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POESIA

Povero cuore

di Aldo Veronese

Ventaglio Novanta n. 28 2004 pp. 115–118

NOTTE D’AGOSTO

Assiso alla finestra insonne, di brezza, m’inebrio, e di pensieri… Torno indietro con gli anni e, immerso in un mare di verde, mi rivedo… … è il mio giardino! piccolo regno di sovrano amore!! Poesia di Vita! Fiaba d’un passato, dove TU sola, perennemente, vivi o Mamma!!

AMAREZZA

Voglia di silenzio… Voglia di dormire… Nostalgica armonia d’un sogno che si perde!

O dolci volti della giovinezza fatta di niente, fatta di poesia! Corse nei prati, giochi di fanciullo, sogni d’un giorno che ti fugge via… Lacrime dolci, ore d’allegria… Lento passare della vita mia!!

POVERO CUORE

Oggi ho aperto il mio cuore per cercare i sogni belli dei vent’anni miei! Erano sogni di speranze… e d’altro, Erano i sogni della Gioventù!

C’erano riso, patimenti E pianto, c’era il sorriso del mio primo amore, c’era il verde d’un prato senza fine, c’era la vita di speranze piena.. c’era il domani… c’era … e non c’è più!

Povero cuore, che malinconia: vorresti vivere, ricominciare: ridere, piangere, tornare, andare… Vedere il sole e la bufera e non t’accorgi che si è fatto sera!

Rivedo i giorni che s’andava a scuola; sguardi fugaci, promettevamo: come i baci tuoi, dolce compagna della quarta Bi. Avevi un nome ch’era un’armonia, occhi sereni bocca delicata, capelli neri, con le trecce in giù… tra un’equazione e un verso di latino promettevamo: “non ti lascio più!”

Com’era bello coniugare amare, sempre al presente e senza dir perché… Tutto era lindo e delicato insieme, ed or, quel mondo, non esiste più!

Povero cuore amareggiato e stanco, cerchi i fantasmi della gioventù!… cerchi gli spazi, che si son ristretti. Cerchi i vent’anni che non tornan più!

LA MIA VITA

Ho vissuto l’inferno! Ho gridato di rabbia! Mi sono umiliato ed ho pianto! Cercavo l’amore, ma solo il dolore mi è stato vicino!

Ho creduto al Domani, ho cercato e sperato, sognato e gridato! Mi sono umiliato ed ho pianto…!

Cercavo l’Amore, ma solo dolore mi ha dato la vita!

E’ triste gridare nel Nulla: nessuno t’ascolta! Ti sembra d’andare… … tra l’Ombre dei morti!

Sei ombra! Sei niente! … eppure… hai un cuore che piange, … che grida: che triste è la vita!

… Eppure… lo so: sono pazzo e, per questo, trattengo la rabbia… e continuo a sperare!!

PIANTO

Com’era triste, nel mattino grigio, la strada che portava al Camposanto. Il ciel d’autunno m’apparia più bigio, mentre nel cuore trattenevo il pianto.

Pianto d’amore disperato e infranto, pianto di morte, pianto di dolore, addio velato da funereo canto, come di fior che palpitando, muore!

In quel mi giunse, nel silente Parco, nota soave d’una bocca amica; in tono lieve, vellutato e stanco:

“Solleva il cor, dicea, non ti fatica, amico Aldo, se la sorte è ria! Fede è la vita: Credi!” ..e, poi svania..

IL MIO BEL SOGNO

Ogni giorno ti cercava questo cuore! Ogni notte ti chiamava.. e tu non c’eri. Nei miei sogni t’imploravo: resta ancora! Te cercavo, come Notte cerca il Giorno. Come vetta solitaria, cerca il Cielo, Come sabbia arroventata, cerca il mare… ed ancora cerco Te: Sogno d’Amore!

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Come citare questo articolo

Aldo Veronese. “Povero cuore”. Ventaglio Novanta, n. 28, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/povero-cuore/

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