Il 13 Luglio u.s., nella suggestiva e prestigiosa cornice di Villa Badoer a Fratta Polesine, il Coro “Monte Pasubio Rovigo Banca”, diretto dal Maestro Pierangelo Tempesta, ha celebrato la ricorrenza del quarantacinquesimo anno dalla fondazione con un concerto dal tema “Le nostre storie”, alla presenza di un numerosissimo ed attento pubblico. Il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia ha inoltre dato lo spunto al complesso corale rodigino per ricordare lo storico evento con una magistrale interpretazione dell’Inno di Mameli, particolarmente apprezzata dai presenti che hanno seguito l’esecuzione con raccoglimento e unanime partecipazione. La scenografia, per l’occasione, aveva inoltre previsto una sapiente illuminazione delle colonne palladiane con i colori della bandiera, a voler sottolineare la solennità del momento celebrativo.
La serata ha visto la prestigiosa partecipazione, in veste di presentatore, del Maestro Bepi De Marzi, celebre musicista e compositore vicentino, autore di innumerevoli brani per il canto corale, molti dei quali universalmente conosciuti ed apprezzati. Il Maestro De Marzi, fondatore e direttore del Coro “I Crodaioli,” grazie alla sua limpida dialettica – sempre rivolta alla realtà veneta, alle sue tradizioni, alla natura ed al territorio ereditato dai nostri padri troppo spesso violentato – ha affascinato il pubblico con spunti di rara grazia poetica. Particolarmente significativi sono inoltre risultati, a commento della manifestazione, gli interventi dello speaker ufficiale del Coro Claudio Garbato e del Presidente del sodalizio, Paolo Pasello che hanno posto l’accento, l’uno sul significato del “cantar insieme” e l’altro sulla sua convinta adesione alle gioie del canto corale originata da una casuale partecipazione ad un concerto del “Monte Pasubio”.
Al termine della serata non sono mancati i reciproci ringraziamenti e scambi di doni e l’intervento del Presidente della Provincia Tiziana Virgili e del Sindaco di Fratta Polesine Riccardo Resini.
Secondo importante appuntamento del 45°, sabato 17 Settembre presso l’Accademia dei Concordi di Rovigo, con la presentazione del DVD “Perché cantiamo ancora in coro”, che il “Monte Pasubio” ha realizzato quale compendio di oltre quarant’anni di attività del sodalizio e momento di sintesi di tanti ricordi, episodi felici, avvenimenti dolorosi e lusinghieri successi, grazie alla partecipazione ad oltre 1300 concerti ed esibizioni pubbliche in Italia ed all’estero.
Alla presenza del maestro Gianni Malatesta, celeberrimo armonizzatore ed autore di famosissimi canti per complessi corali, direttore del Coro “Tre Pini” di Padova, il “Monte Pasubio” ha proiettato al numeroso pubblico presente alcuni “spezzoni” del DVD, curato da Claudio Garbato e da C. Alberto Schiesaro, ed ha eseguito i canti preparati per la solenne occasione.
La prima, corposa parte del DVD ricostruisce per sommi capi l’evoluzione del Coro fin dalle origini, corredando il percorso di crescita del complesso con filmati, anche storici, riguardanti il Polesine, il Delta del Po e il tragico evento dell’alluvione del 1951. La seconda parte, significativa in quanto sintesi di una ricorrenza importante per il Monte Pasubio nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, riporta integralmente il concerto celebrativo di Villa Badoer.
Il prof.Luigi Costato e l’Assessore alla cultura Paola Nezzo hanno quindi portato il saluto e l’augurio rispettivamente dell’Accademia dei Concordi e dell’Amministrazione Comunale.
Una storia ultraquarantennale
Le recenti, prestigiose manifestazioni celebrative, che hanno visto come protagonista il complesso corale rodigino, offrono lo spunto per un doveroso ricordo delle origini del “Monte Pasubio” e della caparbia volontà dei promotori di costituire il sodalizio nonostante le oggettive difficoltà logistico-organizzative dei lontani anni ‘60.
A questo proposito vale anche la pena di ricordare che un’esperienza corale di canti di montagna e di guerra ebbe vita negli anni antecedenti la formazione del Coro Monte Pasubio, con la nascita del complesso “la Baita,” diretto da Beppe Casetta. Si narra che, a quel tempo, i critici più attenti amavano definire amabilmente il coro con l’appellativo “La sbraita”.
Poi nacque il “Monte Pasubio”, la cui denominazione fu imposta a ricordo dell’escursione sull’omonimo monte, nel corso della quale prese corpo l’idea di dar vita ad un coro. I partecipanti all’escursione provenivano, oltre che dal capoluogo, da Grignano Polesine e da Costa di Rovigo.
La prima difficoltà incontrata dalla nascente iniziativa si manifestò tuttavia nel reperimento di un locale per le prove settimanali, visto che era già stata individuata la guida tecnica, grazie alla disponibilità dell’indimenticato geometra Mario Casetta. Il Parroco della Commenda, Mons. Lino Dalla Villa ed il successore Don Armando Ottoboni, con generosa sensibilità, ospitarono per lunghi anni l’attività del Coro fino al momento della sopravvenuta indisponibilità dei locali. Il Centro Giovanile “Don Bosco”, sotto la direzione di Don Giacomo Prandini prima e di Don Giuseppe “Pino” Fogagnolo poi, consentì quindi la normale ripresa dell’attività corale.
