Mara De Piccoli è affascinata dalla vita e nel contempo ne è intimorita poiché in essa coglie il valore e la forza alla quale siamo tutti inesorabilmente soggetti. Nelle sue opere cerca il senso dell’esistenza, già dal suo sbocciare, con dipinti che rappresentano la nascita o che si addentrano negli sguardi di adolescenti o in quelli del vecchio del deserto che ci accompagna verso spazi senza confini e percorsi dai profondi ed imponenti segni del tempo.
Nata a Castelmassa nel 1960, Mara si è diplomata presso l’Istituto d’Arte del suo paese, approfondendo i suoi studi di pittura con il prof. Carlo Bolognini, quelli di disegno dal vero con il prof. Fausto Bolognini e di scultura con il prof. Denis Raccanelli.
Quella della De Piccoli è una passione condivisa dato che anche il marito, pur esercitando una professione tecnica, ha studiato in età adulta presso l’Istituto d’arte di Castelmassa, diplomandosi con profitto; inoltre una delle due giovani figlie si occupa di architettura e arredamento.
La famiglia, che attualmente vive a Santa Maria Maddalena, è quindi una sorta di ricettacolo artistico nel quale l’Autrice trova positivi input ad arricchire sempre più il suo universo creativo.
Molto interessante è la sua attuale collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi che organizza mostre e manifestazioni finalizzate ad offrire esperienze artistiche a coloro che non possiedono il dono della vista. Quello di Mara è quindi un percorso che approda a diverse conoscenze, sviluppandosi secondo diversi itinerari.
Varie risultano infatti anche le sue strategie esecutive che sono sempre tese all’efficacia della riproduzione, alla vitale proposta dei soggetti che devono interagire con l’osservatore coinvolgendolo nel messaggio che ci vuole comunicare.
La De Piccoli usa il linguaggio delle linee e dei colori per narrarci il suo universo interiore fatto di sentimenti, ricordi di persone e luoghi, sguardi mai dimenticati e regalati per una condivisione amichevole di ciò che la sua sensibilità le suggerisce.
Pur nella sicurezza del segno, nel dinamismo morbido ed accattivante, nell’uso di materiali differenti, Mara pare non appagarsi completamente delle sue realizzazioni pittoriche, e così spesso le completa con poesie o riflessioni come se le parole cesellassero, con i loro significati, l’opera pittorica. Ecco allora una citazione di Pascal che è chiamato a compendiare (IL VORTICE DELLA VITA):… Ma alla fine cos’è un uomo nella natura? Un nulla davanti all’infinito, un tutto davanti al nulla, qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto.
In queste parole è celato il legame di ogni essere umano con l’infinito a cui appartiene, che ne determina la vita stessa, raffigurata dall’Autrice attraverso un misterioso vortice che accoglie un neonato accarezzato teneramente.
Così Mara De Piccoli ci offre la variegata gamma dei sentimenti suscitati da sguardi profondi, da stupendi tramonti, da luoghi magici, come i deserti, dove lo spazio si spalanca verso orizzonti a perdita d’occhio e dona un senso di gradevole libertà, come un respiro vitale, una rinnovata speranza nel domani.
Mara De Piccoli nella sua attività artistica coglie dunque i messaggi delle cose, ne scompone l’essenza per offrircela come un pane da condividere alla comune mensa della Vita alla quale siamo tutti invitati.
Un impegno di vita il suo che trova gratificazione nell’espressione figurativa, suscitando interessi condivisi e permettendole inoltre di ottenere premi e riconoscimenti in diversi concorsi di pittura e grafica nazionali ed internazionali, favorendone l’annovero nel mondo artistico.
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Rosetta Menarello. “Con l’anima tra le mani”. Ventaglio Novanta, n. 43, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/con-lanima-tra-le-mani/