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MUSICA & TEATRO

Pinocchio burattino senza fili

Ampi consensi per la rappresentazione della compagnia rodigina Fabula Saltica

di Sofia Teresa Bisi

Ventaglio Novanta n. 29 2004 pp. 90–93

Sulla scia dell’enorme successo che ha riscosso il film di Pinocchio, la produttiva collaborazione tra Claudio Ronda, Ivan Stefanutti, la compagnia di danza rodigina “Fabula Saltica” e il Teatro Sociale, è riuscita a reinventare la storia, trasformandola in uno spettacolo sfavillante e divertente, che dalla scorsa estate sta ottenendo calorosi successi in tutta Italia.

Senza perdere la trama originale, e soprattutto cercando di restituire la fresca visione degli occhi dei bambini, è stata creata la drammaturgia “Pinocchio burattino senza fili”, una rilettura in chiave di balletto, proposta per la prima volta al pubblico rodigino lo scorso luglio, presso il Chiostro degli Olivetani. Protagonista e nome di richiamo per l’iniziativa, Alessandro Vigiliate, il giovane foggiano, conosciuto attraverso il piccolo schermo grazie alla trasmissione “Saranno Famosi”, che, nei panni del celebre burattino legnoso, ha dato il meglio di sé, grazie alla corporatura esile e agile, ottenendo consensi davvero calorosi.

Dopo i successi della scorsa estate, lo spettacolo è stato ripreso e leggermente modificato, adattandolo all’esecuzione in teatri e luoghi chiusi, per un’altra serie di tappe in tutta Italia a partire dal teatro rodigino, dove Pinocchio ha attirato per tre giorni consecutivi ancora tanti spettatori di ogni età.

Come ha affermato il coreografo Claudio Ronda, “Pinocchio, forse tra i più fortunati romanzi italiani, appartiene a quella categoria di libri che è piacevolissimo leggere, ma nel momento in cui si cerca una chiave per trasformarlo in uno spettacolo diventa difficilissimo, un po’ perché ci hanno provato in tanti, un po’ perché è come se il racconto volesse ribellarsi e Pinocchio volesse sfuggire da qualsiasi tentativo di appiattimento. Ecco perché, volendo affrontare Pinocchio rivisitandolo col linguaggio della danza, il tentativo, di comune accordo con Ivan Stefanutti che ha curato le scene, è stato quello di non prevaricare il libro di Collodi ma piuttosto di essere “usati” dal testo tentando di ritrovare tutto ciò che in trasparenza appare ai più piccoli lettori.”

Pinocchio è senza dubbio anche un modo di vedere il mondo. Questo eroe minuscolo, piccolo e trasgressivo, in lotta eterna contro le consuetudini e la legge, contro il catechismo dell’ordine, in continua fuga, in bilico tra il riposo nell’esperienza e il capriccio dell’avventura, la quiete di orizzonti limitati e ansia di evasione è la metafora della purezza in perenne conflitto col mondo gretto e malvagio di un’umanità senza sogni.

Pezzo di legno, attratto da un “disordine” più avventuroso, dalla sete di libertà, con i suoi errori sintetizza la fatica del vivere nel meraviglioso mondo del possibile e dell’incerto.

Il 4 e 5 febbraio scorsi, lo spettacolo si è dimostrato ancora immediato e piacevole, capace di coinvolgere e commuovere, in una coloratissima girandola di personaggi simbolici e caricature che efficacemente hanno rappresentato ciò che Edoardo Bennato ha voluto comunicare con le canzoni sagaci e sempre attuali del disco “Burattino senza fili” del 1977, l’accompagnamento musicale e filo conduttore della vicenda. “…Ogni favola è un gioco ed è vera soltanto a metà”, comunica Bennato e mai come in questa favola, dove la menzogna sembra essere un motivo ricorrente, verità e favola si intersecano. La lotta con la menzogna è dura, è un lento percorso nel quale Pinocchio impara a misurarsi e relazionare, è la menzogna su cui si regge un sistema, dove diventa necessario imparare a leggere, come suggerisce Collodi.

Il balletto ha seguito le fasi di un il gioco dell’Oca, trasformato in Gioco del Burattino, le cui tappe sono state scandite dall’illuminazione di un grande tabellone con funzioni di scenografia e di collegamento: Jacovitti imperava con le sue illustrazioni che si animavano sullo sfondo. Davanti le coreografie corali e i passi a due dove Gatto e Volpe, Fata Turchina, Grillo parlante, popolani, scolari, maestra, hanno tracciato il corollario di fervide immagini e sostenuto la storia di Pinocchio e Geppetto.

Ottima la prestazione della Compagnia Fabula Saltica che ha saputo rendere ogni passaggio in modo fortemente comunicativo: la frizzante atmosfera dei momenti di assieme si è stemperata nei lirismi dei soli con un gioco di luci ed ombre sapientemente dosate.

Tutti gli interpreti, (Vito Alfarano, Giovanna Carrain, Alessia Cecchi, Luigi Celani, Massimo Cerreti, Caterina Figaia, Denald Gjergo, Federica Iacuzzi, Paola Maran, Ivan Piccioli, Elena Sassaro), nei coloratissimi e buffi costumi di Ivan Stefanutti, ispirati dall’abile penna di Benito Jacovitti, hanno egregiamente sostenuto uno spettacolo impegnativo ma accattivante per i presenti.

Ottime le scelte coreografiche di Claudio Ronda che, utilizzando la grande esperienza maturata negli anni passati, ha saputo rivisitare la storia con gli ideali di oggi senza perdere la freschezza e l’originalità degli occhi dei bambini.