Ma i problemi da risolvere per potersi ritrovare due volte la settimana per le prove passavano anche dalla disponibilità di un automezzo per raggiungere Rovigo da parte dei coristi “esterni”: per consentire a due “colonne” del settore dei bassi abitanti a Grignano Polesine ed a quel tempo non ancora in possesso di un proprio mezzo, alcuni colleghi, a turno, con la 500 d’ordinanza provvedevano alla necessità.
La divisa per le prime esibizioni era rigorosamente ispirata all’abbigliamento di montagna, in armonia con il repertorio di canzoni che celebravano l’epopea alpina e le bellezze naturali delle nostre valli, delle cime innevate e delle leggende che fiorivano in questo mondo incantato.
Man mano che l’attività corale si intensificava, aumentava anche il rapporto di solidarietà ed amicizia tra i componenti, rapporto talvolta esteso anche alle rispettive famiglie e che ha consentito di superare le inevitabili difficoltà che hanno caratterizzato i primi anni di vita del sodalizio.
Fin dalle origini del Monte Pasubio, a significare i profondi legami che univano i coristi, in occasione del matrimonio dei giovani componenti non ancora sposati, il Coro al completo accompagnava la cerimonia religiosa con i propri canti: non importava se agli inizi il repertorio di “pezzi” adeguati alla solennità non era ancora pronto; alla bellissima “Ave Maria” di De Marzi si aggiungeva il canto friulano “Ai preat” (Io prego), assolutamente melodioso, ma ispirato ad una supplica a far cessare… la guerra.
Dopo la breve esperienza con il maestro Mario Casetta, la guida tecnica del Coro venne affidata a Nazzareno Fogagnolo, sotto la cui direzione ultratrentennale il complesso corale crebbe e si sviluppò notevolmente dal punto di vista artistico, dotandosi nel contempo di un vasto repertorio musicale. Grazie alle preziose armonizzazioni di De Marzi, Malatesta, Piero Avanzi ed altri valenti musicisti, il “Monte Pasubio” fu in grado di proporre, oltre ai tradizionali canti di montagna, brani di musica popolare, religiosa, canzoni di musica leggera ed affascinanti spirituals. A completare l’opera, il Coro si dedicò anche alla ricerca ed armonizzazione di motivi popolari della propria terra e a ricordare, rivestendola con uno struggente motivo musicale, la composizione lirica “Polesine” del noto giornalista e poeta rodigino Gigi Fossati.
Un significativo riconoscimento a livello internazionale, il “Monte Pasubio” lo ottenne nel 1979, con l’invito a partecipare ad Harrogate, in Inghilterra, al XVII° Festival Mondiale della Musica e del Folklore : l’età media dei coristi consentiva, allora, di non sfigurare tra i complessi musicali, bandistici e folkloristici costituiti sopratutto da giovani provenienti dall’Europa, Stati Uniti e Canada: un palcoscenico di tutto rispetto per il “Monte Pasubio” alla sua prima esperienza oltre i confini del nostro Paese.
Un’altra avventura indimenticabile: la prima lunga tourneè in Sicilia nel 1982 con concerti quotidiani in molte località dell’Isola e che ha visto il Coro accolto con grande simpatia e con la calorosa ospitalità che i siciliani sanno offrire al forestiero. L’esperienza siciliana si è poi conclusa al Teatro Politeama di Palermo con un applauditissimo concerto inserito nel programma degli week-end musicali del prestigioso Teatro Massimo palermitano.
Ma l’evento che ha dato una svolta importante alla vita del “Monte Pasubio”, quale affermata realtà locale nel campo della musica popolare e non solo, fu la dotazione della Sede sociale a Grignano Polesine, grazie al contributo dell’allora Cassa Rurale “S.Apollinare” di Rovigo ed alla collaborazione tecnica di molti coristi: la vetusta e disastrata Chiesetta di S.Rocco, da anni sconsacrata ed adibita a deposito di materiali vari, venne, con pregevole restauro, trasformata in sala prove ed auditorium per concerti ed attività musicali varie.
A conclusione di questa sintetica e necessariamente parziale carrellata sulle origini e i primi anni di vita del “Monte Pasubio”, non si può non ricordare un recente evento che ha visto il Coro protagonista insieme ad altri complessi corali italiani, esibirsi nell’aula di Montecitorio, in diretta televisiva, in occasione dell’annuale concerto di Natale del Dicembre 2009.
“Perché cantiamo ancora in coro”: dopo quarantacinque anni di attività ininterrotta, costellata da tanti lusinghieri successi, l’esplicita affermazione espressa a tema della storia del “Monte Pasubio” nel volume presentato, rappresenta, oltre che la sintesi di un percorso di vita indimenticabile, la premessa per molti altri futuri impegni corali e stimolanti affermazioni per la gioia di tutti gli appassionati.
Tanti auguri, Monte Pasubio !
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Come citare questo articolo
Fabrizio Braga. “Il 45° del Monte Pasubio”. Ventaglio Novanta, n. 44, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-45-del-monte-pasubio/