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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

Il Sodalizio Vangadiciense

Un’istituzione ed un archivio per valorizzare la storia della Vangadizza

di Paolo Aguzzoni

Ventaglio Novanta n. 28 2004 pp. 146–149

Le motivazioni che hanno suggerito la costituzione del Sodalizio Vangadiciense, sono contenute nel primo volume che raccoglie gli “Atti e Memorie del Sodalizio Vangadiciense” presentati nel primo e secondo Convegno di Studi Vangadiciensi svoltesi entrambi oltre trent’anni fa a Badia Polesine, rispettivamente il 14 settembre 1972 e il 20-21 settembre 1973.

In tale documento, tra le altre motivazioni, si legge: “Nei confronti della Vangadizza serve un riesame severo di tutti i documenti che la riguardano; una ricerca appassionata di nuovi elementi in testimonianze lasciate scivolare nell’oblio perché considerate nulle dalla storiografia aulica del passato; una indagine critico-comparativa sulla sua presenza attraverso i tempi in cui essa operò; una giusta valorizzazione degli aspetti cosiddetti secondari della sua attività…

Dopo alcuni anni di approcci, di colloqui, di proposte, di progetti, si è costituito a Badia Polesine un Sodalizio Vangadiciense, avente appunto lo scopo di perseguire in maniera sistematica la ricerca e lo studio di tutti gli elementi che possano contribuire alla puntualizzazione del fenomeno Vangadizza”.

Le firme sono quelle di Guido Mora, Camillo Corrain e Giovanni Beggio che a Badia Polesine, il 15 ottobre 1970 davanti al notaio Gian Luca Sanley fondarono il Sodalizio Vangadiciense.

Il Sodalizio Vangadiciense rimarrà rappresentato dai tre soci fondatori sino all’8 dicembre 1983 quando muore il prof. Giovanni Beggio: il suo posto verrà preso dal prof. Antonio Rigon dell’Università di Padova. Il 12 gennaio 1999 scompare anche Guido Mora e sino all’inizio del 2002 il Sodalizio Vangadiciense rimane composto da Camillo Corrain e Antonio Rigon.

Successivamente Corrain e Rigon decidono di allargare il Sodalizio Vangadiciense con nuove nomine confermando nel ruolo di soci onorari i figli di Guido Mora: Vittorio e Alessandro. E’ il 12 febbraio 2002 quando il Comitato di gestione assume questa composizione: Camillo Corrain (presidente); consiglieri Antonio Rigon, Giorgio Paolo Aguzzoni, Bruno Caramore, Giovanni Comisso, Donato Gallo, Primo Griguolo, Enrico Zerbinati. Nella stessa seduta vengono indicati anche diversi soci corrispondenti che saranno formalizzati nella prima riunione del rinnovato Comitato di Gestione che si svolge il 2 giugno 2002 e sancisce la nascita di “Wangadicia” il primo volume di una collana che raccoglie inizialmente gli “Atti dell’VIII Convegno di Studi Vangadiciensi” del novembre 2001 con il sottotitolo: “Fonti, territorio, cultura”,

Dalla sua costituzione il Sodalizio Vangadiciense ha organizzato otto convegni e raccolto i relativi atti dei primi sette in quattro volumi.

Fondato, il Sodalizio Vangadiciense, si sente la necessità di poterne organizzare, presso l’Abbazia della Vangadizza, l’Archivio Storico. Già il 6 settembre 1972 la Sovrintendenza Archivistica per il Veneto di Venezia, con il sovrintendente Ferruccio Zago, invia una lettera interessante al conte Michel de Rostolan, allora proprietario dell’Abbazia della Vangadizza e quindi dell’archivio storico più antico e di quello più recente. In quest’ultimo sono conservati i documenti dall’acquisizione del monastero da parte della famiglia D’Espagnac all’inizio del 1800 e sino agli stessi De Rostolan.

Il sovrintendente, dopo aver ricordato la visita effettuata dal direttore dell’Archivio di Stato di Rovigo Alberto Mario Rossi ai documenti d’archivio conservati presso la Vangadizza, rileva: “Dall’esame dei carteggi è emerso che essi presentano interesse storico-documentario in quanto riflettono, senza soluzione di continuità, la vita di un’azienda agricola dai primi dell’800 alla seconda guerra mondiale. Per questo motivo sarà cura di questa Sovrintendenza di dichiarare il notevole interesse storico dell’archivio, documento che sarà notificato alla S.V. in forma amministrativa”.

Il 15 settembre 1972 la Sovrintendenza Archivistica del Veneto “dichiara che l’archivio Casa D’Espagnac di proprietà del Conte Michel De Rostolan, conservato in Via Cigno – Badia Polesine (RO), è di notevole interesse storico e pertanto sottoposto alla disciplina prevista dal D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409, per i seguenti motivi: perché costituisce omogeneo complesso di carteggi di carattere economico-patrimoniale relativi ai secc. XIX – XX”.

L’11 giugno 1976 Sovrintendenza Archivistica del Veneto completa la messa sotto tutela dell’intero Archivio in possesso del conte Michel De Rostolan, e per la prima volta usa il termine “Archivio Vangadiciense“.

