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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Ai Carabinieri caduti per la patria

Nel 150° dell’Unità d’Italia, a Volto di Rosolina un’importante iniziativa per non dimenticare l’eccidio di Malga Bala

di Guendalina Ferro

Ventaglio Novanta n. 44 2012 pp. 144–145

Nell’ambito delle iniziative promosse in occasione del 150esimo dell’unità d’Italia, è stato inaugurato nella mattinata assolata del 10 aprile 2011, a Volto di Rosolina, alla presenza delle Autorità civili, militari ed ecclesiastiche del territorio, il monumento dedicato ai carabinieri caduti nell’adempimento del loro dovere, situato nella piazza intitolata alla medaglia d’oro al merito civile, al carabiniere Antonio Ferro. La cerimonia, aveva lo scopo di cementare la solidarietà tra i carabinieri in servizio e quelli in congedo, nonché l’unione spirituale dell’Italia con la “benemerita” arma dei carabinieri. Un evento, reso possibile dall’azione sinergica positiva tra l’associazione nazionale carabinieri, sezione di Porto Viro-Delta del Po, presieduta dal maresciallo Vincenzo Contiero e l’amministrazione comunale di Rosolina, rappresentata dal sindaco Luciano Mengoli.

Madrina dell’evento, che ha registrato anche la presenza di intere classi delle scuole elementari di Volto di Rosolina, la sig.ra Natalia Ferro, sorella del carabiniere Antonio Ferro, cittadino di Rosolina che fu trucidato unitamente ad altri undici commilitoni, in località Malga Bala di Tarvisio nel Marzo 1944.

Nella circostanza, i carabinieri furono delle “vittime di guerra” come ha stabilito il tribunale militare di Padova che, in un suo atto istruttorio così scrive: “Nel Marzo del 1944 dodici carabinieri in forza alla compagnia di Tarvisio, preposti alla sorveglianza di una centrale elettrica in Bretto inferiore, all’epoca territorio Italiano, dopo essere fatti prigionieri, all’esito di un’azione bellica, in sé illegittima condotta da partigiani appartenenti al X Corpus sloveno facente capo all’esercito di liberazione Jugoslavo di Tito, di nazionalità slovena-italiana, furono condotti in una località denominata Malga Bala, ove vennero trucidati ed uccisi con modalità connotate da tale disumana efferatezza, da tristemente distinguersi, pur in anni di incontrollata violenza bellica, fino a quantificare il fatto come uno dei più gravi crimini di guerra commessi sul territorio italiano”.

Lo stesso tribunale di Padova, pur avendo comprovato la disumana efferatezza del crimine, ha dovuto archiviare il caso per sostanziale impossibilità di assicurare alla giustizia i probabili colpevoli, perché le autorità slovene non hanno mai collaborato. Non solo: uno dei capi del commando carnefici, Alojz Hrovat, residente in Slovenia, dopo la guerra ha anche ricevuto la pensione dall’Inps dell’Italia, grazie alle sue gesta partigiane.

Un fatto di inaudita crudeltà, l’eccidio di Malga Bala, per il quale il Presidente della Repubblica Italiana, ha concesso, alla memoria, una medaglia d’oro al merito civile ai dodici carabinieri, sepolti attualmente nel tempio ossario costruito dal “Comitato Onoranze ai caduti nel comune di Tarvisio”. Una mattanza-eccidio portata alla luce nel 1988, in seguito ad un articolo apparso sul “Giornale” firmato dal dottor Fausto Biloslavo, i cui dettagli, nel corso degli anni, sono stati ampiamente documentati dallo storico Marco Pirina del Centro Studi e Ricerche Storiche “Silentes Loquimur” di Pordenone, che ha scritto anche dei libri in merito e relazionato a convegni, e dall’attivarsi del cavaliere di Gran Croce Maresciallo dei carabinieri in quiescenza, Arrigo Varano, della sezione Anc di Brescia e membro dell’Unione nazionale mutilati per servizio.

Ora, che anche la tragedia di Malga Bala ha avuto una sua ricostruzione, si è originata forte la volontà di non dimenticare, legandola alla realizzazione del monumento di Volto ed inserendola nel novero dei non pochi episodi drammatici e di eroismo, per tutti i quali è stato indicato il giorno della memoria, il 10 febbraio di ogni anno, istituito nel nostro paese con una legge recente, la nr. 92 del 30 marzo 2004.

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Come citare questo articolo

Guendalina Ferro. “Ai Carabinieri caduti per la patria”. Ventaglio Novanta, n. 44, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/ai-carabinieri-caduti-per-la-patria/

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