Fondamentale la collaborazione con Ivan Stefanutti, attivo assiduamente nell’opera lirica, nei balletti e nel cinema, che ha creato scene e costumi ironici, personaggi divertenti, dal “legnoso” burattino sino ai goffi abitanti del Paese dei Balocchi.

Il pubblico, numeroso e caloroso, ha assistito divertito e attento allo svolgimento della storia, immediata e piacevole, scandita sul fondale del palco dal grande Gioco dell’oca, quasi una metafora delle vicende umane. In ogni tappa è stata rappresentata la vita, con i suoi sogni e le sue delusioni, durante un viaggio fantastico con divertenti ed originali inserzioni di cubiste e ballerine di lap dance. Adulti e bambini sono stati coinvolti piacevolmente nella conferma di un lavoro davvero ben riuscito, che probabilmente non sarà l’ultima produzione di un cast tanto attivo, affiatato e fantasioso.

LE TAPPE DI FABULA SALTICA

“Fabula Saltica” è da parecchio tempo il fulcro della danza rodigina, e da alcuni anni sta acquistando sempre più fama e consensi a livello nazionale.

L’Associazione Balletto “città di Rovigo” nasce nel 1986 grazie alla volontà di Claudio Ronda, Pia Russo e Leila Troletti, danzatori provenienti da diverse esperienze artistiche. Fin dalla sua costituzione, accanto all’attività di produzione e distribuzione di spettacoli di danza, l’Associazione dà vita ad una propria compagnia formata da giovani e denominata “Estballetto”.

Nel novembre 1990 il Teatro Sociale di Rovigo decide di produrre il nuovo spettacolo della Compagnia Estballetto, inserendolo nella propria Stagione Lirica Tradizionale. La Compagnia affida la realizzazione dello spettacolo a Gheorghe Iancu: nasce così “La Mascherata”, su musiche di Boccherini, ispirato ad un libretto per musica di Carlo Goldoni.

Il successo dello spettacolo (nel quale Iancu ricopre il ruolo di protagonista) accolto con favorevolissimi esiti di pubblico e di critica in alcuni dei maggiori teatri italiani rafforza il legame dell’Associazione con il Teatro Sociale. La compagnia, prende allora il nome di Fabula Saltica e affida la direzione artistica a Gheorghe Iancu per il periodo che va dal 1990 al 1996. Dal 1996 L’Associazione Balletto città di Rovigo viene riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio Dipartimento dello Spettacolo

Grazie alla fervida attività di “Fabula saltica”, le produzioni di danza sono uno dei punti centrali del progetto culturale del Teatro Sociale di Rovigo, che nel 1995 commissiona per l’inaugurazione della 181° Stagione Lirica la musica per un nuovo balletto a Marco Tutino; nasce così, da un’idea di Gheorghe Iancu, “Riccardo III”. Il balletto vede la partecipazione di Gheorghe Iancu, accanto a lui oltre ai ballerini di Fabula Saltica alcuni fra i maggiori interpreti internazionali. Lo spettacolo viene ripreso nell’’ottobre 1996 al Palafenice. Viene prodotto sempre nel 1995 un nuovo spettacolo con coreografie di Gheorghe Iancu: “Aura”.

Nel dicembre 1996 il Teatro Sociale commissiona per la 182° Stagione Lirica la musica di un balletto al musicista jazz Enrico Rava. Nasce, da un’idea di Claudio Ronda, “Ragazzi Selvaggi”, balletto ispirato agli autori della beat generation. La coreografia del balletto, viene affidata a Robert North. Interprete principale, accanto ai danzatori della Compagnia Fabula Saltica Alessandro Molin.

L’estate 1997 vede la Compagnia Fabula Saltica impegnata in una tournée che porta “Ragazzi Selvaggi” nei maggiori festival italiani. Sempre nel 1996 viene prodotto lo spettacolo “Synthesis” coregrafie di G. Iancu.

Nel 1997 il Teatro Sociale commissiona per l’inaugurazione della 183° Stagione Lirica la musica per un nuovo balletto al compositore Claudio Ambrosini; nasce così Il balletto “Pandora Librante” ispirato alle “lezioni americane” di Italo Calvino. La creazione coreografica viene affidata a Robert Cohan, già fondatore del London Contemporary Dance Company, le scene portano la firma di Fabrizio Plessi.

Nel 1998 il Teatro Sociale commissiona per l’inaugurazione della 184° Stagione Lirica la musica per un nuovo balletto al compositore Giorgio Gaslini; nasce così Il balletto “Sprint”, ispirato al mondo del ciclismo. La creazione coreografica viene affidata a Loris Petrillo, le scene e i costumi portano la firma di Luisa Spinatelli. Il 5 giugno 1999 l’allestimento viene premiato dalla rivista Danza&Danza al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia come migliore partitura musicale per balletto dell’anno 1998.

Nell’estate del 1999, l’Associazione produce lo spettacolo “in mezzo……la terra” con coreografie di Robert North e Robert Cohan. Nel 1999 la 185° Stagione Lirica apre con il balletto “Pictures” trittico su musiche di Antonio Vivaldi, Matteo D’Amico e Howard Blake. Il balletto dedicato all’anno giubilare vede come prima ballerina ospite Luciana Savignano.

Nel 2000 la 185° Stagione Lirica viene chiusa dal balletto “Together” su musiche di Giovanni Sollima. Le coregrafie portano la firma di Fabrizio Monteverde e Claudio Ronda.

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Come citare questo articolo

Sofia Teresa Bisi. “Pinocchio burattino senza fili”. Ventaglio Novanta, n. 29, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/pinocchio-burattino-senza-fili/

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