Così l’11 giugno 1976 la Sovrintendenza Archivistica del Veneto “dichiara che l’Archivio Vangadiciense di proprietà del Co. Michel De Rostolan in consegna al “Sodalizio Vangadiciense” nella persona del presidente sig. Guido Mora, che lo conserva nella propria abitazione (Badia Polesine, Via Pinzon 18) in attesa sia prescelta la sede del Sodalizio, è di notevole interesse storico e pertanto sottoposto alla disciplina prevista dal D.P.R. 30 settembre 1963 n. 1409, per i seguenti motivi: parte dell’archivio della soppressa Abbazia Camaldolese di S. Maria della Vangadizza, comprendente una settantina di pergamene dei secc. X-XVIII ed altro materiale pergamenaceo e cartaceo dei secc. XIII-XVIII per una decina di buste, tra cui Catastici, protocolli notarili di atti rogati nell’interesse dell’Abbazia, il Catastico Guarnieri del 1791. La presente dichiarazione si intende estesa ad eventuali future acquisizioni e non pregiudica lo status giuridico dei documenti”.

Il 5 novembre 1977 il conte Michel de Rostolan dona tutto l’archivio, quello antico e quello cosiddetto di famiglia, al Sodalizio Vangadiciense del quale è presidente onorario scrivendo: “Allo scopo che non siano dispersi ma soprattutto perché possa essere costituito un Archivio di consultazione per gli studiosi sotto l’egida del Sodalizio Vangadiciense in Badia Polesine possibilmente presso l’Abbazia stessa, in qualità di presidente onorario del Sodalizio Vangadiciense è mio desiderio e volontà di donare al presidente del Sodalizio cavaliere Guido Mora, tutti i documenti e pergamene esistenti nell’Abbazia della Vangadizza già in parte vincolati dalla Sovrintendenza agli Archivi di Stato di Venezia … come pure altri di mia appartenenza ma che trovasi altrove…”.

Il conte muore in Francia il 31 luglio 1978 lasciando unici eredi la moglie Hélene Merceron-Vicat e i figli Louis Félix André de Rostolan, Christian Philippe Marie de Rostolan, Dominique Edouard Marie de Rostolan e Hubert Denis Louis de Rostolan.

Il 29 agosto 1980 gli eredi del conte Michel De Rostolan donano al “Sodalizio Vangadiciense” anche l’archivio di “Casa D’Espagnac”.

Dal 29 agosto 1980 tutti i documenti di quello che sarà il completo “Archivio Vangadiciense” sono stati donati al Sodalizio Vangadiciense. Manca, però, la sede dell’Archivio e in più occasioni la nuova sovrintendente archivistica Bianca Lanfranchi Strina, saputo anche della vendita della Vangadizza a privati avvenuta nel 1980, chiede notizie sullo stato di conservazione dei documenti vangadiciensi e sulla possibilità di poter aprire nell’ex monastero la sede dell’Archivio.

La svolta avviene nel 1985 quando il Comune di Badia Polesine acquista l’Abbazia della Vangadizza dai Fratelli Bonetto di Menà di Castagnaro (VR): dal quel momento si profila la possibilità di poter sistemare i locali dove allestire l’Archivio Vangadiciense.

Il 12 febbraio 1987 l’allora assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione Giorgio Paolo Aguzzoni trasmette a Guido Mora e a Camillo Corrain lo schema di convenzione tra il Comune di Badia Polesine e il Sodalizio Vangadiciense per la istituzione dell’Archivio Storico del Sodalizio.

La “Convenzione con il Sodalizio Vangadiciense per l’istituzione e gestione dell’archivio storico” viene presentata, discussa e approvata dal Consiglio Comunale di Badia Polesine il 7 maggio 1987. Su trenta consiglieri sono presenti in ventidue e tutti votano a favore.

Il 21 agosto 1989 la sovrintendente archivistica Bianca Lanfranchi Strina comunica al Comune di Badia Polesine, e per conoscenza alla Prefettura di Rovigo, che l’Archivio del Sodalizio Vangadiciense è stato “dichiarato di notevole interesse storico” con atto della stessa Sovrintendenza Archivistica per il Veneto.

Passano alcuni anni e finalmente l’otto marzo 1995 la Giunta Municipale delibera lo “Affidamento a trattativa privata dei lavori di sistemazione dei locali da adibire a sede del Sodalizio Vangadiciense” per un importo complessivo di 130 milioni di lire coperti da un contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Il 19 aprile 1995 i lavori vengono consegnati.

Sabato 31 maggio 1996 l’Archivio Vangadiciense viene inaugurato. All’indomani della morte del presidente Guido Mora l’Archivio, su proposta di Camillo Corrain, gli viene intitolato e così diventa: “Archivio Vangadiciense – Guido Mora”

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Come citare questo articolo

Paolo Aguzzoni. “Il Sodalizio Vangadiciense”. Ventaglio Novanta, n. 28, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-sodalizio-vangadiciense/

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