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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

“La Tartaruga” di Lendinara

Una apprezzata Compagnia teatrale, impegnata nella difesa della ‘lingua’ polesana

di Samantha Martello

Ventaglio Novanta n. 41 2010 pp. 156–157

Passione, talento, esperienza, voglia di divertirsi e di divertire. Sono questi gli ingredienti ‘segreti’, che danno alla Compagnia teatrale “La Tartaruga” di Lendinara una marcia in più.

Riconosciuta a livello locale e non solo, la Compagnia teatrale è cresciuta, dimostrando come l’arte della commedia possa trovare radici e validi attori anche a livello locale. Di strada, infatti, “La Tartaruga” ne ha fatta, ottenendo lusinghieri riconoscimenti di critica e di pubblico. Ciò che ancora oggi contraddistingue la compagnia lendinarese è da ricercarsi nelle dinamiche che hanno caratterizzato la sua nascita.

Si deve, quindi, tornare indietro negli anni e, precisamente, al 1997. Solo un anno prima era nata l’Università popolare per il tempo libero di Lendinara, con cui il legame della Compagnia è ancora forte e nei cui ambienti è poi maturata l’idea di fondare un gruppo teatrale. A dare il via all’avventura teatrale è stata Giuliana Biscuola, che si è attivata al fine di riunire una decina di attori non professionisti, ma amanti della commedia e che già avevano avuto modo di mettersi alla prova con esperienze di recitazione, con la volontà di proporre commedie per amici e conoscenti. Nasceva così “La Tartaruga”. A tenere a battesimo la Compagnia fu la commedia dal titolo “Er barbaiozzo” di Gianni Sparapan.

E non è un caso che il primo lavoro, nel quale si è cimentata la Compagnia, profumasse di Delta e riecheggiasse di Polesine. Sì, perché la lingua de “La Tartaruga” è dialettale, anzi polesana. I modi di dire, le cadenze e le inflessioni del dialetto locale, che forse ingenerosamente sta scomparendo, si sta declassando a favore della lingua dello Stivale, è il vero protagonista portato in scena dalla Compagnia lendinarese. Una ricerca, anzi una riscoperta meditata, che vuole valorizzare il dialetto polesano e che si abbina alla valorizzazione di autori polesani.

Il genere scelto è quello della commedia brillante, in cui l’equivoco della parola e quello della situazione, grazie alla verve degli attori, riscuotono sempre ovunque vasti consensi. La poesia dei gesti e delle battute sapientemente studiate si inebria della capacità di improvvisazione e delle risate spontanee, per regalare al pubblico uno spettacolo a tutto tondo.

Da gruppo di amici appassionati al teatro, oggi “La Tartaruga” è diventata una Compagnia teatrale a tutti gli effetti, iscritta alla Federazione Italiana Teatro Amatoriale, che partecipa a rassegne teatrali importanti e a concorsi che permettono alla Compagnia di crescere e migliorarsi nel confronto con le altre compagnie. Il repertorio si sta arricchendo: pur privilegiando testi e autori polesani, la ricerca si è ampliata anche a testi che non parlano né polesano né veneto, sapientemente riadattati ed attualizzati ai giorni nostri.

Ad oggi compongono “La Tartaruga”: Gino Bazzan, Morris Furegato, Gigi Grossi, Tiziano Fontan, Andrea Trivellato, Claudio Rizzato e Mattia Rossi, Rosi Chinaglia, Velida Fontan, Raffaella Trivellato, Franca Papparella, Adriano Zillio che si occupa delle luci e delle musiche, Liviana Furegato coordinatrice generale.

La passione per il teatro e la voglia di mantenere la tradizione sempre presente a Lendinara per questa forma di spettacolo hanno animato e sostenuto questo gruppo, che continua con entusiasmo a calcare i palcoscenici portando in scena la polesanità in tutte le sue forme.

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Come citare questo articolo

Samantha Martello. ““La Tartaruga” di Lendinara”. Ventaglio Novanta, n. 41, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-tartaruga-di-lendinara/

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