteneva opportuno che il giovane con interessi creativi iniziasse a frequentare le botteghe specializzate per "conoscere i 'ferri' del mestiere e le regole della buona arte". Un avvio quello di Altedo Guizzaro fatto dunque di modestia e concretezza, contrassegnato dalla volontà di apprendere per raggiungere la padronanza degli strumenti operativi, con l'obiettivo di perfezionarsi e maturare progressivamente.
Un obiettivo perseguito con tenacia nel lungo itinerario artistico, in cui il pittore rodigino ha sempre portato con sè anche il gusto dell'artigiano, seguendo la strada, oggi decisamente inconsueta (ma ben conosciuta dai pittori del passato) di ricavare dalla natura i colori più adatti per le proprie tele. Sono le erbe e le foglie, specie quelle raccolte nella stagione autunnale, che, trattate dall'artista-artigiano con procedimenti originali (e mantenuti gelosamente segreti) forniscono le essenze cromatiche. Colori caldi, rossi bruniti e gialli ocra, usati spesso in un impasto robusto, che conferisce alle immagini dipinte una coinvolgente consistenza materica.
Le case, con i loro tetti rossi e i comignoli chiari che si alzano verso il cielo, costituiscono un tema spesso indagato dal pittore. Nella stretta contiguità delle abitazioni – che nei suoi quadri l'artista 'vede' sempre dall'alto – si coglie un desiderio di vita condivisa, la volontà di stringere legami forti e duraturi e una dolce vena poetica capace di comunicare il calore e il senso di intimità connaturati agli ingenui agglomerati.
Altre volte il tema trattato da Altedo Guizzaro si fa più impegnativo. E' il caso di una grande tela, collocata nel salotto dell'autore, che rappresenta una metafora della vita e del destino dell'uomo. Attingendo ad immagini bibliche e della Divina Commedia, il pittore ha realizzato un quadro davvero suggestivo e per molti versi misterioso. A prima vista sembra solo un abile e riuscito studio del colore, un gioco informale di tratti cromatici, che ruotano attorno alla rappresentazione di un albero campeggiante al centro della tela. In realtà, guardando attentamente quelle che a molti possono sembrare soltanto macchie di colore distribuite con sapienza, si scorgono volti ed altre parti del corpo di uomini e donne, in situazioni che richiamano i temi del peccato originale, della condanna e della pena eterna, nonchè il viaggio nell'oltretomba descritto da Dante Alighieri nei suoi versi immortali.
Con la sua pittura dai colori caldi Altedo Guizzaro realizza dunque tele che, partendo quasi sempre da un'esperienza concreta, assumono il tono della visione, sia quando l'autore preferisce immagini semplici che rimandano ad mondo innocente o fiabesco, sia quando la sua indagine approda a tematiche di natura filosofica. Ed in ogni caso egli ci comunica l'amore genuino per l'arte che sempre ha accompagnato la sua vita fin dalla più giovane età.
Di natura diversa, ma si potrebbe anche dire complementare, si presenta l'impegno artistico di Nevia Rasa, approdata alla pittura dopo esperienze di varia natura interessate a far emergere la propria individualità esuberante e creativa. Di qui l'approccio con la poesia, la parapsicologia e la pittura, con l'intento di far emergere la ricchezza del proprio mondo interiore.
L'artista è portata ad indagare nei risvolti segreti dell' anima, a sondare situazioni e momenti della vita in cui è più accentuato il senso del mistero. Muovendosi in quest'ottica Nevia Rasa sente confacente ai sui interessi l'espressione astratta, grazie alla quale – sono parole sue – si compie la magia di vedere con gli occhi dello spirito.
È una pittura fluttuante quella che ci propone l'artista dalle origini bellunesi. Nei suoi quadri appaiono infatti movimenti spumeggianti che fanno pensare a superfici marine o a vapori sciolti in lembi di cielo. In ogni caso si coglie una insopprimibile ansia di libertà e di armonia, la cui ricerca costituisce per l'autrice il principale scopo della vita.
Solo seguendo questo itinerario, secondo Nevia Rasa, si può infatti ottenere la vera felicità, ovvero raggiungere l'approdo all'Essere ed improntare la propria vita sulla base dell'amore e della comprensione.
Se Altedo Guizzaro, come si è detto, usa preferibilmente le tonalità del rosso, Nevia Rasa trova invece più confacenti alle sue indagini l'azzurro e il verde, con spruzzi di bianco e macchie rossastre. Ma l'autrice non si accontenta del colore e delle movimentate rappresentazioni realizzate: spesso infatti interviene nella stessa cornice del quadro per scrivere parole che completano il messaggio del dipinto.
Nevia Rasa si qualifica dunque come un'artista fantasiosa e moltiforme, alla continua ricerca – nel proprio intimo o nelle profondità sconfinate del cosmo – di motivi originali che diano slancio alla propria vita e nuova linfa alla propria ispirazione poetica.
Ed anche in questo senso ha giovato a Nevia Rasa e ad Altedo Guizzaro la recente esposizione a Viernheim, ove i due artisti non solo hanno ottenuto apprezzamenti, ma anche nuove sollecitazioni per continuare a percorrere, lungo due linee parallele, lo stesso binario dell'arte che qualifica positivamente la loro vita.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Altedo Guizzaro & Nevia Rasa”. Ventaglio Novanta, n. 18, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/altedo-guizzaro-nevia-rasa/